<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793</id><updated>2011-09-28T03:49:27.926-07:00</updated><category term='quattro è il numero perfetto'/><category term='Dottor House'/><category term='gay'/><category term='semir chris cobra 11 slash'/><category term='Un padre e un padre'/><category term='amore'/><category term='fanfic'/><category term='rps'/><category term='Bones'/><category term='House/Wilson'/><category term='sentimenti'/><category term='ogni singolo respiro'/><category term='Dottor WIlson'/><category term='eros'/><category term='sequel'/><category term='fantasia'/><category term='squadra speciale lipsia'/><category term='racconti erotismo'/><category term='sex'/><category term='erotismo'/><category term='ficlet'/><category term='Bordeline'/><category term='Miguel e Jan'/><category term='io con un uomo mai'/><category term='David Boraneaz'/><category term='omosessualità'/><category term='racconti'/><category term='prima volta'/><category term='inedito'/><category term='sesso gay tra etero'/><category term='storia originale'/><category term='jakeaustin'/><category term='morte'/><category term='slash'/><category term='spangel'/><title type='text'>I demoni e gli angeli di giusi racconti</title><subtitle type='html'>Una raccolta di racconti a sfondo gay. Dall'inquietante al romantico, dal grottesco alla fanfic.
Disclaimer: le immagini sono state trovate su internet, chi ne rivendicasse la proprietà può rivolgersi all'amministratore del blog</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-1199731114837281837</id><published>2011-06-05T04:54:00.000-07:00</published><updated>2011-06-05T05:06:13.595-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti erotismo'/><title type='text'>Professione amante, seconda puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bQublrz21-Q/TetvIKv0tDI/AAAAAAAAA1k/IQmAu9lDUFw/s1600/21102008597409_535.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-bQublrz21-Q/TetvIKv0tDI/AAAAAAAAA1k/IQmAu9lDUFw/s400/21102008597409_535.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614703546562032690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ultima cartuccia&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel guidava verso il loro appartamento. Erano quasi le due di notte. Un vecchio pezzo dei Human league alleggiava indisturbato. Jan sbadigliò guardando distrattamente fuori. &lt;br /&gt;“Ci starà mettendo i voti Anna? Che ne pensi, stallone?” Miguel gli diede una sonora pacca sulla coscia per richiamarlo.&lt;br /&gt;“Non mi frega, tanto lo so che sei più bravo tu”&lt;br /&gt;“E ce l’ho anche più grosso” &lt;br /&gt;Jan si stranì un po’ e assunse quell’aria contrita che piaceva all’amico.&lt;br /&gt;“Se sei tanto un bravo scopatore perché non fai tu l’escort e a me dai il compito di proteggerti?” Miguel rise di gusto: “Bel bambino, perché sono io che ho il fiuto degli affari e tu il sorriso smagliante e gli occhioni blu” gli accarezzò la nuca. “E poi io devo proteggerti” &lt;br /&gt;“Sì, come no” Jan era scettico, fortunatamente, da quando lavoravano in coppia, non c’era mai stato davvero bisogno di protezione. La maggior parte delle clienti faceva parte della facoltosa Berlino, e molte di loro avevano mariti consenzienti che pagavano per vederle tra le braccia di un altro. Non era strano che fosse tutto così tranquillo. &lt;br /&gt;Il giorno seguente Miguel aveva appuntamento con il misterioso mandate del comprato che gli aveva commissionato il video di Anna tra le braccia di Jan. Il franco-spagnolo era certo che dietro quel filmatino si celasse l’intendo di impedire le future nozze previste una settimana dopo, circa. Non che gli importasse, talmente abituato com’era a soddisfare i capricci più disparati. Prima di consegnare il tutto, riguardò il filmato sul suo pc. Il coinquilino dormiva ancora, malgrado fossero passate già da un po’ le undici del mattino. A lui invece non occorreva dormire più di tre o quattro ore. Animale notturno qual’era, ma preferiva essere efficiente anche di giorno. Le immagini sullo schermo lo destarono dal torpore. Appoggiò il succo d’arancia sulla consolle mentre la mano scendeva lungo la quasi inconsistente scia di peluria che partiva da sotto lo stomaco fino al pube. Jan eccitato era uno spettacolo erotico incredibile. Non riuscì a sottrarsi dal darsi piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poche ore prima....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Helena Legarn e Anna Kordischi erano amiche per la pelle fin da bambine. Per il matrimonio della sua migliore amica, Helena aveva organizzato un party che doveva celebrare, possibilmente con stile, l’addio al nubilato della giovane. Avevano entrambe ventisette anni e provenivano da famiglie bene della città. Quando Anna giunse a casa di Helena l’alcol scorreva a fiumi già da un po’ e Brigitta Fruen aveva tirato fuori la polvere bianca per ricaricarsi. Tutte le ragazze ci appoggiarono il naso. Anche Jan accettò mentre Miguel declinò gentilmente l’invito. Non faceva uso di nessuna sostanza stupefacente, al massimo beveva ma preferiva sempre restare sobrio, soprattutto durante gli impegni di lavoro. &lt;br /&gt;Anna si guardò intorno alla ricerca della sua amica. Appena la vide, Helena le si fiondò addosso per abbracciarla.&lt;br /&gt;“Non puoi farmi questo! Sposi il più borghese di tutti! Un Kolleg! Dovrei odiarti!”&lt;br /&gt;“Perché?  Lo volevi impalmare tu?” ridacchiarono. Dopo si scambiarono un bacio in bocca, seguito da una risata felice.&lt;br /&gt;“Ma che sei fatta?” la curiosità della festeggiata era legittima.&lt;br /&gt;“Ho solo tirato su un po’ roba buona, tanto paga papà”&lt;br /&gt;“E che altro paga papà, tipo quei due bei maschietti?” Anna aveva adocchiato Miguel e Jan che parlottavano tra loro. Rimase favorevolmente colpita dal biondo elegante e pieno di fascino, ma a farla eccitare fu il moro dai lineamenti esotici.&lt;br /&gt;“Chi è il mio giocattolo?”&lt;br /&gt;“Il biondo” incrociò le braccia &lt;br /&gt;“Vedremo” Anna sorrise maliziosa, a quell’uscita Helena scoppiò a ridere. &lt;br /&gt;Appena il resto delle amiche la vide iniziarono urli e schiamazzi. Tutte salutarono, chiedendo a gran voce di non sposarsi. Lei fece una specie di discorsetto e dopo Helena le presentò gli ospiti.&lt;br /&gt;“Lui è Jan” quest’ultimo fece un cenno vago con il capo e porse la mano.&lt;br /&gt;“Mentre l’altro è Miguel” &lt;br /&gt;“Piacere” Anna sorridendo, mostrò il diamante incastonato sul canino Da come indugiò sulla cicatrice sotto il labbro inferiore. Jan capì subito che preferiva Miguel. Non le diede torto: anche lui lo avrebbe preferito. Qualcuno accese la musica e a Jan fu chiesto di spogliarsi. Come di prassi l’aitante gigolò attese che le luci si abbassassero e la musica soft fece il resto. Iniziò a togliersi gli indumenti: prima la giacca, poi le scarpe che furono lanciate da una parte. Le donne attorno ridevano e sghignazzando, fecero apprezzamenti ed epiteti irripetibili. &lt;br /&gt;Anna approfittò della confusione per raggiungere Miguel.“Tu cosa rappresenti, una specie di vice spogliarellista?” &lt;br /&gt;“Sì, tipo che se lui si fa male io sostituisco” assecondò ironico, si fece serio quando sentì la mano femminile armeggiare con la zip.&lt;br /&gt;“Senti... Anna vero?”&lt;br /&gt;“Non farti paranoie, è carino il tuo amico, non dico di no, ma io voglio te” senza dargli il tempo di proferire parola lei si girò e lo spinse ad un bacio mozzafiato. Miguel non poté dirle quello che aveva in mente, travolto dal bacio e dalle mani infilate nei boxer che ghermivano il sesso.&lt;br /&gt;Anna sbavò: le riempiva il pugno, pensare al suo futuro (ricchissimo) marito che lo aveva grosso come un baccello, la fece rabbrividire.&lt;br /&gt;“Sei ben messo” sussurrò.&lt;br /&gt;“Non sono io quello pagato per farti la festa” &lt;br /&gt;“Non mi formalizzo” lo spronò ad alzarsi e poi lo spinse verso una porta chiusa. &lt;br /&gt;Solo Jan s’avvide della coppia che si era allontanata. &lt;br /&gt;L’attrazione della serata si ritrovò nudo in mezzo a mani che frugavano. Tutto sommato non gli dispiaceva come situazione. Le ragazze erano carine, e alcune avevano preso a baciarsi tra di loro, la classica situazione erotica sognata da ogni uomo. Helena lo abbracciò da dietro mentre Karin scelse di accarezzare il petto. &lt;br /&gt;“Ma la festeggiata?” chiese informazioni alla donna che lo stava coccolando dietro.&lt;br /&gt;“S’è presa il tuo amico, ma tornerà” l’unico uomo fu spinto sul divano. Bocche lo mapparono ovunque. Assomigliavano ad un branco di belve accanite sulla preda per sbranarla. Karin srotolò un profilattico.&lt;br /&gt;“A chi di noi l’onore?” le guardò una ad una “dato che Anna non c’è dovremmo giocarcela”&lt;br /&gt;Helena controbatté : “Che importanza ha essere la prima. Ci divertiamo un po’ per ciascuna, no?”&lt;br /&gt;“Se non vi fate problemi inizierei io” a parlare fu Brigitta, piccolina di statura ma con le idee chiare e coincise. Si tirò su la gonna a balze larga e si accovacciò su di lui. Jan amava il suo lavoro, soprattutto quando consisteva nel dar piacere ad una donna, certo se Miguel fosse stato presente sarebbe stato di gran lunga più eccitante. Si domandò se avesse quasi finito con Anna o stessero appena cominciando. Dopo aver ingurgitato tutti quei drink e pippato cocaina il concetto di tempo era diventato relativo. Non ricordava più da quanto fosse in quella casa, tra quelle ragazza che avevano in testa una cosa sola: sesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna spense una candela d’incenso scrutando con desiderio l’uomo dinnanzi a lei: nudo, sdraiato, sorridente. &lt;br /&gt;“Sei proprio bello, lo sai?”&lt;br /&gt;“Sei folle a preferire me a Jan” &lt;br /&gt;“E tu a trovar da ridire sulla mia scelta” gli accarezzò un piede con le unghie laccate facendolo rabbrividire.&lt;br /&gt;“Dunque ti sposi” &lt;br /&gt;“Vuoi fare conversazione?” &lt;br /&gt;“No di certo” si allungò per accarezzarle un seno. A lei sfuggì un ansito di piacere. &lt;br /&gt;“Proprio per questo devi scoparmi bene. Dopo sarò solo la moglie di un uomo molto ricco e molto stupito” &lt;br /&gt;“Mi dispiace” in verità non gli importava un fico secco. Aveva un compito da svolgere e in questo compito Jan si fotteva la futura sposina e lui riprendeva tutto con una telecamera. Erano questi i patti. Ma tutto stava andando a puttane. Finì per convincersi che prima di ristabilire l’ordine non vi era niente di male se si divertiva un po’. &lt;br /&gt;“Prendimi Miguel”&lt;br /&gt;“È quello che ho intenzione di fare” Controllò nel portafoglio se ci fossero dei condom in quanto da almeno sei settimane non faceva sesso, non ci sarebbe stato niente di strano se fosse rimasto a secco. Per la gioia di Anna non ci furono intoppi, il magnaccia aveva ancora un colpo in canna. &lt;br /&gt;Esausti dopo l’estenuante cavalcata, si sdraiarono l’uno a fianco all’altra. Le spalle potevano sfiorarsi. Dopo aver ripreso fiato, Anna si alzò per cercare i suoi vestiti, Miguel la seguì a ruota: “Devo andare da Jan, non vorrei che le tue amiche lo stessero costringendo a fare cose a lui non gradite”&lt;br /&gt;“Ma figurati, si staranno divertendo!”  lo guardò con malizia “ci tieni tanto al tuo amico, state insieme?”&lt;br /&gt;“Figurati, lui è il mio escort, io sono il suo protettore” &lt;br /&gt;“Ora capisco, sei un magnaccia”&lt;br /&gt;“Se ti piace definirmi così” una volta rivestito la scansò gentilmente ed uscì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il tour de force sessuale, Jan era esausto. Si domandò se gli rimanesse la forza di espletare il compito principale: dare un degno addio al nubilato alla sposina. Sperò gli restasse una cartuccia ancora da sparare. In quel momento scorse con la coda dell’occhio Miguel, seguito da Anna. &lt;br /&gt;“Ma che gli avete fatto?” alzò il tono della voce, le donne si stavano riassestando. Si avvicinò al suo sottoposto. “Hai la faccia stravolta, dolcezza, cosa ti è successo?” premuroso gli accarezzò i capelli.&lt;br /&gt;“Mi hanno semplicemente annientato!” Miguel gli baciò la fronte, il secondo bacio nel giro di poco, Jan si domandò se non stessero diventando troppi. Non gli dispiaceva. &lt;br /&gt;“Il problema è che devi farti la festeggiata”  &lt;br /&gt;“Ma non gli sei bastato tu?” Jan non vedeva l’ora di uscire. Quel luogo si era fatto claustrofobico.&lt;br /&gt;“Il tizio che mi ha commissionato il lavoro vuole che riprenda la sposina con il suo stallone, tesoro devi darti da fare”&lt;br /&gt;“Non so se ce la faccio” a quella il l’ispanico si leccò le labbra, poi tirò fuori dalla tasca un misterioso involucro.&lt;br /&gt;“Papino ha la medicina, bellezza. Vedrai come ti torna in alto” sorrise. Miguel prese la pastiglia blu, l’osservò un istante, poi la mise sulla punta della lingua. Si abbassò per raggiungere la bocca di Jan il quale restò un po’ sorpreso, ma schiuse le labbra e l’accolse. La pastiglia andò giù e il leggero sapore di Miguel con lei. Il sesso si rizzò all’istante. Jan dubitò che c’entrasse il viagra, non aveva mai fatto effetto così rapidamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Anna fu chiesto di indossare la lingerie super sexy che le amiche le avevano donato. Le stava proprio bene il corpetto di pizzo bianco con dei nastrini rosa, esaltava il seno alto e sodo e le natiche, anch’esse marmoree. &lt;br /&gt;Miguel piazzò la telecamera tra un vaso cinese e un portaritratti. Controllato che fosse tutto a posto, si collocò dietro la tenda spessa. Anna e Jan, allacciati, si sdraiarono sul letto che emanava ancora l’odore dei precedenti occupanti. Lui, completamente nudo, malgrado l’erezione, sembrava distratto. Lei, invece, ancora vogliosa. &lt;br /&gt;“Sarai all’altezza del tuo protettore?” le parole scivolarono dalla bocca umida di baci all’orecchio dello spogliarellista.&lt;br /&gt;“Ne dubito, ma mi darò da fare” indossò il profilattico poi l’accarezzò tra le gambe. Al pensiero che Miguel fosse stato lì dentro fino a pochi minuti prima, si sentì eccitare. Poi ci rifletté; dov’era Miguel? Magari dietro qualche mobile, ad osservarlo in silenzio. Alla sola idea sentì il sangue pulsare verso il suo sesso.&lt;br /&gt;“Voltati” fu imperativo. Anna ubbidì. Jan si gustò la visione delle natiche esposte oltre. La prese con veemenza. Durò un misero quarto d’ora ma fu sufficiente ad entrambi per godere. &lt;br /&gt;Da dietro il tendaggio, Miguel si ripulì il ventre e le mani impiastricciate. La telecamera continuava a riprendere Anna che si rivestiva. Jan era già uscito da qualche minuto. A questo punto il loro compito era finito. Doveva riportare a casa Jan e poi occuparsi del cliente. Quello scherzetto gli avrebbe fruttato ben ventimila euro. Non ne aveva parlato al suo protetto, preferiva tenerlo al di fuori di certi affari per evitare che si contaminasse troppo.&lt;br /&gt;Una volta che entrambi furono vestiti e liberi dalle scorie, salutarono le giovani voluttuose. Miguel ebbe la faccia tosta di fare gli auguri alla futura sposa. Le ragazze sogghignarono, ricordandole che era stata fortunata ad avere nel letto due uomini così attraenti.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.  &lt;br /&gt;“Ti gingilli guardandomi in azione?” la voce nerboruta riscosse Miguel dal dai suoi pensieri&lt;br /&gt;“Sei già sveglio!” sorpreso con le mani ‘in pasta’, il mezzo francese si sentì in dovere di giustificarsi. “Una scena di sesso molto bella, sarai tentato di venderla a qualche sito porno che ne dici?”&lt;br /&gt;Jan si passò il collo della bottiglia di acqua minerale sulle labbra. “Te lo devo dire Miguel, sono geloso del tuo cazzo!” In quel momento Miguel si avvide dello sguardo che indugiava sull’erezione.&lt;br /&gt;“Mi dispiace che tu lo sia, non è colpa mia se madre natura è stata tanto generosa. Ma tu non hai molto da invidiarmi”&lt;br /&gt;“Avrei voluto non essere circonciso. Ma la puttana che mi ha messo al mondo evidentemente la pensava differente” s’incupì. Miguel non ne fu sorpreso, succedeva ogni qual volta nominava sua madre. La donna che l’aveva abbandonato al suo destino precocemente. Si risistemò il sesso nelle mutande. “Ti va di fare colazione? Una colazione come si deve?” si alzò invitandolo ad una abbraccio. Jan ci finì dentro. &lt;br /&gt;“Avevo indovinato, hai bisogno di coccole” la voce carezzevole solleticò il collo del biondo.&lt;br /&gt;“Tu sai sempre tutto” rispose.&lt;br /&gt;Miguel gli prese il volto tra le mani, fissandolo con dolcezza. “Ma quanto sei carino” sussurrò prima di toccare la fronte con le labbra.&lt;br /&gt;“Perché non mi baci sulla bocca?” quelle parole provocarono un brivido in Miguel. Un misto di piacere e paura.&lt;br /&gt;“Perché sarebbe sconveniente...” evitò il suo sguardo fissando la finestra di fronte a loro.&lt;br /&gt;“Per chi, per me o per te?”&lt;br /&gt;“Per entrambi mio caro, io non si devono mischiare mai affari e appetiti sessuali”&lt;br /&gt;“Un bacio è un bacio, non ti ho mica detto di scopare!” Jan si stizzì. &lt;em&gt;Il solito bambino capriccioso&lt;/em&gt;, fu il pensiero del suo interlocutore. &lt;br /&gt;“Non mi faccio problemi a baciarti Jan! Solo che non voglio diventi un vizio...” stava arrancando, soprattutto ora che Jan aveva invaso completamente il suo spazio.&lt;br /&gt;“Ma di che parli? Ma quale vizio! L’ho capito che mi vuoi come io voglio te!” si sporse al punto che l’altro, indietreggiò fino a sbattere il sedere sulla consolle del computer. Il mouse cadde in terra mentre le mani di Jan si spostarono ai lati del corpo dell’amico. I visi ad un soffio.&lt;br /&gt;“Voglio che mi baci, niente sesso”&lt;br /&gt;“Perché....”&lt;br /&gt;“Perché sì e basta” &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bambino capriccioso...&lt;/em&gt;  Le labbra si scontrarono creando una serie di scariche elettriche in Miguel, il quale, oramai in bambola, ricambiò il bacio abbracciandolo e schiudendo la bocca per lasciar passare la lingua invadente. &lt;br /&gt;Durò un po’. Fu dolce e appassionato. Così appassionato che finirono sdraiati sul parquet. Il corpo di Jan su quello di Miguel. &lt;br /&gt;Ansimando pesantemente Miguel disse: “Ora basta, ragazzino! Ti sei tolto il capriccio” provò a scansarlo.&lt;br /&gt;“Tutte le volte che voglio me lo devo togliere” e puntellandosi con i gomiti si alzò. “Mi dicevi di una colazione come si deve, dove avevi in mente?”&lt;br /&gt;Miguel grattò con la gola. Si domandò se Jan fosse così sorprendentemente cinico di fingere che non fosse accaduto niente o la sua era solo una recita ben congeniata. In ogni modo l’erezione che faceva tendenza sotto i boxer, era una prova più che attendibile che l’eccitazione era vera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-1199731114837281837?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/1199731114837281837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=1199731114837281837' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1199731114837281837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1199731114837281837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2011/06/professione-amante-seconda-puntata.html' title='Professione amante, seconda puntata'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bQublrz21-Q/TetvIKv0tDI/AAAAAAAAA1k/IQmAu9lDUFw/s72-c/21102008597409_535.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8015557533691770389</id><published>2010-11-06T05:55:00.000-07:00</published><updated>2010-11-06T06:00:33.916-07:00</updated><title type='text'>Professione amante</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TNVRYtnajtI/AAAAAAAAAyE/Ae9LMZkbtW0/s1600/sexy2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 299px; height: 301px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TNVRYtnajtI/AAAAAAAAAyE/Ae9LMZkbtW0/s400/sexy2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536420801925517010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AUTORE&lt;/strong&gt;: Giusi  &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PROTAGONISTI:&lt;/strong&gt; Jan Holsen/Miguel Le Breton &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GENERE: &lt;/strong&gt;erotico&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RATING:&lt;/strong&gt; NC 17 &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER:&lt;/strong&gt; ho solo preso spunto dalla serie "Squadra speciale Lipsia" ma i personaggi sono assolutamente originali &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUMMARY:&lt;/strong&gt; Jan Holsen professione gigolò oserà mettersi contro uno spietato signore della droga? Il suo protettore lo tirerà fuori dai casini o peggiorerà le cose?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Feedback:&lt;/strong&gt; giusipatito@yahoo.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il coniglio bianco &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tabella di marcia diceva: segui sempre il coniglio bianco. Jan ci aveva messo poco a scoprire che il coniglio bianco era il nome di un bar che logicamente non era un vero bar ma un troiaio. Un locale per scambisti con tanto di spogliarelli e ballerine di Lap dance. Si maledì per aver dato di nuovo retta a Miguel ed essere venuto in taxi. Difatti il tassista non sapeva un accidente di dove si trovasse il coniglio bianco, e da quasi due ore giravano come trottole nel hinterland di Berlino.Tra l’altro odiava passare per i sobborghi, gli ricordavano troppo il quartiere dove era cresciuto.&lt;br /&gt;Finalmente trovarono il locale, all’insegna mancavano tre luci.&lt;br /&gt;“Mi lasci pure qui” gli appioppò venti euro e poi scese. L’omuncolo li accettò e prima di andarsene gridò: “Addio finocchio” Jan Holsen fece il dito medio e poi imprecò. Già che quella sera di lavorare non aveva proprio voglia, c’era Bayer di Monaco – Borussia. Amava da morire il calcio, da ragazzino aveva pure praticato, ora al massimo prendeva a calci qualche lattina di birra. &lt;br /&gt;Oltrepassò un gruppetto di persone che attendeva per entrare.&lt;br /&gt;“Ciao Jan, entra” il butta fuori lo riconobbe.&lt;br /&gt;“Berger” fu contento di vedere una faccia conosciuta. Berger era un suo amico, anche se era più amico di Miguel. &lt;br /&gt;“Devi parlare con il tipo con i capelli bianchi e le basette, si chiama Eduard Rott, ti darà lui con chi hai appuntamento”&lt;br /&gt;“Va ben grazie” dopo un’ultima pacca sulla spalla Jan s’arrischiò ad entrare. Come tutte le bettole schifose che gli toccava frequentare anche quella aveva poca illuminazione e la puzza di sperma era uno schiaffo in faccia dato a mano aperta. Si coprì la bocca disgustato e poi, per scacciare il nervoso, si accarezzò la giacca di pelle marrone. Dopo un breve corridoio raggiunse la sala principale. Il mobilio era scarso e scadente: un bancone dove venivano elargiti i cocktail, una decina di tavolinetti sparsi qua e là, e naturalmente il palco dove alcune ragazzette mezze nude inscenavano una sorta di Decamerone lesbo. Finalmente adocchiò il suo uomo&lt;br /&gt;“Eduard?”&lt;br /&gt;“Tu sei Jan, il ragazzo di Miguel” &lt;br /&gt;“Sono qui per il lavoro, sì” gli dava sempre fastidio quando lo definivano ‘ragazzo di Miguel’. Lo faceva sembrare una sua proprietà, ed era l’ultima cosa che avrebbe voluto. Ma da oltre cinque anni era il suo protettore e anche volendo non sarebbe riuscito a privarsi di lui. Li legavano troppe faccende. Jan non avrebbe mai ammesso che senza Miguel sentiva perso. &lt;br /&gt;“La coppia ti aspetta al primo piano, la terza stanza sulla destra.”&lt;br /&gt;“Che tipi sono?”&lt;br /&gt;“Beh lui sembra mezzo suonato, lei però è molto carina, slava”&lt;br /&gt;“Sempre slave” sbuffò, a lui piacevano more, magari non tanto alte e con i fianchi importanti, era stufo di farsi sempre lo stesso genere di donna: alta, bionda, rifatta. Ma gli uomini ricchi, che erano la maggioranza dei suoi clienti, le preferivano così: bamboline da sbattere o meglio da far sbattere. Si accomiatò da Eduard e seguì la linea tratteggiata sul linoleum che conduceva alle scale. &lt;br /&gt;Il nuovo corridoio sembrava quello di un albergo, c’erano porte sia a destra sia a sinistra. Da dietro ad esse provenivano gemiti e altri rumori ai quali Jan era fin troppo abituato. Bussò.&lt;br /&gt;Un uomo sui cinquanta, talmente magro che non si capiva bene da dove traesse la forza per reggersi in piedi, pelato davanti e con un buffo codino, lo fece entrare.&lt;br /&gt;“Si accomodi” da come parlava ansante sembrava avesse un enfisema o qualcosa che lo stava lentamente uccidendo.&lt;br /&gt;“Buona sera” Jan si guardò intorno, la stanza era ancora più anonima di quella di un motel e la ragazza seduta sorridente sul letto era tremendamente insignificante. Pensò che farselo venire duro sarebbe stata una bella impresa e si maledisse per aver lasciato il viagra a casa. &lt;br /&gt;“Ciao” lei le fece un’espressione estatica. “Rott diceva che eri bello ma non pensavo fosse così realistica la sua descrizione” si alzò e gli venne incontro. &lt;br /&gt;“È sempre arrapata” spiegò l’uomo “questo succede a lasciare una donna matura per un’adolescente in calore” alla parola adolescente scattò la professionalità di Jan&lt;br /&gt;“È maggiorenne oltre che arrapata?” lo fulminò con lo sguardo.&lt;br /&gt;“Diciotto anni e sei mesi proprio oggi, Belinda fai vedere i documenti” lei sorridendo smorfiosa tirò fuori dalla Luis Vuitton la carta d’identità. Jan controllò con accuratezza poi restituì. &lt;br /&gt;“Tutto a posto, poliziotto? Sono in regola?” civettò smorfiosa. &lt;br /&gt;“Tutto a posto” ripeté lui cercando di trovare intrigante quello che scontato. &lt;br /&gt;Il cornuto prese il suo posto in prima fila, seduto su una poltrona strategicamente posta ai piedi del letto, mentre Belinda si toglieva le autoreggenti bianche. Jan le fu addosso pronto a disegnarle un bel pigiama di saliva. Fu rallegrato che quanto meno non sapesse di qualche squallido profumo costoso, conservava invece un sano odore adolescenziale. E questo fece risvegliare i suoi sensi attutiti oltre che a far defluire i centilitri di sangue necessari per guadagnarsi una robusta erezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi mi paga?” Jan non aspettò neanche che il cornuto si fosse ripulito, Belinda invece era in bagno probabilmente a smaltire l’ubriacatura da orgasmi multipli. &lt;br /&gt;“Con Miguel ero d’accordo che li davo a lui” &lt;br /&gt;Lo aggredì ponendo la sua alta figura contro la sua piccola e insicura. “Non mi fido di lui. Dammi i miei millecinquecento euro se non vuoi che pianti un casino”  l’uomo, essendo infinitamente meno dotato fisicamente arretrò, spaventato dall’irruenza del più giovane. &lt;br /&gt;“Va bene, stia tranquillo, la pagherò. Tra l’altro è stato così bravo, sono sicuro che la mia piccina vorrà di nuovo gingillarsi con lei”&lt;br /&gt;“Se vuole gingillarsi con me deve sbrigarsi a tirare fuori la grana” &lt;br /&gt;Dalla tasca di un cappotto probabilmente dal valore spropositato, l’omuncolo tirò fuori il denaro. Era un vecchio trucco fin troppo abusato: Jan si faceva pagare prima così che anche Miguel sarebbe andato a battere cassa e a quel punto il compenso sarebbe raddoppiato senza tanti sforzi. Ma nessuno di solito aveva da ridire, sia perché Jan la parcella se la guadagnava sia perché erano quasi tutti schifosamente ricchi. Dunque, euro più, euro meno. non faceva differenza. &lt;br /&gt;Belinda uscì dal bagno sorridendo, voleva lasciare il suo stallone con un bel bacio, ma lui rifiutò gentilmente ogni avance. Senza salutare abbandonò la coppia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel stava facendo i pesi in soggiorno quando sentì il coinquilino entrare. Non era inusuale che alle due di notte facesse ginnastica. Miguel Le Breton conduceva una vita completamente scollegata dall’intera società per orari e per abitudini. Ad esempio se andava al ristorante non ordinava mai il primo il secondo, partiva sempre dal dolce. Affermava che se poi gli fosse entrato il resto sarebbe arrivato fino all’antipasto. Aveva l’abitudine di partire dal basso anche negli affari come nel sesso, di fatti era un feticista dei piedi. Gli intrighi amorosi non lo sfioravano, preferiva gli affari in particolare quelli che portavano denaro facile. Viveva in un appartamento extralusso al cento di Berlino. Amava circondarsi di cose belle per il gusto di averle. Il suo box armadi conteneva solo abiti di alta sartoria e il lussuoso bagno oltre che ad essere in tutto e per tutto come una piccola beauty farm, conteneva ogni cosmetico maschile costoso in vendita in città. Aveva appena trentadue anni, tra l’altro portati benissimo, eppure curava il suo aspetto con la maniacalità di una signora di mezza età. Il suo sguardo era chiaro e rassicurante, il sorriso malizioso, le braccia muscolose: la guardia del corpo ideale per qualunque donna. A renderlo ancora più sexy una cicatrice sotto il labbro, procuratasi durante uno scontro con un coetaneo durante l’adolescenza. Almeno questa era la sua versione.&lt;br /&gt;Jan spinse la scheda dentro la feritoia, uno scatto deciso e la porta si aprì.&lt;br /&gt;“Ma ti sembra questa l’ora di fare ginnastica?”&lt;br /&gt;“Com’è andata?” Miguel si alzò per accogliere il suo uomo. Lo baciò sul collo “Puzzi di bordello”&lt;br /&gt;“E secondo te di cosa dovrei odorare, di incenso? Non sono stato mica in chiesa!” si tolse la maglietta ancora intrisa di tutti gli effluvi del coniglio bianco. Quando fu nudo, si buttò sotto la doccia. Miguel lo seguì in bagno, raccolse i pantaloni che giacevano in terra. &lt;br /&gt;“Sempre sveglio il mio ragazzo” ridacchiò borioso mentre acciuffava le banconote dalla tasca dei pantaloni, le contò per sicurezza poi uscì dalla stanza sorridendo. Avrebbe dovuto darsi una lavata anche lui ma preferì sdraiarsi sul divano a bere brandy. &lt;br /&gt;Dormivano ciascuno nella propria stanza, Jan non portava anzi non era autorizzato a portare nessuna cliente e quelle rare volte che aveva un appuntamento vero e proprio avvisava Miguel in anticipo ordinando di non essere in casa.  &lt;br /&gt;Dopo la notte al coniglio bianco, Jan si svegliò che era già l’una, sul comodino accanto a letto trovò un biglietto di Miguel, c’era scritto: hai un appuntamento alle otto a Rudower Straße, 90. Vestito elegante. Il giovane imprecò a mezza bocca, ma non voleva pensare, non prima di aver bevuto un caffè lungo, ingurgitato horaffen, e spremuta d’arancia. Per sua fortuna la loro domestica aveva fatto previste il giorno prima. Dopo essersi rifocillato fece la doccia. In accappatoio entrò nella grande cabina armadio dove tirò fuori una camicia rosa e un bel vestito blu “lo troverà abbastanza elegante il capo?” pensò ad alta voce. Sapeva che ci sarebbe stato anche lui a quell’indirizzo. E tutto sommato gli piaceva che vigilasse su di lui in quel modo. Era molto protettivo nei suoi confronti, da questo punto di vista non poteva capitargli magnaccia migliore! Arrivò a Rudower Straße, 90 alle cinque. Pensò di fare un giretto. Il tempo sembrava non passare mai. Sperò in una telefonata di Miguel, provò a chiamare lui ma dio solo sapeva dove si andava a cacciare di giorno. Di solito s’incontravano sempre di notte, o di prima mattina se erano entrambi ancora svegli. Alle otto in punto si fece trovare davanti al luogo dell’appuntamento. Si trattava di un portone di uno stabile elegante. “La signorina Legarn l’aspetta al quinto piano, troverà l’ascensore sulla destra” fece sapere il portiere, un uomo di mezza età stempiato e di bassa statura. Jan posò lo sguardo su di lui poi tornò ad osservare attorno a sé: “Prima devo attendere un amico”&lt;br /&gt;“Se l’amico è un uomo dai capelli scuri e corti è già salito e la aspetta, signore” &lt;br /&gt;“Sia meno generico, sono in molti ad avere capelli corti e scuri” si stizzì.&lt;br /&gt;“Le breton, mi pare abbia detto, un cognome francese”&lt;br /&gt;“Va bene, allora posso andare” sospirò di sollievo.&lt;br /&gt;Appena fuori dall’ascensore camminò lungo il corridoio che lo avrebbe condotto all’arrivo. Sentì il vociare allegro oltre la porta. Una ragazza bionda e già alticcia gli aprì, sfoderando un sorriso radioso.&lt;br /&gt;“Sei Jan vero?” lo squadrò da capo a piedi “me lo auguro!”&lt;br /&gt;“Sì, sono io”&lt;br /&gt;“Anche il tuo amico è carino, entra” lo afferrò per un braccio così che si ritrovò dentro l’appartamento. Guardandosi attorno notò che si trattava di un loft elegantemente arredato. Dopo aver scrutato la mobilia vide gli altri occupanti: una mezza dozzina di ragazze, tutte tra i venti e i trenta avevano accerchiato Miguel sprofondato comodamente in una poltrona di velluto. Rideva anche lui, mentre loro facevano a gara per scompigliargli i capelli e strusciargli il seno sotto il naso. &lt;br /&gt;“Benvenuto Jan, sono felice che tu non ti sia perso”&lt;br /&gt;“Come faccio a perdermi se mi costringi sempre ad andare in taxi?”&lt;br /&gt;“E dai, pasticcino, non te la prendere, lo sai che senza macchina non ci so stare” avevano un auto in due e Jan si lamentava sempre di restare a piedi. Miguel lo prese per un braccio invitandolo ad avvicinarsi. Tutte lo guardarono vogliose. “Ma è una specie di orgia di sole donne?” domandò Jan quando fu con la bocca ad un passo dall’orecchio del suo protettore.&lt;br /&gt;“Non lo hai capito? Eppure sei navigato amico mio! È un addio al nubilato!”&lt;br /&gt;“E la futura sposa chi sarebbe?”&lt;br /&gt;“Non è ancora arrivata, tu comunque sei l’attrazione principale” &lt;br /&gt;“Già, ma prima ci divertiamo noi con te” s’intromise una ragazza mora e riccioluta. Lo prese per la vita e lo attirò a sé. Spinse le labbra sottili sulle sue. Jan accolse la lingua. Di lì a poco, lo baciarono tutte e sette a turno e si ritrovò sporco di diverse tonalità di rossetto dalla fronte al colletto della camicia.&lt;br /&gt;“Su calma ragazze, non me lo strapazzate troppo” Miguel lo scansò abbracciandolo.&lt;br /&gt; Si appartarono. “Ti stai divertendo?” &lt;br /&gt;“Sono scatenate!” &lt;br /&gt;Si guardò dietro come se temesse di essere udito: “Ascolta Jan: devi essere molto disponibile con la festeggiata, siamo intesi?”&lt;br /&gt;“Perché questa precisazione? Scopare è il mio lavoro, o pensi che mi faccia problemi per il suo futuro marito?”&lt;br /&gt;“Poveraccio, è già cornuto!” ridacchiò “quello che intendo dire è: datti da fare, la persona che paga vuole che tu le faccia il servizio completo” a Jan dava sempre un po’ noia quando si esprimeva con frasi tipo ‘servizio completo’ ‘lavoretto soft’ ecc. Era cresciuto per strada Jan, era abituato a chiamare le cose con il proprio nome. “Devo venirle in bocca e romperle il culo, perché non parli chiaro?” lo fissò sgranando le fenditure blu. Miguel gli accarezzò dolcemente la barba appena spuntata.&lt;br /&gt;“Lo fai sembrare quasi poetico” la sua voce era dolce. Senza preavviso gli bacio le labbra. Durò giusto un secondo. &lt;br /&gt;“Ora sei sporco di rossetto anche tu” biascicò con cinismo Jan, in verità era turbato, ma evitò di darlo a vedere. Miguel, dopo una sonora pacca sulla spalla lo invitò a tornare dalle signorine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8015557533691770389?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8015557533691770389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8015557533691770389' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8015557533691770389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8015557533691770389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2010/11/professione-amante.html' title='Professione amante'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/TNVRYtnajtI/AAAAAAAAAyE/Ae9LMZkbtW0/s72-c/sexy2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8876484382361211296</id><published>2010-03-25T07:27:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T07:39:44.956-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='semir chris cobra 11 slash'/><title type='text'>Cuore d'infiltrato, cuore di poliziotto</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S6t0Poe2H8I/AAAAAAAAAo8/mX9zTN_yBbo/s1600/semir+chris.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S6t0Poe2H8I/AAAAAAAAAo8/mX9zTN_yBbo/s320/semir+chris.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452579585775771586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fandom:&lt;/strong&gt; Squadra Speciale Cobra 11&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Chris (Mark) Erik, Semir &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storyline:&lt;/strong&gt; poco dopo la doppia puntata &lt;em&gt;Vita e morte&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING:&lt;/strong&gt; Contenuti slash NC17 per scene di sesso &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gelide, come le mattonelle del bagno dietro la schiena. Chris si sta adagiando sulle piastrelle fredde e impersonali del bagno di Semir. Andrea non c’è e siccome loro sono stati impegnati in un inseguimento all’ultimo spasimo, sono finiti a casa del turco. &lt;br /&gt;Chris sbircia la porta che ha lasciato maliziosamente semiaperta. Non sa se spera o teme di più che il collega entri. Sospira. Ma è un sospiro di piacere non di dolore, in quanto la sola idea glielo ha fatto rizzare. Abbassa la testa. Il suo uccello punta dritto verso il cielo o meglio si è fermato a mezz’asta perché contro la forza di gravità non può nemmeno la genuina virilità teutonica. Se fosse un pervertito trarrebbe soddisfazione a toccarsi nel bagno del suo compagno. A scaldare quelle mattonelle così fredde con il suo seme caldo, ma desiste. Chiude gli occhi. Fa un passo in avanti, non proprio un passo completo come quando si cammina per strada, un mezzo passo. Gli è sufficiente affinché il cazzo tocchi le mattonelle. Improvvisamente chiude il pomello della doccia. Ha sentito dei passi. &lt;br /&gt;“Ti ho portato l’accappatoio” fa sapere il padrone di casa.&lt;br /&gt;“Ok” sbuffa. Chris trova irritante la sua voce quand’è così arrapato, così stridula, tipo falsetto. E poi perché Semir non è entrato a fare la doccia con lui? Forse è un bene, in quanto non lo vuole davvero.&lt;br /&gt;Quindici minuti più tardi è avvolto nell’accappatoio del collega, seduto sul divano. Una birra il lattina nella mano destra. Nell’altra la coscia nuda di Semir. Anche lui si è fatto la doccia. Chris sa di cosa ha bisogno il suo collega, e a lui costerebbe così poco. Spostare il palmo finché non arriva tra le gambe. Masturbarlo piano, poi più veloce. Non sarebbe nemmeno la prima volta che gli fa quel lavoro. Di certo non è la prima volta che fa godere un uomo. Sogghigna al pensiero. Una sega è una roba da ragazzetti. Ma, in fondo, cos’è Semir se non un bambino mai cresciuto che si diverte ad inseguire i cattivi come i personaggi dei videogiochi? Eppure ha una donna, una moglie e una figlia. Ha amato in passato, ha amato pienamente un altro uomo prima di lui. &lt;br /&gt;Chris volta la testa verso la sua. Lentamente si avvicina, anche l’altro si tende. Le labbra si sfiorano appena. Il loro secondo bacio. Poi finalmente Chris lo fa davvero: prima appoggia la birra per terra. E poi lo tocca. E intanto il bacio incalza, duro, passionale. &lt;br /&gt;Non dura molto ma neanche poco come la prima volta. Dopo l’orgasmo il bacio si fa più lento, più dolce.&lt;br /&gt;“Non è solo questo per me Chris” lo abbraccia. Le dita percorrono la schiena, incontrano le cicatrici, le vezzeggiano. L’altro poliziotto sospira. Prima di Semir solo uno gli aveva insegnato a non vergognarsene, anzi le trovava persino sexy! Lui. Ma quelle erano di Mark Jager, non di Chris. &lt;br /&gt;“Anch’io ti amo Semir” il turco risponde sorridendogli con dolcezza. Dopo aver perso Tom non avrebbe mai immaginato di provare di nuovo sentimenti così intensi per qualcuno. Invece quando lo guarda sente che Chris è tutto quello di cui ha bisogno. Ma allora perché non si lascia andare? Ma Semir non si da per vinto e torna alla carica: lo piega sul divano. Chris si ritrova con le spalle sul comodo velluto a coste. L’accappatoio si apre da solo.&lt;br /&gt;Semir osserva rapito il favoloso torace esposto. Così muscoloso, liscio, indubbiamente attraente. Ingoia la saliva “Sei bellissimo... non sai quanto ti desidero” detto questo si piega e lo bacia: le clavicole, i pettorali, lo stomaco, gli addominali.&lt;br /&gt;Ad un passo dal cazzo: “Ti prego non farlo!” &lt;br /&gt;“Perchè? Lo vogliamo entrambi Chris”&lt;br /&gt;“Io no, non sarebbe giusto”&lt;br /&gt;Il piccoletto lo fulmina con lo sguardo. Ha capito che Chris nasconde qualcosa. Un segreto. Bello serie e bello grosso. &lt;br /&gt;“Per chi non sarebbe giusto?” Chris lo accarezza con gli occhi. Si tira a sedere. Sa che non può più rimandare. Deve confidarsi, dire quella verità che gli strozza il respiro impedendogli di lasciarsi andare. Apre la bocca e Semir ascolta.&lt;br /&gt;Era da poco entrato nei panni di Mark Jager nell’intento di stanare l’organizzazione dedita al  traffico umano capitanata da Roman e Erik Gehlen. Proprio quest’ultimo fu la persona che più di tutti lo introdusse in quel microcosmo fatto di sesso, tanto sesso, cocaina e una vita sempre al limite. Un circo di trasgressione la cui spirale sembrava non avare fine. Eric gli procurava le puttane migliori, in cambio un unica condizione: che lo lasciasse guardare.  All’inizio l’infiltrato aveva pensato si tratta semplicemente di una propensione al voyeurismo. Niente di speciale. Una volta però accadde un fatto strano. Mentre la puttana di turno si cambiava al bagno, Erik rimase seduto in poltrona guardando il complice ancora nudo e riverso con un curioso sorrisetto soddisfatto. Aveva i pantaloni calati e lo sperma gli impiastricciava ancora le pudenda. Ma non ci pensava affatto a riassettarsi preferendo guardare Mark che si toglieva il preservativo, lo annodava per poi posarlo sul comodino. Si alzò e lo raggiunse sedendogli accanto. Mark divenne rosso, quello sguardo ottenebrante lo fece sentire più nudo di quanto già non fosse. Il trafficante allungò la mano e lo gli toccò il torace. A quel leggero contatto lui rabbrividì. &lt;br /&gt;“Sei proprio bello Mark Jager” lo scrutò con desiderio mentre lo toccava “dannatamente sexy” aggiunse: “adoro come scopi e come ti fai scopare” Mark non disse niente ma comprese. Erik Gehlen non voleva assistere alle prestazioni in quanto guardone: aveva un debole per lui. Così ci fece caso e le successive volte che si ripresentò quella particolare occasione Mark badò a dove l’attenzione del giovane Gehlen fosse. Non vi fu più spazio al dubbio, Erik non ci pensava affatto alla ragazza sotto o sopra di lui, guardava costantemente l’uomo. Questo provocò nell’infiltrato parecchie inquietudini. Non meno rese più complicate le cose tra di loro. Ogni qual volta i due restavano da soli, Mark trovava una scusa per andarsene. Finché un bel giorno Erik non se ne avvide.&lt;br /&gt;“Hai paura di stare da solo con me, vero?” lo mise spalle al muro senza toccarlo, solo con la prestanza del suo corpo.&lt;br /&gt;“Cosa te lo fa pensare?”&lt;br /&gt;“Non prendermi per i fondelli. Ho capito che hai capito...”&lt;br /&gt;“Che discorso è? Ti sei forse bevuto il cervello?”&lt;br /&gt;Erik rispose con una risatina. Portò il volto più vicino al suo. “Hai capito che mi piaci e che ti voglio scopare” Mark fu percorso da un lungo brivido. Che fosse di paura o di eccitazione o di entrambe non aveva importanza. Fatto sta che, all’improvviso tutto gli fu chiaro. Anche lui lo voleva: Mark Jager voleva quella bestia senza cuore e senza cervello di Erik Gehlen. Il lampo che vide passare negli occhi di Mark lo fece ghignare di soddisfazione.&lt;br /&gt;“Bene... bene, come pensavo. Anche tu mi vuoi... perfetto” gli accarezzò il labbro inferiore con l’indice. Mark prontamente tirò fuori la lingua per leccarlo.  Non sapeva quanto fosse una buona cosa lasciasi scopare dal suo nemico. Sicuramente non lo era per Chris Ritter, ma per Mark Jager... si spostarono in camera da letto dando e diedero sfogo a tutto il desiderio che tenevano racchiuso dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annichilito dalla scoperta Semir guarda il suo collega senza parlare. &lt;br /&gt;“Ora ti faccio schifo, vero?”&lt;br /&gt;“Non lo so, dovresti?”&lt;br /&gt;“Dovrei... ho avuto una relazione con... con chi ha messo fine alla vita del tuo grande amore, di Tom Kranich”&lt;br /&gt;“Non è proprio andata così” Semir sorride con dolcezza “Mark Jager ha avuto una relazione con Erik Gehlen” Chris spalanca la bocca per la sorpresa. Pensa che non avrebbe dovuto dargli tutto quel peso. Era Mark tra le braccia della carogna che aveva ucciso il povero Tom, non lui! E Semir ci è arrivato praticamente subito!&lt;br /&gt;“Il cuore di Mark è appartenuto Erik. Quello di Chris appartiene solo a me” si avvicina di nuovo e lo bacia. Questa volta Chris non gli impedisce di proseguire. Finalmente libero di dare spazio al cuore di poliziotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8876484382361211296?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8876484382361211296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8876484382361211296' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8876484382361211296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8876484382361211296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2010/03/cuore-dinfiltrato-cuore-di-poliziotto.html' title='Cuore d&apos;infiltrato, cuore di poliziotto'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/S6t0Poe2H8I/AAAAAAAAAo8/mX9zTN_yBbo/s72-c/semir+chris.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-1234840071959451864</id><published>2009-10-12T11:03:00.000-07:00</published><updated>2009-10-13T12:52:31.412-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, capitolo 21</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/StNw9LT6sfI/AAAAAAAAAkQ/1bMA5LxCbNg/s1600-h/Spike.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 381px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/StNw9LT6sfI/AAAAAAAAAkQ/1bMA5LxCbNg/s400/Spike.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391777375203275250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo 21&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Jake non fosse riuscito a convincere il suo ragazzo a fare sesso a tre con il suo ex avrebbe quanto meno tentato di convincerlo ad incontrarlo. A conoscere Liam. Magari ad una cena o qualcosa del genere. La visita ginecologica di Leasly venne di proposito a fornirgli la soluzione. La nanerottola ninfomane entrò nello studio di Jake alle cinque del pomeriggio. L’ultima visita in programma prima del turno di serale in clinica.&lt;br /&gt;“Ti trovo in forma, befana.”&lt;br /&gt;“Attento a te, finocchio” si abbracciarono. Sebbene fosse ufficialmente l’ex del suo migliore amico, Leasly e Jake erano rimasti in buonissimi rapporti. Fosse stato anche per il fatto che nessuno dei due le aveva tenuto nascosto che facevano ancora l’amore.&lt;br /&gt;“Hai visto Liam ultimamente?” chiese mentre il medico le tastava i noduli sottoascellari.&lt;br /&gt;“L’ultima volta che l’ho incontrato scappava ad un concerto. Credo abbia una cotta per qualche violoncellista o qualcosa del genere.”&lt;br /&gt;“Direttore d’orchestra. Sexy e con un culo a cui manca solo la parola, pare.” Jake si finse indifferente. Dentro di sé però qualcosa s’incrinò. Lei ci mise il carico.&lt;br /&gt;“Hai un rivale agguerrito.”&lt;br /&gt;“Nessun rivale. Liam può scoparsi chi vuole.”&lt;br /&gt;“Già, l’importante è che continui a scoparsi anche te, giusto? Ah! Fai piano, la passera mi serve ancora.”&lt;br /&gt;“Come no” Jake stava infilando lo speculum dentro la vagina. Tutto era a posto.&lt;br /&gt;“Sei sana come un pesce, rivestiti.”&lt;br /&gt;“Questo pesce vuole procreare però” dichiarò la donna mentre si rinfilava il mini abito firmato Dolce&amp;Gabbana. Bianco con dei fiori a stampo.&lt;br /&gt;“Fa come fanno tutti, trovati dello sperma!”&lt;br /&gt;“Sembra facile. Con voi froci che cercate di accaparrarlo tutto. Concorrenza sleale.” Jake rise di gusto.&lt;br /&gt;“Ti faccio una proposta: se io faccio una cosa per te tu fai una cosa per me?”&lt;br /&gt;“Cosa sarebbe? Una specie di accordo tra puttane?”&lt;br /&gt;“Esatto.”&lt;br /&gt;“Ti ascolto.”&lt;br /&gt;“Liam ha le palle piene di quello ti occorre e, soprattutto, desidera diventare padre.”&lt;br /&gt;“Sì lo so. In passato ne abbia parlato.”&lt;br /&gt;“Posso convincerlo a darti un figlio. Fai felice te stessa e fai felice anche lui... ”&lt;br /&gt;“Jake sei un genio, ti amo!” con foga gli saltò in groppa. Jake l’abbracciò felice tenendola per le cosce.&lt;br /&gt;“Ti conosco... cosa vuoi in cambio? Sentiamo...”&lt;br /&gt;“Prima di tutto smetti di strusciare le tue tette posticce su di me. È inutile che ci provi. Sono davvero checca persa, con me non c’è trippa per gatti!”&lt;br /&gt;“Invece Liam...”&lt;br /&gt;“Sì, per quanto lo neghi, a lui le donne sono sempre piaciute. Prima o poi si toglierà lo sfizio.”&lt;br /&gt;“Ok, basta tergiversare, cosa ti serve dalla tua amica?”&lt;br /&gt;“Devi fare in modo che Liam e Heath si incontrino.”&lt;br /&gt;“E perché?”&lt;br /&gt;“Liam sarebbe felice di incontrare Heath, come mio fidanzato. Ma Heath non accetterà mai, la cosa lo metterebbe in imbarazzo. Tu conosci un sacco di pezzi grossi di New York.”&lt;br /&gt;“Cosa dovrei fare esattamente?”&lt;br /&gt;“Trovargli un lavoro anche temporaneo in qualche show. E fai in modo che Liam sia tra i produttori.”&lt;br /&gt;“Così con Liam impresario e Heath tra gli attori, dovranno incontrarsi per forza.”&lt;br /&gt;“Esatto megera. A quel punto dovremmo presentarli. Magari durante la prima o organizzando appositamente un party o qualcosa del genere.”&lt;br /&gt;“Che non sarebbe nemmeno la prima volta. Due anni fa la Spancer associate produsse una piéces teatrale a favore dei bambini dell’Angola. E io sarei la strega? Te sei il genio del male!”&lt;br /&gt;“Già. Se ci dice bene avrai la tua megascopata con Liam con tanto di concepimento. E io...”&lt;br /&gt;Il suo sguardo si fece tra il diabolico e il lussurioso. “E io potrei riuscire nell’intento di farmeli insieme.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liam era annichilito. Heath, il ragazzo di Jake, dell’amore della sua vita, del suo quasi figlio, era l’ex di William, l’uomo con il quale desiderava una storia, una relazione stabile che li avrebbe portati alla vecchiaia. Insieme. Ma come era successo?&lt;br /&gt;“Heath non ha mai avuto troppa confidenza con chatroom e quant’altro ma dopo la nascita di Vanilla... ora capisco, chattava con Jake, il suo amante!”&lt;br /&gt;“E dopo che Jake se n’è andato ho iniziato a chattare al suo posto.”&lt;br /&gt;“E io ho fatto lo stesso. Cristo santo.” William guardò in terra cercando i pezzi del suo cuore. Liam, la persona con il quale aveva creduto di iniziare una bellissima storia d’amore, magari romantica e piena di passione, era stato per anni l’uomo di colui che gli aveva rovinato la vita.&lt;br /&gt;“William...” Liam si avvicinò cercando il suo sguardo.&lt;br /&gt;“Io... io... sono disgustato. Tu sei Liam l’ex ragazzo di Jake!” &lt;i&gt;Lo sapevo che era troppo bello per essere vero.&lt;/i&gt; Pensò. Cercò i vestiti con fare convulso. Sfortunatamente gli rivennero in mente le sue prodezze erotiche con la zucchina e quant’altro. Come poteva sapere che si stava mettendo in ridicolo con...inaudito!&lt;br /&gt;“Tesoro non cambia niente. Io sono sempre quello di prima.”&lt;br /&gt;“Sei... sei roba sua! Roba di Jake, di quel pezzo di merda!”&lt;br /&gt;“Non sono roba sua!”&lt;br /&gt;“Come no, Heath mi ha detto che scopate ancora, te e &lt;i&gt;Jake&lt;/i&gt;” sibilò.&lt;br /&gt;“Cristo, Jake glielo ha detto!” pensò ad alta voce Liam mordendosi il labbro inferiore.&lt;br /&gt;“Dio, mi disgustate. E pensare che quando entravo ed uscivo dalle darkroom mi sentivo sporco. Avrei fatto bene a continuare a scopare in giro, altroché!”&lt;br /&gt;“Non te ne devi andare, tra me e Jake è finita! Gli ho permesso di fare l’amore perché mi mancava ma non ti avevo ancora conosciuto.”&lt;br /&gt;“Chattavamo. E non credo che tra voi sia finita. Penso che invece tu non smetterai mai di amarlo, questo è certo!”&lt;br /&gt;“Forse una parte di me lo amerà per sempre è vero, e in quanto alla chat... beh, credevo sarebbe rimasto un gioco. Nemmeno avrei auspicato di potermi trovare un giorno a letto con William McCarthy” per qualche secondo il musicista rimase incantato da quelle parole. Ma giusto un attimo.&lt;br /&gt;“Balle, e, in ogni caso, il problema non è quello. Tu sei stato con Jake e io non mi prenderò uno scarto di chi mi ha rovinato la vita. Anche se....” fu interrutto da un singulto. Calde lacrime solcarono le guancie magre.&lt;br /&gt;“Anche se è un uomo meraviglioso, affascinante, intelligente e oltre modo sexy... anche se mi ha fatto sentire bene dopo un dolore così lacerante. Anche se... anche se sei il mio Angel...” fu sul punto di inginocchiarsi e piangere tutte le lacrime che infuriavano nel suo petto.&lt;br /&gt;“Sono tuo, sono il tuo Angel. Se me ne darai la passibilità...”&lt;br /&gt;“No, sono arrivato troppo tardi. Addio.” Lo guardò un ultimo istante. Liam Spancer era nudo, bello e sensuale. E gli piaceva come solo pochi uomini gli erano piaciuti da quando era nato. &lt;i&gt;Dio lo sa, tesoro mio, se vorrei dimenticarmi di tutto ed abbracciarti.&lt;/i&gt; Ma l’orgoglio di animale ferito lo spinse ad uscire di scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come l’araba fenice, William McCarthy sarebbe risorto dalle sue ceneri. Questa volta, era quasi morto sul serio. Ma decise che non sarebbe successo come dopo la rottura con Heath. Che doveva dimenticarsi di Liam Spancer alla svelta. Due dozzine d’ore dopo sarebbe stato in volo per l’Italia, paese che amava da morire. Questo l’avrebbe aiutato, forse, a dimenticare. Oppure sarebbe davvero impazzito tra quelle meraviglie paesaggistiche, le straordinarie risorse artistiche. I ruderi. I tramonti incantevoli. Avrebbe pianto lacrime amare affacciandosi dalla finestra del suo Hotel a Venezia, osservando i tetti rossi baciati dal sole. Le calle percorse da giovani innamorati mano nella mano. Perché il suo destino era di morire d’amore per sempre? Prima di Heath non aveva nemmeno mai pianto per un uomo. Prima di lui niente di serio. Probabilmente la sua paura a lasciarsi andare con qualcuno era frutto dell’abbandono di sua madre quando era molto piccolo. Qualsiasi psicoterapeuta l’avrebbe pensata così. Sua madre era morta di cancro all’utero. Suo padre si era risposato dopo due anni. Il piccolo William non glielo aveva mai perdonato. Aveva odiato il mondo degli adulti con tutta la sua forza. Forse per questo, una volta che lui stesso fu quasi adulto, iniziò a dare qualche segno di mancanza d’equilibrio. La passione per la musica era la sua salvezza. Nei momenti in cui il risentimento verso suo padre, reo di aver dimenticato l’amata madre troppo in fretta, si faceva troppo pesante, si rinchiudeva in camera sua. Infilava le cuffie per ascoltare, uno dopo l’altro, i nastri di musica classica che sua madre gli aveva lasciato nella scatola dei ricordi, così l’aveva denominata. Schubert, Back, Stravinskij , Beethoven. Era rapito. E, con eguale rapimento, saliva su di un panchetto e iniziava a incalzare l’orchestra immaginaria, ghermendo due matite e sbattendo il ciuffo biondo a destra e manca. Alla fine era come un orgasmo. Dopo le ultime note si ritrovava sudato e spossato. A quindici anni decise che voler intraprendere la carriera di direttore d’orchestra. Naturalmente suo padre lo sconsigliò, era un giudice stimato. Avrebbe voluto che il suo unico figlio (la donna che aveva scelto come moglie non era stata in grado di proseguire la stirpe) avesse intrapreso la carriera di magistrato. Naturalmente, William e il suo ciuffo ribelle fecero fagotto mandando a quel paese il vecchio McCarthy per sempre. Il resto era storia recente. Carriera brillante, amori di circostanza. Solo a Heath aveva permesso di entrare nel suo cuore. E lui l’aveva preso a calci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte dopo la traumatica serata con William, Liam si ritrovò disperatamente solo. Cercò di rimettere insieme i pezzi di quanto era successo. Heath, l’uomo che si era frapposto a lui e Jake, era lo stesso che aveva spezzato il cuore al suo William. A quel punto, avrebbe avuto buone ragioni per andarlo a cercare e spaccargli l’osso che teneva unita il capo al resto del corpo. Ciondolò la testa nervoso. Aveva risolto da tempo la questione. La collera con l’amante del suo amante era durata il tempo di soffocare con il pene un povero cristo nel cesso di un Hotel. Rinvenuto dal suo smarrimento, Liam era tornato in sé. Era vero che, come blaterato da William, avrebbe amato Jake per sempre. Ma non era più suo. Avevano fatto l’amore ma quella scopata, per quanto grandiosa, era niente in confronto a quello che avrebbe potuto essere una storia d’amore con Will. Era questo che lo faceva rammaricare di più. &lt;i&gt;Se solo mi desse la possibilità di dimostrare quanto amore ho da dargli, smetterebbe di pensare al mio passato con Jake. &lt;/i&gt; Avrebbe fatto qualcosa, non poteva restare a crogiolarsi nel rammarico per troppo tempo. E, tra l’altro, poche ore più tardi William sarebbe stato anche fisicamente lontano da lui. Ebbe un idea. Rischiosa, un po’ pazza ma abbastanza sensata da salvarlo. Da riuscire, forse, a far desistere l’amato dalla sua decisione di finirla. Di finire qualcosa che era appena sbocciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-1234840071959451864?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/1234840071959451864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=1234840071959451864' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1234840071959451864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1234840071959451864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/10/borderline-capitolo-21.html' title='Borderline, capitolo 21'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/StNw9LT6sfI/AAAAAAAAAkQ/1bMA5LxCbNg/s72-c/Spike.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2899960949154646633</id><published>2009-10-06T05:36:00.000-07:00</published><updated>2009-10-06T05:42:29.251-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omosessualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 16</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sss6jJqsAdI/AAAAAAAAAkI/Mbd51h9Eb1U/s1600-h/Boo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 167px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sss6jJqsAdI/AAAAAAAAAkI/Mbd51h9Eb1U/s400/Boo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389465754643726802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;WARNING NC 17&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tutta la confusione che albergava in lui, o, piuttosto, proprio a causa di essa, Booth quella notte tornò tra le braccia di Temperance. E lo fece in maniera piuttosto risoluta. L’antropologa, reduce da una giornata apatica al Jeffersonian, aveva trovato il suo uomo ad attenderla davanti casa. Subito si era chinato a baciarla con veemenza. La collisione delle bocche aveva creato scintille e ci era mancato un niente che lo facessero direttamente sul pianerottolo! Per loro fortuna lo slancio era stato trattenuto fino alla camera da letto. Una volta che lei fu nuda dalla vita in giù, l’agente l’aveva piegata sul letto. Prenderla da dietro, nella maniera consona ovviamente (qualsiasi cosa ‘sodomita’ dove restare fuori dal loro menage) gli piaceva troppo. Ma la determinazione, l’aggressività o quasi con la quale si era presentato, misero Brennan in allarme. Il retaggio di un ricordo abbastanza recente decarburarono la libidine, sebbene i risoluti colpi contro il punto G fossero quando di più amabile a piè di una lunga giornata di lavoro.&lt;br /&gt;“Booth basta!” esortò malgrado fino a tre secondi prima gemesse.&lt;br /&gt;“Perché, non ti piace forse?” la sua voce tradiva cupidigia, e questo non piacque per niente a lei.&lt;br /&gt;“Ti ho detto di finirla, togliti!” lo esortò. Il piacere fisico aveva lasciato spazio a qualcos’altro.&lt;br /&gt;Booth tornò in sé. “Amore, mi dispiace! Se pensi che possa aver danneggiato il bambino...”&lt;br /&gt;“No, non credo. Ma non mi piace quando sei così passionale. Cioè mi piace quando sei passionale, da impazzire. Ma non così. Sembri un energumeno. Cosa è successo oggi che ti ha reso tanto euforico?” quell’accusa colpì l’uomo. No, non c’era nemmeno da pensarci! Era vero che Carol lo aveva provocato. Era vero che la trovava attraente e che le sue attenzioni avevano messo a dura prova i suoi ormoni ma era Bones che amava! Era da lei che voleva il piacere. Non c’era speranza per nessun’altra al mondo!&lt;br /&gt;“Sono solo pazzo di te. Ho visto come mi hai accolto sul pianerottolo e mi piaceva proseguire con quel tenore. Non pensavo di darti fastidio.” Furono interrotti dal telefono di Temperance. Era Angela.&lt;br /&gt;“Piccola, ti ho disturbato?”&lt;br /&gt;“Non proprio, dimmi pure.”&lt;br /&gt;“Hanno scoperto a chi appartengono i resti dell’angelo!”&lt;br /&gt;Brennan scattò a sedere come una molla. “Chi?”&lt;br /&gt;“Nathan Shuman. Un guro del P.N.L. ti dice niente?”&lt;br /&gt;“Kally e Emmerich.” Booth dilatò le pupille udendo quei nomi.&lt;br /&gt;“Già. Su Web ci sono delle sue interviste. Pare fosse molto amato nel suo ambiente. Lavorava come coaching per diverse aziende multinazionali come motivatore ma, da un po’ di tempo a questa parte, aveva cambiato condotta.”&lt;br /&gt;“Mio Dio”. Riagganciò dopo essersi data appuntamento con l’amica al Jeffersonian.&lt;br /&gt;“Che hanno scoperto? Cosa c’entrano Kelly e Ian?”&lt;br /&gt;“Booth, ti rendi conto? Anche quelle ossa potrebbero essere opera del killer della centrifuga!”&lt;br /&gt;“Stai tranquilla tesoro...” La donna non voleva continuare a chiacchierare con l’amante mezza nuda e inumidita di piacere. Doveva ritrovare la sua razionalità, oltre a mutandine e gonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se era stato un sogno, un presagio o un’allucinazione questo lei non lo sapeva. L’unica cosa di cui era a conoscenza che un uomo sicuramente buono l’aveva esortata a non disfarsi di suo figlio. Non riusciva a smettere di pensare a questo mentre al bordo dell’auto di Booth si dirigevano verso il laboratorio.&lt;br /&gt;“Se questo tizio, come hai detto che si chiama?”&lt;br /&gt;“Nathan Shuman.”&lt;br /&gt;“Beh chiunque esso sia scopriremo perché è morto, da quando e se c’entra qualcosa il killer della centrifuga.” Pensieroso, biascicò: “Questo sarebbe un’altro buon motivo per interrogare Kelly.” Il suo piglio tradiva rabbia.&lt;br /&gt;“Hai ancora intenzione di occupartene?”&lt;br /&gt;“Certo! Prima del processo quanto meno. Se solo fossi stato a Washington quando è stato catturato... ”&lt;br /&gt;Temperance si morse un’unghia. Non voleva pensarci nemmeno un secondo di troppo dove fosse, con chi fosse e, soprattutto, cosa stesse facendo durante la cattura del primo dei killer delle mamme. Con l’altro assassino? Con un innocente? Questo lo avrebbero deciso giudice, giurati e prove. A lei faceva male sapere che fosse con Emmerich e non con lei. Qualsiasi cosa il Profiler c’entrasse o non c’entrasse il suo uomo era stato a letto con lui. E quella specie di cotta o digressione sessuale sembrava ancora lasciare tracce ben visibili.&lt;br /&gt;“A volte mi domando se riuscirò mai davvero a perdonarti di aver fatto sesso con Emmerich.” Ruminò a voce bassissima. Booth sperò di aver capito male, odiava dover tornare su quell’argomento. C’era sicuramente una parte di sé che lo amava ancora! E Sweets si era ben visto da scacciare o debellare quella parte. Era vulnerabile di fronte a quella consapevolezza. Così, proprio per non sbagliare, scelse il silenzio. Decisione che non entusiasmò Bones.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice per le indagini preliminari aveva disposto che Ian Emmerich fosse colpevole in qualche maniera e di essere in combutta con Kelly. Ma fino a quel momento, a parte la confessione di quest’ultimo e il rivelamento di alcuni reperti autoptici, nulla appariva chiaro, netto, nitido. E tutto il mondo si domandava il motivo per il quale un bravo e stimato agente FBI si mettesse a dare la caccia a madri di famiglia. Sarebbe stato sufficiente il profilo del Profiler? Sarebbe stato sufficiente rielaborare le immagini del piccolo Emmerich maltrattato per fare di lui un assassino? Il processo era alle porte. Sarebbe potuto durare molto oppure un’inezia. La selezione dei giurati era stata ostica. La voglia dell’accusa di mettere a cuccia, magari con l’ausilio dell’iniezione letale, i due assassini, aveva favorito la scelta di persone di sesso femminile, alcune madri o nonne o chi avesse direttamente che fare con bambini, ad esempio: una maestra d’asilo. Insomma persone poco incline a perdonare chi si fosse macchiato di tali efferati crimini.&lt;br /&gt;La difesa, dal canto suo, avrebbe dimostrato quando nobili fossero state le imprese di Emmerich durante la sua carriera nell’FBI. Ma tutti e due, difesa e accusa, avrebbero scavato sul suo passato, quello dei maltrattamenti, del dormire sugli escrementi e le cinghiate. Lo avrebbe fatto anche l’accusa, per dare prova di quanto fossero fondanti i sospetti. Era una linea sottile quella che divideva pubblico ministero e difesa. Ma, di certo, se non fosse uscito qualcosa di nuovo abbastanza compromettente, la permanenza dei due nelle patri galere si sarebbe protratta per parecchio. Booth era tra quelli a cui premeva dimostrare l’innocenza di Emmerich ma era certo che avrebbe abbassato il capo di fronte ad una condanna di colpevolezza. Se fosse risultato chiaro il coinvolgimento dell’ex amante nella cattura e uccisione delle poverette, lui sarebbe stato il primo a gioirne. Se non altro, un’esistenza spensierata, o quasi, con la donna della sua vita lo attendeva. Le digressioni omosessuali potevano dirsi parte del suo passato. O no? Ci sarebbe sempre stato il fantasma delle sue colpe chiuso da qualche parte, magari insinuato tra la polvere del comò ad accusarlo, a ricordargli che era impuro e indegno dell’amore di Bones. Ma razionalmente voleva tutto. Voleva trovare la verità, voleva l’amore di Bones e il perdono di Ian. Oppure l’amore di Ian e il perdono di Bones? Questo sembrava fuori discussione in quel momento. Sebbene gli sbalzi d’umore, la donna rappresentava tutto ciò che aveva sempre desiderato.&lt;br /&gt;Durante quei pochi giorni che precedettero il processo, Brennan e Booth vissero un piccolo idillio. Per non rischiare di incontrare Ardich, impossibilitato a parlare con il procuratore Franklin, Booth si rifugiò a casa della futura madre. Tra le sua braccia, ma, specialmente, tra le gambe. Per fortuna di Booth la donna non mostrò più dubbi e gelosie in particolar modo non nominò più Emmerich. Sembrava così appagata e felice dopo il sesso che tutto appariva facile e concreto. Erano loro due e basta e la ricerca del piacere. Dell’intimità assoluta. Ma buttare fuori di casa il resto, il veleno, i dubbi, la realtà, era stato difficile, quasi insostenibile, soprattutto a causa delle lunghe conversazioni telefoniche che l’agente non poté evitare con Wendy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notte prima dell’udienza Booth si portò il suo vestito migliore dietro. Lo appese sul porta abiti sospirando. Temperance gli fu dietro e lo abbracciò appoggiando il mento tra la spalla e la testa.&lt;br /&gt;“Come ti senti?”&lt;br /&gt;“Non me lo chiedere... non lo so. Un pesce fuor d’acqua o qualcosa del genere.” Si voltò per poterla abbracciare da davanti. Restarono per qualche minuto stretti simili ad innamorati romantici in una sala da ballo vecchio stampo. “Lo sai che ti amo?” le ricordò accarezzandole le labbra con un dito. L’indice fece dei cerchi simmetrici attorno alla sua bocca.&lt;br /&gt;“Sì lo so, ti amo anch’io.” Lui restò interdetto. Era forse la prima volta che lo ammetteva. Magari glielo aveva confidato durante qualche orgasmo ma non gli aveva dato peso. Mai fuori dal contesto sessuale.&lt;br /&gt;“Davvero?”&lt;br /&gt;“Booth, stai scherzando? Certo che ti amo! Ti amo davvero tanto per guardare il tuo viso da labrador abbattuto e non sbatterti fuori a calci.”&lt;br /&gt;“Mentre ora faremmo l’amore e tu sarai stata ben felice di non avermi sbattuto fuori a calci” ribatté mentre, sornione, alzava la gonna che fasciava le lunghe gambe toniche. Si chinò seguendo il percorso inverso dell’indumento. Guardò il ventre appena arrotondato. Lo baciò. La sentì rabbrividire. La liberò anche dello slip, e quando fu nuda dalla vita in giù, la contemplò per qualche istante. Non occorreva dirle quanto la trovasse meravigliosa. Lei e quella creatura che le cresceva dentro era tutto quello per il quale valeva la pena lottare, vivere. Fece per spostare la bocca in lidi più umidi e desiderosi d’attenzioni ma lei, trattenendo il desiderio, lo bloccò.&lt;br /&gt;“No, stasera non facciamolo, ti prego.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Diciamo che uno dei miei sbalzi ormonali, ok?” Booth si alzò in piedi. La fissò negli occhi senza chiedere... ma a lei bastò quello sguardo per rispondere.&lt;br /&gt;“Ho paura di... di perderti, Booth.”&lt;br /&gt;“Ancora queste insicurezze? Non cambierà niente... dopo.”&lt;br /&gt;“Me lo giuri?”. L’uomo si morse il labbro.&lt;br /&gt;“Qualsiasi cosa, ti prometto che non vi abbandonerò mai. Ogni singolo respiro, ricordi?” e così dicendo posò il palmo della mano sulla pancia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2899960949154646633?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2899960949154646633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2899960949154646633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2899960949154646633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2899960949154646633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/10/ogni-singolo-respiro-capitolo-16.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 16'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sss6jJqsAdI/AAAAAAAAAkI/Mbd51h9Eb1U/s72-c/Boo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6367871745800020820</id><published>2009-10-01T05:05:00.000-07:00</published><updated>2009-10-01T05:17:17.208-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, Capitolo 20</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsSdxUv4OEI/AAAAAAAAAkA/xOh4jpNCSr8/s1600-h/tn02.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsSdxUv4OEI/AAAAAAAAAkA/xOh4jpNCSr8/s400/tn02.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387604524950632514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Jake fu un giorno stressante tra puerpere e padri ansiosi, anestesisti e ostetriche. Insomma il solito tram tram. Alla fine della giornata poté finalmente rilassarsi sulla sua poltrona prediletta. L’avevano comprata lui e Heath poco prima di prendere la casa a Lexinton Avenue. “In questa poltrona si sta da Dio!” aveva confidato più volte al suo ragazzo. Si stiracchiò pronto a farsi un pisolino. Erano quasi le dieci. Si addormentò. Poco dopo un sonno molto realistico lo fece eccitare. Non erano fantasie per mancanza di sesso. Stava dormendo e sognava proprio! Nel sogno c’erano Heath e Liam seminudi. Heath abbassava le mutande del suo ex liberandolo da una gravosa erezione. Jake riusciva a percepire l’eccitazione di entrambi senza che essi pronunciassero la benché minima parola.&lt;br /&gt;“Prendilo” lo esortava Heath afferrando il sesso tra le dita e il palmo e avvicinandolo alla sua bocca. Nel momento stesso che Jake si apprestava a succhiarlo di gusto, si scoprì sveglio.&lt;br /&gt;“Cazzo, no! Era una sogno bellissimo” biascicò una volta che fu del tutto sveglio. Doveva finirlo,assolutamente! Chiuse gli occhi. L’eccitazione fisica gli impediva di riprender sonno. Probabilmente la causa del risveglio stesso. Decise di farsi una sega. Non era sua abitudine, anzi... nemmeno ricordava l’ultima volta che aveva praticato l’autoerotismo. Ma ne aveva bisogno, un fottuto bisogno. Con il pene in mano proseguì il sogno.&lt;br /&gt;Jake succhiava ardentemente il sesso di Liam e Heath, a pochi centimetri dal suo volto, guardava colmo di libidine. “Sei bravissimo amore mio, sul serio” Jake s’interrompeva solo per chiedere di essere accarezzato tra le cosce. Heath accettò. Si spalmò del lubrificante sulle dita per cercare la prostata. Fuori dal sogno Jake cercò del lubrificante nel cassetto accanto. A quel punto non aveva senso tornare di sotto, alla sua poltrona prediletta. Si sdraiò sul giaciglio. Usò le dita dentro di sé. Esalò nel raptus dell’eccitazione. “Basta dita, voglio il tuo cazzo” nella fantasia valutò che tanto valeva usarli entrambi. Era davvero la cosa più audace che aveva sperimentato. Conosceva quella sensazione, essere preso da due uomini contemporaneamente. Era successo alcuni anni prima. Due studenti fuori corso l’avevano attirato nella loro stanza fuori dal campus e convinto (non c’era stato molto da insistere) a fare sesso a tre. Con qualche impedimento, alla fine Jake si era adattato. Aveva amato soprattutto la possibilità di soddisfare due maschi nello stesso momento. Soprattutto con la bocca. Specialmente quando avevano iniziato a schizzare all’unisono e si era adoprato per leccare gli umori di entrambi. Anche il momento della doppia penetrazione era stata eccitante. Con Liam e Heath sarebbe stato inconcepibile essendo entrambi superdotati. Ma, se non altro, era possibile nella sua mente. Nell’attimo stesso nel quale diede voce a quella fantasia raggiunse l’orgasmo. Alcune stille di seme lo colpirono sul mento e appena sotto il labbro inferiore. Istintivamente se lo leccò.&lt;br /&gt;Heath rincasò dopo la mezzanotte. Scoprirlo nudo e stravaccato sul letto non lo sorprese. Era sua abitudine dormire senza niente. Ma la crema lubrificante gli suggerì qualcosa. Si chinò per baciargli la clavicola, “Bellezza, hai giocato da solo o sbaglio?” chiese. Jake si mosse un poco. Stava ancora cercando di prendere sonno.&lt;br /&gt;“Indovinato” rispose aprendo gli occhi. Il suo pene era ancora semieretto, “mi sei mancato.”&lt;br /&gt;“Anche tu, sexy” così dicendo il cantante si piegò per catturare le labbra. Riconobbe l’odore e il sapore di sperma. Per qualche secondo ebbe il dubbio che si trattasse di quello di Liam. Un brivido gli percorse la schiena.&lt;br /&gt;“Sei stato a letto con Liam?”&lt;br /&gt;“Perché mi fai questa domanda?”&lt;br /&gt;“Sai di sbobba.”&lt;br /&gt;“Non è di Liam. È il mio, mi sono schizzato in faccia.”&lt;br /&gt;“Volutamente?”&lt;br /&gt;“No ma... non è che mi dispiaccia” sorrise sornione. “Siediti, devo raccontarti il sogno che ho fatto.” Heath obbedì. Alla fine del resoconto restò incredulo fissandolo inquieto.&lt;br /&gt;“Ti sei arrapato, ammettilo.”&lt;br /&gt;“Finiscila, è solo un sogno!”&lt;br /&gt;“Non mi hai risposto...”&lt;br /&gt;“Se anche fosse non ci sarebbe niente di male. Le tue fantasie in proposito sono interessanti ma,&lt;br /&gt;in concrete.”&lt;br /&gt;“Non credo siano così in concrete” affermò pieno di malizia. Gli afferrò l’erezione attraverso i jeans. “Senti qui come sei duro, scoppi! E tu dici che non c’è nulla di concreto?”&lt;br /&gt;“Alt, stai uscendo dal seminato, Jake. Come sempre! Una cosa sono i porno che ti fai con la testa, altro è la realtà.”&lt;br /&gt;“Ammetti però che l’idea di scoparmi con Liam ti eccita?”&lt;br /&gt;“Se si tratta di fantasticarti alle prese con due grossi aggeggi... ok, lo ammetto, mi piace. Mi piace un casino. Ma la realtà è ben altra cosa.”&lt;br /&gt;“Confessalo, non si tratta solo di questo.”&lt;br /&gt;“Che vuoi dire?” Heath stava perdendo il controllo della situazione con Jake che, nel frattempo, aveva preso il mano il suo sesso e giocherellava con la pelle intorno al glande.&lt;br /&gt;“Voglio dire che tu ti sforzi di non ammetterlo ma l’immagine di me con Liam ti prende di brutto. Ti fa arrapare.”&lt;br /&gt;Heath era frastornato. Cosa doveva fare? Provare ad essere sincero? Aveva delle fantasie in proposito e quanto detto dal suo boyfriend era parecchio vicino alla realtà. Per quanto geloso marcio, l’idea di lui fra le braccia del suo ex glielo faceva venire duro seduta stante.&lt;br /&gt;“Un po’ sì, ok, un po’...”&lt;br /&gt;“Un po’ cosa?”&lt;br /&gt;“Non sono masochista, ma è chiaro che... insomma è normale, no?”&lt;br /&gt;“Ecco, ci risiamo: di nuovo con la normalità!”&lt;br /&gt;“Intendo dire che tu sei così sexy e lui è stato il tuo uomo per anni. E c’è tanta affinità tra di voi. Insomma...”&lt;br /&gt;“Parla chiaro, piccolo. Non girarci intorno. Ti eccita l’idea di me con Liam e basta.” Heath non ci stava a far passare quel concetto. Ma era la verità. Una delle motivazione per il quale lo aveva perdonato di essere stato a letto con il suo ragazzo precedente era proprio questa.&lt;br /&gt;“So solo che per me è... non so spiegarlo, insomma: tu e lui fate scintille. Tu sei assolutamente soddisfatto da me ma lo eri anche da lui. Lo sei ancora... insomma, è come se Liam fosse un’esenzione di te ma anche di me, in un certo senso.”&lt;br /&gt;“Sono tutte fantastiche congetture. Ma non si tratta solo di questo” Jake smise di fare una sega a Heath. “Tu, io e Liam, insieme.”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Sto parlando di farlo tutti e tre insieme. Come nella mia fantasia, nel mio sogno. Dio... sarebbe stupendo!”&lt;br /&gt;“Adesso stai esagerando” scandalizzato e stizzito Heath si alzò dal letto.&lt;br /&gt;“Dimmi cosa ne pensi.”&lt;br /&gt;“Senza insultarti? No, questa volta hai passato il segno.”&lt;br /&gt;“Non dirmi che non ti piacerebbe.”&lt;br /&gt;“Puoi giurarci.”&lt;br /&gt;“Che ti piacerebbe?”&lt;br /&gt;“Che gli spaccherei il muso!” proseguì in tono più civile: “Jake, piccolo, forse tu mi trovi un tipo vecchio stampo, ma, fantasie a parte, io non ce la farei a dividerti con nessuno, con il tuo ex specialmente.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Basta, non voglio discutere di questo!” Irritato prese la via della doccia. Jake contò fino a dieci per vincere la tentazione di infilarsi dentro al box con lui e fargli una fellatio coi fiocchi. Ma decise di trattenersi. Probabilmente, restando da solo, Heath avrebbe avuto modo di riflettere sulla questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William era incredulo. Come faceva a conoscere il suo nickname? O meglio: l’identità Messenger ereditata da Heath.&lt;br /&gt;“Liam io...”&lt;br /&gt;“Sono hot spot” ammise senza mezzi termini.&lt;br /&gt;“Stai scherzando?”&lt;br /&gt;“Nemmeno per idea.” Iniziò a ridere quasi istericamente. Il direttore d’orchestra lo guardava confuso.&lt;br /&gt;“Ecco perché ti trovavi al Rockefeller center. Eri venuto all’appuntamento!”&lt;br /&gt;“Già, anche tu! Non ci posso credere. È una coincidenza incredibile.”&lt;br /&gt;“Vero.” Anche William rideva.&lt;br /&gt;“C’è solo un problema Will.”&lt;br /&gt;“Sarebbe a dire?”&lt;br /&gt;“Io non credo nelle coincidenze” si alzò a cercare il pacchetto di sigarette nei suoi pantaloni. Un pensiero un po’ sinistro cominciava a farsi largo nella mente dell’affascinante industriale. Se prima di lui a chattare con il nik Victim c’era stato Jake, chi c’era dall’altra parte? William? Improbabile giacché egli aveva ammesso di aver iniziato a chattare dopo la rottura con il suo ex. Dunque dopo che Jake era uscito da casa sua.&lt;br /&gt;Si toccò le meningi nervoso: “Ho la testa che mi sta esplodendo ma voglio capire.” William si mosse felino verso lui.&lt;br /&gt;“Che ti importa? Hai un doppio sogno erotico tra le tue braccia e ti preoccupi? Sono Hot spot, sono William. Sono quello con cui volevi fare l’amore poco fa, ricordi?”&lt;br /&gt;“Non avere dubbi in proposito. Muoio dalla voglia di farti l’amore...”&lt;br /&gt;“Ma il tuo pene sembra pensarla differente.”&lt;br /&gt;“Perché sono inquieto, perché non riesco a riprendere da dove eravamo rimasti se non risolvo la faccenda.”&lt;br /&gt;“Secondo me non c’è molto da risolvere. Si chiama destino. Le nostre strade erano destinate ad incrociarsi e il destino, per essere sicuro che ciò accadesse, ci ha dato ben due possibilità.”&lt;br /&gt;“Molto interessante quest’ipotesi e anche molto romantica. Ma, ti ripeto, sono un tipo razionale io e credo che le cose non succedano quasi mai per caso.”&lt;br /&gt;“Magari questa è proprio l’occasione che ti farà ricredere.” Ma Liam era irrequieto. Continuava a fumare nervoso aspirando poco e buttando fuori corpose boccate.&lt;br /&gt;“William, piccolo. Ti scoccia se ti faccio qualche altra domanda sull’argomento?”&lt;br /&gt;“Se ci tieni tanto... che altro vuoi sapere, detective?”&lt;br /&gt;“Beh, ad esempio: hai sempre chattato tu con quell’identità Messenger. Intendo con il nickname hotspot?”&lt;br /&gt;“In realtà no. Ma non capisco cosa c’entri questo.”&lt;br /&gt;“Credo di aver capito cosa è successo.”&lt;br /&gt;“Sarebbe?”&lt;br /&gt;“Era il tuo ragazzo che chattava con... con il mio ex.”&lt;br /&gt;“Perché il tuo ex chattava con il nik...”&lt;br /&gt;“Sì, Victim for love era una sua invenzione. Credo che si fosse ispirato ad un fumetto o qualcosa del genere. Penso avesse a fare con la sua infanzia. Ti assicuro che Jake, in amore, non è mai stato una vittima” sorrise amaramente.&lt;br /&gt;“Jake... il tuo ex si chiama Jake?”&lt;br /&gt;“Sì e il tuo?” Liam lo vide rabbuiarsi e sbiancare di colpo. “Che succede?”&lt;br /&gt;“Il nuovo fidanzato del mio ex ha mollato il suo uomo per... per andare a vivere con lui. Anche se ci fa ancora sesso...”&lt;br /&gt;“William, che stai biascicando?”&lt;br /&gt;“Il ragazzo del mio ex si chiama Jake, e, soprattutto, cosa che non sembra affatto un caso di omonimia, il suo ex, intendo l’ex di Jake, si chiama Liam... come te.”&lt;br /&gt;“Come si chiama il tuo ragazzo?” chiese nuovamente. Era solo una proforma in quanto Liam aveva bello e capito tutto. Il mosaico sembrava completo, mancava solo una tessera. La quarta tessera, e tutto sarebbe venuto alla luce.&lt;br /&gt;“Heath. Io il mio ex si chiama Heath.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6367871745800020820?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6367871745800020820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6367871745800020820' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6367871745800020820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6367871745800020820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/10/borderline-capitolo-20.html' title='Borderline, Capitolo 20'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsSdxUv4OEI/AAAAAAAAAkA/xOh4jpNCSr8/s72-c/tn02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2651104325244971667</id><published>2009-09-28T04:22:00.000-07:00</published><updated>2009-09-28T04:23:59.784-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 15</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsCcvGCMi2I/AAAAAAAAAjI/oAbD-Su4448/s1600-h/Bones_depth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 349px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsCcvGCMi2I/AAAAAAAAAjI/oAbD-Su4448/s400/Bones_depth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386477487222721378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ian era veramente in ansia a causa del suo avvocato. Finché c’era stata Wendy ad assisterlo tutto gli era sembrato lineare, a tratti addirittura divertente! Invece Bower, divenuta Carol Miller per quel millennio, era la sua spina nel fianco. Dopo che l’incontro fu terminato, alcuni ricordi per niente piacevoli si affacciarono alla sua mente in maniera disarmonica. Non voleva ricordare di nuovo il suo passato, in particolare le torture subite da lui, Kelly e Bower-Carol. Erano solo dei ragazzini piccoli e spaventati. E, come aveva giustamente sottolineato l’avvocato, lui, ad un certo punto, ce l’aveva fatta a tirarsi fuori da quell’inferno. Dai sei anni in poi aveva avuto una famiglia che l’aveva amato al di sopra di tutto. E quando, intorno ai diciotto anni, Kelly lo aveva cercato, gli era sembrato scontato accettare l’amicizia di un quasi fratello. Dopo sei mesi di frequentazione nella quale parlavano, e spesso sparlavano, dei loro problemi compulsivi vari, Kelly lo pregò di accompagnarlo in Europa. Dopo le prime titubanze aveva accettato. E tutto era filato liscio. Ma come poteva esistere una normalità di qualsiasi genere dopo quello che avevano subito? Davvero si erano illusi di aver trovato un loro, magari precario, equilibrio? Eppure gli era stato grato a lungo. Era stato lui a fargli scoprire il corso di P.N.L. e, di conseguenza, restare così affascinato dalla mente umana da tornare sui libri, al college, e studiare psicologia. Da lì a poco, entrare nell’F.B.I.; raggiungere certi livelli si rivelò un’impresa tutt’altro che semplice. Addentrarsi in quei complicati meccanismi mentali era stata dura. Conoscendo gli altri aveva scoperto cose di se stesso che probabilmente non avrebbe voluto sapere. Scontrarsi con i fantasmi del passato. Iniziare a capire le cose, ad esempio il perché fosse un fissato della pulizia. Rivedersi legato sotto quel tavolo, le corde a fare male, a squarciare la pelle! Un bambino indifeso che non sa di essere brutalizzato ma che vede il tutto come una equa punizione. &lt;i&gt;Dopo tutto ho sporcato, è giusto che io venga punito e stia tra i rifiuti. &lt;/i&gt; Quello doveva essere più o meno il pensiero del cinquenne Edward Ian Emmerich. Una tortura nella tortura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto l’amore, Temperance e Booth si ritrovarono abbracciati e pensosi. Ad essere inquieta era soprattutto la donna.&lt;br /&gt;“Ti hanno detto cos’ha?” chiese riferendosi al ricovero di Emmerich.&lt;br /&gt;“Una banale infezione. Ma temo ci sia di più. Le sue braccia erano costellate da strane ferite.”&lt;br /&gt;“In che senso strane?” il piglio dell’antropologa si era fatto curioso.&lt;br /&gt;“Come se fosse stato colpito più volte con un punteruolo e da ogni coltellata fosse sgorgato un po’ di sangue.”&lt;br /&gt;“Non mi sorprenderebbe se fossero state le guardie. È nella natura umana far rispettare l’equilibro delle cose con giustizia sommaria e autarchica.”&lt;br /&gt;“Sì, ci ho pensato anch’io” come colto da raptus scese dal letto.&lt;br /&gt;“Dove stai andando?”&lt;br /&gt;“Mi sento colpa a stare qui senza batter ciglio.”&lt;br /&gt;“Ci risiamo... ”&lt;br /&gt;“Bones, scusa.”&lt;br /&gt;“Possibile che non sono ancora passati dieci minuti dall’ultima volta che sei venuto con me e già ti senti in colpa per quel...!” La rabbia le impedì di trovare l’aggettivo più adatto. Brennan stava per soccombere ad uno sbalzo ormonale piuttosto serio. In parte aveva ragione. Booth sembrava non rendersi conto con quanta facilità passasse da un eccesso all’altro. Troppo protettiva nei riguardi della futura madre. Troppo preoccupato per il recluso in attesa di giudizio.&lt;br /&gt;“Non si scappa da un letto ancora caldo. Non così.”&lt;br /&gt;“Non sto scappando! Voglio solo fare un paio di telefonate. Appurare se quei secondini sono davvero dei torturatori. Non c’è niente di strano.”&lt;br /&gt;“Sì che c’è! Tu sei troppo preoccupato per il tuo ex collega per i miei gusti. Dovesti pensare solo a me, a nient’altri che me! Te ne rendi conto?” le accuse di Bones arrivavano precise al cuore di Booth. Se c’era qualcosa che faceva male, dannatamente male, era proprio sentirsi dire che non si occupava a sufficienza di lei, pensando invece all’ex amante, ‘maschio’, in carcere! Era o non era imperdonabile la sua condotta?&lt;br /&gt;“Mi dispiace...” si accostò a lei accarezzandole il braccio. Era ancora nuda e umida. Mentre la guardava non gli riusciva di pensare a qualcosa di altrettanto attraente. Ma come socchiudeva gli occhi, l’immagine del torturato tornava a ‘torturare’ la sua anima.&lt;br /&gt;“Io ti amo sul serio.”&lt;br /&gt;“Basta smancerie, Booth! Non giriamoci intorno: finché questa storia di Emmerich non sarà in qualche modo conclusa non è una buona idea andare a letto insieme.”&lt;br /&gt;“Ne sei sicura?”&lt;br /&gt;“No! Certo che non voglio smettere di fare sesso con te! Ma tu non devi pensare a lui quando siamo insieme.”&lt;br /&gt;“Ti giuro che questo è solo un caso. Ma hai ragione, sono imperdonabile.” Per una manciata di minuti restarono in silenzio. Brennan era rigida con la schiena attaccata alla spalliera del letto. Quando fu troppo dall’ultima volta che erano stati abbracciati, Booth decise di riappacificarsi con o senza l’ausilio di lei. Si piegò e le catturò le spalle. Rimasero stretti per diverso tempo.&lt;br /&gt;“Proviamo a fare le cose con calma” propose la donna.&lt;br /&gt;“In che senso?”&lt;br /&gt;Si staccò prima di rispondere: “Se vuoi occuparti anche di Emmerich, e non sto dicendo che mi sta bene, devi pensare a quello.”&lt;br /&gt;“Bones, non esiste, tu e il nostro bambino venite prima di tutto.”&lt;br /&gt;“Non finché la tua testa è al carcere federale” la suoneria disarmonica di Booth s’inserì sfacciata.&lt;br /&gt;Afferrò l’aggeggio: “Booth.”&lt;br /&gt;“Carol Miller.”&lt;br /&gt;“Mi scusi...”&lt;br /&gt;“L’avvocato di Ian Emmerich. Il suo amico.”&lt;br /&gt;“Conosco Wendy.”&lt;br /&gt;“Sì, ma stamani mi sono recata io da lui. Che ne pensa di vederci domani a colazione?”&lt;br /&gt;“Un consulto?”&lt;br /&gt;“Qualcosa del genere.” Booth accettò per le dodici. Prima c’era l’incontro con Sweets. Mancavano tre giorni all’udienza preliminare. E, alla fine del processo, qualcosa sarebbe cambiato per sempre. Con Emmerich dentro a vita, magari ingiustamente, oppure fuori e dichiarato innocente. In qualsiasi dei casi, la sua vita avrebbe virato da un’altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma anche no dipende da te.” Lo psicoterapeuta sottolineò la frase con un sorriso mellifluo che infastidì il suo assistito.&lt;br /&gt;“Stai scherzando? È così, non vedo come potrebbe essere altrimenti, Sweets!”&lt;br /&gt;“Lei afferma che, qualsiasi sia la sentenza, colpevolezza o innocenza la sua vita cambierà definitivamente, nonostante questo progetta di metter su famiglia con la dottoressa Brennan.”&lt;br /&gt;“Hai afferrato il concetto. Sono un incoerente, per questo mi trovo qui!” Lo guardò aggressivo: “E tu devi aiutarmi! Voglio tornare l’uomo che ero prima. Il mondo non sa che farsene di questo Booth senza spina dorsale!”&lt;br /&gt;“Non sia duro con se stesso e faccia quello che le chiedo di fare da quando siamo qui, accettarsi semplicemente. Accetti la sua incoerenza, i suoi dubbi. Accetti tutto quello che non è perfetto di lei. E anche la persona che la ama lo farà.”&lt;br /&gt;“Quando dice la persona che mi ama intende Bones, giusto?”&lt;br /&gt;“Da chi preferisce sentirsi amato?”&lt;br /&gt;“Non fare questi giochetti, non mi sembra il caso!”&lt;br /&gt;“Non sono giochetti. Sono costatazioni. Sa che Brennan la ama ma sente anche nitida la forza dell’amore di Emmerich, anche per questo sta lottando per lui.”&lt;br /&gt;“Già, ma è proprio questo che mette a repentaglio il mio rapporto con la donna che amo.”&lt;br /&gt;“Non credo. Sono certo che lei capirà” Booth lo guardò perplesso. Quest’ultima frase sembra uscita dall’amico e non dallo psicoterapeuta. Si rilassò sulla poltrona. Avevano parlato per oltre un’ora. Si era fatto tardi. Carol Miller, l’avvocatessa di Ian, lo stava aspettando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incontro con il nuovo avvocato di per sé non rivelò niente di straordinario, tranne forse il fatto che lei flirtò un po’ troppo spudoratamente. Booth doveva ammettere che fosse una bella donna. Appena la vide si rammentò di averla già incontrata sotto lo studio. E anche in quell’occasione era stato colpito dal suo fascino. Più sexy che bella, in verità. Vicino ai quaranta piuttosto che i trenta, tra l’altro portati benissimo. Aveva spalle così magre da esibire le ossa. I folti capelli scuri erano legati da uno chignon. Il sorriso e il volto tutto avevano qualcosa di artefatto. L’agente aveva intuito che il risultato di tanta sensualità era frutto di diversi interventi chirurgici anche se da quando stava con Bones non guardava più le altre donne. E trovava davvero inadeguate le confidenze che la Miller fece con tanta facilità. Da come si piegava su di lui mostrando il decolté mozzafiato. Alle risatine finto ingenue. Per non parlare dell’accavallamento di gambe stile Basic Instincts. Ma lei non era Sharon Stone né tanto meno Booth era Michael Douglas! Per questo, alla fine di quel pranzo, fu per lui difficile separarsi da lei senza sentirsi imbarazzato.&lt;br /&gt;Una volta fuori il locale, Carol Miller chiese senza fare preamboli: “Ho parlato con Wendy. Pensa anche lei che sarebbe una buona idea se venisse a deporre.”&lt;br /&gt;Booth restò di sasso. Era una di quelle cose che sperava non le chiedessero. “Non so, io...”&lt;br /&gt;“Non si preoccupi. Abbiamo il benestare del giudice e anche il suo capo non farà obiezioni.”&lt;br /&gt;“Lei crede sia una buona idea?”&lt;br /&gt;“Assolutamente, Wendy farà le domande giuste. L’importante è far apparire Ian Emmerich un uomo giusto. Un bravo poliziotto, insomma qualcosa di lontano da un fuori di testa come Kelly.”&lt;br /&gt;“A questo proposito: è da tempo che voglio interrogarlo. Come faccio a smuovere le acque?”&lt;br /&gt;“Vorrebbe incontrare Kelly?”&lt;br /&gt;“Sì.”&lt;br /&gt;“È uno stolto. Non è una buona idea.”&lt;br /&gt;“Già, appunto! Tutti non fanno altro che ripetere che è uno stolto, però, a causa delle accuse di uno stolto, Ian è stato accusato e tutti credono sia suo complice.” Quelle parole di autentico affetto colpirono molto il legale. Booth aveva dimostrato di tenerci parecchio al suo assistito. Impacciata, fece un sorriso di circostanza.&lt;br /&gt;“Farò in modo di aiutarla anche in questo. Sono propensa ad assecondare ogni suo desiderio” disse con tono malizioso. Si avvicinò a lui un po’ troppo. L’uomo restò rigido. Ma Carol sentì il fuoco divampare dentro sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2651104325244971667?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2651104325244971667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2651104325244971667' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2651104325244971667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2651104325244971667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/ogni-singolo-respiro-capitolo-15.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 15'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SsCcvGCMi2I/AAAAAAAAAjI/oAbD-Su4448/s72-c/Bones_depth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-3571099290595058353</id><published>2009-09-24T13:15:00.000-07:00</published><updated>2009-09-24T13:54:14.766-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline capitolo 19</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrvTvL6oKbI/AAAAAAAAAis/NM7hNV4__lQ/s1600-h/spangel2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 203px; height: 137px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrvTvL6oKbI/AAAAAAAAAis/NM7hNV4__lQ/s400/spangel2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385130587057564082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La camera matrimoniale di Liam sembrava la dimora della lussuria. Probabilmente per l’odore di incensi da poco spenti, o l’ampio letto sul quale erano stati disseminati cuscini a forma di cuore. Per i quadri alle pareti tra cui dipinti che mostravano fanciulli poco più che adolescenti in pose lascive. William si soffermò ad osservarli, rapito.&lt;br /&gt;“Un altro drink?” propose il padrone di casa. Cercava di tenersi alla larga. Già la prossimità durante il viaggio in taxi era stata logorante per i suoi ormoni. Se si accostava un po’ troppo non ce l’avrebbe più fatta a resistere. Gli sarebbe saltato addosso. Gli avrebbe fatto male. Voleva trattenersi. Voleva che la loro prima volta fosse indimenticabile. Sul serio. &lt;br /&gt;“No grazie, non voglio partire stasera.” Sorrise. “Questi quadri sono veramente belli, chi li ha fatti?”&lt;br /&gt;“Che tu ci creda o no, Liam da giovane.”&lt;br /&gt;“Sono tuoi?”  l’ospite era sorpreso. Ma quante doti aveva questo ragazzone di quarant’anni? C’era da scommettere che prima dell’alba ne avrebbe scoperte almeno un’altra dozzina!&lt;br /&gt;“Un tempo avevo il pallino dell’arte. Mi piaceva dipingere. Tutt’ora abbozzo qualcosa, quando ho tempo da perdere.” &lt;br /&gt;“Che bello. Io sono sempre stato negato.”&lt;br /&gt;“Ognuno ha le sue doti.” Osò avvicinarsi. Le labbra di William da troppo tempo stavano gridando baciami. E ora era in piedi, davanti a quelle discrete oscenità. Il suo corpo sembrava non chiedere altro. Altro che essere amato.&lt;br /&gt;“Liam” sussurrò quando le dita dell’uomo pigiarono sulla sua guancia.&lt;br /&gt;“Sei un sogno Will.” Senza fretta i visi si lambirono. Pochi attimi e le labbra si trovarono.&lt;br /&gt;Un bacio.&lt;br /&gt;Due baci.&lt;br /&gt;Tre... quattro. Le bocche si schiusero. Le lingue s’incontrano, scontrano, così anche i denti. E le braccia di Liam circondarono la vita.&lt;br /&gt;A William venne naturale piegare la testa e lasciarsi andare sulla spalla possente. Accogliere l’irruenza di quel bacio, la passione. L’abbraccio totale. Accogliere il suo angelo. Già, il suo angelo. S’interruppe all’improvviso.&lt;br /&gt;“Tu c’eri quella sera.”&lt;br /&gt;“Quale sera?”&lt;br /&gt;“Al party di beneficenza. All’Ermitage, ricordi?”&lt;br /&gt;“Sì, me lo ricordo bene quel party. È li che ti ho visto la prima volta!” e che poi sono successe altre cosette. Pensò. Anche se la scoperta del tradimento di Jake sembrava anni luce in quel momento. &lt;br /&gt;William sorrise come uno stolto.&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Anch’io ti ho conosciuto quella sera.”&lt;br /&gt;“Che intendi dire? Non sono riuscito a presentarmi.”&lt;br /&gt;“Sì, Liam, io ti ho sentito. Anche se non sapevo come eri fatto io ti ho sentito vicino a me. Liam tu sei il mio angelo.” Rivelò. L’altro non capì. Ma un ricordo subitaneo lo colpì. Anche Hot spot lo chiamava Angel! Ma l’avvicinarsi di William lo fece desistere dal continuare a parlare. C’erano le labbra già gonfie di baci. C’era il corpo da svelare. C’era la tensione da appianare.&lt;br /&gt;Il letto esercitava sui due un’attrazione incredibile. E, ben presto, vi si trovano riversi. &lt;br /&gt;William si accoccolò tra i cuscini. L’altro si soffermò a guardarlo.&lt;br /&gt;“Ora ti spoglierò. Ma tu sta pronto a chiamare il nove-uno-uno. Non so se il mio cuore reggerà a tanta grazia.”&lt;br /&gt;“Finiscila” sorrise l’altro. &lt;br /&gt;Colmo di desiderio, Liam prese a sbottonargli la camicia. Sotto c’era la pelle, calda, bianca, liscia.&lt;br /&gt;“Sei perfetto. Sei un magnifico, perfetto. Incantevole, ragazzo incantevole.” William arrossì mentre gli venivano slacciati i pantaloni. I boxer scesero insieme ad essi. Una volta che fu completamente nudo, il padrone di casa lo contemplò.&lt;br /&gt;“Sei una favola. Un incanto per gli occhi, una sofferenza per questo mio cuore. Mai vista tanta bellezza, piccolo mio” non gli lasciò possibilità di replica. Si abbassò per baciarlo. William lo accolse con calore. L’eccitazione si stava facendo sempre più pressante.&lt;br /&gt;“Ora spogliati tu” suggerì l’altro.&lt;br /&gt;“Sono d’accordo, questi jeans sono decisamente troppo stretti, ormai.”&lt;br /&gt;“Allora lascia che ti dia una mano.” Liam si tolse la maglietta. Il profumo di oli da bagno si propagò per tutta la stanza.&lt;br /&gt;“Sai di buono.”&lt;br /&gt;“Sono stato ad un centro benessere per un massaggio.”&lt;br /&gt;“Anch’io amo i massaggi.”&lt;br /&gt;“Prendo nota.” Mentre finiva la frase William sbottò il jeans. L’erezione spuntò fuori puntando su di lui come un fucile spianato. Non c’era nessun indumento intimo a dividere il tessuto dalla pelle.&lt;br /&gt;“O mio dio” si lasciò sfuggire il biondo. Non credeva ai suoi occhi. &lt;br /&gt;Forse è un sogno. Oppure mi sto facendo una sega. Pensò. William era incredulo. Totalmente incredulo. Nemmeno nelle sue fantasie più audaci avrebbe immaginato che Liam-Angel, fosse così dotato. &lt;br /&gt;Lo fissò per qualche attimo basito.&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Sono senza parole.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“È è... è favoloso.” Liam sorrise fiero. Dopo tutto non gli dispiaceva essere superdotato soprattutto quando trovava chi lo apprezzava con tanto genuino entusiasmo.&lt;br /&gt;William stava letteralmente sbavando. Il pene turgido di Liam era persino troppo. &lt;br /&gt;Troppo largo.&lt;br /&gt;Troppo lungo.&lt;br /&gt;Troppo venoso.&lt;br /&gt;Troppo scuro.&lt;br /&gt;Troppo bello.&lt;br /&gt;“Dio, questo è il fallo dei miei sogni adolescenziali!” arrossì per quello che aveva appena ammesso.“Ora non penserai che...”&lt;br /&gt;“Amo la spontaneità.”&lt;br /&gt;“Ok. Allora non è un problema se ti dico che avresti ragione se mi ritenessi uno di quei gay a cui piace da impazzire...” &lt;br /&gt;“Il cazzo? Mi preoccuperebbe il contrario.”&lt;br /&gt;“D’ora in avanti mi guarderai come una baldracca?”&lt;br /&gt;Liam sorrise. “La baldracca più deliziosa del mondo.”&lt;br /&gt;“Meno male.” &lt;br /&gt; William smise di preoccuparsi di apparire poco serio. Doveva toccare, baciare, succhiare l’uccello di Liam, subito!&lt;br /&gt;“Ora ti faccio un pompino e poi facciamo l’amore.”&lt;br /&gt;“Mi sembra un bel programma” la voce di Liam tradì un brivido. E poi, finalmente, la bocca di  William si poggiò sul punto più sensibile del suo corpo. Le labbra scelsero la parte centrale. Risalirono l’asta fino all’attaccatura dando leggeri baci e morsetti. Poi tornarono alla punta. &lt;br /&gt;Scelse di non succhiare ma baciò infiammando il beneficiario.&lt;br /&gt;“Succhialo ora.” &lt;br /&gt;“Assolutamente si” e così fece. William iniziò a pompare. Era in estasi. Da quando un sesso non gli riempiva così bene la bocca?.&lt;br /&gt;Liam accompagnò il su e giù della testa dondolando i fianchi e ghermendo i riccioli biondi. I gemiti rochi e gli ansiti e il risucchio, rimbombarono nella grande stanza.&lt;br /&gt;“Sei molto bravo ma ora basta. Non voglio venire così” Liam lo scansò con dolcezza e decisione allo stesso tempo. Lo prese in braccio per spostarlo. Non pesava molto. Lo posò al centro del letto. Pose un cuscino sotto i glutei.&lt;br /&gt;“Allarga le gambe, prima di iniziare voglio guardarti.”&lt;br /&gt;“Ok” con naturalezza Will obbedì. Divaricò bene le cosce mostrando la sua parte più segreta. Liam sospirò. È incantevole anche là, pensò. Il suo spacco era come la bocca di un fiore.  La carne intorno all’entrata era un po’ più scura. Questo tradiva la propensione a farne uso. William non lo negava. Amava essere preso dagli uomini. Succhiare e farsi fottere erano le sue attività sessuali favorite. &lt;br /&gt;“Hai un culetto stupendo.”&lt;br /&gt;“Vuoi farmi di nuovo arrossire?”&lt;br /&gt;“Forse, sei così eccitante quando arrossisci” Liam lo disse sorridendo. Ma suo sguardo era accecato dalla lussuria. Accarezzò l’oggetto del desiderio. Come mosso da un istinto innato, il passivo si protese in avanti sospirando. Il dito medio formò dei leggeri cerchi intorno al foro esasperandolo.&lt;br /&gt;“Sei cattivo se fai così.”&lt;br /&gt;“Scusami ma è delizioso guardarti. Guardare la tua magnifica fessura desiderare così ardentemente le mie attenzioni. Sembra parlarmi malgrado non abbia voce” William avrebbe voluto dire: ‘ti sta gridando soddisfami, riempimi, che aspetti?!’ ma restò in silenzio. Attendendo con doloroso piacere. &lt;br /&gt;“Il muscolo attorno al tuo organo sessuale primario è gonfio e ben allenato. Questo vuol dire due cose. La prima è che sei abituato a farti amare così. La seconda è che ne trai un piacere enorme. Tanto che il tuo corpo si è sviluppato maggiormente in questa zona.”&lt;br /&gt;“Verissimo, Liam, per questo non ce la faccio più. La natura ti ha dato dono di un aggeggio pronto a sviluppare anche maggiormente questo muscolo, usalo!” implorò accarezzandosi tra le gambe. Improvvisamente, Liam riconobbe le mani e, soprattutto, il culo di Hot spot. Oddio, non ci posso credere, è proprio il segaiolo con il quale facevo sesso virtuale, ne sono certo! Restò senza fiato e immobile.&lt;br /&gt;“Che succede, mio caro? Perché te ne stai fermo impalato? Vieni tra le mie gambe. Facciamo l’amore, dai.” Spronò. Allungò la mano per afferrare il sesso. Restò deluso quando si avvide che aveva perso gran parte del suo vigore. Era sempre un pene di dimensioni notevoli ma moscio.&lt;br /&gt;“Ti è passata la voglia?” &lt;br /&gt;“No, cioè... sono un po’ agitato. Ti va  se prima parliamo un po’?”&lt;br /&gt;“Parlare?” Will non capiva. Erano ad un passo dall’unirsi per la prima volta, e sarebbe stato magnifico, ne era certo, e Liam voleva chiacchierare?&lt;br /&gt;“Ok, parliamo... ma dopo mi lascerai impegnare affinché tutto ritorni come prima. Mi riferisco alla tua magnifica erezione...”&lt;br /&gt;“Certo piccolo, non chiedo di meglio.”&lt;br /&gt;“Dimmi tutto.”&lt;br /&gt;“Sì, ecco. Volevo domandarti se... insomma: fai sesso virtuale?” &lt;br /&gt;William lo guardò sbigottito:“Perché questa domanda?”&lt;br /&gt;“Preciso: io non ci trovo niente di male, solo che... rispondi.” Will era sulle spine. Come faceva a saperlo? Si era fatto vedere da lui in cam e ora era stato riconosciuto? Quello sì sarebbe stato imbarazzate! Anche se a parte Victim non c’erano tanti altri uomini con il quale aveva chattato più di una volta.&lt;br /&gt;“È capitato, soprattutto dopo la rottura con il mio ragazzo. Sì, faccio sesso virtuale, anzi facevo... perché mi fai questa domanda?”.&lt;br /&gt;“Credo di averti riconosciuto. Quando ti sei accarezzato tra le cosce. Ho riconosciuto il tuo magnifico sedere e le tue belle dita. Sei Hot spot, vero?”&lt;br /&gt;“Sì sono io.” William era atterrito. Ma chi era Liam Spancer? Che ne sapeva della sua doppia vita?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-3571099290595058353?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/3571099290595058353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=3571099290595058353' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3571099290595058353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3571099290595058353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/borderline-capitolo-19.html' title='Borderline capitolo 19'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrvTvL6oKbI/AAAAAAAAAis/NM7hNV4__lQ/s72-c/spangel2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8966610188100194936</id><published>2009-09-21T08:30:00.001-07:00</published><updated>2009-09-21T08:44:39.498-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='squadra speciale lipsia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Bollori (parte prima e parte seconda)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SredwrP2gBI/AAAAAAAAAik/L99fbA1glxg/s1600-h/bollori.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 168px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SredwrP2gBI/AAAAAAAAAik/L99fbA1glxg/s400/bollori.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383945339113209874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SredT1Av-BI/AAAAAAAAAic/4aRK3cLumWI/s1600-h/bollori2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SredT1Av-BI/AAAAAAAAAic/4aRK3cLumWI/s400/bollori2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383944843518015506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan e Miguel stanno facendo un appostamento in macchina...&lt;br /&gt;"Jan questa qui mi sta facendo scoppiare..."&lt;br /&gt;"Finiscila Miguel, lo sai che non ha senso... non possiamo nemmeno pensarle le donne sulle quali indaghiamo e tu ci sbavi sopra?"&lt;br /&gt;"Sì ma questa è talmente...!"&lt;br /&gt;"Lo ammetto, è una bella ragazza. Ma calmati una buona volta. Possibile che tu non riesca a pensare ad altro?"&lt;br /&gt;"E come faccio? Guarda Jan, guarda come accavalla le gambe, hai visto che gambe?" Miguel appoggia la mano sulla coscia del collega.&lt;br /&gt;"Vuoi continuare così per tutta la serata Miguel?"&lt;br /&gt;"No, ma è una dea. Sarà che ho un debole per le bellezze esotiche"&lt;br /&gt;"Tu hai un debole per qualsiasi tipo di donna! Bionde, brune, rosse. Da quando ti conosco sei uscito con ogni tipo di femmina esistente sulla faccia della terra!"&lt;br /&gt;"Però esageri ora. Con Ina non sono uscito..."&lt;br /&gt;"Già, perché stranamente riesci a concepire il fatto che con una collega non sarebbe deontologico..."&lt;br /&gt;"Deontologico! Che parolone. Allora noi due?"&lt;br /&gt;"Noi due cosa?" piglio indagatore di Jan.&lt;br /&gt;"Beh noi siamo più che colleghi, siamo amici."&lt;br /&gt;"E chi discute l'amicizia? Anche io e Ina siamo amici."&lt;br /&gt;"Non è la stessa cosa" Miguel tracanna un po' d'acqua dalla bottiglietta.&lt;br /&gt;"Che vuoi dire?" &lt;br /&gt;“Tra te e Ina non è amicizia nel vero senso della parola. Non avete mai approfondito.”&lt;br /&gt;“Con te sì?” faccia ironica di Jan.&lt;br /&gt;Miguel lo fulmina con lo sguardo.&lt;br /&gt;“Jan, io per te sono importante, come tu lo sei per me. Non puoi mettermi sullo stesso livello di Ina!”&lt;br /&gt;“Beh... non pensavo la vedessi così...” &lt;br /&gt;L’argomento sembra chiuso ma Miguel è rabbuiato.&lt;br /&gt;“Perché hai messo il broncio ora? Non fai più nessun apprezzamento sulle gambe e sul seno della Moreno?” &lt;br /&gt;“Mi sono offeso.”&lt;br /&gt;“Lo vedo, il tuo labbro inferiore sporge di tre quarti. Nemmeno Benny da piccolo metteva un broncio così.”&lt;br /&gt;“Uffa, Jan. Non è giusto che tu giochi con i miei sentimenti!”&lt;br /&gt;“Scherzi o dici sul serio?”&lt;br /&gt;“Ho l’aria di uno che scherza?”&lt;br /&gt;“Affatto.”&lt;br /&gt;“Appunto.”&lt;br /&gt;“Spigati, magari recuperiamo!”&lt;br /&gt;“Arrivaci da solo.”&lt;br /&gt;“No Miguel, devi proprio dirmelo cosa ti turba perché...”&lt;br /&gt;“Mi turba che tu mi veda solo come un collega come un altro e non come... come un amico!” &lt;br /&gt;Jan sgrana i suoi grandi occhi chiari mentre con aria incuriosita guarda Miguel. In particolare fissa le sue labbra...&lt;br /&gt;“Lo sai che non è così...” la voce si fa più bassa.&lt;br /&gt;“Lo pensavo anch’io, ma da quello che mi hai confessato prima..”&lt;br /&gt;“Ma dai, ti prendevo in giro. Sei proprio un credulone! Certo che sei più importante di Ina. Da un certo punto di vista...” s’interrompe.&lt;br /&gt;“Continua... cosa volevi dire...”&lt;br /&gt;“Beh volevo dire che da un certo punto di vista tu sei la persona più importante per me dopo Benny. La persona che mi è più vicina.”&lt;br /&gt;Gli occhi di Miguel cambiano colore o quasi. Il colorito del viso diviene acceso e tutto l’interesse si catapulta su Jan.&lt;br /&gt;“Davvero, querido mio? Sono importante per te, così tanto?”&lt;br /&gt;“Ma certo Miguel, perché ti sorprendi?”&lt;br /&gt;Miguel sta zitto per qualche secondo. Poi guarda il collega di nuovo.&lt;br /&gt;“Jan, voglio dirtelo... questo mi fa felice.”&lt;br /&gt;“Bene...”&lt;br /&gt;“Grazie...” &lt;br /&gt;Qualche secondo di silenzio. &lt;br /&gt;“Posso abbracciarti ora?” chiede Miguel.&lt;br /&gt;“Sì, ma non esagerare perché ti ricordo che siamo in servizio.” Miguel gli si butta sopra schiacciandolo addosso al volante. &lt;br /&gt;“Se mi stringi così mi fai male!” Jan cerca di divincolarsi ma poi si arrende al caloroso slancio d’affetto. Suona il telefono.&lt;br /&gt;Si staccano. Jan guarda il telefono:&lt;br /&gt;“Cavolo è Haio... pronto”&lt;br /&gt;“Che diavolo sta succedendo?”&lt;br /&gt;“A che ti riferisci?”&lt;br /&gt;“La Moreno ha eluso un posto di blocco! Che facevate voi due?”&lt;br /&gt;Jan e Miguel si guardano con aria desolata e colpevole.&lt;br /&gt;E dicono in coro: “ce la siamo fatta scappare!” &lt;br /&gt;(continua...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bollori parte seconda&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miguel propone a Jan una giornata in piscina. É caldo, e sole brilla alto nel cielo. &lt;br /&gt;L’ispanico fa sapere che l’impianto sportivo pullula sempre di belle ragazze.&lt;br /&gt;“Non ne avevo dubbi, Miguel...”&lt;br /&gt;“Credimi Jan, una roba che tu in vita tua, amico, non hai mai visto!” confida mentre a velocità sostenuta sfreccia su di una via principale di Lipsia. &lt;br /&gt;Una volta giunti nello stabile parcheggiano e si recano negli spogliatoi.&lt;br /&gt;Pavoneggiandosi Miguel sfoggia un costume adamitico.&lt;br /&gt;“Che ne pensi?”&lt;br /&gt;Jan lo squadra contrariato. “No, Miguel, quel costume è scandaloso! Non va bene.”&lt;br /&gt;“Dici che si vede un po’... troppo?”&lt;br /&gt;“Ma certo, questa è una piscina di città. Non siamo mica a Copacabana.” Jan si fa pensieroso: “Ho un’idea, mettiti questo.” Dalla borsa tira fuori un costume bianco con una striscia blu da surfista. Semplice, carino, ordinato. &lt;br /&gt;“Questo va bene.”&lt;br /&gt;Miguel accetta il consiglio del collega ma, durante la vestizione, qualcosa non va.&lt;br /&gt;“Jan, ho un problema.”&lt;br /&gt;“Che ti succede.”&lt;br /&gt;“Mi va stretto. Non riesco ad allacciarlo!”&lt;br /&gt;“Ma come è possibile. Tu sei più magro di me. Ti sta stretto di vita?”&lt;br /&gt;“No.”&lt;br /&gt;“Di fianchi?”&lt;br /&gt;“Nemmeno.”&lt;br /&gt;“Miguel... non capisco...” La porta dello spogliatoio si apre. Imbarazzato Miguel fa sbirciare il ‘problema’. &lt;br /&gt;“Caspita... ora capisco perché stringe.”&lt;br /&gt;“Non so perché sto così ma... è davvero imbarazzante!”&lt;br /&gt;“E ci credo.” Jan ironizza: “ti darei una mano ma non so proprio cosa fare...”&lt;br /&gt;“Jan, smettila di prendermi in giro. Ti giuro che non me lo spiego. Forse sarà l’idea di tutte quelle ragazze mezze nude la fuori”&lt;br /&gt;“Probabile che sia per quello.”&lt;br /&gt;“E allora, come faccio?”&lt;br /&gt;“Hai provato ad avere pensieri angoscianti?”&lt;br /&gt;“Certo che sì! È la prima cosa che ho fatto.”&lt;br /&gt;“Allora non so cosa dire...” il silenzio cade tra i due.&lt;br /&gt;“Jan...”&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Lasciami solo, cioè, tu vai avanti. Io... devo rimanere da solo.”&lt;br /&gt;“Capisco” con un sorrisetto malizioso Jan si allontana da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan è sdraiato supino. Occhiali da sole a specchio e abbronzatura dorata. Le donne più carine se lo mangiano con gli occhi.&lt;br /&gt;Finalmente vede scorgere Miguel. Il costume che gli ha prestato gli sta un incanto.&lt;br /&gt;“Era ora. Tutto bene?”&lt;br /&gt;“Sì, tutto bene. Ci ho messo molto perché, beh, devo precisare: non sono più tanto abituato.” Jan ride di gusto e poi gli fa segno di sdraiarsi al lettino accanto a lui.&lt;br /&gt;“Ti ho preso il posto, hai visto che bravo sono stato.”&lt;br /&gt;“Ti ho portato nel paradiso della gnocca e ci mancherebbe che non sei grato al tuo amico.”&lt;br /&gt;“Già. Talmente grato che ho detto che era occupato almeno a sei ragazze.”&lt;br /&gt;“Per la miseria. Il fascino nordico e il fascino latino confluiscono per la conquista totale della razza femminile.”&lt;br /&gt;Mentre si sdraia però Miguel si sente di nuovo a disagio.&lt;br /&gt;“Jan...”&lt;br /&gt;“Che c’è ora?”&lt;br /&gt;“A proposito di confluire...”&lt;br /&gt;“...”&lt;br /&gt;“Il mio sangue sta di nuovo confluendo verso le parti basse.”&lt;br /&gt;“Di nuovo? Ma che sei malato?”&lt;br /&gt;Una giovane mora dalle curve prorompenti si avvicina ai due poliziotti.&lt;br /&gt;“Posso chiedervi una cosa?” si appoggia dinnanzi a Miguel in maniera provocante.&lt;br /&gt;“Ma certo” ribatte galante Jan.&lt;br /&gt;“Le mie amiche ed io ci stavamo domandando se siete due calciatori, o comunque se siete famosi.” Jan e Miguel si guardano divertiti anche se il moro è ancora visibilmente turbato.&lt;br /&gt;“Diciamo che preferiamo non dirlo” ribatte nonostante tutto. La sua posizione è strategicamente distesa e rigorosamente a pancia in sotto. &lt;br /&gt;“Ah, capisco...” delusa si allontana. &lt;br /&gt;“Hai visto che carina Miguel?”&lt;br /&gt;“Sì che ho visto... è peggio del previsto.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Perché mi fa male Jan. Ma che lo devo spiegare ad un uomo come ci si sente?”&lt;br /&gt;Jan ironizza facendo gli occhi da cucciolo: “Poverino... fa tanto male?”&lt;br /&gt;“Finiscila...” &lt;br /&gt;“Quanto male?” gli accarezza il braccio con un dito in maniera sensuale.&lt;br /&gt;“No, Jan, non farlo. Così mi uccidi.”&lt;br /&gt;“Ma dai, una carezza da un collega ti fa quest’effetto? È quanto meno curioso.”&lt;br /&gt;“Anche molto meno di questo.” Jan vuole proprio divertirsi alle spalle di Miguel. E, a proposito di spalle...&lt;br /&gt;“Non hai messo la protezione.”&lt;br /&gt;“E allora?” risponde caustico.&lt;br /&gt;“E allora è pericoloso. Mai sentito parlare del buco dell’ozono?”&lt;br /&gt;“Jan...” il tedesco purosangue prende dalla borsa un flacone di crema. La sparge uniformemente sulla schiena dell’amico.&lt;br /&gt;“Jan, giuro che questa me la paghi...”&lt;br /&gt;“Perché? Perché son carino con te mi dici questo?”&lt;br /&gt;“Tu non devi essere così carino con me... quanto meno non in questo momento” l’altro ridendo si appoggia sul suo lettino attaccandosi al suo fianco.&lt;br /&gt;Miguel cerca di rilassarsi anche se gli ormoni non gli danno tregua.&lt;br /&gt;“Sei bravo. Dove hai imparato?”&lt;br /&gt;“Ho anche tante altre doti, sai...”&lt;br /&gt;“Accidenti a te. vuoi farmi proprio scoppiare?”&lt;br /&gt;“Ma no dai...” e poi maliziosamente aggiunge: “se volessi farti scoppiare farei dell’altro...”&lt;br /&gt;“Non voglio sapere cosa.” Le mani di Jan si spostano dalle spalle ai fianchi. Piano risalgono per poi scendere all’altezza delle ascelle.&lt;br /&gt;“Potrei toccarti i capezzoli.”&lt;br /&gt;“NO! No Jan, lo sai che i capezzoli sono il mio punto debole. Se lo fai mi costringi a buttarti dentro la piscina come minimo”&lt;br /&gt;“Nemmeno una strizzatina?”&lt;br /&gt;“Jan finiscila... lo sai che sta succedendo?”&lt;br /&gt;“Stai soffrendo?”&lt;br /&gt;“Il tuo costume...”&lt;br /&gt;Jan si fa serio. “Cosa ha il mio costume?”&lt;br /&gt;“Beh diciamo che... il gattone Miguel ha marcato il territorio.”&lt;br /&gt;“Cioè vorresti dire che...” &lt;br /&gt;Miguel volta la testa sorridendo. “a questo punto non mi resta che andarmi a fare il bagno...”&lt;br /&gt;“Mio dio, non vorrai...” Miguel si alza. Da un leggero schiaffo all’amico.&lt;br /&gt;“Ma ci hai creduto? Sei proprio ingenuo.” &lt;br /&gt;“Cretino.”&lt;br /&gt;“Cretino tu a provocarmi in quel modo. Ma te l’ho promesso, te la faccio pagare...”&lt;br /&gt;“Come no...”&lt;br /&gt;“Vedremo...”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8966610188100194936?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8966610188100194936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8966610188100194936' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8966610188100194936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8966610188100194936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/bollori-parte-prima-e-parte-seconda.html' title='Bollori (parte prima e parte seconda)'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SredwrP2gBI/AAAAAAAAAik/L99fbA1glxg/s72-c/bollori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8960266895977021678</id><published>2009-09-16T22:50:00.000-07:00</published><updated>2009-09-17T13:05:31.197-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, capitolo 18</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrKWfR_NuCI/AAAAAAAAAhk/BGfpsEehP78/s1600-h/!James_Marsters_tux.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrKWfR_NuCI/AAAAAAAAAhk/BGfpsEehP78/s400/!James_Marsters_tux.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382529968809818146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo 18&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liam Spancer era, ufficiosamente, di nuovo innamorato. Non che Jake, il bel giovane con il quale era stato insieme per quasi tredici anni fosse finito nel dimenticatoio, è ovvio. Ma qualcosa era cambiato. La mattina seguente l’appuntamento non aveva fatto altro che zampettare e canticchiare note stonate di canzoni della sua infanzia. Belinda, la sua segretaria personale, aveva mangiato la foglia.&lt;br /&gt;“Hai esteso il tuo sguardo su chiappe nuove, giusto?” l’espressione gongolante del suo superiore tradiva lo stato di grazia.&lt;br /&gt;“Scommetto che è un bocconcino coi fiocchi.”&lt;br /&gt;“Indovinato.” A Liam non piaceva parlare con tutti dei suoi affari ma Belinda valeva un’eccezione!&lt;br /&gt;Quella sera si rifugiò in internet. Guardò stancamente msg. Ormai del suo Hot spot 69 non c’era più traccia.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sicuramente sarà arrabbiato con me per il bidone che gli ho tirato&lt;/i&gt;. Pensò. Malgrado tutto, un po’ gli mancava. Gli mancavano soprattutto le sue peripezie erotiche. Trovare qualcuno altrettanto bravo ad infilarsi giochi e ortaggi nel di dietro non sarebbe stato facile! Ma aveva il suoi dannato direttore d’orchestra a cui pensare, e prospettiva di serata migliore non ce n’era.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William se ne stava paciosamente assorto davanti alla scrivania. Il pc spento. Gli sparititi disseminati in maniera approssimata tutt’intorno. Era pensoso. La serata con Heath l’aveva turbato un bel po’. Gli mancava tantissimo il suo ex tra l’altro, averlo trovato così in forma non migliorava le cose. Cristo sembra ancora più sexy di prima. Pensò quella sera. Decise che doveva farla finita di rimuginare. Tra poche ore avrebbe rivisto Liam. Sorrise deliziato. Quell’uomo gli piaceva da morire. Lo voleva, e non si trattava di una curiosità sessuale, di uno sfogo come era stato con le sue ultime prede e, in alcuni casi, carnefici. Liam doveva dargli tutto quello che Heath gli aveva tolto. Quest’ultimo tornò dal suo nuovo ragazzo che era tardi ma proprio tardi.&lt;br /&gt;“Tesoro sono quasi le tre del mattino, che è successo?” chiese rivedendolo.&lt;br /&gt;Si guardarono intensamente. Heath rivelò di aver rivisto William e di averci parlato a lungo.&lt;br /&gt;“Scommetto che c’è scappato un bacio o qualcos’altro, vero amore?” sorrise malizioso avvicinandosi a lui che nel frattempo si era spogliato.&lt;br /&gt;“Non voglio essere maligno ma non siamo tutti come te e Liam.”&lt;br /&gt;“Va bene, me lo merito, uno a zero per te. Insomma niente, proprio niente?”&lt;br /&gt;“Tanta nostalgia, tanto desiderio trattenuto. No, piccolo, non ci ho fatto sesso non l’ho neanche baciato, ma non posso dire di non averlo desiderato immensamente.” Ammise vergognandosene un po’. William era sempre così attraente. E fare l’amore sarebbe stato così scontato. Forse troppo scontato.&lt;br /&gt;“Non ti avrei sbattuto fuori di casa se lo avessi fatto. Se avessi fatto sesso con lui.”&lt;br /&gt;“Sarebbe stato amore non sesso.” Jake sorrise felice. Il suo uomo aveva resistito alla tentazione di fare l’amore con il suo adorato e adorabile ex. Aveva diritto a qualcuno di così perfetto? No, forse era davvero troppo per lui.&lt;br /&gt;“Heath, ti giuro che sono felice di questo ma non voglio ti tu ti senta male per stare alla larga da Will.”&lt;br /&gt;“Non starò più alla larga da lui, abbiamo deciso di tentare una tregua. Poi, tra l’altro, credo che abbia una cotta o qualcosa del genere.”&lt;br /&gt;“Te l’ha detto lui?”&lt;br /&gt;“No, in realtà non mi ha detto niente. Ma l’ho intuito.”&lt;br /&gt;Jake gli baciò una spalla. “Il mio magnifico ragazzo legge pure nel pensiero. Che ne dici se ora ci mettiamo a dormire? Domani sono pieno di cesarei programmati”&lt;br /&gt;Heath avvicinò di molto la bocca a quella di lui: “Farà nascere tanti marmocchi il mio amore?”&lt;br /&gt;“Sì.” Si baciarono teneramente per poi cadere nel sonno restando abbracciati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liam trascorse nervoso le ultime ore che lo dividevano da un altro, il secondo, appuntamento con William. Fece mezz’ora di tapiroulant. Una lunga doccia. Rispose a diverse email di lavoro. Indette una riunione speciale nel pomeriggio e partecipò ad una videoconferenza con Taiwan. Alle sette di sera si sentiva ancora in perfetta forma.&lt;br /&gt;Per scongiurare l’arrivo improvviso di Jake, eccitato com’era non ce l’avrebbe fatta a non cedere alle sue provocazioni, uscì per recarsi nel centro benessere dove lavorava Jing. Una volta giunto alla reception scoprì che la sua massaggiatrice di fiducia era occupata. Al suo posto una tailandese di bassa statura lo accolse nella sua cabina. Liam fu subito accolto dalle essenze e l’incenso che si andavano diffondendo nell’aria. Si spogliò. Appoggiò ordinatamente pantaloni, camicia e giacca nell’apposti guardaroba. I boxer, calzini e scarpe finirono in uno box posto nel cassetto più basso. Con attorno un semplice asciugamano bianco che gli copriva a malapena i gioielli si recò sul lettino. La nuova massaggiatrice si presentò.&lt;br /&gt;“Il mio nome è Tania. So che Jing conosce tutte i suoi chakra. Io purtroppo potrò limitarmi ad un massaggio rilassante ma le assicuro che sarà il migliore della sua vita.” Liam sorrise grato. Intuì che l’asiatica non era solo asiatica. Gli occhi scuri e le labbra carnose suggerivano una mistura di razze. Aveva anche seni alti e sodi. Ultimamente era un particolare che notava. In particolare parchè le massaggiatrici di quel centro benessere indossavano soltanto un miniabito stretto che lasciava in bella vista ogni curva.&lt;br /&gt;Il massaggiò iniziò. Le piccole mani si occuparono prima dei piedi poi dei polpacci rilassandolo in una maniera sublime.&lt;br /&gt;“Sei davvero brava.”&lt;br /&gt;“Ve l’avevo detto. Non sono presuntuosa. Ci so fare e basta” rivelò in tono confidenziale. Dopo le gambe passò direttamente alla testa. Le dita massaggiarono tra i capelli come se volessero carezzare le meningi. Si abbassò su di lui. Liam aprì gli occhi. La vista delle tette a distanza ravvicinata gli procurò un erezione. Fatto di poco conto in una qualsiasi altra occasione, ma quando si ha un telo microscopico la cosa cambia!&lt;br /&gt;Tania se ne avvide, ridacchiò soddisfatta.&lt;br /&gt;“A questo punto passerei un po’ di crema rigenerante per il viso.”&lt;br /&gt;“Come vuoi” rispose il cliente indeciso tra l’abbandonarsi al piacere o cercare di trattenersi. Provò con i pensieri angosciosi. Di solito gli bastava pensare alla morte dei proprio genitori. Non servì. Il sesso continuava a spingere il triangolino di stoffa verso l’altro. La ragazza risolse in pochi minuti la questione della rigenerazione. Optò per le spalle. Finalmente la mente e il corpo di rilassarono. E durante un breve sonno, fu libero di sognare il suo direttore d’orchestra.&lt;br /&gt;Fuori dal centro benessere Liam si accorse di essere in ritardo. Erano quasi le otto. Teoricamente doveva tornare a casa, rifarsi la doccia, vestirsi e correre al Rockefeller Center. Decise che tanto valeva andare in jeans. William si sarebbe accorto dell’odore di creme al ginseng e mandarino? Si sarebbe scandalizzato per il look casual? Non lo sapeva, ma non poteva fare tardi. Non riusciva a concepire l’idea del suo piccolo e delizioso William che sbuffava guardando nervosamente l’orologio. Di conseguenza arrivò lui per primo.&lt;br /&gt;Quando lo vide scendere dal taxi il suo cuore fece un tonfo. Arrivò alla gola manco fosse una pallina di un flipper! &lt;i&gt;È adorabile, semplicemente adorabile.&lt;/i&gt; Notò che sotto i pantaloni scuri aveva due belle cosce sode. Aveva scelto di infilare la camicia a righe bianche e blu dentro i calzoni. Niente giacca. Il sorriso si allargò sul suo volto vedendolo.&lt;br /&gt;“Ciao.” Lo squadrò dalla testa ai piedi.&lt;br /&gt;“Mi dispiace essere venuto così ma...”&lt;br /&gt;“Stai scherzando, sei uno schianto.” Ammise William. Si domandò subito se non fosse stato un po’ troppo audace come complimento.&lt;br /&gt;“Se qui c’è qualcuno che è uno schianto questo sei tu” e lo disse scrutando direttamente i suoi occhi blu.&lt;br /&gt;A quel punto i dubbi di Will sparirono. Quella frase così diretta e sensuale lo aveva elettrizzato. La voglia di saltargli addosso e dargli un bacio mozzafiato era tanta, ma si trattenne. Non voleva sembrare affamato. Un affamato d’amore. Eppure la sera prima aveva rivisto il suo ex. Era stato bello, ma ora c’era Liam che sembrava la risposta a tutti i suoi desideri reconditi. Prima di Heath c’erano stati tanti uomini, anche una donna ma contava poco. Prima di Heath aveva sognato un uomo così. Alto, muscoloso, ben piazzato. Dal magnifico sorriso, la voce roca e sexy, i modi virili. E magari un uccello talmente grosso da risultare quasi ingombrante. Pensò maliziosamente. Questo non lo sapeva ancora. Ma era lecito augurarsi di scoprirlo quanto prima. Lo avrebbero fatto quella sera stessa? Will non ne aveva idea, ma, in caso contrario, avrebbero dovuto attendere il suo rientro dall’Italia.&lt;br /&gt;Seduti nell’angolo più appartato del Dinner’s, un locale elegante ma non pretenzioso, sorseggiarono un drink parlando del futuro.&lt;br /&gt;“E così dopodomani parti.”&lt;br /&gt;“Già.”&lt;br /&gt;“Sono contento per te...”&lt;br /&gt;“Ma?” chiese con audacia William fissandolo con i suoi occhi intensamente chiari.&lt;br /&gt;“Ma chiaramente vorrei che restassi. Vorrei non interrompere la nostra sequenza di uscite.”&lt;br /&gt;“Ci sarebbe ancora domani sera.”&lt;br /&gt;“Pensavo fossi stra-impegnato con le valige e tutto il resto.”&lt;br /&gt;“Questo è vero, tra l’altro il volo è alle otto e mezza. Dovrò essere in aeroporto già un ora prima.”&lt;br /&gt;“Tu non sei più fidanzato, vero Will?” chiese a bruciapelo. Lo doveva sapere. Se c’era da combattere con un altro per ottenere il suo cuore era giusto arrivato il momento di affilare i coltelli.&lt;br /&gt;“Beh...” arrossì un poco guardando il proprio bicchiere. “No. Mi ha lasciato qualche mese fa.”&lt;br /&gt;“Anch’io sono stato mollato da qualche tempo.”&lt;br /&gt;“Ah, pensa un po’” Will fu silenzioso, sembrava volesse trovare le parole giuste per spiegare ciò che provava: “Ho sofferto molto ma, ora ne sono fuori.”&lt;br /&gt;“Per me è lo stesso. Solo che mi sembra incredibile che un uomo del tuo fascino sia su piazza.”&lt;br /&gt;“Proprio quello che avevo in mente io. E se posso: da quanto tempo eri fuori piazza?”&lt;br /&gt;Liam sorrise bello come un attore di soap e anche più. “Stavamo insieme da quasi tredici anni.”&lt;br /&gt;“Cazzo” l’esclamazione colorita di Will rivelava la sua sorpresa. “Una storia con tutti i crismi.”&lt;br /&gt;“Sì, c’è ancora molta attrazione in effetti.” Will si fece serio, era un tasto dolente. Ma era giusto essere sinceri riguardo l’argomento.&lt;br /&gt;“Anche nel mio caso, il fuoco arde ancora.”&lt;br /&gt;“Ah....”&lt;br /&gt;“Se proprio devo dirla tutta, ieri sera mi è venuto a trovare e... c’è desiderio reciproco, ma non è successo niente.”&lt;br /&gt;“Capisco.”&lt;br /&gt;“Sei deluso?”&lt;br /&gt;“Perché dovrei. Io non sono per te...”&lt;br /&gt;“Sei molto importante per me Liam” s’intromise Will con dolcezza, coraggio e determinazione.&lt;br /&gt;“No, non lo sono ancora, ma ti assicuro che sto facendo di tutto per diventarlo.” William deglutì per l’eccitazione e la felicità. Quelle parole facevano un effetto pazzesco. Da sotto il tavolino il magnate d’industria trovò la mano. Era morbida calda e setosa. La strinse.&lt;br /&gt;“Mi piaci da impazzire William Mc cartery. Sappi che d’ora in avanti farti felice sarà la mia ragione di vita.”&lt;br /&gt;“Ne sono onorato, caro Liam. E sappi che per me è lo stesso.”&lt;br /&gt;“Tu lo stai già facendo.”&lt;br /&gt;“Voglio fare di più.” Non c’era malizia nella sua voce ma dal modo in cui si era passato la lingua sulle labbra...&lt;br /&gt;“Chiedo il conto?”&lt;br /&gt;“Mi sembra una magnifica idea.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8960266895977021678?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8960266895977021678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8960266895977021678' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8960266895977021678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8960266895977021678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/borderline-capitolo-18.html' title='Borderline, capitolo 18'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SrKWfR_NuCI/AAAAAAAAAhk/BGfpsEehP78/s72-c/!James_Marsters_tux.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-3082348279078279849</id><published>2009-09-14T06:54:00.000-07:00</published><updated>2009-09-14T07:05:55.457-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omosessualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ongi singolo respiro, capitolo 14</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sq5NqJuGQ6I/AAAAAAAAAg8/uBAQodUecCw/s1600-h/skeletonkiss.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 338px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sq5NqJuGQ6I/AAAAAAAAAg8/uBAQodUecCw/s400/skeletonkiss.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381323991313433506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temperance gli aveva chiesto, senza mezzi termini di parlare di lui e Emmerich. Del sentimento che Booth non negava di provare per il recluso. E dopo un silenzio che di solito preannunciava battaglia, Booth rispose: “È un periodo durissimo per me... e vederlo in quel letto ridotto il quel modo mi ha fatto male. Ma ho bisogno di te se voglio superare tutto questo” le rivelò accarezzandole la guancia.&lt;br /&gt;“Lo sai che io non credo nella sua innocenza, e tu mi riempi d’attenzioni e d’amore nonostante sia tra quelli che lo hanno inchiodato. Sono confusa.”&lt;br /&gt;“Non lo hai inchiodato tu, sono state le prove.”&lt;br /&gt;“Allora perché pensi che sia innocente?”&lt;br /&gt;“Perché lo conosco, Bones. Dopo averci riflettuto sopra, sono certo che non sarebbe mai in grado di fare le cose di cui è accusato.”&lt;br /&gt;“Ci sono mille cose che sarebbe capace di fare quell’uomo che non ti saltano per la testa. A parte quelle che ha fatto a te che non le voglio sapere.”&lt;br /&gt;“Finiscila.”&lt;br /&gt;“Sì, la finisco anche perché non voglio rovinare questa atmosfera. In ogni caso ti ricordo che ti ha nascosto di avere un amico come Kelly.”&lt;br /&gt;“Non mi ha detto un mucchio di altre cose, ma Ian non è il tipo che ama spiattellare tutto.”&lt;br /&gt;“Già, lui punta molto sul fattore mistero.”&lt;br /&gt;“Bones, basta ti prego” lei seguì il suo sguardo. Per qualche attimo regnò il silenzio. Poi entrambi furono sopraffatti da nuove emozioni. Ormonali e carnali per quanto concerneva la donna. Più razionali per quanto riguardava Booth. Aveva bisogno di lei, ma quello di cui aveva principalmente bisogno era ritrovare il proprio equilibrio. Rivedere Ian, soprattutto ridotto in quel modo, l’aveva scosso parecchio. E ora, lei lo guardava con desiderio. Ma non stavano litigando?&lt;br /&gt;“Bones, che fai?” chiese quando si accostò così tanto, &lt;i&gt;così troppo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;“Cerco le tue labbra, non si capisce?” e le trovò.&lt;br /&gt;Con la bocca occupata a baciarsi, scivolarono fino alla camera da letto.&lt;br /&gt;“Che stiamo facendo, Bones?”&lt;br /&gt;“Stiamo dando libero sfogo ai feromoni” rispose tra uno schiocco e l’altro.&lt;br /&gt;“È sano? Non dovremmo dar retta al cervello?”&lt;br /&gt;“Per le donne, l'intero processo sessuale inizia nel cervello, che in poche parole è l'organo sessuale più importante...”&lt;br /&gt;Maglietta di Booth gettata in terra...&lt;br /&gt;“L'ipotalamo secerne gli ormoni in risposta a questi stimoli. Mentre il sistema nervoso trasmette gli impulsi alla zona pelvica rendendola più sensibile e inducendo le ghiandole surrenali a secernere l'adrenalina, che fa aumentare il battito cardiaco e la respirazione al fine di assumere più ossigeno...”&lt;br /&gt;Jeans slacciati.&lt;br /&gt;“Dando così il via alla produzione di ormoni sessuali. Il cervello libera le endorfine al fine di ottenere il...”&lt;br /&gt;“Stai parlando troppo” fu interrotta dalla voce calda e virile. A quel punto era completamente nudo.&lt;br /&gt;“Piacere... ottenere il piacere, sì” concluse con voce affannata guardandolo con desiderio. Poi fu lui a prenderla come ogni donna vorrebbe voluto essere presa almeno una volta nella vita. Brutalmente e dolcemente. In un attimo l’abbrancò facendola salire sul suo corpo. Prontamente lei artigliò con le gambe la vita gemendo un po’. Si ritrovò riversa sul letto. Le sue mutandine finirono oltre i piccoli piedi.&lt;br /&gt;“Fai in fretta, ti prego” implorò. Non era sua abitudine implorare, anche se sessualmente era assolutamente eccitante e per niente indecoroso. E Booth non aveva nessun motivo per aspettare. Per non accontentarla. E l’accontentò a lungo. Tra un orgasmo e l’altro, per almeno due ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solitamente era Wendy a ragguagliare il suo assistito, Ian Emmerich, detenuto in attesa di giudizio, sul quale pendevano accuse tra le più infamanti.&lt;br /&gt;Solitamente.&lt;br /&gt;La mattina seguente alla dimissione dalla clinica però fu la stessa Carol Miller a raggiungere il carcere federale per parlare con il recluso.&lt;br /&gt;Il processo sarebbe iniziato a giorni. Si preparava una battaglia giudiziaria ostica anche perché, c’era da aspettarselo, Booth avrebbe fatto di tutto per dimostrare l’estraneità ai fatti del suo pupillo in difficoltà. Proprio quello che temeva Carol.&lt;br /&gt;Vestita firmata dalla testa ai piedi, camminò verso la stanza dei colloqui come se attraversasse la passerella di una sfilata. Furono in molti a lasciare gli occhi sulle morbide curve dei fianchi. Sulla scollatura ben esposta. Sulla gambe toniche e slanciate.&lt;br /&gt;“Cazzo che pezzo di gnocca, quella me l’ha fatto venire duro” si sentì cianciare tra le guardie. Gli schiamazzi divennero ininterrotti. Almeno finché la porta di ferro si spalancò ponendo Carol Miller di fronte al suo assistito.&lt;br /&gt;“Benvenuta all’inferno, signora avvocatessa” strizzò l’occhio.&lt;br /&gt;“Ma bravo, vedo che il ricovero non ti ha tolto il buon umore.”&lt;br /&gt;“Il ricovero mi ha rigenerato, piuttosto. Finalmente ho potuto dormire in un letto normale, e nessuno è venuto ad infilarmi qualcosa su per il culo” blaterò sprezzante. A quel punto lei si tolse i guanti di pelle nera. Li posò sul tavolino. Lo guardò da dietro spessi occhiali da sole.&lt;br /&gt;“Non c’è niente da fare Edward, sei sempre la stessa testa di cazzo di sempre.”&lt;br /&gt;“Invece di dire stronzate perché non fai il tuo lavoro e mi tirami fuori da qui?”&lt;br /&gt;“Per correre tra le braccia del tuo caro amichetto ‘agente speciale’? Credevo ci pensasse lui. A questo proposito so che lo hai incontrato. Che vi siete detti?”&lt;br /&gt;“Non sono affari tuoi” Ian non aveva voglia di parlare con lei. Un tempo Carol, quando non si chiamava Carol quantomeno, gli piaceva. Ora la trovava irritante.&lt;br /&gt;“Sai, avevo intenzione di chiedergli di andare alla sbarra. Che ne dici?”&lt;br /&gt;“Che non è una buona idea” affermò lanciandole uno sguardo di sfida. A quel punto la donna si tolse gli occhiali.&lt;br /&gt;“Ma non mi dire! Ci tiene tanto a te. Però, effettivamente, pensa che figura farebbe quando il pubblico ministero chiederà: ‘e mi dica, signor Booth, da quando andava avanti la relazione sessuale con il complice del killer della centrifuga?’”&lt;br /&gt;“Finiscila!”&lt;br /&gt;“E chi era dei due che raccoglieva la saponetta? Tutti lo vorranno sapere. I giurati hanno il diritto di conoscere anche i dettagli più scabrosi.”&lt;br /&gt;“Posso spezzarti, lo sai” ad Emmerich mancavano una manciata di secondi per superare il tavolo, prenderla per i capelli e sbatterla in terra.&lt;br /&gt;“Già, spezzarmi e infilarmi dentro una lavatrice per resti umani? Scommetto che eri tu a fare la femmina. Seeley Booth è così virile. Ti manca?”&lt;br /&gt;“Non cederò alle sue provocazioni, signorina Bower.”&lt;br /&gt;Odiava sentirsi chiamare con il suo vero nome e subito il suo piglio della donna mutò. L’ironia era sparita.&lt;br /&gt;“Marcirai qui dentro. Se non ti daranno l’iniezione letale, marcirai qui dentro. Sicuro. E togliti pure il tuo pseudo fidanzato dalla mente ...” s’interruppe per sogghignare piena di mistero.&lt;br /&gt;“Lo devi lasciare fuori dai tuoi sporchi traffici!”&lt;br /&gt;“E perché? È talmente sexy. Vuoi avere l’esclusiva? L’unico ad esserti divertito con lui tra le lenzuola? Conosco certi trucchi che il signor Booth non riuscirebbe a pronunciare nemmeno con il pensiero.”&lt;br /&gt;“Lui non è come te.”&lt;br /&gt;“Già, ma nemmeno tu sei come lui e, soprattutto, non sei come me.” Il suo sguardo si fece cupo. “Facile la vita dei nati belli. Vero, Edward? Te lo ricordi quando eravamo bambini? E tu ti sei ritrovato fuori da quell’inferno perché avevi gli occhi azzurri e i capelli biondi?” fissò il suo assistito piena di rabbia. Proseguì l’arringa: “Tu non sai niente di quello che provano le persone brutte. Le persone grasse. Chi non ha mai potuto contare sull’aspetto fisico.”&lt;br /&gt;“A me sembra che tu punti molto sull’aspetto fisico, ora” ribatté scrutandola con circospezione.&lt;br /&gt;“Tu continui a trovarmi brutta, però. Tu continui a guardarmi e vedi sempre la bambina che ero, grassoccia, con il naso storto e i capelli intrattabili. Tu vedi Bower. Io non sono più Bower!”&lt;br /&gt;“Me ne frego” in realtà nello sfogo della donna, il Profiler cominciava a trovare spunti interessanti.&lt;br /&gt;“Lo so che te ne freghi. Per questo sono ben felice di fartela pagare. E dimmi: com’è avere una mamma buona che si occupa di te. Che ti chiama piccolino mio. Che ti da il bacio della buona notte prima di andare a letto. Io sono rimasta con Mandy altri cinque anni dopo che tu sei stato preso.”&lt;br /&gt;“Ma io...”&lt;br /&gt;“Cinque anni, Edward. Altri cinque anni di torture, di merda. Di castighi indicibili. Mentre tu ti godevi la tua mammina e il tuo paparino con la giardinetta, il labrador e le altre cazzate!”&lt;br /&gt;Come faceva a sapere tutto quello? L’ex agente dell’FBI era impressionato. Doveva liberarsi di quell’avvocato. Subito! Ma come?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-3082348279078279849?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/3082348279078279849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=3082348279078279849' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3082348279078279849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3082348279078279849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/ongi-singolo-respiro-capitolo-14.html' title='Ongi singolo respiro, capitolo 14'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sq5NqJuGQ6I/AAAAAAAAAg8/uBAQodUecCw/s72-c/skeletonkiss.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-277322277193971175</id><published>2009-09-08T11:02:00.000-07:00</published><updated>2009-09-08T12:06:14.285-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro doppia puntata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sqaq7Ni45II/AAAAAAAAAg0/fDE9jrqUY3g/s1600-h/david-boreanaz-picture-5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 307px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sqaq7Ni45II/AAAAAAAAAg0/fDE9jrqUY3g/s400/david-boreanaz-picture-5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379174739165635714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temperance era davvero contenta di avere un’amica fidata come Angela. &lt;br /&gt;Dopo il malessere accusato, avevano trascorso buona parte della mattina al bar. L’antropologa si era confidata con lei. Aveva anche pianto. Certo, gli ormoni della gravidanza contribuivano alla sua emotività ma non era solo quella la causa. &lt;br /&gt;Era anche la consapevolezza di aver vissuto un evento paranormale.&lt;br /&gt;“Capisci? Quello che sembrava uno stupido sogno si sta rivelando molto di più. Se almeno conoscessimo l’identità di quell’uomo!”&lt;br /&gt;“Fidati piccola, ce la faremo. Questa cosa passerà ai federali e anche Booth ci darà una grossa mano.”&lt;br /&gt;“Booth è troppo preso dalla questione Emmerich”. Temperance si accigliò come se un pensiero la cogliesse impreparata. “Stamattina c’è l’incontro!”&lt;br /&gt;“Cristo, poverino, sarà davvero penoso!”&lt;br /&gt;“Esatto. E dopo un momento così triste, ecco che arrivo io con i miei fantasmi.”&lt;br /&gt;“Lui ti crederà perché concepisce l’idea degli angeli. Sì, sono certa che si tratta di quello. Di un angelo.” Le strinse la mano. &lt;br /&gt;Brennan la guardò con diffidenza, uno sguardo che intendeva qualcosa tipo: ‘davvero credi che mi berrò la sciocchezza dell’angelo?’. &lt;br /&gt;La stessa Montenegro, comunque, non ambiva a essere creduta. Se Temperance si fosse messa a parlare seriamente di spiriti e creature celesti allora sì che le sue certezze sarebbero vacillate di colpo. In quegli ultimi sei mesi aveva appreso che un uomo dagli spiccati istinti eterosessuali e dall’indubbia virilità poteva amare e farsi amare da un maschio altrettanto virile. La sua migliore amica era incinta e scopriva di poter intercedere con gli spiriti. Ci mancava solo che Hodgins le proponesse di sposarsi e di stabilirsi nella villa dei suoi e vivere da ricchi a sbafo di suo padre, e il quadro sarebbe stato completo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wendy Collehn era sempre più affascinata da Booth. &lt;br /&gt;Quella che era iniziata come una semplice attrazione fisica e curiosità sessuale si stava trasformando in cotta bella e buona! &lt;br /&gt;Le era sufficiente guardarlo due secondi per iniziare a sciogliersi in pensieri romantici, venati di erotismo. &lt;br /&gt;Razionalmente sapeva che non era possibile. Tra l’altro non si erano affatto presi, empaticamente, e di questo si rammaricava. &lt;br /&gt;Con Ian era stato diverso. Lui la trattava con rispetto e simpatia. Dopo tutto era la sua ancora di salvezza. L’unico appiglio con il mondo esterno.  &lt;br /&gt;Arrivarono davanti alla clinica. &lt;br /&gt;“Non deve sentirsi in ansia. Ian ha la scorza dura, questo dovrebbe saperlo.”&lt;br /&gt;“Lo so, ma non è solo quello...”&lt;br /&gt;“E cosa, allora?”&lt;br /&gt; Booth si pentì di aver dato il via a quel dialogo. Quella rivelazione era del tutto inappropriata. Si chiuse a riccio fino a quando arrivarono al pronto soccorso. &lt;br /&gt;Ian Emmerich era disteso in un giaciglio provvisorio. Non era stato ricoverato. &lt;br /&gt;Due agenti di picchetto sorvegliavano la sua eventuale fuga. &lt;br /&gt;Booth e Wendy furono condotti al suo capezzale. Lo guardarono pieni di pena. &lt;br /&gt;L’agente deglutì. Non riusciva nemmeno a riconoscerlo, e d’altronde era coperto fino al collo. &lt;br /&gt;“Forse è meglio che aspetti fuori”, disse la giovane donna. &lt;br /&gt;Booth fece un cenno vago con la testa. Si avvicinò alla lettiga e sporse la testa verso Ian. &lt;br /&gt;Appariva talmente indifeso! L’esatto contrario del criminale assetato di sangue di cui parlavano i telegiornali. &lt;br /&gt;Vederlo così gli fece venire alla mente il precedente ricovero. &lt;br /&gt;Ma questa era un’altra storia. Non c’era nessun finto attacco di panico. Stavolta le tracce del malessere c’erano tutte. &lt;br /&gt;Era dimagrito parecchio. Le ossa del viso erano talmente sporgenti palesavano una dieta povera di tutto. &lt;br /&gt;“Ian, mi senti?”, sussurrò. &lt;br /&gt;Non ricevendo risposta lo sfiorò. Tremò quando i polpastrelli entrarono in contatto con la guancia. Era caldo. &lt;br /&gt;A quel tocco, il malato si mosse attraverso le coperte.&lt;br /&gt;“Ho tanto freddo”, rispose, rabbrividendo.&lt;br /&gt;“Lo so. Hai un infezione. E la febbre alta… scotti di brutto.” &lt;br /&gt;Solo a quel punto Ian riconobbe la presenza dell’uomo che amava. &lt;br /&gt;Spalancò gli occhi.&lt;br /&gt;“Booth, sei tu? Non lo sto sognando, vero? Che ci fai qui?”&lt;br /&gt;“No, non lo stai sognando”. Booth provò a sorridere. Era emozionato. Non aveva considerato di sentirsi così. Voleva abbracciarlo ma si trattenne. &lt;br /&gt;La consapevolezza di desiderarlo tanto lo sconvolgeva. &lt;br /&gt;“Sai almeno dove sei?”, chiese, sporgendosi sopra di lui ancora di più. &lt;br /&gt;Sapeva di alcol etilico e sudore.&lt;br /&gt;“Non proprio.”&lt;br /&gt;“Al pronto soccorso. Dicono che ti sei beccato un’infezione.”&lt;br /&gt;“Come no...”, rispose sarcastico. &lt;br /&gt;Booth intuì subito che c’era qualcosa che non andava e decise che avrebbe appurato in seguito.&lt;br /&gt;“Che sta succedendo?”, chiese con aria preoccupata.&lt;br /&gt;“Booth, tu chiedi a me cosa sta succedendo?”&lt;br /&gt;Quanti significati in una frase sola! &lt;br /&gt;Anche se la voce era bassa e poco incisiva. &lt;br /&gt;Anche se era ridotto pelle e ossa. &lt;br /&gt;Anche se era tutto raggomitolato sotto le coperte e non sembrava lo stesso uomo con il quale era stato insieme. &lt;br /&gt;Malgrado tutto questo Booth riconobbe il suo dannato Profiler! &lt;br /&gt;E la nostalgia per quello che erano stati e per quello che avrebbero potuto essere abbatté tutte le sue forze. &lt;br /&gt;Lo abbracciò. &lt;br /&gt;Ian si sentì strano. Gli sembrava che qualcuno non lo coccolasse da anni. E l’ultimo che lo aveva fatto, con tanto amore, era stato proprio lui.&lt;br /&gt;“Vorrei non essere qui, Booth. Vorrei non averti mai lasciato”, esalò, la bocca vicinissima all’orecchio di lui.&lt;br /&gt;“Anch’io. Ma vorrei soprattutto che fossi tornato con me e Parker da. Culpeper ” rispose. &lt;br /&gt;Ian gli baciò una guancia.&lt;br /&gt;“Ti giuro che non penso ad altro. Non esiste giorno, ora, minuto maledetto che non pensi a questo!”. Sospirò continuando amaramente.  “Magari potessi girare le lancette del tempo e tornare a prima di svegliarmi, quella mattina. Quando ero accanto a te...”. Mentre parlava si aggrappò ancora di più a lui. Forse così si sarebbe salvato. Forse Booth l’avrebbe portato via e si sarebbe occupato di lui. Era bello lasciarsi andare a quelle fantasie. &lt;br /&gt;“Non parliamo di questo adesso. Quando starai meglio mi racconterai ogni cosa. Quello che mi preme sapere ora è il perché sei in ospedale. Qualcuno ti ha fatto del male?”&lt;br /&gt;“E anche se fosse? Non è quello che merito? Non pensano tutti che io sia il killer della centrifuga o il suo aiutante?”&lt;br /&gt;“Non occorre il sarcasmo ora. Dimmi come stanno le cose. Se posso aiutarti...”&lt;br /&gt;“La sola cosa che mi aiuterebbe, stallone, è sapere che tu credi a me. Alla mia innocenza.”&lt;br /&gt;“In realtà sto lottando per convincermi del contrario. Forse accettandoti per quello che sei riuscirei anche ad accettare il fatto che ti trovi rinchiuso in un carcere federale invece che...”. Si interruppe.&lt;br /&gt;“Invece che tra le tue braccia? Volevi dire questo?”, chiese Ian.&lt;br /&gt;Probabilmente era così, ma l’imbarazzo era totale. &lt;br /&gt;Tra l’altro, non erano nemmeno soli. Una delle due guardie era rimasta dentro a vigilare che non combinassero nulla di anomalo. E li guardava disgustato. &lt;br /&gt;“Booth, mi dispiace”, sussurrò Ian, come colto da un raptus improvviso di sensi di colpa.&lt;br /&gt;“Che vuoi dire con ‘mi dispiace’?”&lt;br /&gt;“Per quello che ti sto facendo passare… io… non avrei voluto.”&lt;br /&gt;“Ian, per piacere, prova a spiegarmi cosa è successo... il motivo per il quale sei stato catturato”, chiese Booth, abbassando di parecchio il tono della voce.&lt;br /&gt;“Io non ho ucciso quella donna. Non sapevo niente dei traffici di Kelly.”&lt;br /&gt;“Ma sulla tua divisa ospedaliera c’è il suo DNA!”&lt;br /&gt;“Non ha senso”, disse Ian, facendosi pensieroso.&lt;br /&gt;“Allora cosa?”&lt;br /&gt;“Non ha senso Booth, tutto non ha senso. Mi conosci, pensi che ucciderei povere madri di famiglia?”&lt;br /&gt;“Il pubblico ministero ha elementi a sufficienza per condannare entrambi. Dunque non ha importanza quello che penso io, purtroppo.”&lt;br /&gt;“Invece per me ce l’ha eccome! Se tu mi credi... se tu mi credi...”, incespicò nelle parole. Lo guardò fisso negli occhi: “Credi nella mia innocenza, Booth? Devi dirmelo!”.&lt;br /&gt;Era una domanda fatale, che faceva capire come, al di là di tutto, fosse quella la questione per lui più importante.&lt;br /&gt;“Possibile che intuitivo come sei tu non l’abbia capito? Se avessi davvero accettato la tua colpevolezza, ora non sarei qui”, ammise Booth, stringendogli la mano sudata e calda. &lt;br /&gt;“Grazie, è molto importante per me”.&lt;br /&gt;Ian si sentiva felice. Accennò un vago sorriso. &lt;br /&gt;Booth fissò per qualche attimo la mano che stava stringendo. Subito lo sguardo focalizzò le ecchimosi lungo il braccio.“Che sono questi segni?” &lt;br /&gt;Il malato restò in silenzio e sgranò gli occhi simile ad una volpe incappata nella tagliola.&lt;br /&gt;“Non guardarmi così. Non ho mai voluto farti pena, Booth. È per questo che non ti ho parlato del... del mio passato oscuro.” Tirò su con il naso. “Mi è sempre piaciuto giocare a fare il superuomo, quello che non ha bisogno di niente. Con te era facile… non hai mai avuto il dubbio che fosse tutta una montatura.”&lt;br /&gt;“Hai sbagliato, avresti dovuto fidarti di me. So della tua infanzia segnata dagli abusi. Pensi che sia cambiato qualcosa?”&lt;br /&gt;“Che importanza ha a questo punto?”&lt;br /&gt;“Tu continui a farlo, questo è il problema. Continui a non aprirti con me. Dimmi chi ti ha causato queste ferite!”&lt;br /&gt;“Booth io...”&lt;br /&gt;“Dimmelo!”. Alzò la voce. &lt;br /&gt;Il secondino redarguì l’agente intimandogli di parlare piano. &lt;br /&gt;“Vuoi sapere perché ti ho nascosto tutto? Bene, te lo dico: volevo farmi amare da te per quello che sono, non per pietà, non volevo che pensassi a me come a un disadattato, l’asociale che vedeva la tua collega.”&lt;br /&gt;“Ora che c’entra Bones?”&lt;br /&gt;“Lo sai, lei è più scaltra di te e me messi insieme. Aveva capito che in me c’era qualcosa che non andava e ora tutto torna. Io ho un amico fuori di testa con un’infanzia traumatica. Io lo aiuto a rapire le donne e ad inscenare le sue macabre famiglie. Tutti pensano questo di me, ora.”&lt;br /&gt;“Lo penserà anche la giuria.”&lt;br /&gt;“Me ne fotto della giuria. Se tu mi credi, non mi importa di quello che pensano gli altri.”&lt;br /&gt;“Ma Cristo Ian! A chi vuoi che interessi il mio parere? Sono il tuo amante, loro vedranno solo questo, te ne rendi conto?”&lt;br /&gt;“Se tu mi credi, mi tirerai fuori. Dimostrerai che sono innocente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il colloquio con Ian Emmerich  durò un’ora circa. &lt;br /&gt;Il dottore venne a controllare le condizioni del malato speciale. Constatò che la febbre era lievemente diminuita. &lt;br /&gt;Prima di tornare nel mondo dei sani e liberi, Booth lanciò un lungo sguardo a Ian. &lt;br /&gt;Gli faceva una pena immensa. Ora come mai prima era convinto che qualcosa non andava. Ora più che mai voleva che fosse fatta giustizia! Ad interrompere quel pensiero giunse lo squillo del telefono.&lt;br /&gt;“Booth sono io, dove sei?”&lt;br /&gt;“Bones, Ian è stato ricoverato.”&lt;br /&gt;“Ricoverato?”&lt;br /&gt;“Già, pare che ultimamente debba frequentare per forza di cose gli ospedali!”&lt;br /&gt;“Ma cosa è successo?”&lt;br /&gt;“Ti spiego appena arrivo, sei al Jeffersonian giusto?”&lt;br /&gt;“Sì, anch’io ti dovrei parlare...”&lt;br /&gt;“Tranquilla. Sto arrivando.” &lt;br /&gt;Si congedò da Wendy piuttosto sbrigativamente. Una volta giunto di fronte al laboratorio scoprì che lei lo stava aspettando.&lt;br /&gt;“Come mai sei qui?”&lt;br /&gt;“Là dentro l’aria si era fatta irrespirabile”. Lo abbracciò. &lt;br /&gt;Lui la strinse a sé senza sentirsi sporco o aver paura di inquinarla. &lt;br /&gt;Eppure pochi minuti prima era stato tra le braccia di un probabile assassino!&lt;br /&gt;“Piccola, stai di nuovo male?”&lt;br /&gt;“Booth, ho bisogno del tuo aiuto.”&lt;br /&gt;“Lo sai che praticamente vivo per questo”, le disse, alzandole il mento con due dita. &lt;br /&gt;Lei sorrise sciogliendosi un po’. Sembrava tutto più semplice quando lui le era vicino. Persino i fantasmi sembravano meno minacciosi.&lt;br /&gt;“Ti ricordi l’anestesista con cui pensavo di aver parlato? Quello che te e Angela definite l’angelo?”&lt;br /&gt;“Certo che mi ricordo.”&lt;br /&gt;“Beh, l’angelo e il morto nel muro sono la stessa persona.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Capitolo 13&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Astuto come sempre, Ian Emmerich era riuscito a deviare il discorso, evitando di dire la verità sul perché le sue braccia fossero ridotte a un colabrodo. &lt;br /&gt;No, di certo non avrebbe permesso che Booth si mettesse a lottare per il suo benessere in prigione. &lt;br /&gt;Se c’era una battaglia che avrebbe dovuto intraprendere era quella che lo conduceva alla scarcerazione.&lt;br /&gt;Dimostrare la sua innocenza, dimostrare la sua estraneità agli omicidi compiuti dal killer e dal suo efferato complice. &lt;br /&gt;Appena due ore dopo che Booth lo ebbe lasciato in balia delle sue emozioni, il dottore venne a decretare la sua ‘completa guarigione’. &lt;br /&gt;In realtà non si sentiva ancora in perfetta forma ma era quello che succedeva ai detenuti. &lt;br /&gt;Non importava che potessero avere eventuali complicazioni. &lt;br /&gt;Una volta tornato in cella, Ian barcollò alla ricerca della sua branda. Carlos, vedendolo sul punto di svenire, lo sorresse per un braccio.&lt;br /&gt;“Sei tornato, amico. Ma non mi sembri ancora...”.&lt;br /&gt;“No, sto benone” lo interruppe. &lt;br /&gt;Prese posto nella sua cuccetta. Sospirò a lungo. &lt;br /&gt;Doveva metabolizzare l’incontro con Booth. Era ancora scosso. &lt;br /&gt;Aveva da dirgli tante di quelle cose, non gliene era venuta in mente una. Ci avrebbe tenuto sopratutto a ricordargli che lo amava. Nemmeno di questo era stato capace. &lt;br /&gt;Senza pensare a ciò che diceva, iniziò a parlare: “Carlos, sei mai stato innamorato?”&lt;br /&gt;L’altro lo guardò perplesso. “Credo di non averne avuto il tempo. Ero troppo occupato a scappare da quelli della narcotici. Perché, tu si?”.&lt;br /&gt;Era un po’ inconsueto come dialogo. Soprattutto tra detenuti. Mai prima di allora Ian si era mostrato così propenso a parlare di sé.&lt;br /&gt;“Io sì. Sono innamorato da stare male. Non so se riesco a spiegare cosa significa.”&lt;br /&gt;“Immagino! Tu sei qui in cella mentre lei è là fuori, magari con un altro”, ironizzò.&lt;br /&gt;“In effetti è tutto giusto tranne che ‘lui’ starà tra le braccia di ‘un’altra’. Ma quello è il minore dei problemi.” &lt;br /&gt;Il galeotto lo guardò stupito. Emmerich sembrava tante cose ma di certo non assomigliava a nessun omosessuale che aveva incontrato nella sua vita.&lt;br /&gt;“Sei una checca? Non l’avrei mai detto.” &lt;br /&gt;“Non so se devo ringraziarti o spaccarti il muso”, rispose, sogghignando. “Credo di non avere la forza di fare nessuna delle due cose.” &lt;br /&gt;“E quale sarebbe il problema maggiore, appurato che non te ne frega un cazzo se lui si sbatte lei, a quanto ho capito.”&lt;br /&gt;Ian sospirò guardando il soffitto: “Non so se ho più paura che non mi creda o che mi creda e provi pena per me. Sa dei maltrattamenti che ho subito da bambino. Non voglio che veda solo quello. Un moccioso impaurito e torturato.”&lt;br /&gt;Il piglio di Carlos si fece serio. “Amico, mi dispiace. E non lo dico perché mi fai pena. Sono sincero.”&lt;br /&gt;“Lo so, amico. Ma non è che mi freghi di fare pena a te. Se mi sono spiegato...”&lt;br /&gt;“E lui è un tuo collega fottuto agente FBI?”&lt;br /&gt;“Hai indovinato.”&lt;br /&gt;“Diavolo, pensavo che queste storie di finocchi riguardassero solo il modo dello spettacolo. Invece...”&lt;br /&gt;“Riguardano anche noi cazzuti agenti FBI”, ironizzò sorridendo. &lt;br /&gt;Un sorriso vero. &lt;br /&gt;Finalmente cominciava a metabolizzare i lati positivi dell’incontro con Booth. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Booth continuava a fissarla senza parlare. &lt;br /&gt;Non capiva. O, meglio, quello che aveva compreso lo sconcertava a dir poco.&lt;br /&gt;“Vorresti dire che avete scoperto a chi appartengono i resti rinvenuti nel muro?”&lt;br /&gt;“Angela è riuscita a ricostruire l’immagine con l’ausilio dell’Angelator ma l’identità resta un mistero. Per arrivare anche a quella dovete darci una mano.” &lt;br /&gt;“Bones, non voglio fare io la parte di quello razionale, ma vedrai che c’è una spiegazione a tutto questo”.&lt;br /&gt;“E se non ci fosse? Se io continuassi a parlare con gli spiriti dei defunti? Che razza di madre sarei?” Booth la guardò sbigottito. Sorpreso ma felice.&lt;br /&gt;“È la prima volta che accenni a questo! Bones, tu sarai madre! È semplicemente magnifico.”&lt;br /&gt;“Dici?”, lo guardò incerta. “Pensi che sarò una buona madre?”&lt;br /&gt;“La migliore! Di certo sei la migliore in tantissime cose. Non oso pensare, con la tua intelligenza e la mia bellezza, a che spettacolo verrà fuori.”&lt;br /&gt;Lei sorrise accettando la provocazione. “O con la mia bellezza e la tua intelligenza. Una cheerleader scatenata o un coscienzioso scienziato?”  &lt;br /&gt;“Sei più tranquilla, ora?”, le chiese lui, serio.&lt;br /&gt;“Sono spaventata da tutto questo. Dalle visioni, dalla gravidanza, da Emmerich!”, ammise. “Andiamo a casa e parleremo anche di lui.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le volte che Wendy andava a pranzo con la sua superiore, Carol Miller, si sentiva inadeguata. Non tanto perché fosse la socia di maggioranza della Miller&amp;Casper, la società che le dava lavoro. Nemmeno per il fatto che fosse più affascinante di lei. &lt;br /&gt;No, a spaventarla era la sua infinita cultura. &lt;br /&gt;Conosceva ogni cavillo, ogni emendamento, tutto ciò che c’era da sapere per affrontare la giura e il giudice. &lt;br /&gt;Impossibile non sentirsi inadeguata.&lt;br /&gt;Il terrazzo dove si trovavano si affacciava su di un’elegante giardino. &lt;br /&gt;Carol sceglieva sempre luoghi all’aperto dove mangiare anche se si nutriva pochissimo. &lt;br /&gt;Era magra e pallida. Sembrava una carta velina con le unghie laccate! &lt;br /&gt;Un felino pericoloso pronto ad avventarsi sulla sua preda. &lt;br /&gt;Fumava, ma non sopportava l’odore del fumo, per questo sceglieva sempre luoghi all’aperto. &lt;br /&gt;“Finalmente Wendy.”&lt;br /&gt;“Mi perdoni. Emmerich è stato ricoverato, siamo stati costretti a raggiungerlo all’ospedale.”&lt;br /&gt;“Ah sì?”, domandò con tono freddo. “E cosa ha avuto? Preso freddo al fresco?”&lt;br /&gt; Wendy rise anche più del dovuto. Probabilmente era l’unica a trovare le battute ciniche dell’avvocato divertenti. &lt;br /&gt;“Mi scusi, questa era proprio buona! No, si è beccato una specie d’infezione.”&lt;br /&gt;Carol spense la sigaretta. “Ho ordinato anche per te.”&lt;br /&gt;“Benissimo, io mangio tutto!”&lt;br /&gt;“Dovresti metterti a dieta.”&lt;br /&gt;“Non serve, tanto non ingrasso né dimagrisco. Da una parte è una fortuna sfacciata.”&lt;br /&gt;“Se lo dici tu. Piuttosto dimmi: Booth come ha reagito? Ha pianto? Si è buttato tra le sue braccia?”&lt;br /&gt;Wendy finì di sgranocchiare un cracker. &lt;br /&gt;“Non ero con loro ma da quel che ho potuto sbirciare il suo comportamento è stato contenuto, oserei dire… un virile trattenersi.”&lt;br /&gt;“Virile trattenersi? Tipico degli agenti FBI.”&lt;br /&gt;“Non sembra affatto gay e poi è talmente affascinante!” &lt;br /&gt;La donna più adulta sospirò, segno che stava per arrivare la ramanzina: “Wendy, sei fuori? Seeley Booth non è omosessuale. Il nostro assistito l’ha traviato. Gli ha fatto il lavaggio del cervello. È quello che dovrei fare io a te”, blaterò con voce annoiata fingendo di mangiare una patatina.&lt;br /&gt;“Oh!” la sottoposta arrossì. Il suo volto aveva assunto una nuance più accesa del suo rossetto.&lt;br /&gt;“Ora capisco. Ma si resta così machi anche dopo aver fatto sesso con un uomo?”&lt;br /&gt;“E che vuoi che ne sappia?”. &lt;br /&gt;Wendy era avvilita. Se Booth non era omosessuale e lei aveva dato per scontato che lo fosse, questo significava davvero molto.&lt;br /&gt;Probabilmente i suoi problemi con gli uomini erano più gravi di quanto credesse. &lt;br /&gt;Come ho fatto a non capirlo? Si disse. &lt;br /&gt;E poi avrebbe potuto essere diversa con lui, più aperta. Magari avrebbe potuto attaccare bottone flirtando un po’. &lt;br /&gt;“Non starai pensando di portartelo a letto?”. &lt;br /&gt;La ragazza si sentì minacciata. Ma sono così scontata? &lt;br /&gt;“Non è certamente un suo problema questo”, osò. &lt;br /&gt;Un’impertinenza bella e buona. &lt;br /&gt;Ma Carol amava chi aveva le palle e fu stupita dal peggiore elemento che aveva nella sua scuderia. Sì. Perché Wendy era stata scelta proprio per questo. Era inadeguata.&lt;br /&gt;Emmerich sta bene dove sta. E se c’è qualcuno che può consolare Booth non sei certo tu, Wendy cara.&lt;br /&gt;“Ascolta, sgualdrinella. Se vuoi sollazzarti il clitoride sono affari tuoi, ma se lo fai con l’amante di un mio cliente che quasi certamente sarà chiamato sul banco degli imputati, sono affari miei.”&lt;br /&gt;“Ha ragione. Tra l’altro non è certo mia intenzione...”&lt;br /&gt;“Metterti in una situazione ridicola”, finì la frase l’altra, sprezzante. &lt;br /&gt;Prima di ultimare il pasto, urlò al cameriere: “Venga a togliere di mezzo questo schifo!”, e indicò i mozziconi di sigaretta ammonticchiati nel posacenere. Gli stessi da lei prodotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un volta a casa, Booth si occupò di Brennan in modo esemplare. Le preparò il bagno con tanto di sali e candele profumate. &lt;br /&gt;Dopo averla avvolta in un soffice accappatoio la trascinò in cucina. &lt;br /&gt;Le fece trovare i suoi dolcetti preferiti che però lei evitò di mangiare per via dell’acidità. &lt;br /&gt;Ordinò persino la cena da Mister Nicky, che negli ultimi tempi risultava in cima alla classifica dei ristoranti take-away preferiti dall’antropologa. &lt;br /&gt;“Pensi di fare così fino alla fine?”, domandò la donna accucciandosi sul sofà.&lt;br /&gt;“Ti massaggerò i piedi quando non ce la farai più. Farò tutto quello che occorre per la madre di mio figlio.”&lt;br /&gt;“Ho capito. Pensavo lo facessi perché mi amavi.”&lt;br /&gt;“Ma certo che ti amo, Bones. Non essere sciocca.”&lt;br /&gt;“Ed Emmerich? Ami anche lui, no? È di questo che dobbiamo parlare.” &lt;br /&gt;Booth la guardò serio restando in silenzio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-277322277193971175?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/277322277193971175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=277322277193971175' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/277322277193971175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/277322277193971175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/09/ogni-singolo-respiro-doppia-puntata.html' title='Ogni singolo respiro doppia puntata'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sqaq7Ni45II/AAAAAAAAAg0/fDE9jrqUY3g/s72-c/david-boreanaz-picture-5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-1980829086122038823</id><published>2009-08-29T07:28:00.000-07:00</published><updated>2009-08-29T07:31:45.934-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eros'/><title type='text'>Borderline, capitolo 17</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Spk7vSfjY3I/AAAAAAAAAgM/UuoMlcvHOPQ/s1600-h/BBM+man.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 289px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Spk7vSfjY3I/AAAAAAAAAgM/UuoMlcvHOPQ/s400/BBM+man.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5375393313847468914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutta la durata del percorso che lo divideva dal Rockefeller Center alla sua auto, Liam si maledisse. &lt;i&gt;Perché non l’ho baciato? Maledizione, quelle belle labbra non chiedevano altro!&lt;/i&gt; Aveva avuto paura, una paura fottuta. Del rifiuto? Che non sarebbe stato niente di speciale? Di ricominciare con un uomo diverso dopo tanti anni? Un uomo maturo però non un ragazzino da plasmare come era stato Jake. Oppure, ragione più che mai comprensibile e sensata, a bloccarlo come uno stoccafisso era stata la paura di desiderarlo troppo. Quel bacio, quel corpo, tutto! Era un’eccitazione dolorosa, non piacevole quella che sentiva per William. Un desiderio violento, appassionato, feroce. &lt;i&gt;Se avessi assaggiato anche per un secondo quella bocca non sarei riuscito a trattenermi! &lt;/i&gt; Meditò. &lt;i&gt;Me lo sarei fatto lì, in mezzo alla strada! Magari adesso sarei in una stazione di polizia a spiegare il perché di un tentativo di stupro ai danni del famoso direttore d’orchestra William McCarthy.&lt;/i&gt; I pensieri si susseguivano mentre si spogliava. Restò completamente nudo di fronte al letto. Per una manciata di secondi fu vittima di una specie di miraggio:&lt;br /&gt;William disteso a suo agio sopra il copriletto, indossava solo un farfallino a pois neri e bianchi. Sorridente e malizioso, si accarezzava con una bacchetta il torace.&lt;br /&gt;“Vieni qui, maschione, fammi assaggiare la tua di bacchetta”. Sbavante come un adolescente al suo primo approccio, Liam, perfettamente conscio che su quel letto non ci fosse nessuno, si gettò addosso al miraggio iniziando a strofinarsi sulle lenzuola, e sussurrano “O Will, sì... sì... sei mio… quanto ti desidero, ti desidero troppo!” baciò ed abbracciò il cuscino. Dopo essersi rotolato per qualche minuto stretto al guanciale, si ricompose.&lt;br /&gt;“Sono patetico” disse ad alta voce. Mise le mani dietro la nuca fissando li soffitto. Dopodomani si sarebbero rivisti per un altro appuntamento. A quel punto poteva pure iniziare il lento, inesorabile, conto alla rovescia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heath scoprì che la gelosia a volte può esplodere a scoppio ritardato. Mentre era in piscina a girare quel dannato spot, le immagini di Jake sotto i colpi possenti di Liam fecero capolino nella sua testa.&lt;i&gt; Bastardo, figlio di puttana, infame! &lt;/i&gt; Pensò. Ce l’aveva con lui, con l’ex del suo ragazzo. Jake, in cuor suo, lo giustificava. Forse perché lo amava troppo e non voleva vederlo per quello che era? &lt;i&gt;Una puttanella ninfomane. &lt;/i&gt; Così lo avrebbe definito Stacy. Le mancava da morire la sua vecchia amica e se lei non lo avesse odiato ferocemente magari avrebbero potuto risentirsi ma… non c’era da farsi illusioni.&lt;br /&gt;Heath odiava Liam, odiava il dannato potere che esercitava su Jake, odiava i suoi maledetti soldi e il suo maledetto uccello scappellato di ventiquattro centimetri! &lt;i&gt;Ok, Jake piomba a casa tua con una gran voglia di farsi scopare, ma cristo a quarant’anni dovresti aver imparato a tenere a bada il tuo gigantesco wuster! &lt;/i&gt; Sbuffò nevrotico, ciondolò la testa nervoso. Non era verosimile. Doveva nascere il gay che avrebbe rifiutato Jake. Dunque anche Liam aveva diritto alla sua comprensione e al suo perdono anche se gli era dannatamente difficile porgere l’altra guancia.&lt;br /&gt;Una volta fuori dalla piscina considerò la vendetta. &lt;i&gt;Potrei tradirti Jake, potrei andare con un altro uomo e farti provare quello che sto provando io ora.&lt;/i&gt; In quel capannone c’erano almeno una decina di ballerini finocchi persi che avrebbero dato un occhio per scoparselo. Il problema è che lui non provava la benché minima attrazione per loro. E poi c’era da considerare un dettaglio importante: a Jake non sarebbe importato. Probabilmente ne avrebbe riso o peggio lo avrebbe trovato eccitante! A quel punto si recò nello spogliatoio. Nell’aprire l’armadietto il telefonino cadde in terra. “Cazzo!” imprecò. Lo prese in mano. Si rese conto di non averlo bloccato e, malauguratamente, una telefonata era partita scegliendo l’ultima lettera dell’alfabeto. William.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore d’orchestra raggelò. Heath lo aveva cercato! Proprio ora che il suo cuore si stava sciogliendo per un altro, il suo ex tornava a farsi vivo. Fissò incerto il telefonino per diversi minuti. Era stata una serata così bella quella del giorno precedente. E ora, invece di sentirsi libero di pensare al suo Angel e all’appuntamento del giorno appresso, era costretto a considerare Heath. Aveva provato in un clima di autentico trasporto e gioia. Già si vedeva in Italia, tra gli ulivi e i cipressi, i tetti di mattoni rossi e i romantici ponti veneziani. Magari con…&lt;br /&gt;Il ritorno alla realtà era stato devastante. Che voleva da lui? Magari si era dimenticato un documento importante a casa sua? Un disco? Un portaritratti? Aveva bonificato l’appartamento da ogni traccia dell’ex ormai da settimane, &lt;i&gt;ma qualcosa sfugge sempre… &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, una volta fuori dal teatro, decise di chiamarlo, non avrebbe sopportato di vedere comparire all’improvviso &lt;i&gt;my big love&lt;/i&gt;, come aveva salvato ancora nelle rubrica, sul display. Gli si sarebbe fermato il cuore, ne era certo, tanto valeva precederlo.&lt;br /&gt;Il cuore si fermò a Heath. Era per strada.&lt;br /&gt;“Will ciao” rispose quasi senza fiato. Era un miracolo che fosse riuscito nell’impresa di parlare!&lt;br /&gt;“Heath che succede?” già. Una spiegazione la doveva. E accennare alla chiamata sfuggita per sbaglio era una cattiveria gratuita. Ripensò a quante volte Jake gli aveva suggerito di contattarlo.&lt;br /&gt;“Scusami ma… volevo sentirti e ho fatto pochi squilli poi non ho avuto il coraggio…”&lt;br /&gt;“Stavo provando, ho trovato la chiamata.” Restarono per qualche secondo in silenzio.&lt;br /&gt;“Mi manchi, so che non dovrei dirlo” all’altro si seccò la gola. Ebbe improvvisamente voglia di piangere e urlargli di tornare insieme!&lt;br /&gt;“Mi manchi un casino anche te, cantante senza talento.”&lt;br /&gt;L’altro sogghignò emozionato.&lt;br /&gt;“Vediamoci.” Propose senza aver previsto di farlo.&lt;br /&gt;“Sarebbe uno sbaglio Heath.”&lt;br /&gt;“Non lo so… io…”&lt;br /&gt;“Ami Jake no?”&lt;br /&gt;“Sì ma… tu…”&lt;br /&gt;“Cosa?” amo anche te, avrebbe voluto dire, ma non sarebbe stato leale nei suoi confronti.&lt;br /&gt;“Voglio vederti, ho bisogno di te.”&lt;br /&gt;“O del mio perdono?”&lt;br /&gt;“Forse… anche, ma non per stare con la coscienza a posto. So di essere imperdonabile ma saperti incazzato a morte con me non mi da pace.”&lt;br /&gt;“I fidanzati fedifraghi non meritano la pace.”&lt;br /&gt;“Più che giusto.”&lt;br /&gt;William fece un lungo sospiro prima di proporre: “Passa da me, sono troppo stanco per un locale o qualcosa del genere”. Deglutendo il cantante accettò.&lt;br /&gt;Heath non aveva da tempo le chiavi, le aveva restituite al portiere poco dopo la rottura. William andò ad aprire la porta in accappatoio. Era stata una malizia voluta?&lt;br /&gt;Entrambi furono travolti dalle emozioni e dai ricordi.&lt;br /&gt;“Entra” Heath si guardò attorno. Non era cambiato molto dall’ultima volta, tranne per la mancanza dei portaritratti di loro due assieme.&lt;br /&gt;“Vuoi mangiare, bere? Che ne so… farti pure tu una doccia?”&lt;br /&gt;“Voglio solo chiacchierare un po’” ammise prendendo posto su quella che un tempo era la sua poltrona preferita.&lt;br /&gt;“Ok ti ascolto.”&lt;br /&gt;“Sono… sono felice di essere qui!”&lt;br /&gt;“In effetti anch’io lo sono, Heath.”&lt;br /&gt;“Già” sfrego i palmi nervosamente sui jeans. Alzò lo sguardo e lo fissò con tenerezza. Per un quarto d’ora circa raccontò dello spot, della sua nuova sistemazione, cercando di non nominare mai Jake. Poi, quando gli argomenti sembrarono mancare, Heath chiese:“Mi manchi come ti manco io?”&lt;br /&gt;“Sì, dannatamente… ma non pensare di avere il mio perdono. Mi hai spezzato il cuore.”&lt;br /&gt;“Lo so” non essendo capace di resistere all’impulso, si andò a sedere accanto a lui. Will sentì un brivido percorrergli la schiena. Sperò che non decidesse di baciarlo con la stessa forza di quanto sperasse il contrario.&lt;br /&gt;“Sono uno stronzo. Totale. Ma è amore quello che provo per te.”&lt;br /&gt;“Balle, se mi amassi non mi avresti lasciato per quel ginecologo dei miei stivali.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace.”&lt;br /&gt;“Finiscila.”&lt;br /&gt;“Si può amare anche dopo, anche dopo che è finito tutto” era un’affermazione grave la sua, e se ne rese conto solo dopo aver parlato.&lt;br /&gt;“Da chi hai imparato queste cavolate, dal tuo nuovo boyfriend?”&lt;br /&gt;“Forse” in effetti l’insegnamento partiva direttamente dalle parole di Jake post confessione dell’avvenuta scopata con Liam. Heath ci aveva pensato a fondo. Il suo ragazzo non aveva tutti i torti. William gli mancava troppo e si stava letteralmente evirando per riuscire a stare senza di lui. Si girò di scatto e, senza preavviso, gli catturò il viso tra le mani. Lo guardò a lungo.&lt;br /&gt;“Sei sempre così bello... bellissimo …”&lt;br /&gt;“Smettila Heath…”&lt;br /&gt;“Non è giusto che ti faccia questo, lo so.”&lt;br /&gt;“Che tu faccia a me?” sorrise amaramente. “E Jake?”&lt;br /&gt;“Hai ragione, anche se esiste la remota possibilità che lui non sia geloso di te.” William fece uno sguardo incuriosito.&lt;br /&gt;“In che senso non sarebbe geloso di me?”&lt;br /&gt;“Nel senso che…” non aveva programmato di dirlo ma il bisogno di sfogarsi prese il sopravvento: “va a letto con il suo ex”. Sono patetico o no?&lt;br /&gt;“COSA!? E tu… tu lo accetti?”&lt;br /&gt;“No, no di certo. Ma sembra inespugnabile la sua buona fede. Dice che un grande amore come quello ha bisogno di concedersi tempi diversi, che probabilmente non saranno mai veramente divisi. Cose così.”&lt;br /&gt;“Scemenze. Tu hai rinunciato a me, ti deve almeno rispetto per questo.”&lt;br /&gt;“Sì, se non fosse che per lui… essere qui, e magari non so: baciarti! Ecco, per lui non sarebbe tradire.”&lt;br /&gt;“Non capisco…”&lt;br /&gt;“Per lo stesso motivo per il quale l’altra sera ha fatto l’amore con Liam e non se ne sente affatto in colpa.”&lt;br /&gt;“Liam? Si chiama Liam il suo ex?”&lt;br /&gt;“Sì”&lt;br /&gt;“Credevo fosse un nome un po’ più raro per New York!”&lt;br /&gt;“In che senso?” Heath era perplesso di fronte a quel soliloquio.&lt;br /&gt;“No, niente. Solo che… Jake ha un pensiero paraculo. Facile trombarsi l’ex e poi correre dal nuovo ragazzo come se niente fosse.”&lt;br /&gt;“Lui non la vede così. No, lui si è creato una specie di filosofia dell’amore che non muore. Siccome il suo cuore è tanto grande e il suo corpo tanto bisognoso d’amore, c’è posto per tutti!”&lt;br /&gt;“Paraculo, altroché” ripeté senza enfasi. Stava ancora pensando alla coincidenza del nome. Liam... Liam… quanti Liam ci saranno a Manathann? Molti di più di quanti credevo.&lt;br /&gt;“Ora devo proprio andare.”&lt;br /&gt;“A quest’ora il tuo ragazzo ti starà aspettando.” Sempre se non è corso tra le braccia di Liam. Pensò il biondino malizioso.&lt;br /&gt;“Già” Heath lo prese tra le braccia. Si strinsero forte, come due buoni amici. Come due grandi buoni amici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-1980829086122038823?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/1980829086122038823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=1980829086122038823' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1980829086122038823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1980829086122038823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/08/borderline-capitolo-17.html' title='Borderline, capitolo 17'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Spk7vSfjY3I/AAAAAAAAAgM/UuoMlcvHOPQ/s72-c/BBM+man.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-4643133172373688481</id><published>2009-08-25T04:33:00.000-07:00</published><updated>2009-08-25T04:38:41.868-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='squadra speciale lipsia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Un pieno di dolcezza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SpPMPZzCTdI/AAAAAAAAAgE/Ax2QE9_uJG8/s1600-h/Miguel+e+Jan.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SpPMPZzCTdI/AAAAAAAAAgE/Ax2QE9_uJG8/s400/Miguel+e+Jan.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373863345378184658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fanfic è ispirata ad un fatto accaduto durante la terza stagione nella puntata: Morte di una diva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jan arriva al commissariato zoppicando e con la gamba fasciata dal ginocchio in giù, dice di essersi fatto male facendo snowboard, tutti lo prendono in giro e sono sorpresi tranne Miguel che, anche se non dice niente, non è meravigliato della situazione... anzi... questo mi ha fatto supporre che sapesse già dell’incidente ed ecco cosa è venuto fuori.&lt;br /&gt;Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un pieno di dolcezza&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando aveva conosciuto Miguel, il commissario Jan Maybach aveva dato un nuovo significato alla parola ‘premuroso’. Sì perché prima dell’amico-collega nessuno era stato veramente premuroso con lui. Proprio nessuno. Né la sua famiglia tutta apparenze, né tanto meno la sua ex non ché madre di suo figlio troppo occupata dalla sua carriera di manager musicale. &lt;br /&gt;Miguel lo era, in una maniera che si poteva definire ambigua. Anche se a parere del giovane poliziotto biondo ambiguità e Miguel Alvarez non potevano stare sulla stessa riga. Per lui Miguel era tutto genuinità e istinto. Pure troppo istinto! E poi, dietro l’aria rude e sbrigativa, celava un lato dolce ed affettuoso che gli aveva più volte manifestato con slanci d’affetto e coccole improvvise a cui non era abituato. Jan aveva scoperto, con sgomento, che le effusioni gratuite che spesso Miguel gli riservava erano fonte di benessere al di sopra di qualsiasi aspettativa. Sia che gli stampasse un bacio sulla guancia o sul collo, un abbraccio da dietro, una carezza sulla nuca, qualsiasi gesto del genere gli procurava un senso di benessere assoluto. E Jan non avrebbe mai voluto rinunciare a simili attenzioni. Ma quel tale giorno, cadendo dallo snowboard con relativa lussazione del malleolo non aveva pensato ad avvisarlo. Certo gli avrebbe fatto piacere se a quell’improvvisata gita sulla neve avesse partecipato anche lui ma Miguel era occupatissimo con una ‘tale’ inglesina con il quale era occupato a ‘sperimentare’ tutto il kamasutra riga per riga, almeno a suo dire... no, non l’avrebbe chiamato per quello. Così che, quando se lo vide arrivare durante il breve ricovero in pronto soccorso rimase a dir poco sorpreso.&lt;br /&gt;-Miguel... che ci fai qui? &lt;br /&gt;-Come che ci faccio qui? Mi ha chiamato Benny, dice che ti sei fatto male. &lt;br /&gt;Miguel si addossa su di lui con trasporto. Il padre guarda il figlio al di là della spalla del collega con aria severa ma, allo stesso tempo, tenera. Il ragazzo è seduto nella sedia a fianco del letto. Benny, colpevole di aver sottratto il telefonino per avvisare l’amico di papà, fa spallucce ed esce dalla stanza lasciando i due uomini soli.&lt;br /&gt;-È solo una lussazione, che ci fai qui? &lt;br /&gt;Lo dice fissandolo intensamente negli occhi.&lt;br /&gt;-Cristo, me lo chiedi? Quando Benny mi ha detto che ti eri fatto male sono saltato in macchina e mi sono precipitato qui a tutto gas... ero in ansia.&lt;br /&gt;-Lo vedo, sei tutto sudato. &lt;br /&gt;Jan lo squadra divertito. Il look di Miguel Alvarez sarebbe andato bene per una passeggiata in centro non certo per una gita in montagna: camicia verde, giubbino di jeans, e pantalone della medesima stoffa. &lt;br /&gt;-Insomma ti sei preoccupato... pensavi di esserti liberato di me, vero?&lt;br /&gt;-Cialtrone, se lo sapevo che stavi così bene...&lt;br /&gt;Miguel gli da un leggero cazzotto sul braccio&lt;br /&gt;-Saresti rimasto con l’inglesina, vero?&lt;br /&gt;-Non essere sciocco! In ogni modo, sono contento che sei apposto, non avrei mai potuto restare a casa sapendoti tutto fasciato dalla testa ai piedi.&lt;br /&gt;Si fissano con grande intensità&lt;br /&gt;-Sei sempre così dolce e premuroso... &lt;br /&gt;Dopo essersi scrutati negli occhi per qualche secondo di troppo, lo sguardo di Jan si fa un po’ serio. Miguel tossisce imbarazzato. Istintivamente si alza ma l’altro lo ferma.&lt;br /&gt;-Resta dove sei.&lt;br /&gt;-Perché?&lt;br /&gt;-Perché ora che sei qui...&lt;br /&gt;-Ora che sono qui cosa?&lt;br /&gt;-Non devi farti pregare...&lt;br /&gt;-Jan... ti giuro non capisco...&lt;br /&gt;-Voglio quei tuoi grandi abbracci che mi fanno stare bene. Ne ho bisogno anche se non sono in fin di vita.&lt;br /&gt;-Ah.. questo, beh... chiaro&lt;br /&gt;Goffamente Miguel lo stringe a sé con trasporto. Jan tiene la testa lievemente piegata sulla sua spalla gustandosi il suo odore. Sente di stare bene così... pure troppo...&lt;br /&gt;Miguel, dal suo canto, non riesce a credere di averlo tra le sue braccia in quella maniera. Sa di desiderarlo così tanto, da troppo. Peccato che la location non sia delle migliori. L’ispanico si stacca un po’, vorrebbe parlare... magari riuscire a dire...&lt;br /&gt;-Jan...&lt;br /&gt;-Che c’è?&lt;br /&gt;-Niente...&lt;br /&gt;Miguel gli accarezza la guancia con dolcezza. I loro visi sono ad un soffio.&lt;br /&gt;-Cosa vuoi dirmi, Miguel...&lt;br /&gt;-Ero così preoccupato per te...&lt;br /&gt;-Lo so, non saresti qui se non lo fossi... e sono felice che tu ci sia&lt;br /&gt;-Io ci sono sempre quando tu hai bisogno, Jan...&lt;br /&gt;-Sono proprio fortunato ad avere un amico come te...&lt;br /&gt;Poco dopo Benny rientra e li trova così vicini, istintivamente i due poliziotti si scansano.&lt;br /&gt;Miguel si alza di scatto:&lt;br /&gt;-Vado a comprare dei dolcetti. Si troveranno dei dannati biscotti in questa specie di ospedale?&lt;br /&gt;-Prendili per Benny... &lt;br /&gt;E un pensiero inespresso.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Per quanto mi riguarda ho già fatto il pieno di &lt;br /&gt;dolcezza...&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-4643133172373688481?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/4643133172373688481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=4643133172373688481' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/4643133172373688481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/4643133172373688481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/08/un-pieno-di-dolcezza.html' title='Un pieno di dolcezza'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SpPMPZzCTdI/AAAAAAAAAgE/Ax2QE9_uJG8/s72-c/Miguel+e+Jan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6441522284859527304</id><published>2009-08-08T12:59:00.000-07:00</published><updated>2009-08-08T13:04:57.797-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='squadra speciale lipsia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miguel e Jan'/><title type='text'>Miguel e Jan in volo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sn3aX27hutI/AAAAAAAAAf8/PYQiB7cJ7jQ/s1600-h/miguel+e+jan2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 249px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sn3aX27hutI/AAAAAAAAAf8/PYQiB7cJ7jQ/s400/miguel+e+jan2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367686434312534738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Miguel ha scoperto di essere l’unico erede di una prozia che vive in Spagna. Per beneficiare del lascito deve recarsi a Madrid. Ma c’è un problema... da sempre Miguel Alvarez soffre di mal d’aereo, o meglio: ha paura di volare! Chiede a Jan di accompagnarlo. Dopo aver risolto la questione di suo figlio Benny, Jan accetta di recarsi a Madrid con Miguel.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Cos’è questo rumore? &lt;em&gt;(il volto di Miguel è cianotico)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Tranquillo, sta solo rollando un po’, non siamo nemmeno partiti&lt;br /&gt;-Ma...&lt;br /&gt;-Miguel, devi calmarti. Sei pallido... troppo pallido&lt;br /&gt;-Ora capisci cosa intendevo per ‘paura di volare’?&lt;br /&gt;-Ma si tratta di un viaggio di appena un’ora e mezzo. Stai tranquillo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo qualche minuto di calma apparente, l’aereo finalmente parte.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Jan... ci siamo &lt;em&gt;(voce di Miguel ridotta ad un sussurro)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Tranquillo, amico mio. Non c’è niente da temere. Sai quanti aerei decollano ogni giorno? È cento volte più pericoloso in macchina..&lt;br /&gt;-Sì, ma io...&lt;br /&gt;-Fai uno dei mestieri più rischiosi che ci sono e ti lasci intimorire da un viaggio in aereo? Pensa a quando acceleri con la BMW e mi schiacci in curva addosso alla portiera&lt;br /&gt;-Pensavo ti piacesse...&lt;br /&gt;-Magari giusto un pochino...mi piace quel tipo di adrenalina ogni tanto...&lt;br /&gt;-Questa adrenalina per me ora.. è decisamente... decisamente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’aereo decolla!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Decisamente troppa!! &lt;em&gt;(Miguel urla in falsetto e si appiccica a Jan aggrappandosi al suo braccio)&lt;/em&gt;-Fantastico, è sempre una sensazione meravigliosa quando decolla.&lt;br /&gt;-Oddio &lt;em&gt;(Miguel nasconde la testa sotto l’ascella del collega)&lt;/em&gt;-Miguel, datti una calmata.&lt;br /&gt;-Paura &lt;em&gt;(sussurrato)&lt;/em&gt;-Cosa?&lt;br /&gt;-Paura, Jan, ho paura (voce alta)&lt;br /&gt;-Sei proprio un bel tipo... non ti lasci intimorire da malviventi ed assassini... &lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Jan ride e gli stringe la mano)&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;-Bellezza, la tua mano è sudatissima, vuoi che chiami un’hostess e ti faccia preparare una camomilla o qualcosa...&lt;br /&gt;-No, Jan, non ti azzardare ad alzarti. Non lascarmi solo, tienimi la mano&lt;br /&gt;-Va bene ma... &lt;em&gt;(ridacchia)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Perché ridi? &lt;em&gt;(stizzito)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Miguel, dai, riprenditi, un guapo come te... non è proprio virile questo tuo atteggiamento&lt;br /&gt;-Che vuoi che mi frega, tu fammi tornare con le chiappe a terra e te lo faccio vedere io se sono virile...&lt;br /&gt;-A sì? Interessante... &lt;em&gt;(malizioso)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo qualche minuto l’aereo ha raggiunto finalmente la quota. L’ansia di Miguel sembra essersi calmata e ha persino lasciato la mano a Jan.&lt;br /&gt;A metà tragitto però il velivolo comincia a ballare. Si accende la luce delle cinture e il capitano annuncia che stanno per attraversare una turbolenza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Oddio... mio dio mio dio &lt;em&gt;(Miguel colto dal panico si butta nuovamente tra le braccia di Jan. Gli stringe il braccio fortissimo e questa volta infila il volto tra la spalla e l’orecchio del collega biondo)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Datti una calmata! È solo una stupida turbolenza&lt;br /&gt;-Dimmi che passerà. Dimmi che tra poco staremo bene, io e te in una bella stanza con vista...&lt;br /&gt;-Ma certo. E mangeremo paeia e vino &lt;br /&gt;-Grazie Jan. Sei proprio un amico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La turbolenza peggiora e persino le Hostess si legano ai loro posti. Il capitano prega ai passeggeri di non alzarsi per nessuna ragione. L’ansia di Miguel si fa incontenibile...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Stiamo per morire...&lt;br /&gt;-Assolutamente no! Devi fidarti di me. Ho mai sbagliato?&lt;br /&gt;-Questa volta sì, mio dio! Jan io... devo dirtelo!&lt;br /&gt;-Dirmelo?&lt;br /&gt;¬-Sì, stiamo precipitando ed è giusto che tu lo sappia..&lt;br /&gt;-.....&lt;br /&gt;-&lt;em&gt;Te quiero&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-Cosa?&lt;br /&gt;-Ti amo! &lt;br /&gt;-Miguel tu... tu non sei in te!&lt;br /&gt;-Forse... ti amo Jan, ti ho sempre... è bello morire tra le tue braccia...&lt;br /&gt;-???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, lentamente, l’aereo esce dalla turbolenza. &lt;br /&gt;Miguel è ancora abbracciato a Jan. Un Hostess li guarda con tenerezza e chiede:&lt;br /&gt;-Da quanto state insieme?&lt;br /&gt;-Tre anni e mezzo (risponde Jan) &lt;br /&gt;-Che carini, e andate a Madrid per sposarvi?&lt;br /&gt;-Esatto...&lt;br /&gt;-Auguri allora!&lt;br /&gt;-Grazie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Miguel è esterrefatto!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Perché le hai detto che stiamo per...&lt;br /&gt;-Perché ti amo anch’io, testone!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6441522284859527304?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6441522284859527304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6441522284859527304' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6441522284859527304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6441522284859527304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/08/miguel-e-jan-in-volo.html' title='Miguel e Jan in volo'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sn3aX27hutI/AAAAAAAAAf8/PYQiB7cJ7jQ/s72-c/miguel+e+jan2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-4360482080962652894</id><published>2009-08-04T05:00:00.000-07:00</published><updated>2009-08-04T05:03:16.708-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spangel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><title type='text'>Borderline, capitolo 16</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sngjf-HCwwI/AAAAAAAAAf0/wFidDMiQcUY/s1600-h/Gay-love.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sngjf-HCwwI/AAAAAAAAAf0/wFidDMiQcUY/s400/Gay-love.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366077988167402242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera seguente al concerto di primavera, William la passò in casa come se niente fosse. Come se la popolarità ritrovata, l’affetto dei fan che avevano scritto numerosi nel suo blog, non contassero granché.&lt;br /&gt;Un’altra sera da vampiro. Magari l’ultima. Guardò il p.c. , puntuale alle nove in punto il nome Victim for love fece la sua comparsa su Messenger.&lt;br /&gt;“Ciao bellezza…”&lt;br /&gt;“Ciao, mi sei mancato Angel…”&lt;br /&gt;“Mi piace il buffo nome che mi hai affibbiato…”&lt;br /&gt;“Perché buffo? È sempre meglio di Richard.”&lt;br /&gt;“Magari Richi è meglio, ok?”&lt;br /&gt;“No, per carità, è pure peggio. Tu sei Angel, e basta!”&lt;br /&gt;“Ok, sono il tuo Angel.”&lt;br /&gt;“Lo sei… visto che dal vivo non mi è concesso vederti ora ti vedo da per tutto. Ieri ho conosciuto un uomo bellissimo, ho deciso che sei tu.”&lt;br /&gt;“Davvero interessante... ” Liam pensò che avrebbe potuto scrivere di averlo conosciuto anche lui un uomo, o meglio: si era presentato a qualcuno che gli interessava tantissimo. Ma non era giusto confondere le due cose. Una cosa è questo bel segaiolo tutt’altra il mio magnifico direttore d’orchestra. Non era risuscito a chiudere occhio la notte precedente e non solo per causa delle botte subite! Aveva ancora un occhio nero e si sentiva qualche costola incrinata. No, il pestaggio non c’entrava. La causa era un’altra: il biondino dallo sguardo magnetico l’aveva torturato amabilmente facendolo sentire ad un metro da terra. Non aveva dormito perché la sua immagine non si toglieva dalla mente. Così bello, affascinante, carismatico. La sua bocca era talmente carnosa… fatta per i baci e tante altre sconcezze. Era gay. Questo era noto, e il bel tipo biondo dell’ultima volta non c’era. Si domandò che fine avesse fatto. Probabilmente è andato via prima per aspettarlo in casa considerò. L’eccitazione perdurò anche durante il giorno. Riuscì a schiacciare un pisolino tre le sette e le otto di sera dopo un salutare massaggio dalla Ying, la sua massaggiatrice di fiducia. E ora c’era &lt;i&gt;Hot spot 69&lt;/i&gt; che avrebbe supplito alla mancanza di sesso.&lt;br /&gt;“Ora mostrami il tuo bel culetto, mi è mancato, sai?”&lt;br /&gt;“Anche a me manca tutto di te. Vorrei vederti nudo ma tu ti ostini a restare nell’anonimato!”&lt;br /&gt;“Non so… dammi dei buoni motivi per mostrarmi…”&lt;br /&gt;“Ti assicuro che se fossi come il mio Angel, non un cesso pieno di lardo come immagino tu sia in realtà…”&lt;br /&gt;“:)”&lt;br /&gt;“Ti ucciderei con la mia bocca, baciandoti e succhiandoti ogni centimetro, per ore. Soprattutto ciucciandoti la tua verga immane. Mi ci attaccherei come un assetato farebbe con una boraccia…”&lt;br /&gt;“Continua…”&lt;br /&gt;“Ti stai segando senza vedermi?”&lt;br /&gt;“Stasera non serve che io ti veda” tanto non mi basta più l’immagine di te dal punto vita in giù. Ho bisogno di fare sesso con William… il mio William…&lt;br /&gt;“Ok… Dicevamo?”&lt;br /&gt;“Assettato con la boraccia.”&lt;br /&gt;“Già… leccandoti intorno alla cappella. Poi baciarti la punta, infilandoci la lingua di tanto in tanto. Farti soffrire un po’…”&lt;br /&gt;“Sì… per la miseria…”&lt;br /&gt;“Vado avanti?”&lt;br /&gt;“No, voglio il tuo culo!” Will ubbidì. Per un attimo si dimenticò di posizionare la cam verso le parti intime. Ma il segnale era confuso così Liam non riuscì che per pochi millesimi di secondo a vedere il viso. Troppi pochi per riconoscerlo.&lt;br /&gt;“Ora toccati. Immagina di farlo davanti a me. E io sono qui, con il cazzo in mano che sta per esplodere e non riesco più a scrivere.”&lt;br /&gt;“Ok, ora smetto di scrivere anch’io e parte lo show!” Will prese da un cassetto la crema lubrificante.&lt;br /&gt;Se la sparse sulle dita. Iniziò ad accarezzarsi tra le gambe mandando in visibilio Liam che ben presto si schizzò sulla pancia e fin sopra i capelli.”&lt;br /&gt;“Gesù… che darei per poter farlo io. Sei così bravo...”&lt;br /&gt;“Sai… io con le mani faccio magie…” anche William era venuto. E, fra una digitazione e l’altra, si ripulì lo sperma dalla pancia.&lt;br /&gt;Decise di osare.&lt;br /&gt;“Ci dobbiamo vedere…” tac, era fatta! L’aveva scritto. Meglio, anche se il sogno masturbatorio finiva, anche se era grasso e laido, anche se non esisteva affatto, essendo molto probabilmente solo il frutto della sua fantasia, doveva vederlo. Quella sciocchezza non poteva durare in eterno.&lt;br /&gt;“Ok, tutto sommato ho voglia anch’io di… conoscerti Hot.”&lt;br /&gt;Concordarono per il giorno dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heath ripose i pochi abiti appoggiati nella valigia nei rispettivi cassetti. Jake lo abbracciò da dietro mentre lo vedeva abdicare.&lt;br /&gt;“Amore mio…” sussurrò.&lt;br /&gt;“Non sto dicendo che accetto. Solo che… capisco il tuo punto di vista. Che però non è il mio.”&lt;br /&gt;“Lo so… ancora non hai capito che lo vuoi anche tu.”&lt;br /&gt;“Non è vero. Non sono il massimo come esempio di autostima ma non mi odio al punto da volerti dividere con qualcuno anche se questo qualcuno conta così tanto.” Sentiva la guancia del suo ragazzo premere sulla sua schiena, tutto il suo corpo era addossato su di lui. Lo amava da impazzire nonostante poche ore prima fosse corso dal suo ex per farsi scopare.&lt;br /&gt;“Mi ami. E sai che stare senza Liam mi fa star male.”&lt;br /&gt;“Ok. Dunque per questo dovrei di tanto in tanto… accettare questo compromesso? Tu che te ne vai da lui?”&lt;br /&gt;“Sì. Ma non di tanto in tanto, spesso.”&lt;br /&gt;“Jake, non giocare con il fuoco” così dicendo si girò. Lo fulminò con gli occhi.&lt;br /&gt;“Se tu vuoi che io sia felice devi accettarmi per come sono.”&lt;br /&gt;“Troia?”&lt;br /&gt;“Sì, magari, anche… ma con Liam.”&lt;br /&gt;“Cazzo, ho capito, non è solo sesso! Ma il fatto che tu sia ancora così innamorato di lui è il problema non la soluzione!” brontolò un po’ andandosi a distendere sul letto.&lt;br /&gt;Jake lo raggiunse adagiandosi pancia in sotto accanto a lui.&lt;br /&gt;“Non voglio smettere di amarlo. Non voglio defraudarlo dal suo ruolo. Lui per me è come un padre.”&lt;br /&gt;“Bene… dunque scopi con mio suocero.”&lt;br /&gt;L’altro sorrise. “Ammetterai che è eccitante.”&lt;br /&gt;“No, è snervante” sbadigliò. La stanchezza cominciava a prendere il sopravvento. Jake lo strinse a sé. Heath non si ribellò. Anche lui voleva stare così. Addormentarsi abbracciato al ragazzo che amava tanto. Anche se lui amava Liam. Anche se non era solo suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina dopo fecero l’amore. Iniziarono lentamente. La mano di Jake prese l’arnese e lo toccò finché non lo portò ad un’erezione coi fiocchi. Lo sormontò. Lasciò che il sesso scivolasse dentro e iniziò muovendosi piano. Poi velocizzò l’andatura.&lt;br /&gt;“Ti amo, Haeth ti amo” si udì tra i gemiti. L’altro gli accarezzò il petto leggermente villoso. Le mani scivolarono lungo i fianchi. Afferrò la vita muovendo il corpo al ritmo delle spinte.&lt;br /&gt;“Ti amo anch’io…” vennero quasi simultaneamente.&lt;br /&gt;“Ammetterai che è stato anche meglio del solito…”&lt;br /&gt;“Dove vuoi andare a parare?”&lt;br /&gt;“Lo sai… l’altra sera sono stato a letto con Liam, ora ci sei tu con me. E dal tuo viso leggo un piacere assoluto.”&lt;br /&gt;“Capirai che novità; è sempre stato un piacere assoluto fare l’amore con te, Jake.” Ricevette per risposta un bacio. Quando ne furono sazi decisero di alzarsi. Li attendeva un intero giorno di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William si svegliò immerso in un rinnovato benessere. Si guardò intorno. Osservò come incantato spartiti e bacchette che occupavano gran parte del comò. Prima di sgusciare fuori dalle coperte si stiracchiò. Si guardò sullo specchio di fronte al letto. Malgrado fossero arruffati i ricciolini biondi erano ancora accettabili.&lt;i&gt; Piacerò a Victim, e, soprattutto, lui piacerà a me?&lt;/i&gt; Si chiese mentre preparava la colazione. Spaccò a metà due arance mature. Preparò uno zabaione e scaldò delle ciambelle. Era felice, inquieto ma felice. Per il cinguettio degli uccelli. Per le auto della polizia a sirene spiegate. Per la nuova acconciatura della giornalista di Fox News. Tornava a sentirsi allegro per le piccole cose. Come un tempo, come quando l’amore gli scaldava l’animo. Perché? Si chiese. Angel non esisteva dopo tutto, tranne nelle sue fantasie masturbatorie, o ce n’erano addirittura due? Da una parte Victim, dall’altra il bel tipo, Liam, quella della sera del concerto. Non riusciva a togliersi il suo viso dalla mente. Sospirò. Chissà se un nuovo amore lo avrebbe salvato o distrutto di nuovo? Dipendeva da lui. Quella sera avrebbe conosciuto Richard, l’uomo con il quale chattava da settimane, ormai. Non sperava che gli piacesse. Se lo immaginava grasso, bassino e pelato. Magari effeminato. Dopo aver mangiato decise di scendere a Central Park per una salutare corsetta. La primavera aveva spinto i podisti a tornare all’attacco. Sospirò ogni qual volta vedeva una coppietta pomiciare. Gli mancavano i baci, gli mancava (da morire) sentirsi amato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la riunione per l’assegnazioni dei nuovi incarichi, Liam si distrasse. Più volte la sua segretaria, Tamara Honors, cercò di tenere sveglia la sua attenzione con dei leggeri calcetti sotto il tavolino. Era nera, lesbica e completamente rasata. Nel senso che oltre a non avere capelli non lasciava che sul suo corpo crescesse nessuna forma di pelo. Un tatuaggio intorno al collo raffigurava una collana di fiori.&lt;br /&gt;“Signor Spancer, lei disegna casette invece di…”&lt;br /&gt;“Mi aiuta a concentrarmi”&lt;br /&gt;“Non ne sono del tutto sicura.” L’alterco durò un paio di minuti dopo di ché il direttore della Emilton Life decise di assentarsi per un quarto d’ora. Era nervoso, di più: agitato, emozionato. Per l’incontro imminente con Hot spot ma, soprattutto, per l’articolo sul giornale riguardante il concerto di primavera, capeggiato da una bella foto di William McCarthy. Gli piaceva così tanto che decise di strappare il foglio e portarselo a casa. L’avrebbe attaccato da qualche parte come fanno le adolescenti con i loro cantanti o attori preferiti. Magari vicino al computer. Chissà perché proprio lì. Forse c’entrava qualcosa il suo appuntamento? Di sicuro dietro ad Hot c’era un bel ragazzo. O forse aveva sei denti in tutto e una tremenda voglia sulla fronte priva di capelli? Sorrise a quella considerazione. Doveva farla finita con le congetture. Mancava una mezza dozzina d’ore all’incontro. Tanto valeva tornare alla riunione e rassegnarsi.&lt;br /&gt;William provò fino alle cinque della sera. Alle sei in punto era sotto la doccia. Alle sette per strada. Per non apparire troppo formale aveva scelto di indossare jeans e camicia bianca. Un giubbetto di pelle marrone copriva le spalle dalle ultime folate di vento freddo.&lt;br /&gt;Camminando verso il luogo dell’appuntamento tornò a lasciarsi incantare dalla natura. Il sole era da poco tramontato ma la luce rossastra irradiava ancora i vetri degli uffici a New York. Passando davanti ad una gelateria rinunciò al frappé che gli andava tanto per paura di offuscare il suo bel sorriso. Denti bianchi, pelle leggermente abbronzata, andatura sicura di sé. Capelli gialli come il grano maturo. E sorridente come chi non ha nulla da temere.&lt;br /&gt;Davanti al Rockefeller Center Liam Spancer smorzò l’ultima sigaretta. Qualcuno ancora pattinava. Osservò distrattamente la gente che scivolava con leggiadria sul ghiaccio, taluni tenendosi per mano, altri meno graziosamente, incespicando per non cadere con il sedere in terra. Per quello strano incontro galante aveva scelto di celare il suo bel corpo statuario in un trench grigio che lo faceva assomigliare ad un detective anni settanta stile tenente Colombo. Le donne, guardandolo, arrossivano sentendosi attratta da quel simulacro di bellezza e virilità. Scorse subito il biondino avvicinarsi alla balaustra. Riconoscendolo, roteò gli occhi dalla sorpresa. William?! Cazzo William McCarthy qui! Proprio ora! Ora che ho l’appuntamento con… si sentì uno stolto anche perché, un attimo dopo, il direttore d’orchestra lo riconobbe e si avvicinò a lui tentennando.&lt;br /&gt;“Ciao…”&lt;br /&gt;“William, ciao… ti ricordi di me?”&lt;br /&gt;“Certo” rispose emozionato. È ancora più affascinante di quella sera, ancora più bello e sexy! Considerò.&lt;br /&gt;“Come mai da queste parti?” chiese in tono gutturale.&lt;br /&gt;“Di passaggio” mentì, “e tu?”&lt;br /&gt;“Ho una specie di appuntamento. Ma credo che mi sia toccato il bidone!”&lt;br /&gt;“Oh… capisco.” Restarono per alcuni minuti vicini ciondolando da un piede all’altro. William vide un uomo grasso sulla cinquantina e fu sicuro che si trattasse di Victim. Come se niente fosse prese il nuovo amico sottobraccio e gli propose di cenare insieme. Pur titubante Liam accettò.&lt;br /&gt;Scusami Hot se me ne vado. Ma questo è William e vuole cenare con me… puoi capire, no?&lt;br /&gt;La cena si svolse in un clima rilassato e nevrotico allo stesso tempo. Non potendo pretendere un tavolo in uno dei ristoranti esclusivi della città si accontentarono di Bella Napoli, la pizzeria preferita di William.&lt;br /&gt;Liam addentò un boccone della sua margherita.&lt;br /&gt;“Stai provando qualcosa?”&lt;br /&gt;“Sì, a Giugno ho un tour in Italia.”&lt;br /&gt;“WOW; adoro l’Europa, l’Italia in particolare!”&lt;br /&gt;“Sono luoghi d’incanto, ci sei stato di recente?”&lt;br /&gt;“A Parigi c’è la figliale della Hemilton life, la mia società; sono nel settore petrolchimico”. Cavolo, va a vedere che oltre bello e sexy da morire è pure ricco sfondato. Ne ebbe conferma quando, alla fine della cena, pretese di pagare lui. Il suo portafogli conteneva una collezione spropositata di carte di credito.&lt;br /&gt;“Ho capito perché hai scelto il Rockefeller Center sei una specie di Rockefeller anche tu?”&lt;br /&gt;Liam sorrise imbarazzato ma fiero di sé. Non era il tipo di ricco che si vergogna dei suoi quattrini. Sapeva che erano frutto della sua intelligenza e dei sacrifici dei suoi genitori, dunque ne era orgoglioso.&lt;br /&gt;“In effetti sì. Ho investito quasi tutto l’intero patrimonio dei miei in società petrolchimiche e colossi legati all’imprenditoria via Internet. Tutto questo nel giro di pochi anni. Fino a quindici anni fa insegnavo alle superiori.”&lt;br /&gt;“Non ci credo!” William si bloccò al centro della quinta strada fissandolo con sgomento. Doveva tirare su il mento per riuscire a guardarlo dritto negli occhi. Liam era almeno una decina di centimetri più alto.&lt;br /&gt;“Te lo giuro! Mio padre era già molto ricco ma non voleva mantenermi finché non avessi dimostrato di avere le palle per meritarmi uno stipendio a sette cifre nella sua azienda. E poi insegnare mi ha permesso di conoscere aspetti della vita nel quale non mi sarei imbattuto. E di conoscere Jake soprattutto… pensò.&lt;br /&gt;“Già, i ragazzini di quell’età sono una scoperta continua. Anch’io ogni tanto faccio l’insegnante, in specie di stage per futuri pinguini” sorrise facendo emozionare il suo interlocutore.&lt;br /&gt;“I direttori d’orchestra si chiamano pinguini tra di loro?”&lt;br /&gt;“A volte”. Arrivarono di nuovo al Rockefeller Center. Questa volta non c’era quasi nessuno data l’ora tarda. William si domandò che fine avesse fatto quel ciccione segaiolo di Hot spot. Probabilmente era corso a casa ad attendere spiegazioni per via telematica.&lt;br /&gt;“Sono stato bene con te William” confidò fissandolo negli occhi. L’altro restò a bocca aperta perso in quelle anime scure e profonde: le iridi di Angel…&lt;br /&gt;“Anch’io, assolutamente…”&lt;br /&gt;“Assolutamente da rifare?”&lt;br /&gt;“Quando vuoi, ossia: non domani sera, provo fino a tardi.”&lt;br /&gt;“Domani l’altro?”&lt;br /&gt;“Sono libero!”&lt;br /&gt;“Perfetto.” William si protrasse verso di lui per ricevere un saluto più affettuoso, magari un bacio? Ma Liam, intimidito da tutta l’attrazione che provava per lui, si limitò ad una leggerissima pacca sulla schiena per poi voltarsi e sparire tra i palazzi con il suo trench grigio e le sue spalle ricurve in avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-4360482080962652894?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/4360482080962652894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=4360482080962652894' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/4360482080962652894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/4360482080962652894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/08/borderline-capitolo-16.html' title='Borderline, capitolo 16'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sngjf-HCwwI/AAAAAAAAAf0/wFidDMiQcUY/s72-c/Gay-love.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2247845035955337052</id><published>2009-08-03T23:58:00.000-07:00</published><updated>2009-08-04T03:38:24.500-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='squadra speciale lipsia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Pelle</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SngPXW5dUrI/AAAAAAAAAfk/Tc-7Eo-TkII/s1600-h/gaylove.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SngPXW5dUrI/AAAAAAAAAfk/Tc-7Eo-TkII/s400/gaylove.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366055849969930930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco una fanfic intensa ma coincisa dedicata agli stupendi e quanto mai ispiranti Miguel e Jan di &lt;strong&gt;Squadra Speciale Lipsia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa di pensionamento del loro superiore è &lt;br /&gt;stata piuttosto una scusa per sbevacchiare, &lt;br /&gt;decisamente un po’ troppo. Jan ha la camicia &lt;br /&gt;lievemente sudata. Odora di pub. Sta ridendo con&lt;br /&gt;Miguel, senza motivo o se c’è, l’ha&lt;br /&gt;completamente perso &lt;br /&gt;di vista.&lt;br /&gt;-Non serve che mi accompagni fino al letto&lt;br /&gt;Miguel, la conosco la strada.&lt;br /&gt;-Non si sa mai, con questi tipacci che ci sono in&lt;br /&gt;giro. Afferma sogghignando. &lt;br /&gt;Entrano nella camera da letto di Jan. Miguel gli&lt;br /&gt;si para dietro in perfetto asse con la sua schiena.&lt;br /&gt;Sono alti uguali.&lt;br /&gt;-Stasera sono proprio su di giri. Mi farei un altro giro, tu? &lt;br /&gt;Gli accarezza la schiena con un dito.&lt;br /&gt;-Basta bere.&lt;br /&gt;-Il solito bravo ragazzo, ma non ti scateni mai?&lt;br /&gt;-Non mi provocare, Miguel. &lt;br /&gt;Si gira e lo fulmina con i suoi occhi di ghiaccio. Miguel sorride storto. Poi torna più vicino. &lt;br /&gt;Più vicino. &lt;br /&gt;Lo abbraccia.&lt;br /&gt;-Finiscila.&lt;br /&gt;-Abbracciarti è proprio una bella sensazione. &lt;br /&gt;La voce dell’ispanico  è sensuale. &lt;br /&gt;-Sei così caldo. &lt;br /&gt;Appoggia la sua bocca all’orecchio. &lt;br /&gt;Jan cerca di liberarsi della stretta ma lo fa con&lt;br /&gt;poca convinzione. Miguel appoggia le labbra sul&lt;br /&gt;collo. Lascia piccoli baci umidi.&lt;br /&gt;-Stai esagerando. L’alcol non giustifica tutto.&lt;br /&gt;-Già, nemmeno il fatto che tu, malgrado tutto, sai&lt;br /&gt;così di buono...&lt;br /&gt;-Lasciami... non scherzo Miguel. &lt;br /&gt;Risponde facendo il solletico all’altezza dei&lt;br /&gt;reni.&lt;br /&gt;Jan ride e il clima si alleggerisce. Poi però&lt;br /&gt;Miguel torna serio. Inizia a sbottonare la camicia&lt;br /&gt;da dietro.&lt;br /&gt;Lentamente. &lt;br /&gt;Jan non dice niente. &lt;br /&gt;Una volta a torace nudo, sospira. Sospira anche&lt;br /&gt;Miguel. Non ha mai considerato che la schiena del &lt;br /&gt;collega fosse così eccitante.&lt;br /&gt;-Sei bellissimo.&lt;br /&gt;Jan sta zitto. Sembra si stia mordendo la lingua&lt;br /&gt;per non parlare. A quel punto Miguel s’inginocchia.&lt;br /&gt;Con il viso è a pochi millimetri dalla parte più&lt;br /&gt;bassa della schiena.&lt;br /&gt;Guarda la curva intensamente. Ne è a dir poco attratto. &lt;br /&gt;-Sei fottutamente sexy &lt;br /&gt;Miguel è bloccato. Eccitato, tremendamente&lt;br /&gt;eccitato. Non c’entra niente l’alcol. &lt;br /&gt;La sua salivazione è a zero. &lt;br /&gt;Ripete: -Sei bellissimo.&lt;br /&gt;Il suo viso è di fronte ai glutei di Jan. &lt;br /&gt;Tira fuori dai pantaloni il cordolo del boxer. &lt;br /&gt;-Devo proseguire? &lt;br /&gt;Jan è ancora in silenzio ma Miguel riesce a sentire il suo respiro che è cambiato. Si è fatto grosso. Come se avesse fatto cinque piani di corsa.&lt;br /&gt;Miguel sbottona la cinta dei pantaloni. Lentamente ma, allo stesso, febbrilmente. &lt;br /&gt;Abbassa i pantaloni.&lt;br /&gt;Li abbassa lentamente. La vista del sedere gli toglie il fiato. Un aggettivo colorito gli sgorga da dentro. &lt;br /&gt;-Cosa hai detto... &lt;br /&gt;Miguel rabbrividisce udendo la sua voce.&lt;br /&gt;-Ho detto che hai un culo favoloso. &lt;br /&gt;Guarda il pavimento. Poi torna a guardare davanti a sé.&lt;br /&gt;-Proseguo?&lt;br /&gt;Ian: -Ti prego.&lt;br /&gt;Miguel -Cosa?&lt;br /&gt;-Prosegui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2247845035955337052?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2247845035955337052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2247845035955337052' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2247845035955337052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2247845035955337052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/08/pelle.html' title='Pelle'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SngPXW5dUrI/AAAAAAAAAfk/Tc-7Eo-TkII/s72-c/gaylove.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2277199050049623610</id><published>2009-07-30T13:48:00.000-07:00</published><updated>2009-07-30T13:54:02.964-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 10</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SnIIReArttI/AAAAAAAAAfY/Kq8PKzCaaIY/s1600-h/booth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 331px; height: 398px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SnIIReArttI/AAAAAAAAAfY/Kq8PKzCaaIY/s400/booth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364359202358408914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Booth divenne paonazzo.&lt;br /&gt;Da quello sguardo severo era facile intuire che il suo superiore non stesse scherzando.&lt;br /&gt;“Perché mi dice questo?”&lt;br /&gt;“So come stanno le cose.”&lt;br /&gt;“E allora?”.&lt;br /&gt;La porta era rimasta aperta e alcune persone di passaggio si voltarono di scatto richiamate dal tono alto della sua voce.&lt;br /&gt;“Ne devi restare fuori, ripeto. L’amichetto con il quale coglievi margheritine durante le gite fuori porta è in prigione. Il procuratore arriverà all’udienza preliminare con il coltello tra i denti. Non so chi diavolo abbia concesso la possibilità di fartelo vedere, fatto sta che ho abbastanza argomenti per convincerti a disertare l’incontro.”&lt;br /&gt;Sentendo quelle parole, se anche ci fosse stata da parte sua qualche reticenza in proposito, Booth capì che voleva rivedere Emmerich.&lt;br /&gt;Ad ogni costo.&lt;br /&gt;“Mi sta minacciando?”&lt;br /&gt;“Può giurarci!”&lt;br /&gt;“E se la minacciassi io? So cosa pensa lei, cosa pensano tutti, per l’FBI sono un ridicolo finocchio che si è fatto abbindolare da un incantatore di serpenti assetato di sangue. Incontrerò Emmerich e, sicuramente, interrogherò Kelly.”&lt;br /&gt;“Non sia ridicolo, Kelly è già stato interrogato, se non sbaglio proprio mentre lei era in vacanza.”&lt;br /&gt;“La vacanza è finita, Capitano Ardich. E se non mi darà lei il permesso di interrogare quel bastardo, userò tutte le conoscenze che ho. Farò più rumore possibile. Io…”&lt;br /&gt;“Non osi…”&lt;br /&gt;“Quanto scalpore susciterebbe se si sapesse di un agente dell’FBI amante di un infiltrato assassino, &lt;i&gt;i dettagli all’interno.&lt;/i&gt; Cosa ne pensa?”&lt;br /&gt;“Non si renda ridicolo più di quando non sia stato fin ora. In ogni caso tutto questo le costerebbe un rapporto scritto per insubordinazione.”&lt;br /&gt;“Mi sta bene.”&lt;br /&gt;“Allora si prepari a consegnare il distintivo, Booth. Fintantoché non si sarà rassegnato a tornare nei ranghi non le darò tregua”.&lt;br /&gt;Ardich non scherzava. Voleva la testa di Booth già da prima di quel dialogo. Emmerich era stato per mesi il suo partner: possibile che non si fosse avveduto dei suoi traffici?&lt;i&gt; E andavano persino a letto insieme! &lt;/i&gt; Quel pensiero disgustoso gli faceva venire il voltastomaco.&lt;br /&gt;Booth non rispose a quell’ennesimo attacco.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si prepari a consegnare il distintivo&lt;/i&gt;, aveva detto senza mezzi termini. Quella frase riecheggiava ancora nella sua mente.&lt;br /&gt;Ma anche lui non c’era andato morbido. Minacciare di svelare la relazione con il Profiler alla stampa era stata proprio una bella legnata per un uomo tutto d’un pezzo come Ardich. Un repubblicano, tutto famiglia, FBI e chiesa non poteva nemmeno concepire l’amore tra uomini. Figuriamoci tra suoi sottoposti!&lt;br /&gt;Durante il tragitto in corridoio che lo conduceva al suo ufficio s’imbatté in Caroline.&lt;br /&gt;“Procuratore, io…”&lt;br /&gt;“Che mi combini, chèrie? In questi dannati corridoi non si fa che parlare di una tua storia a sfondo sessuale con Emmerich, che c’è di vero?”.&lt;br /&gt;Booth si sentì lo sguardo della donna addosso. Non lo stava giudicando, ma pretendeva spiegazioni. Era anche comprensibile. Probabilmente sarebbe stata lei il pubblico ministero che avrebbe dato battaglia a Kelly e al suo socio infiltrato. I dettagli erano importanti.&lt;br /&gt;“Questi corridoi hanno udito fin troppo. Parliamone nel mio ufficio.”&lt;br /&gt;“Va bene, bellezza, finiamo pure questa conversazione in privato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ian Emmerich passò l’ennesimo pomeriggio in infermeria. Lo stesso medico di guardia non seppe stilare un rapporto dei danni subiti dal detenuto.&lt;br /&gt;“Ferite multiple in ogni parte del corpo provocate da un oggetto contundente.”&lt;br /&gt;“Si chiama stuzzicadenti”, suggerì il detenuto, con voce soffocata, tenendosi la pancia in preda a fitte lancinanti, l’espressione che la diceva lunga su quanto soffrisse.&lt;br /&gt;“Accusa dolori al basso ventre. Diarrea. Perdite ematiche anali.”&lt;br /&gt;“Quei bastardi mi hanno infilato uno stecchino nel culo, scrivici questo!”&lt;br /&gt;Il medico tirò su con il naso. “È già stato espulso?”&lt;br /&gt;“Fottutamente, no.”&lt;br /&gt;“In questo caso dobbiamo toglierlo.”&lt;br /&gt;“Crede che non ci abbia provato da solo?”.&lt;br /&gt;Il dottore fece per mettere i guanti in lattice ma Ian, prevedendo un’altra tortura, si alzò dalla lettiga per tornare nella sua stanza.&lt;br /&gt;“Dove va? Torni qui!”&lt;br /&gt;“Preferisco di no, sa com’è: il fisting* non è la mia pratica sessuale preferita”, lo informò mentre usciva.&lt;br /&gt;Zoppicando, tornò nella sua cella. Scoprì che il suo compagno di stanza se n’era andato. Al suo posto c’era un ispanico tatuato dai piedi fino al mento.&lt;br /&gt;“Piacere, Carlos”. Il nuovo venuto offrì la mano da stringere.&lt;br /&gt;“Non te lo consiglio”, rispose Ian, sudante e tremante.&lt;br /&gt;“Stai male, amico?”&lt;br /&gt;“Secondo te?” si buttò sul materasso lercio. C’erano schizzi di sangue dappertutto, giaciglio compreso.&lt;br /&gt;“Cos’è questo schifo?”, chiese l’altro riferendosi alle macchie ematiche.&lt;br /&gt;“Non farci caso. Le guardie non sono tanto tenere con i presunti serial killer che ammazzano madri di famiglia.”&lt;br /&gt;“Non lo sapevo. È questo che hai fatto?”&lt;br /&gt;“E’ quello che ho fatto secondo l’accusa”. Una fitta gli tolse il respiro.“Devo andare al cesso! Se non torno entro dieci minuti dai l’allarme!”&lt;br /&gt;Carlos attese che l’altro si fosse liberato. Questa volta ce l’aveva fatta.&lt;br /&gt;“Uno stecchino? Ma è assurdo! E tu li lasci fare?”&lt;br /&gt;“E che alternativa avrei? Se mi difendessi mi beccherei un’accusa per lesioni provocate a pubblico ufficiale. Non sarebbe un buon viatico in vista del processo.”&lt;br /&gt;“Cristo santo, ma dove andrai a finire di questo passo? Oggi uno stecchino, domani una tenaglia di ferro arrugginita!”&lt;br /&gt;Ian tornò a sdraiarsi nella sua posizione preferita. La testa e le spalle appoggiate al muro, le gambe leggermente divaricate, i piedi penzolanti. Ghignò: “A quel punto sarebbe complicato per loro far credere che mi sia infilata da solo una tenaglia!”&lt;br /&gt;Anche l’altro sorrise di rimando.&lt;br /&gt;Avrebbero dovuto dare inizio a un dialogo tra persone costrette a coabitare. Con il suo primo compagno non ce n’era stata possibilità, dato che si trattava di un saudita che non&lt;br /&gt;spiccicava una parola d’inglese!&lt;br /&gt;“Invece tu perché sei qui?”, domandò Ian senza autentico interesse.&lt;br /&gt;“Narcotraffico.”&lt;br /&gt;“Capito.” Ian chiuse gli occhi, provò a rilassarsi sul letto.&lt;br /&gt;Le fitte delle ferite continuavano a farsi sentire, ma, quanto meno, non aveva più male alla pancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caroline non aveva intenzione di dare una strigliata a Booth ma il dialogo risultò subito simile a un alterco. Per quanto provasse per lui affetto e stima incondizionata, aveva comunque un rospo in gola da tirare fuori.&lt;br /&gt;“Quello che proprio non riesco a capire, chèrie, non è tanto il fatto che tu abbia provato attrazione per un uomo. In fin dei conti chi può dirsi veramente immune al fascino della trasgressione?”.&lt;br /&gt;“Io, almeno finché non ho incontrato lui...”&lt;br /&gt;“Esatto. Il problema è proprio lui. Voglio dire: potresti spiegarmi come ha fatto a plagiarti in quel modo? Uno in gamba come te che si fa fregare da un serial killer?”&lt;br /&gt;L’agente ciondolò la testa contrariato: “È proprio questo che non torna. Procuratore, io non credo che Emmerich sia colpevole delle accuse che gli sono state mosse contro.”&lt;br /&gt;“No?”&lt;br /&gt;“E non sono l’unico.”&lt;br /&gt;“A chi ti riferisci, bellezza?”&lt;br /&gt;“Ad un altro Profiler...”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temperance Brennan si sentiva meglio.&lt;br /&gt;Il giorno dopo il mancato aborto si svegliò rigenerata. Non le girava la testa, non sentiva l’acidità, non le veniva da rimettere. Possibile che quel miracolo fosse legato all’aver accettato, anche se ancora parzialmente, il fatto di essere incinta? Oppure le aveva semplicemente fatto tanto bene il sesso? &lt;i&gt;Il sesso è sempre un toccasana meraviglioso. Se poi è con Booth lo è ancora di più&lt;/i&gt;, pensò sentendosi impudica ma felice.&lt;br /&gt;Mangiò delle cialde con sciroppo d’acero e caffè lungo.&lt;br /&gt;Tutto il resto, sembrava lontano anni luce.&lt;br /&gt;Arrivò al Jeffersonian in perfetto orario. Poco dopo giunse anche Angela.&lt;br /&gt;“Piccola, credevo ti prendessi un giorno di pausa, almeno per oggi.”&lt;br /&gt;“Non ci crederai ma sto bene, ho smesso di odiare il mondo e non mi sento male da non stare in piedi!”&lt;br /&gt;“Il fattore psicologico conta molto in questo caso. Ciò che ti faceva star male principalmente era il segreto. Tenerlo nascosto a Booth.”&lt;br /&gt;“Il fattore psicologico ma anche il fatto che sono entrata ufficialmente nel secondo trimestre di gravidanza. In questa fase i fastidi si attenuano e, in qualche caso, spariscono del tutto.”&lt;br /&gt;“Non vorrei fare la guastafeste ma non pensare che da qui in avanti saranno rose e fiori. La figlia delle mia vicina di casa durante gli ultimi mesi aveva i piedi così gonfi da essere costretta ad uscire in ciabatte”&lt;br /&gt;“Di che parlate, di gravidanza?”, chiese Hodgins raggiungendole.&lt;br /&gt;Immediatamente le due complici si fecero guardinghe e deviarono il discorso da tutt’altra parte. Proprio in quel momento Angela si ricordò che il Jeffersonian era anche un posto di lavoro.&lt;br /&gt;“Tesoro, sono riuscita a ricostruire il volto dello scheletro nel muro.”&lt;br /&gt;“Bene. Era ora che tornassimo a lavorare!”.&lt;br /&gt; Si recarono di fronte all’Angelator, il computer tridimensionale brevettato da Angela.&lt;br /&gt;Il volto dell’uomo, di quarant’anni circa, venne ricostruito attraverso mille e mille pixel partendo dall’alto verso il basso. Più i caratteri venivano svelati, più il colorito di Brennan si faceva cadaverico.&lt;br /&gt;“Oddio, non ci posso credere!”, esalò ad un passo da un mancamento.&lt;br /&gt;“Che succede? Lo conosci?”. La Montenegro era sorpresa da quella reazione.&lt;br /&gt;“È lui!”&lt;br /&gt;“Chi?”&lt;br /&gt;“L’anestesista. L’uomo che mi ha convinto a non abortire!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;*Il fisting, dall'inglese "fist", pugno è una pratica sessuale estrema che consiste nell'introduzione dell'intera mano all'interno del retto&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2277199050049623610?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2277199050049623610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2277199050049623610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2277199050049623610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2277199050049623610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/07/ogni-singolo-respiro-cap-10.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 10'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SnIIReArttI/AAAAAAAAAfY/Kq8PKzCaaIY/s72-c/booth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2195753060240427714</id><published>2009-07-22T12:27:00.000-07:00</published><updated>2009-07-22T12:41:55.732-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 9</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SmdolMyyMsI/AAAAAAAAAfI/IuiGGe12L4E/s1600-h/boo.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SmdolMyyMsI/AAAAAAAAAfI/IuiGGe12L4E/s400/boo.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361368869706543810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’ennesimo orgasmo i due amanti sembrarono placarsi un po’.&lt;br /&gt;“Non farà male al bambino?”, chiese l’uomo preoccupato. Che se ne ricordasse un po’ tardi?&lt;br /&gt;“Ma fa tanto bene alla sua mamma”, rispose lei ancora scossa dal fiatone.&lt;br /&gt;“Intendo: queste contrazioni non potrebbero favorire le contrazioni vere?”&lt;br /&gt;“Vedo che sei informato.”&lt;br /&gt;“Sono padre.”&lt;br /&gt;“Non tutti i padri si preoccupano di questo.”&lt;br /&gt;“Io sì. È tuo figlio, Bones, ma è anche mio. È nostro figlio.”&lt;br /&gt;“Non parliamo di lui in questi termini.” Si fece seria.&lt;br /&gt;“Perché? Godiamoci questo momento, no? Dopo tutto ce lo meritiamo!”&lt;br /&gt;“Già. E magari possiamo anche fingere che tu non stia più pensando a Emmerich, giusto?”. Booth si tirò su a sedere. Cercò con gli occhi qualcosa con cui coprirsi.&lt;br /&gt;“Sto facendo di tutto per mettere in chiaro la mia posizione. Ce la sto davvero mettendo tutta.”&lt;br /&gt;“Ma non è detto che tu ci riesca. Se c’è una cosa che ho capito dell’amore è che non si può imbavagliare, non è una scelta.”&lt;br /&gt;“Certo, ma si può scegliere di essere felici e di non complicarsi la vita”, rispose lui.&lt;br /&gt;“Complicarsi la vita temo sia insito nell’innamoramento stesso, non trovi?”, chiese lei, tentando di alleggerire i toni. Ma il volto dell’agente continuava ad essere troppo serio.&lt;br /&gt;“Che c’è?”&lt;br /&gt;“Domani incontrerò Ian.”&lt;br /&gt;“Ah” doccia fredda. Quasi gelata. Quasi…&lt;br /&gt;“L’avvocato che si sta occupando di lui ha fatto esplicita richiesta. Questo non piacerà ad Ardich.”&lt;br /&gt;“E a te?”&lt;br /&gt;“Bones, cosa ne pensi? Sono terrorizzato, di più: atterrito! Ma non posso tirarmi indietro. E nemmeno lo voglio... Ian ha bisogno di me.”&lt;br /&gt;“Lo capisco.”&lt;br /&gt;“No, Bones. Aspetta un attimo: non ti farò credere che lo sto facendo per la sete di giustizia o perché voglio dare la possibilità ad un amico di potersi difendere. No. Sarebbe facile per me ma non è così.”&lt;br /&gt;“Lo fai perché provi ancora tanto per lui.” Lo vide chiudere gli occhi. Era dolorosissimo ammetterlo. Ma, nonostante tutto, non lo odiava. Non l’aveva dimenticato. Lui era lì, incastrato da qualche parte, come un proiettile tra lo sterno e il cuore. Diagnosi: inoperabile.&lt;br /&gt;“Un tempo pensavo che non si potessero amare due persone contemporaneamente e nella mia testa è ancora così. Ma nel mio cuore… nel mio cuore... e anche se voglio più che mai una relazione stabile con te non posso mentirti.”&lt;br /&gt;“Il tuo cuore è così grande da avere spazio per due persone?”&lt;br /&gt;“No, è questo il problema. Non lo è. Perciò sto tanto male.”&lt;br /&gt;Balle. Avrebbe voluto gridare lei. Avrebbe voluto avere la forza della Brennan soldato Jane che era un tempo e che il bambino sembrava avere assorbito completamente. Magari ne aveva bisogno per crescere. La vecchia Temperance Brennan l’avrebbe buttato fuori di casa con tutta la gioielleria al vento. Ma quella attuale si sentiva inerte di fronte a quel Booth in difficoltà. E la sincerità con la quale le aveva confessato come stavano le cose la spiazzava ulteriormente.&lt;br /&gt;“Prima o poi sarai in grado di gestire tutto quanto. Ma io non sarò qui ad aspettarti, lo sai?”&lt;br /&gt;“Non te lo chiederei mai!”&lt;br /&gt;“Però in questo momento ci sono e ti dico: ok. Tutto è successo all’improvviso: l’inizio della nostra storia, l’attrazione per Emmerich. Ma arriverà un momento nel quale dovrai fare i conti con ogni cosa. Lo sai?”&lt;br /&gt;“Come sei saggia Bones…”. Booth era genuinamente stupito.&lt;br /&gt;“A forza di ascoltare i sermoni di Angela qualcosa sto imparando anch’io.”&lt;br /&gt;“E pure piuttosto bene.” Guardò con interesse un angolo del suo collo. Era rischiarato dalla poca luce di una lampada posta al lato del divano. Decise che non poteva trattenersi dal baciarlo.&lt;br /&gt;“Oggi è stato bellissimo”, le confessò mentre la sua bocca risaliva verso l’orecchio destro.&lt;br /&gt;“Dì la verità: temevi di non riuscirci.”&lt;br /&gt;“Negativo. Mai avuto dubbi in proposito.”&lt;br /&gt;“Forse hai ragione, forse temevo di non essere io all’altezza.”&lt;br /&gt;La guardò meravigliato: “Ma di che diavolo stai parlando? Di chi non dovresti essere all’altezza?”&lt;br /&gt;“Di un amante maschio. Magari lui sa fare cose che io nemmeno mi sogno.”&lt;br /&gt;Booth era imbarazzato. Malauguratamente, la processione di immagini erotiche che sperava prima o poi di rimuovere, ritornarono. Tra le braccia di Ian era stato bene, magari fosse stato il contrario!&lt;br /&gt;“Non si possono fare paragoni, comunque non mi sembra il caso di tirare in ballo questa storia.”&lt;br /&gt;“Mettiti nei miei panni, Booth. Se io avessi fatto l’amore con una donna tu ora non ti sentiresti un po’ impacciato?”.&lt;br /&gt;“No, sono assolutamente certo di avere i mezzi necessari per farti godere più di qualsiasi femmina al mondo.”&lt;br /&gt;“A sì? Questo cosa significa esattamente: che gli uomini, a tuo parere, sono più bravi a letto o che io dovrei ostentare più qualità di qualsiasi altro uomo al mondo?”.&lt;br /&gt;“Ma che cosa stai dicendo? Io non ci capisco più niente!”. Booth era confuso.&lt;br /&gt;Il primo bisticcio puerile dopo tanto tempo. Avrebbe dovuto esserne felice. Ma continuava a sentirsi minacciato da quell’argomento.&lt;br /&gt;“Quello che intendo dire è che forse, proprio perché ‘uomo’, lui ha le potenzialità fisiche per farti provare maggior piacere.”&lt;br /&gt;“Perché ti sei messa in testa questa cosa? Tu sei assolutamente all’altezza di darmi tutto il piacere di cui ho bisogno.”&lt;br /&gt;“Non girarci intorno, devi dirmelo!”&lt;br /&gt;“Bones, smetti di fare la bambina. Stai per diventare madre, non comportarti da immatura.”&lt;br /&gt;“E tu non tergiversare”. Lei puntò l’indice contro la spalla nuda di lui. “Adesso mi dici chi ti ha fatto godere di più a letto: io o Ian?”.&lt;br /&gt;Spaventato da quella domanda, l’uomo, l’agente e il maschio alfa che c’erano in lui restarono letteralmente di sasso.&lt;br /&gt;A soccorrere Booth fu il trillo del telefono.&lt;br /&gt;“Ora non vorrai scappare, spero!”&lt;br /&gt;“È il lavoro, non sto scappando”. Con la mano destra aprì il telefonino. “Booth”, rispose. Temperance continuava a guardarlo con tutta l’aria di chi pensava ‘ti sbagli di grosso se pensi che finisca qui’.&lt;br /&gt;“Ho capito tutto, arrivo immediatamente.”&lt;br /&gt;“Non ti lascio andare finché…”&lt;br /&gt;“Bones, è importante. Il capitano vuole parlarmi.”&lt;br /&gt;“Stai andando al lavoro? Pensavo che oggi avresti disertato l’ufficio.”&lt;br /&gt;“Lo pensavo anch’io” ribatté infilandosi i pantaloni.&lt;br /&gt;“Prima di andartene devi rispondere alla mia domanda.”&lt;br /&gt;“Sei veramente…”. Si avvicinò a lei e l’abbracciò. “…una gran testarda.”&lt;br /&gt;Lei rispose all’abbraccio. “Il tuo capitano aspetterà a lungo se non rispondi…”&lt;br /&gt;“Ok te lo dico. Se Ian mi avesse fatto questa domanda, non avrei avuto esitazioni a dire che preferisco farlo con una donna. Con te in assoluto…”&lt;br /&gt;“Dunque?”&lt;br /&gt;“… perché lui ci avrebbe riso. Mentre per quanto ti riguarda è assolutamente importante che dica ‘si con te è più bello’ perché hai bisogno di sapere che il tuo uomo, nonostante tutto, è completamente uomo.”&lt;br /&gt;“E allora? Vieni al punto. Io o lui?”&lt;br /&gt;“Sono due sensazioni completamente differenti”, biascicò lui infilandosi il resto degli abiti a gran velocità.&lt;br /&gt;“Non penserai di cavartela con questa rispostaccia diplomatica, spero?”&lt;br /&gt;“No, non è una risposta diplomatica. Tu sei in assoluto la migliore tra tutte le donne con cui sono stato. Mentre Ian è l’unico uomo a cui abbia permesso di toccarmi. Quindi…”&lt;br /&gt;“Quindi…?” a quel punto l’agente era con un piede fuori dalla porta.&lt;br /&gt;“Accontentati di questo.”&lt;br /&gt;Sgattaiolò via per le scale sebbene lei continuasse a gridargli dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori non aveva ancora smesso di piovere. Booth continuava a ridacchiare riflettendo su come fosse riuscito a cavarsela senza rispondere davvero. Bones starà perdendo la testa, ne sono sicuro! Pensò. Non avrebbe mai potuto, nemmeno sotto tortura, ammettere che con Emmerich il piacere sessuale era stato qualcosa di impensabile! Paragonabile a niente. Ma da un certo punto di vista aveva ragione a non poterlo comparare. A letto con il profiler non c’era stato il vero Booth ma un uomo diverso, completamente diverso. Un uomo capace di rompere tutti gli schemi, di abbattere le barriere che aveva issato per anni. Stranamente, si era sentito a suo agio con lui fin dai primi istanti. Il desiderio che Ian aveva di possederlo sembrava così genuino e dolce. E quando lo aveva toccato proprio là, proprio nel punto dove nessun altro si era permesso prima (persino con le donne si era mostrato restio a quel genere di confidenze), gli era sembrato così naturale. Emmerich, tra il serio e il faceto, aveva più volte rimarcato la voglia di farlo suo. Per Booth, etero dalla testa ai piedi e anche oltre, era talmente fuori discussione da apparire ridicolo! Invece era accaduto l’impossibile.&lt;br /&gt;Booth ricordava il dolore lancinante. Ma la costanza di Ian, d’interrompere e poi riprovare, senza mai calcare la mano e usando tutto il tatto possibile, avevano reso l’unione più di una concreta possibilità, permettendogli di scoprire un nuovo modo di definire il termine ‘insieme’. E l’intesa era sbocciata di conseguenza. Quei ricordi avrebbero dovuto spaventarlo a morte, invece provava una sorta di tenerezza assoluta, come quando si avverte un odore del passato. Conservava immagini poco nitide di quei momenti d’intimità, come se si fosse trattato di un film d’epoca. Poco chiare ma di rara bellezza. &lt;i&gt;Forse Ian prova quello che sto provando io tutte le volte che ripensa alla nostra ultima notte.&lt;/i&gt; Strinse i pugni. &lt;i&gt;Ma se sei uno spietato killer di madri di famiglia e stavi con me nonostante tutto...&lt;/i&gt; Doveva sforzarsi di non considerare nemmeno quell’ipotesi. Per adesso preferiva seguire il consiglio di Sweets.&lt;i&gt; Non pensare a Ian l’assassino, pensa a lui come alla persona che ti ha fatto innamorare&lt;/i&gt;, così gli aveva consigliato durante la loro prima seduta. Tra una riflessione e l’altra giunse davanti all’ufficio del capitano. La porta era aperta. Bussò per palesare la sua presenza.&lt;br /&gt;“Eccomi qua”, disse incrociando lo sguardo del suo superiore&lt;br /&gt;“Cerca di restarne fuori, Booth. Oppure ti faccio pentire di essere nato.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2195753060240427714?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2195753060240427714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2195753060240427714' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2195753060240427714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2195753060240427714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/07/ogni-singolo-respiro-capitolo-9.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 9'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SmdolMyyMsI/AAAAAAAAAfI/IuiGGe12L4E/s72-c/boo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-5965799596522663460</id><published>2009-07-03T09:45:00.000-07:00</published><updated>2009-07-03T10:20:21.072-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, capitolo 14</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sk44NwLeSPI/AAAAAAAAAfA/yc8WTyrukrQ/s1600-h/border.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 217px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sk44NwLeSPI/AAAAAAAAAfA/yc8WTyrukrQ/s400/border.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354278815912577266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concerto di Primavera era l’evento mondano per eccellenza a New York almeno per quanto concerneva la musica classica.&lt;br /&gt;William ci mise tutto se stesso per apparire decente. Il giorno prima andò a far visita al suo coiffeur di fiducia. Ben Logan lavorava in un vero e proprio centro benessere. Si conoscevano da quando entrambi studenti alla Columbia si spuntavano i capelli a vicenda. Per l’uno rimase un poco costruttivo hobby, per l’altro divenne una professione. L’accompagnò Stacy, che poteva finalmente usufruire d’un giorno di riposo.&lt;br /&gt;“Come va con Victim? Continuate a menarvelo a chilometri di distanza?”&lt;br /&gt;William rispose sorridendo estasiato. “Se lui fosse vero Stacy, credimi, sarebbe il mio uomo ideale!”&lt;br /&gt;“Ma lui è vero” rispose fermandosi di colpo. Spingeva il passeggino attraversando una Park Avenue scoppiettante di persone e di colori. In primavera New York tornava quella di sempre. Gente di fretta verso i posti di lavoro, turisti, barboni e venditori ambulanti. Tutto come qualche anno prima; come se l’attacco alle torri fosse parte di una leggenda metropolitana.&lt;br /&gt;“Lui esiste, Will, che tu ci creda o no qualcuno dall’altra parte, c’è!”&lt;br /&gt;“Non vuole farsi vedere, non mi chiede il numero di telefono, né un appuntamento.”&lt;br /&gt;“Timidezza.”&lt;br /&gt;“Timidezza? I timidi sono brutti. È brutto.”&lt;br /&gt;“Heath è timido. E lui non è brutto.” Il cuore di William per un attimo si arrestò. Stacy aveva nominato l’innominabile.&lt;br /&gt;“Scusami, non avrei dovuto tirarlo in ballo con tanta leggerezza.”&lt;br /&gt;“Non fa niente” ma era diventato triste e mentre lo diceva i suoi occhi tornarono a luccicare come quattro mesi prima.&lt;br /&gt;“A volte mi manca un casino. E ringrazio Dio del fatto che non dormissimo sempre insieme.”&lt;br /&gt;“Puoi avere tutti gli uomini che vuoi, perché pensare a quella checca schifosa?”&lt;br /&gt;“Poi mi chiedo: è felice ora? Con il suo nuovo ragazzo. Oppure: che starò facendo? Avrà mangiato in uno di quei postacci tipo Sbarro?” prese un fazzolettino dalla tasca e si asciugò l’unico occhio bagnato.&lt;br /&gt;“È un pezzo di merda, non merita le tue lacrime.”&lt;br /&gt;“Lo so, ma il mio cuore non ne è ancora convinto. E poi l’ho trattato male. Avremmo dovuto lasciarci più civilmente mentre, per colpa mia, è finita tipo tragedia greca.”&lt;br /&gt;Ripresero a camminare speditamente, Vanilla aveva iniziato a rumoreggiare in direzione del biberon pieno d’acqua.&lt;br /&gt;Giunsero di fronte al centro benessere.&lt;br /&gt;“Io mi faccio un giro. Quando hai finito mi telefoni.”&lt;br /&gt;“Ok” rispose cercando di tornare sereno. L’attendeva un evento mondano al quale si stava preparando da settimane, gli restava solo di curare il look e poi tutto sarebbe stato perfetto.&lt;br /&gt;L’ex compagno di scuola lo accolse abbracciandolo. “Will, sei in forma come non mai, che ci fai qui?”&lt;br /&gt;“Guardami meglio: non vedi che colorito spento che ho? E i capelli? Lunghi così sono ingovernabili!”&lt;br /&gt;“Il riccio su di te sta benone. Conosco uomini che si farebbero prendere a calci i gioielli pur di avere capelli come questi.”&lt;br /&gt;“Patetici pelati” rispose sarcastico.&lt;br /&gt;“Lascia fare a me. Per quanto riguarda la pulizia del viso se ne occuperà Gabriel” una ragazza dalle chiare origini ispaniche sorridendo fece accomodare William nel suo cubicolo. Indicò la poltrona dove sdraiarsi.&lt;br /&gt;Il trattamento durò un ora circa dopo di ché fu invitato a fare un lampada sebbene il parere contrario di Ben. A lui il colorito pallido sembrava addirittura sexy! Una volta che fu il suo turno si diede da fare spettinandolo e andando a togliere solo le doppie punte. Quando Stacy lo vide rimase ad occhi sbarrati.&lt;br /&gt;“Mio Dio, oh mio Dio, sei uno schianto! Dimmi quanto costa, devo assolutamente fare quello che hai fatto tu!”&lt;br /&gt;“Non saranno troppo lunghi i capelli?”&lt;br /&gt;“Sono favolosi. Sei favoloso!” camminarono per diversi isolati fino all’ora di pranzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il biglietto del concerto attendava da tre settimane oramai. Era celato dietro un portaritratti raffigurante suo padre e sua madre il giorno delle nozze. Quella foto era stata scattata il diciassette maggio del millenovecentosessantasei. Liam era affezionato a quell’effige. Ogni volta che li guardava, così giovani e autenticamente innamorati, il suo cuore si scaldava.&lt;br /&gt;Voleva William McCarthy, conoscerlo quanto meno. Sapeva che aveva un ragazzo, sapeva che si era preso una pausa a causa di un infortunio. Erano mesi che ci pensava, da quella maledetta sera della cena di beneficenza. Aveva perso Jake, ma aveva conosciuto William. Se fosse un segno del destino non lo sapeva, l’unica cosa di cui era certo che avrebbe fatto l’impossibile per avvicinarsi a lui. Magari solo per fargli i complimenti del caso. Sospirò. Mancavano oltre tre ore. Poteva anticipare. Magari avrebbe trovato il modo per assistere alle prove pagando una lauta mancia. Ci pensò. Decise che tanto valeva tentare.&lt;br /&gt;Si fece una bella doccia, la barba. Curò molto il look scegliendo una camicia bianca a righe blu e un vestito di &lt;i&gt;Yves Saint Laurent &lt;/i&gt; che aveva comprato a Parigi un anno prima. Gli stava un incanto soprattutto ora che aveva perso qualche chilo. Era con un piede fuori alla porta quando Jake gli si parò davanti.&lt;br /&gt;“WOW, ripeto: MEGAWOW! Dove te ne vai tutto in ghingheri?”&lt;br /&gt;“Jake... che ci fai qui?”&lt;br /&gt;“Scusa se non ti ho avvisato ma Heath sta lavorando per uno spot. Ne avrà per molto così pensavo che avremmo potuto stare insieme stasera...”&lt;br /&gt;“Non posso.”&lt;br /&gt;“Mi mandi via?” fece il broncio. Un broncio irresistibile. La razionalità di Liam fece i salti mortali per tenere a bada tutti gli ormoni che impazzirono e impazzarono. Il testosterone superò i livelli di guardia. Stava soccombendo. Alla faccia dei buoni propositi. &lt;i&gt;Sbatte le ciglia e io cedo come un pupazzo!&lt;/i&gt;“Solo un’ora. Non di più. Non voglio arrivare tardi.”&lt;br /&gt;“Mi basta.” Entrarono. Jake lo abbracciò. Nel giro di due secondi le labbra si trovarono.&lt;br /&gt;“Amore...” ansimò l’ospite inatteso.&lt;br /&gt;“Jake... Cristo” la mano del ginecologo si aggrappò all’erezione.&lt;br /&gt;“Quanto ben di Dio” enunciò sorridendo.&lt;br /&gt;Si allontanarono dal corridoio allacciati per poi arrivare al divano, teatro negli ultimi tempi dei loro, sempre meno casti, approcci sessuali. Jake non sapeva quello che voleva da Liam ma il suo corpo sì. E non voleva smettere di baciarlo, non voleva smettere di vivere quel momento, di goderselo appieno. Come sempre se ne sarebbe fregato dei sensi di colpa, come quando tradiva Liam, come ora che faceva lo stesso a Heath.&lt;br /&gt;Una volta fatto sedere sul sofà, Jake liberò la turgidità che da qualche minuto coccolava.&lt;br /&gt;Fece scivolare i pantaloni fino ai polpacci. Si chinò per baciare la pancia. Baci brevi alternati a più lunghi, a succhiate vigorose.&lt;br /&gt;“Doccia troppo recente. Mi piace quando sei un po’ sudato, il tuo sapore è più autentico” rivelò prima di spostare la bocca sul pube.&lt;br /&gt;“Oddio” ansimò Liam mentre la punta del suo sesso lambiva le labbra carnose.&lt;br /&gt;Fu uno dei pompini più brevi della loro storia. In una manciata di minuti gli riempì la bocca di caldo liquido.&lt;br /&gt;“Forse avrei dovuto metterci meno ardore” confidò Jake pulendosi le labbra con le dita.&lt;br /&gt;“No, è stato perfetto. Anche perché come sai non ho molto tempo.”&lt;br /&gt;“Ma che concerto è? Non mi dirai che è musica classica! A te non è mai piaciuta la musica classica!”&lt;br /&gt;“Si cambia, piccolo.” Si allacciò i pantaloni. Per tutta risposta Jake iniziò a togliersi i suoi.&lt;br /&gt;“Jake...”&lt;br /&gt;“Questa volta non mi basta solo dare, baby” gli fu addosso. Non passò molto tempo che l’eccitazione di Liam tornasse a far defluire il sangue verso sud.&lt;br /&gt;Lo scopò a lungo. Con veemenza. Con passione. Gli ricordò che l’amava. Che gli mancava. L’altro confermò che lo amava pure lui, specificando però che amava anche Heath e con lui era tutto fantastico.&lt;br /&gt;Per un paio d’ore almeno Liam non pensò a niente oltre a dare piacere a Jake, a farlo gemere di quel piacere, a goderne a suo volta. Il suo corpo, la sua anima, le sue ciglia umide, le sue grida estatiche. Che bello sentire di nuovo la sua casa riempirsi di quella gioia! E tornare a sentirlo fremere attorno al suo corpo.&lt;br /&gt;Entrambi persero il numero degli orgasmi raggiunti. Non era il loro record ma, dopo quattro mesi di astinenza colmata solo da baci e sublimazioni varie, c’era da aspettarselo un ritorno di fiamma del genere.&lt;br /&gt;Mentre si leccavano a vicenda i reciprochi umori simili a felini, Liam fu scosso da un ricordo: “Mio Dio Jake, il concerto. Cazzo!” si ricordò all’improvviso che quella sera doveva fare qualcosa che non fosse propriamente sesso selvaggio con il suo ex! Jake si voltò dall’altra parte insonnolito. Nel giro di mezz’ora, Liam Spancer era di fronte al Metropolitan Opera.&lt;br /&gt;Un valletto lo bloccò: “Mi dispiace, l’ultima pausa è finita cinque minuti fa, non si può entrare durante il concerto.”&lt;br /&gt;“La prego...”&lt;br /&gt;“Sono davvero spiacente,” il ragazzo con un buffo cappello rosso, era irremovibile. Il ritardatario provò a corromperlo con una generosa mancia. Alla fine il giovane si sbloccò.&lt;br /&gt;“Se vuole seguire i minuti che restano passi dal retro. Ma non da qui. Non voglio guai.” Intascò i soldi e indicò come imbucarsi.&lt;br /&gt;Liam superò una serie di barriere prima di riuscire a sentire la musica. Più avanzava più la sentiva vicina. Finchè non divenne un frastuono di violini e clarinetti vari. Dedusse che la soffiata del valletto era giusta. Non aveva buttato cinquecento dollari! Scostò un sipario pesante e riuscì a scorgere l’intera orchestra. Allungò il collo per arrivare a guardare anche il resto. Il motivo per il quale era là, in mezzo alla polvere, al baccano. Con il cuore in gola lo trovò. Il direttore d’orchestra più bello e più carismatico che si potesse trovare sulla faccia della terra. I suoi occhi brillarono. “Will...” sussurrò in preda ad un’emozione violenta. La parentesi di poco prima con Jake sembrava così prosaica al confronto di quello che provava in quel momento. E per un attimo si sentì bene, bene come da un po’ di tempo si sentiva solo con... &lt;i&gt;hot spot 69.&lt;/i&gt; C’era davvero un filo invisibile che legava quei due. Il concertista biondo, elegante e bellissimo, l’esibizionista dal corpo asciutto e scultoreo. Non sapeva che fossero la stessa persona ma c’era qualcosa di chimico, di alchemico, di poco razionale che gli suggeriva qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William fu brillante. Dopo tutto gli era mancato il palco, la musica, il brivido del concerto! Felice come non mai si ritrovò nel suo camerino circondato dai fiori. Si rilassò su divanetto tra un cesto colmo di rose e uno mazzetto di camelie. Ripensò al concerto: non aveva sbagliato nulla nonostante la paura. Era stato una specie di debutto. Poi, verso la fine era successo qualcosa che non aveva compreso. Di nuovo la sensazione che ‘Angel’ fosse vicino. Era un mondo onirico che si faceva carne e sangue o il suo inconscio si sforzava di percepire la misteriosa presenza per stare meglio? Cercò di non pensarci. Bussarono alla porta. Un valletto fece capolino con la testa.&lt;br /&gt;“Ci sono visite per le Signor McCarthy.”&lt;br /&gt;Si riassestò un attimo prima di dire: “Ma certo.”&lt;br /&gt;Erika e Stacy lo abbracciarono con calore. Prima la donna di colore poi quella più paffuta.&lt;br /&gt;“Ragazze, non fatemi montare la testa! Ho fatto solo il mio sporco dovere.”&lt;br /&gt;“Pure alla grande, direi!” Concluse Stacy genuflessa su di lui. Aveva lasciato Vanilla ad un nuovo amico gay. Qualcuno che, mai e poi mai avrebbe sostituito Heath nel suo cuore ma tanto valeva darci un taglio e andare avanti.&lt;br /&gt;“La mia piccolina è in buone mani?”&lt;br /&gt;“Brent se la starà spupazzando alla grande anche se è probabile che a quest’ora sia crollata.” Tutti e tre uscirono per recarsi a cena. Era una bella serata di maggio. L’inverno era passato ormai. William pensò se anche la cattiva stagione del suo cuore prima o poi avrebbe cessato i tuoni e i fulmini. Voleva che il calore estivo tornasse a scaldargli il cuore come un tempo. Heath non c’era più. L’uomo con cui chattava sembrava provenire da un mondo immaginario. &lt;i&gt;Pazienza, se non altro ho smesso di bazzicare saune e postacci di quella risma. &lt;/i&gt; Considerò sentendosi saggio.&lt;br /&gt;Mentre camminava verso l’auto assieme alla due amiche, una voce calda e maschile lo fece voltare.&lt;br /&gt;“William!” Aveva gridato la voce. Subito dopo una sagoma da lontano. E un’altra voce, questa volta minacciosa.&lt;br /&gt;“Finalmente ti ho beccato, ora ti faccio vedere io!” diceva.&lt;br /&gt;Liam cercò di dibattersi. Ma il bodyguard era nervoso e propenso alla lotta. L’aveva trovato dietro il palco e redarguito con insulti e male parole. Liam era riuscito a svignarsela sperando di recuperare il suo idolo in tempo per quando avrebbe lasciato i camerini. Aveva atteso in disparte davanti all’uscita principale ma niente, il suo William non era con gli altri artisti. Verso mezzanotte finalmente l’aveva trovato. Ma la guardia del corpo voleva guastargli la festa assicurandogli una lezione che gli facesse passare la voglia per sempre di intrufolarsi!&lt;br /&gt;William non capiva. Anche le due donne erano interdette. Gli uomini, a una decina di metri da loro, se le davano di santa ragione.&lt;br /&gt;“Però, sempre sexy vedere maschi tutto testosterone che se le danno” disse Erika. L’altra non commentò. William era turbato. Di nuovo la presenza di Angel. Ma questa volta era talmente vicino da forviarlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sto diventando davvero pazzo? Eppure è una vita che non mi drogo! Angel, io ti sento... sento che sei qui.&lt;/i&gt;Mai prima di allora, se si escludeva la festa nella quale l’aveva ‘incontrato’ la prima volta, l’aveva sentito così vicino.&lt;br /&gt;“Ragazze voi andate, vi raggiungo dopo.”&lt;br /&gt;“E vedi di non tornare da queste parti, capito?” bercio l’omaccione prima di assestare un altro calcio.&lt;br /&gt;Liam era conciato maluccio. Da una narice perdeva sangue, sentiva ogni osso anchilosato. E gli doleva anche la testa.&lt;br /&gt;“Tutto ok amico?” Liam fece sì con la testa . Si sollevò da terra pulendosi i pantaloni dalla polvere. Alzò lo sguardo e lo vide... era William. Il suo cuore cominciò a galoppare. Deglutì. Da quando non si sentiva così? Probabilmente da quando era ragazzino e si era trovato solo con un uomo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dio come è bello, da vicino lo è ancora di più... non sembra nemmeno umano. &lt;/i&gt; Pensò vibrando.&lt;br /&gt;Anche William dovette fare i conti con tutta una serie di emozioni sconvolgenti. Quell’estraneo era letteralmente l’uomo più sexy che avesse mai visto in tutta la sua vita. Entrambi i ritmi cardiaci erano degni di una corsa in ospedale per tachicardia. Si guardarono a lungo. Tanto, per minuti che trascorsero lentamente.&lt;br /&gt;Finalmente il silenzio si ruppe.&lt;br /&gt;“Perché quell’uomo ti ha malmenato?”&lt;br /&gt;“Ehm... ho fatto tardi. E così ho pensato bene di infilarmi attraverso le quinte.”&lt;br /&gt;“Ti sei imbucato e avevi il biglietto?” che tipo buffo, considerò. Accennò un sorriso. Liam si chiese se non fosse il caso di presentarsi.&lt;br /&gt;“Liam Spancer” e porse la grande mano.&lt;br /&gt;“William...”&lt;br /&gt;“So come ti chiami. In verità sono qui per te” ammise timidamente. Abbassò lo sguardo.&lt;br /&gt;“Addirittura!” il direttore d’orchestra arrossì. Forse stava sognando. Un sogno che lo avrebbe di certo portato ad una polluzione notturna. Perché un uomo tanto sexy gli faceva la corte? &lt;i&gt;Certe cose succedono solo nei sogni erotici, Will. E poi è un estraneo, magari un pazzo sadico che vuole tagliarti le dita! &lt;/i&gt; Considerò. Dopo le ultime disavventure doveva cominciare a temere il peggio. Sempre.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mai abbassare la guardia.&lt;/i&gt;“Delle amiche mi attendono per cena.”&lt;br /&gt;“Vai pure. E scusa.”&lt;br /&gt;“Ma figurati. È stato un piacere, Liam giusto?”&lt;br /&gt;“Sì. Spero che ricapiti.”&lt;br /&gt;“Prendere dei cazzottoni in faccia?”&lt;br /&gt;“Vederti.” William rabbrividì. Era lui, ne era certo.&lt;br /&gt;“Grazie...”&lt;br /&gt;“A te...”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-5965799596522663460?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/5965799596522663460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=5965799596522663460' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/5965799596522663460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/5965799596522663460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/07/borderline-capitolo-14.html' title='Borderline, capitolo 14'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sk44NwLeSPI/AAAAAAAAAfA/yc8WTyrukrQ/s72-c/border.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8907196533715818608</id><published>2009-07-01T13:28:00.000-07:00</published><updated>2009-07-01T13:41:31.844-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omosessualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, capitolo 13</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkvJ8UzQiOI/AAAAAAAAAe4/4W-oymMZ4Ds/s1600-h/heatledgervan4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 317px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkvJ8UzQiOI/AAAAAAAAAe4/4W-oymMZ4Ds/s400/heatledgervan4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353594620273002722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;WARRING! NC17&lt;/b&gt; situazioni di violenza dettagliate. Erotismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jake passò a casa di Liam per prendere alcune sue cose. Non tutte però. Aveva deciso strategicamente di non liberare la sua parte nella stanza degli armadi. Voleva in un certo senso lasciare una traccia di sé, magari per chi sarebbe venuto dopo. Oppure voleva mantenere la possibilità di un ritorno? Aveva considerato che il suo ex fosse in ufficio. Lo trovò invece nella piccola stanza del computer. Nudo dalla cintola in giù e con il pene in mano. Se non fosse stato per il fatto che il loro rapporto fosse ancora sufficientemente vivo sarebbe stata una situazione decisamente imbarazzante.&lt;br /&gt;“Preferisco non farti vedere il mio viso. Che tu ci creda o no, sono una star” aveva scritto William.&lt;br /&gt;“Lo sapevo che eri una star” ironizzò, “fammi vedere tutto il resto” pretese senza mezzi termini Victim. Il biondino sistemò la telecamera verso il basso. La mise in funzione. Si sbottonò i pantaloni e si preparò per lo show. Era abbastanza esibizionista da sentirsi lusingato. I complimenti non tardarono ad arrivare.&lt;br /&gt;“Sei uno schianto, che altro dire...” la salivazione di Liam si era azzerata. Quegli addominali scolpiti apparivano nitidi nonostante il collegamento non fosse dei migliori. La leggera peluria bionda sormontava i genitali. Un pene eretto e ben tornito troneggiava sotto la lanugine. Stava letteralmente sbavando di fronte ad Hot spot 69. Non fu più in grado di trattenersi. Dopo tutto Jake, il suo compagno da una vita, stava prendendo casa con un altro, perché diavolo avrebbe dovuto trattenersi? Si prese il sesso in mano. Ci giocò un po’ prima di iniziare a pompare sul serio. Dall’altra parte dello schermo appariva una scena simile. Poco dopo apparve Jake.&lt;br /&gt;“Buona idea, molto meglio di lavorare” commentò sogghignando. Liam smise svogliatamente di fare quello che stava facendo. Scrisse: “Perdonami, devo staccare.”&lt;br /&gt;Deluso dall’altra parte dello schermo Will sbuffò. Era eccitato, terribilmente eccitato, il suo &lt;i&gt;angelo&lt;/i&gt; volava via. Pazienza. Lo avrebbe ribeccato presto. Per la prima volta dopo dell’uscita di scena di Heath si sentiva... se non propriamente felice, rasserenato. La fame giunse improvvisamente. Decise che piatti pronti nel surgelatore potevano aspettare. E il vampiro che era in lui rischiare il contatto con il fulgido sole. Chiamò &lt;i&gt;Bella napoli&lt;/i&gt; e pretese un tavolino sebbene l’orario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jake stava uscendo di scena, ma lo stava facendo con eleganza. Anche se qualcuno avrebbe potuto definirla furbizia. Appena riusciva a trovare un momento libero, tornava da Liam. La scusa era sempre la stessa: aveva dimenticato il passaporto. La canna da pesca (quando mai aveva pescato?) un Cd dei Verve. Qualsiasi cosa andava bene. Se il padrone di casa non c’era lo spettava seduto sulla sua poltrona preferita oppure faceva quattro passi sul tapirouland. Non infilava mai il naso nel p.c. che sapeva spento e protetto da password. Quasi di certo l’aveva cambiata per proteggere la sua privacy.&lt;br /&gt;Sorprenderlo durante la masturbazione l’aveva lasciato a dir poco basito. Non era assolutamente da lui. Eppure era successo. Ci avevano scherzato un po’ sopra. Poi non se n’era più parlato. Quando erano insieme e non scherzavano e non parlavano, restavano abbracciati in silenzio. Spesso al buio. A volte Jake perdeva qualche lacrima. Liam la raccoglieva e se la portava in bocca.&lt;br /&gt;“Ho una voglia di farti l’amore che non ti dico... ” confidò il più anziando durante un convivio del genere. Erano talmente stretti che non si capiva dove finisse il corpo dell’uno ed iniziasse quello dell’altro.&lt;br /&gt;“Non è per questo che sono qui, lo sai... ”&lt;br /&gt;“Già... vorrei tanto capire perché allora sei qui.”&lt;br /&gt;“Sei il mio amore, Liam. Sei mio padre, mio fratello, mio figlio persino! Da quando ho memoria tu fai parte della mia vita. Sei essenza di me. Come potrei rinunciare a me?”&lt;br /&gt;“Allora resta. Facciamolo fino all’alba. Come i primi tempi. Ricordi?” Jake sorrise nell’oscurità.&lt;br /&gt;“I primi tempi erano eccezionali. Però eri anche molto più giovane. E ti divertiva insegnarmi.” Liam sorrise placido. Le immagini che passarono nella sua mente erano di pura gioia. Nonostante fossero incredibilmente erotiche (il culetto acerbo di Jake lo tormentava ancora nei sogni) serbavano piuttosto un amore, una devozione, un miracolo. La loro storia era un miracolo. Dopo tutto erano gli stessi. Se socchiudeva gli occhi tornava a vedere il professore e l’allievo intenti nelle loro peripezie sessuali. Jake era ancora bellissimo.&lt;br /&gt;“Vado, ho promesso a Heath che mi sarei occupato della tinteggiatura dell’appartamento.”&lt;br /&gt;“Tu dipingi?” Liam era stupito.&lt;br /&gt;“Se trovo il tempo, sì.”&lt;br /&gt;“Non pensi che prima o poi il tuo nuovo boyfriend troverà da ridire su queste visite quotidiane a tuo ex?”&lt;br /&gt;“Spero di no” sgusciò dall’abbraccio sorridendo. Si risistemò l’erezione. Era dolorosa e piacevole allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Si salutarono dopo un lungo bacio. Un lungo bacio con lingua e saliva. Un lungo bacio per niente casto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da circa un mese e mezzo William non vedeva né Heath né uno spartito. Sentiva ogni giorno Stacy. Spesso s’incontravano nei loro bar preferiti oppure pranzavano da Mcdonad’s. I soli rapporti che aveva con il suo lavoro erano legati alle telefonate con Erika e le fugaci apparizioni nel blog a lui dedicato dove assicurava il suo ritorno alla grande durante il concerto di primavera. La scusa ufficiale per questa uscita di scena era stata la tendinite. La più gettonata quando lo strumento di lavoro sono le mani.&lt;br /&gt;Di notte continuava a frequentare, non tutte le sere, non sempre arrivando al dunque, i retrobottega dei porno shop o i cessi delle gay disco. Ma da quando nella sua vita era entrato Angel, o meglio Victim for love, la sua era una ricerca. In quei luoghi cercava di corroborare l’immagine che lui si ostentava a nascondere. Il suo Angel non aveva acquistato nessuna cam. Invece lui continuava a dar sfoggio del suo bellissimo corpo, ma non del viso. Quello non l’avrebbe mostrato mai. Dopo tutto era davvero un personaggio pubblico. Cosa sarebbe successo se qualcuno avesse fatto impunemente circolare le immagini di lui intendo a titillarsi il suo punto speciale con quello o quell’altro oggetto del piacere?&lt;br /&gt;Più il rapporto virtuale si faceva audace meno sentiva l’esigenza di rimorchiare altri uomini. Certo, quelle sere in cui la lucina che segnalava la presenza di Angel non si accendeva, William era per forza di cose costretto ad uscire per andare a caccia. Come un vampiro che si nutre di sangue per sopravvivere, la sua linfa vitale era nei testicoli di nerboruti sconosciuti.&lt;br /&gt;La sera che Liam e Jake tornarono ad avere un approccio sessuale, niente di particolarmente spinto, un bacio troppo appassionato, un vigoroso strusciamento dei sessi attraverso i tessuti, Will uscì per trovare il suo Angel sotto le mutande di questo o quell’altro.&lt;br /&gt;Quella sera scelse una sauna che gli piaceva particolarmente da giovane. Non ricordava neppure di avere ancora la tessera. L’uomo dalla chiare origini asiatiche lo esortò a rinnovarla.&lt;br /&gt;“Mi deve scusare, non vengo qui dal millenovecentonovantatre!”&lt;br /&gt;L’altro sorrise. Probabilmente non parlava troppo correttamente la sua lingua. Fu fatto passare attraverso un asta di metallo simile a quella della metro. Non ricordava che ci fosse niente del genere quindici anni prima. Il corridoio divideva sei cabine. I fumi della sauna uscivano da sotto la porta di vetri fumé. Nonostante fossero offuscati si intuiva cosa stesse succedendo. Lo si intuiva soprattutto dal sonoro. I gemiti di piacere erano uno stuzzicante benvenuto per Will.&lt;br /&gt;Entrò nello spogliatoio, una volta nudo come un verme si diresse nella quarta stanza sulla sinistra. Era dannatamente caldo. Bagnò con dell’acqua il marmo sperando che oltre al fumo generasse un po’ di refrigerio. Si domandò se sarebbe stato in grado di scopare malgrado i settanta gradi! &lt;i&gt;Quando ero giovane non me li ponevo tutti questi problemi,&lt;/i&gt; rifletté.&lt;br /&gt;Dopo una decina di minuti ricevette una visita. Era un giovane uomo, addirittura belloccio e piuttosto in forma. Nonostante l’incipiente calvizie e i troppi tatuaggi Will decise che si trattava di un tipo attraente. Non si dissero niente per cinque minuti buoni. Poi lo sconosciuto cominciò a masturbarsi. Questo diede il via anche a William. Era come in cam con la differenza che, volendo, si potevano toccare. Ma non tutti si toccavano. Per molti quella di guardare e basta era la regola. Dopo tutto lo spauracchio AIDS non era di certo finito con le cure. Will sperava di non dover fare la prima mossa. Ma l’altro continuava a guardare e basta. &lt;i&gt;Ci vorrà un incentivo. &lt;/i&gt; Pensò. Si alzò in piedi dando le spalle all’uomo. Si piegò a novanta gradi. Con le mani si divaricò un poco le natiche. Ondeggiò il bacino in una danza altamente erotica.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Prendimi, prendimi, prendimi Angel.&lt;/i&gt; Pensò. Poi, senza preavviso, un dolore lancinante alla testa. L’uomo lo prese per il collo e lo sbatté con veemenza sul muro. Per qualche attimo William perse conoscenza. Quando si svegliò l’altro lo stava scopando di santa ragione. Ma la cosa strana era che non provava niente. Era come se non fosse lì ma a casa sua, magari dormendo. Poi lentamente le cose presero forma.&lt;br /&gt;“Finocchio, bastardo, rotto in culo. Ti piace la mia banana nel culo?” e via di questo andazzo. Con la guancia premuta alla parete Will cercò di ricostruire i fatti. Perché sentiva tanto dolore alla testa? Perché quel tizio continuava ad insultarlo? Una volta che fu uscito da lui, William, stordito, cadde riverso sulla panca. Non era venuto. Niente del genere. Sperò che l’uomo se ne andasse anche per riperdersi un po’ da quello che era accaduto. Purtroppo la disgraziata serata era solo all’inizio.&lt;br /&gt;“Sei stato bravo, ora seguimi” impose con tono sicuro.&lt;br /&gt;“Puoi dirmi almeno come ti chiami?”&lt;br /&gt;“Billy”&lt;br /&gt;“E dove vorresti portarmi Billy?”&lt;br /&gt;“Non fare domande, puttana. Recupera i tuoi straccetti, ti aspetto fuori.”&lt;br /&gt;La mattina dopo William sentiva dolori lancinanti dappertutto. Si era cacciato proprio in un bel guaio. Billy lo aveva trascinato di forza in un appartamento a pochi isolati dalla sauna. Ad attenderli tre amici. I quattro si erano divertiti ad abusare di lui fino all’alba non limitandosi ad infilare il loro sesso con veemenza in ogni suo orifizio. Fortunatamente con un l’ausilio del profilattico. Lo avevano coperto di insulti, sputi, calci, spinte, botte insomma. Senza arrivare a nuocere nel vero senso della parola. Ma qualche livido c’era e se non fosse bastata di per sé la ginnastica sessuale eccessiva a far dolere i suoi muscoli, le percosse subite facevano la loro parte. Una volta tornato nell’attico si liberò dei vestiti. Puzzavano incredibilmente. Sospirò guardandosi allo specchio. Aveva le braccia coperte di ecchimosi. Sulla fronte troneggiava un livido, probabilmente la botta addosso al muro in sauna. Gli faceva male anche l’ano. Riempì la vasca fino all’orlo. Si fece un bagno lungo che lo fece addormentare. Una volta fuori si mise della crema cicatrizzante tra le gambe. Gli doleva ancora. &lt;i&gt;Ma in che guaio mi sono andato a cacciare?&lt;/i&gt; Si disse. &lt;i&gt;Fosse stata almeno un’esperienza sessuale interessante!&lt;/i&gt; Era talmente annichilito dalla paura che quegli uomini gli facessero del male vero, magari fino ad ucciderlo, che non si era goduto affatto l’improvvisata orgia.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Deve farla finita con questo schifo!&lt;/i&gt; Giurò a se stesso. Certo non sarebbe stato facile, era come smettere di drogarsi. Aveva sostituito l’amore di Heath con il sesso occasionale. Ora cosa gli restava? &lt;i&gt;Angel.&lt;/i&gt; Per fortuna lui c’era sempre. Almeno nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le labbra si erano trovate per caso. Come sempre. Il bacio da lento a pressante, violento. Uno scontro di denti e saliva. “Jake, devi andare.”&lt;br /&gt;“Lo so” di nuovo lingua, labbra, saliva. Erano aggrovigliati sul tappeto più costoso di tutta la casa di Liam. E non riuscivano a staccarsi nonostante entrambi avessero dei buoni motivi per farlo. Jake doveva uscire con Heath. Una cena per festeggiare il loro primo mese di convivenza. Liam temeva che se avesse lasciato passare le nove Hot spot non si sarebbe fatto vedere. Adorava quel dannato esibizionista. Da oltre un mese andava avanti quella storia. Ed era una delle storie d’amore migliori che avesse avuto, escludendo Jake ovviamente.&lt;br /&gt;“Se fai aspettare Heath addio romanticismo da anniversario.”&lt;br /&gt;“A te non sono mai piaciuto gli anniversari.”&lt;br /&gt;“Io sono un orso.” I baci rendevano il linguaggio difficoltoso. I bacini si scontrarono creando scintille.&lt;br /&gt;Rotolarono sul tappeto. Jake sormontò il suo ex. Lo guardò fisso negli occhi prima di tornare a cercare la bocca umida.&lt;br /&gt;“Basta così, Jake! Devi crescere! Non hai rotto con me per fare di me il tuo amante. O sbaglio?”&lt;br /&gt;“Non c’è niente di male. Sono solo cazzate.”&lt;br /&gt;“Non lo sono e poi, se ci pensi bene, non è giusto nei miei confronti.” Il ginecologo ne convenne. Andarsi a strusciare su di lui e poi saltare sulla prima metro per raggiungere il suo nuovo ragazzo e andare a cena fuori con lui era una vera puttanata.&lt;br /&gt;“Sono proprio immaturo, vero?”&lt;br /&gt;“Non che io ti abbia aiutato a non esserlo. Ti ho viziato talmente tanto quando eri piccolo.” Liam sorrise, ogni tanto lo trattava proprio come fosse suo figlio.&lt;br /&gt;“Padre incestuoso.”&lt;br /&gt;“Vai da mio genero. E fatti scopare fino a che non ti fa tanto male al culetto, ok?”&lt;br /&gt;“Non c’era bisogno che me lo dicessi, papà, avevamo in mente proprio questo” tornò a giocherellare con la sua lingua, “in verità scopiamo di continuo. Appena stacco dal lavoro mi salta addosso. Mi scopa di brutto.”&lt;br /&gt;“Mi somiglia proprio questo qui.”&lt;br /&gt;“Soprattutto sotto la cintola” sorridendo si tirò su. Era decisamente arrivata l’ora di lasciare il suo ex. Se ne andò attento a non sbattere la porta. Liam si precipitò al computer. Purtroppo di Hot spot nessuna traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cazzo Jake, ti aspetto da un ora!” Heath era innervosito dall’attesa e dalla fame.&lt;br /&gt;“Ti giuro che farò di tutto per essere più puntuale nei prossimi giorni, tesoro mio.”&lt;br /&gt;“Tra l’altro sei stato tu che hai insistito per festeggiare... ”&lt;br /&gt;“A te non fa piacere?”&lt;br /&gt;“Pizza e birra a casa nostra sarebbe andato benissimo.”&lt;br /&gt;“Il solito romanticone” ironizzò. La serata proseguì senza intoppi. Nonostante con Heath stesse davvero da Dio ogni tanto pensava a Liam e si suoi baci, tutto sommato doveva ammettere che era apposto così. Con Liam ci sarebbe stato sempre qualcosa. Essendo una colonna portante della sua vita non poteva finire così. Sarebbero continuati gli strusciamenti, i baci, probabilmente molto presto avrebbero di nuovo fatto l’amore. Ma per diritto costituzionale non per lussuria o per il gusto di cornificare Heath! E poi cosa ne sapeva di quello che Heath ne avrebbe pensato? Non era un tipo particolarmente geloso. Quando Jake gli aveva fatto sapere degli abbracci e dei baci a fior di labbra si era finto geloso e infastidito ma era lampante la sua comprensione. Non pretendeva che Liam uscisse di scena in un batter d’occhio. Era talmente innamorato del suo sensuale ginecologo che se anche per un periodo gli fosse costato dividerselo un po’ con il suo amante precedente era un prezzo che valeva la pena. Ne fu ancora più convinto dopo l’ennesimo orgasmo quella notte.&lt;br /&gt;“Devi farti assolutamente vedere, tu non sei normale!” enfatizzò Jake scosso dal fiatone,&lt;br /&gt;“Ho bisogno di fare tanto sesso per stare dietro alle esigenze del mio partner” ribatté prontamente.&lt;br /&gt;“Questo è vero” si mise le mani dietro la nuca, proseguì il dialogo pensieroso: “Povero William.”&lt;br /&gt;“Ora perché tiri fuori questa storia?”&lt;br /&gt;“Scusa ma... immagino come possa odiarmi. Gli ho rubato la sua macchina del sesso. Ora sarà in panne.”&lt;br /&gt;“E io ho fatto lo stesso con Liam, non mi sembra che mi odi, giusto?”&lt;br /&gt;“Tutt’altro. Ti ammira.”&lt;br /&gt;“Non lo capisco, voglio dire: so che è stato doloroso e tutto quanto ma la reazione di Will, cacciarmi di casa. Le botte e tutto il resto, quella è una reazione normale!”&lt;br /&gt;“Il concetto di normalità è sempre discutibile. Sono pieno di colleghi che vorrebbero ricordarmi la sacralità dell’ano come organo esclusivamente espulsivo, non il contrario.”&lt;br /&gt;“E poi si fanno chiamare dottori!”&lt;br /&gt;“Già...” Jake si andò ad appollaiare sotto l’ascella del compagno.&lt;br /&gt;“Perché non provi a chiamarlo? Sono passati due mesi quasi, forse si è ammansito.”&lt;br /&gt;“No, mi mancano le palle. Scusa.” Si scansò irrigidendosi. Si alzò e si diresse in bagno per le pulizie di rito.&lt;br /&gt;Jake ascoltò il rumore della doccia e si addormentò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8907196533715818608?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8907196533715818608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8907196533715818608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8907196533715818608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8907196533715818608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/07/borderline-capitolo.html' title='Borderline, capitolo 13'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkvJ8UzQiOI/AAAAAAAAAe4/4W-oymMZ4Ds/s72-c/heatledgervan4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6529022783450593092</id><published>2009-07-01T05:50:00.000-07:00</published><updated>2009-07-01T06:39:51.928-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 7</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SktnIffSP4I/AAAAAAAAAeo/zYMX7N0Z-Ww/s1600-h/seeley.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SktnIffSP4I/AAAAAAAAAeo/zYMX7N0Z-Ww/s400/seeley.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353485977649299330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;WARNING! NC 17&lt;/b&gt; per situazioni particolarmente violente e crude&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angela camminò sul posto per qualche minuto per poi andarsi a sedere accanto a Booth. Era distrutto.&lt;br /&gt;“Non so cosa dire... ” esalò lei, in un filo di voce.&lt;br /&gt;“Lo so... ”.&lt;br /&gt;“Mi dispiace.”&lt;br /&gt;“Ci ho provato. Ma tu conosci Bones: quando si mette in testa qualcosa... ma doveva dirmelo” con le mani si coprì la fronte e gli occhi piegando la testa verso le ginocchia.&lt;br /&gt;“Ultimamente non faceva che ripetere quanto sarebbe stato sbagliato parlarti di questa gravidanza. Mentre ora sono più che mai convinta del contrario.”&lt;br /&gt;“Voleva proteggermi. Per tutto quello che è successo con Ian. Sa quanto sto male e non voleva darmi altri pensieri. Dimenticando quanto per me l’aborto sia abominevole. Nessuno può arrogarsi il diritto di decidere per la vita di un figlio di Dio.”&lt;br /&gt;“Lo sai, io non la penso come te. Ma posso capire il tuo punto di vista.”&lt;br /&gt;Il dottor Holden interruppe la conversazione.&lt;br /&gt;“Il signor Booth?”&lt;br /&gt;“Sono io.”&lt;br /&gt;“La dottoressa Brennan le vorrebbe parlare.”&lt;br /&gt;“Ma sta bene, l’intervento è già finito?”&lt;br /&gt;“Mi segua”, rispose il medico.&lt;br /&gt;Temperance se ne stava accovacciata in posizione fetale guardando un punto indefinito nel vuoto.&lt;br /&gt;La trovò così: immersa nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;“Bones... ”.&lt;br /&gt;Appena udì la sua voce lei si alzò di scatto. Si mise seduta, un po’ rigida. Era seria. Prima di parlare chiese al compagno di sederle vicino. Booth prese posto al suo fianco.&lt;br /&gt;“Piccola, stai bene?”, le chiese, accarezzandole i capelli.&lt;br /&gt;“Non ce l’ho fatta, sei contento?”.&lt;br /&gt;Gli occhi dell’uomo si riempirono di gioia ed emozione.&lt;br /&gt;“È meraviglioso”, rispose, e l’abbracciò forte.&lt;br /&gt;Brennan appoggiò la testa sulla sua spalla. Chiuse gli occhi gustandosi l’odore maschile che si mischiava a quello asettico dell’ospedale.&lt;br /&gt;Decisamente più piacevole il primo, considerò.&lt;br /&gt;“Non mi chiedi perché ho cambiato idea?”. Si staccò per guardarlo fisso.&lt;br /&gt;“Lo hai fatto per me, perché credi ancora nel nostro amore.”&lt;br /&gt;“Sì, ci credo. E non sono sicura che mi farà bene crederci.”&lt;br /&gt;“Ma di certo la cosa sbagliata sarebbe stata sbarazzarti del nostro bambino”. Per rafforzare il pensiero appena espresso Booth le accarezzò il ventre ancora piatto. I suoi fianchi erano così stretti e la sua vita talmente piccola... sembrava incredibile ma presto da lei sarebbe nata una creatura di tre chili o più!&lt;br /&gt;“Booth...”. Lo guardò inquieta.&lt;br /&gt;“E non venirmi a dire che non è mio. So che lo è.”&lt;br /&gt;“E cosa ti darebbe questa certezza?”&lt;br /&gt;“È un lottatore come suo padre.”&lt;br /&gt; A quelle parole la donna sorrise commossa.&lt;br /&gt;“Portami via da qui”, chiese.&lt;br /&gt;“Non c’è cosa che desidero di più al mondo.”&lt;br /&gt;La prese letteralmente in braccio.&lt;br /&gt;“Comincio a sentirti più pesante, forse dovremmo metterci a dieta, che ne dici?”&lt;br /&gt;“Ma se sono persino dimagrita! Dai Booth, non fare lo sciocco. Mettimi giù”.&lt;br /&gt;Lui la fissò con amore. “Solo se mi giuri che questo è l’ultimo segreto tra di noi.”&lt;br /&gt;“Non sono io che ho una doppia vita.”&lt;br /&gt;“Ti consento di essere arrabbiata ancora per un po’, ma molto presto dovrà entrare dentro a quella testolina così piena di nozioni da scoppiare che ciò che è successo con Ian non è stato il frutto di un... ”&lt;br /&gt;“Lo so. Non parliamone più.”&lt;br /&gt;“Questa è la seconda cosa che desidero più al mondo.”&lt;br /&gt;Prima di riappoggiarla sul letto la fissò intensamente: “Anche se non sto ancora bene… anche se non sono il migliore uomo del mondo... anche se non sono intelligente come te, bello come te, anche se non ti merito nemmeno per... ”&lt;br /&gt;“Finiscila, tra l’altro non hai mai pensato di essere meno intelligente di me.”&lt;br /&gt;“Mi sono ricreduto. In ogni modo, quello che volevo dire è: anche se non sono alla tua altezza, vuoi sposarmi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel silenzio di una giornata come tante, il cielo era grigio ma striato di viola per via del tramonto.&lt;br /&gt;Un cielo che lui non poteva vedere.&lt;br /&gt;Ma se chiudeva gli occhi, se non altro, riusciva a sognarlo.&lt;br /&gt;E quando proprio non ce la faceva a sognare Booth e gli ultimi momenti con lui, i pensieri angosciosi tornavano ad assalirlo.&lt;br /&gt;Ma c’era il ricordo di un altro cielo, tanti anni prima, a consolarlo, a placare le sue ansie.&lt;br /&gt;Il piccolo Edward, per sfuggire alle angherie di Mandy, la donna che si sarebbe dovuta occupare di lui e di altri cinque minori, sgattaiolava nel punto più alto della collina. Si arrampicava in cima al roccione dietro casa.&lt;br /&gt;Tanti anni prima, il padre di Mandy aveva scavato degli scalini nel fianco della collina e costruito una piccola piattaforma alla sommità.&lt;br /&gt;Edward era l’unico dei bambini ad aver scovato quel posto. Lì poteva starsene seduto a contemplare la valle con i piedi penzolanti nel vuoto. Gli sembrava che le sue gambe potessero toccare il cielo. Spesso fantasticava di incominciare a camminare su di una linea che lo conducesse lontano, via da tutti i suoi guai.&lt;br /&gt;E pensare che in fondo a quella linea aveva trovato Seeley Booth!&lt;br /&gt;Fortunatamente, con il pensiero riusciva ancora a ricreare l’immagine dell’amato. Questo gli consentiva di sentirsi ancora vivo.&lt;br /&gt;Troppo presto le immagini belle vennero offuscate dalla realtà.&lt;br /&gt;“Eccoci qui, Emmerich. Sentivi nostalgia?”.&lt;br /&gt;I suoi carcerieri erano tornati. Molto probabilmente per torturarlo. Andava avanti da oltre un mese. Si chiamavano Scott e Mark. Tutte le volte che c’erano loro, per Ian le molestie erano assicurate.&lt;br /&gt;“Che volete? Andatevene via.” Si girò dalla parte del muro affondando il volto sul cuscino.&lt;br /&gt;“Così si parla a due amici? Volevamo solo divertici un po’ con te. Fare compagnia ad un frocio. Perché è quello che sei, vero?”&lt;br /&gt;Con la forza della disperazione Ian tentò di aggredire Mark.&lt;br /&gt;Prontamente Scott lo prese per un braccio e lo fece voltare di schiena. L’altro lo guardò pieno di disprezzo e cupidigia.&lt;br /&gt;“Che volevi fare, mettermi le tue manacce da frocio addosso?”. Gli sputò.&lt;br /&gt;“Che stronzo. E pensare che noi abbiamo una sorpresa per te”.&lt;br /&gt;Dalla tasca tirò fuori un minuscolo bastoncino di legno.&lt;br /&gt;Ian li guardò con disgusto. “Che volete fare? Andatevene vi prego.” Iniziò a tremare visibilmente.&lt;br /&gt;“Ma non mi dire... Grande e grosso come sei te la fai sotto per uno stecchino?”&lt;br /&gt;“Già, Scott, questi agenti dell’FBI sono proprio delle mammolette.”&lt;br /&gt;“Sì, però questo è anche uno schifoso assassino e noi gli faremo passare per sempre la voglia di disturbare le nostre donne, vero?”.&lt;br /&gt;“Da qui non uscirà più... ma anche se uscisse, certo si ricorderà di noi”.&lt;br /&gt;Risate odiose aleggiarono attorno a lui.&lt;br /&gt;Una lacrima silenziosa solcò la sua guancia mentre con lo stecchino i due iniziavano una lenta e inesorabile tortura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Booth, ti prego, sai come la penso... ”.&lt;br /&gt;“Lo so, sei contraria al matrimonio. Ma ti sei ricreduta sul fatto che i legami emozionali sono effimeri e inaffidabili, no?”.&lt;br /&gt;La donna sorrise beffardamente. “Non fare l’affabulatore con me. Ho bisogno di riflettere anche su questo.”&lt;br /&gt;Si guardarono negli occhi con complicità, poi furono interrotti dall’arrivo dell’infermiera.&lt;br /&gt;“La preanestesia è passata. Ora può anche tornare a casa”, comunicò con tono indifferente.&lt;br /&gt;“Prima vorrei parlare con l’anestesista.”&lt;br /&gt;“La dottoressa Jackson?”, chiese l’infermiera.&lt;br /&gt;“No, si tratta di un dottore. È un uomo.”&lt;br /&gt;L’infermiera sembrò costernata. “Le assicuro che questa mattina non è di turno nessun anestesista di sesso maschile in questo reparto.”&lt;br /&gt;“Si sbaglia, è stato un uomo a farmi la preanestesia: alto, rasato, sui quaranta”.&lt;br /&gt;“La descrizione che mi ha fornito non mi ricorda nessuno, mi dispiace.” Così dicendo, la donna afferrò un mazzo di cartelle e si accommiatò.&lt;br /&gt;“Non capisco”, sussurrò Brennan, inquieta.&lt;br /&gt;“Che sta succedendo, Bones?”&lt;br /&gt;“L’uomo che mi ha raccontato del bambino nato pre-termine, il bimbo che sarebbe morto di certo se non ci fosse stato l’incidente... ”&lt;br /&gt;“Perché è così importante per te?”&lt;br /&gt;“Perché se lui non mi avesse parlato in questo momento non sarei più incinta.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6529022783450593092?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6529022783450593092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6529022783450593092' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6529022783450593092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6529022783450593092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/07/ogni-singolo-respiro-capitolo-7.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 7'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SktnIffSP4I/AAAAAAAAAeo/zYMX7N0Z-Ww/s72-c/seeley.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-1434895477228089520</id><published>2009-06-24T04:54:00.000-07:00</published><updated>2009-06-24T14:25:31.169-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Borderline, capitolo 12</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkIV6wyY4QI/AAAAAAAAAdg/ldzR7vNFQKY/s1600-h/nuvolarossa15fo4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkIV6wyY4QI/AAAAAAAAAdg/ldzR7vNFQKY/s400/nuvolarossa15fo4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350863406542414082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William si sforzò di non rimettere. La tosse era diventata così forte da aver procurato dei conati talmente vigorosi da farlo lacrimare.&lt;br /&gt;Lo sconosciuto si chinò su di lui.“Tutto bene amico?” domandò in tono gutturale. Era alto, molto alto, e completamente rasato. Portava barba e baffi non del tutto neri e un collare di pelle attorno al collo con delle borchie appuntate sopra. I pantaloni erano calati. La punta del sesso ancora imperlata degli umori del piacere. Will, inginocchiato ai suoi piedi, fece sì con la testa. L’altro si limitò a vestirsi ed uscire dal separé. &lt;br /&gt;Da quando Heath l’aveva lasciato, frequentare quel genere di posti era divenuta una consuetudine. Non andava elargendo piacere sessuali per soddisfare se stesso, ne tanto meno gli altri. &lt;br /&gt;Voleva punirsi. &lt;br /&gt;Guardò l’uomo uscire senza salutarlo. Si pulì i rimasugli di sperma con un fazzoletto, il resto andò giù insieme alla saliva. Non gli era mai successo di tossire con Heath, con lui scivola dentro che è un piacere. Con lui tutto era un piacere. I suoi occhi tornarono a riempirsi di lacrime. Era solo, dopo quasi quattro anni d’amore e dedizione, il suo ragazzo lo aveva mollato. Per un altro, un ginecologo. Si soffiò il naso mentre le lacrime copiosamente tornarono a rigargli il viso. Valutò se vista l’ora tarda fosse più saggio tornarsene a casa o attendere che un altro estraneo venisse a pulirsi l’arnese con la sua bocca. Se almeno quell’attività gli avesse concesso una minima soddisfazione! Invece lo faceva sentire solamente più triste, più solo. Ma l’idea di tornare a casa, nella sua casa che era pure quella di Heath, lo faceva piombare nel precipizio. Da Stacy non poteva andare. Da quando aveva preso quel lavoro di babysitter era sempre fuori. Persino di notte doveva stare con i gemelli e, di certo, il padrone di casa non accoglieva favorevolmente gli estranei. Certo lei era stata molto vicina a lui in quella settimana. Gli aveva leccato le ferite amorevolmente come solo una grande amica può fare. &lt;br /&gt;Ma il dolore, quell’immenso mutilante dolore, doveva affrontarla da solo. In quel modo, forse, un giorno, ne sarebbe uscito. Un uomo sulla trentina entrò nel cubicolo. Senza presentazioni si spogliò. William notò i segni di una malattia virale. Ebbe un brivido. Ma cosa sto facendo? &lt;i&gt;Heath mi lascia e io mi infliggo tutto questo? &lt;/i&gt; Come rinsavito fuggì via da quel luogo di perdizione per tornare, nonostante tutto, nel luogo dei ricordi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sette giorni prima...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Amore di che parli, perché non dovremmo essere più insieme? A meno ché tu non ti sia stancato di me... ”&lt;br /&gt;Lo disse sorridendo. Era un’eventualità talmente remota... lo era davvero? Lo vide divenire serio, terribilmente serio.  &lt;br /&gt;“Dolcezza cosa vuoi dirmi?” gli andò vicino e gli accarezzò la mano. Heath si sforzò di non piangere. Di non crollare. Doveva guardarlo in faccia e annunciare che c’era un altro. Un ragazzo bellissimo in quel momento in volo per le Barbados con il suo compagno. Era o non era uno stolto a fare una tale rivelazione? &lt;br /&gt;“Ho conosciuto... cioè, lui è... è il ginecologo di Stacy. Quello che ha fatto nascere la bambina in metropolitana.”&lt;br /&gt;“È in che senso?” William sentì nel suo interno montare rabbia e paura. Terrore e sgomento. Era un incubo o stava accadendo davvero?&lt;br /&gt;“Abbiamo cominciato a frequentarci subito dopo la diretta televisiva e a provare qualcosa. Qualcosa di forte. Cioè, io... ” La voce si spezzò ma non si interruppe. Lo fissò negli occhi. “Non ho mai smesso di amarti, né di stare bene con te. Nonostante tutto la cosa è iniziata. E non posso farci niente.”&lt;br /&gt;William trattenne uno sbuffo di riso. Incredulo. Totalmente incapace di credere alle parole di Heath.&lt;br /&gt;“Naturalmente è uno scherzo? Tuo e di Stacy immagino, cosa c’è una telecamera nascosta? Poi metterete la mia faccia sbigottita su Youtube? Molto divertente, molto divertente davvero!”&lt;br /&gt;“Vorrei fosse così ma non è uno scherzo. È capitato. E adesso stiamo insieme.” La rivelazione era stata fatta. Il gelo non tardò ad arrivare, e più tardi il tornado. Un vero ciclone che squarciò tutto. William ripensò al bel ragazzo alla destra di Stacy quel giorno durante la trasmissione. Davvero un bel bocconcino. Era gay? Questo non gli era stato riferito, né da lei né dal suo ragazzo. Si mise le mani sulla testa. Un rantolio allo stomaco. Un sudare a freddo, una voglia irrefrenabile di spaccare tutto, compreso il bel volto amato. Già, amore… ora gli sarebbe toccata quella parte, quella di chi ha ragione, di chi è stato ferito e la legittimità di buttare fuori tutto il suo veleno.&lt;br /&gt;“Io... io... ”  non riusciva a parlare William, non ci riusciva proprio. Fosse stato almeno in grado di alzarsi e picchiarlo! Eppure lo voleva con tutta la forza. Peccato che i suoi muscoli fossero bloccati. Completamente inerti di fronte allo sfacelo.&lt;br /&gt;“William, dimmi qualcosa, ti prego... ” Heath era spaventato. Aveva immaginato quel tipo di reazione ma, una cosa è immaginarselo un’altra affrontarla.&lt;br /&gt;Alla fine si tirò in piedi e si mise sopra il bracciolo della sua poltrona. Bastò questo gesto a far scattare finalmente Will.&lt;br /&gt;“Non metterti vicino a me, vattene!”&lt;br /&gt;“OK” ma prima che avesse avanzato di un solo centimetro lo prese per la camicia e lo attirò a se. Finirono in piedi guardandosi negli occhi.&lt;br /&gt;“Mi stai lasciando...  tu... TU...MI STAI LASCIANDO?!” berciò. &lt;br /&gt;“Will calmati.”&lt;br /&gt;“No, mi calmo, non mi calmo!” ormai la situazione era precipitata. Heath accettò le sberle, i calci sui polpacci ma quando lo prese per la gola cercando di strangolarlo, si ribellò. Serrò i polsi con entrambe le mani. Era più alto di lui e molto più robusto. Fu uno scherzo liberarsi dell’attacco. Lo sguardo di William tradiva rabbia e dolore, tanto dolore. Irruppe in un gemito prima di iniziare a piangere istericamente e, piangendo, a sbraitare tutto il rancore che aveva in petto. Disse cose gravi, pesanti. Rinfacciò praticamente ogni cosa si riferisse allo status economico del giovane. A sentirlo parlare sembrava che lo avesse raccattato per strada come un cane randagio. Heath aveva una dignità e sapeva che solo il venti per cento di quello che stava spiattellando crudelmente l’amante, era vero. Il resto solo esagerazioni per farlo sentire una merda. Per andare a colpire proprio quel nervo scoperto. “Tu mi lasci dopo tutto quello che ho fatto per te, mi lasci per un culo rotto” in una frase tutto il succo del discorso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si erano lasciati bene William e Heath. Tutt’altro. Un acuto malessere occludeva il respiro del cantante. &lt;i&gt;Ma chi cazzo l’ha detto che lasciare è migliore di essere lasciati? &lt;/i&gt; Era seduto su di una comoda poltrona nella Hall. Vide arrivare Jake da lontano. La visione gli procurò la prima sensazione di benessere dopo sette giorni d’inferno. Abbronzato, tonico, più attraente che mai.&lt;br /&gt;Si alzò e lo accolse a braccia aperte. &lt;br /&gt;“Ma che è successo? Sei sparito completamente.”&lt;br /&gt;“Lo so. Ti chiedo di nuovo scusa” rivelò Jake baciandogli la guancia. &lt;br /&gt;“Non fa niente, saliamo, dobbiamo parlare.” Una volta nella stanza di Heath, il ginecologo fu accolto dall’odore dell’amante.&lt;br /&gt;“Da quanto sei qui?”&lt;br /&gt;“In sostanza mentre il tuo aereo si staccava da terra.”&lt;br /&gt;“Addirittura?” Heath fece sì con la testa. Dal frigo bar estrasse una birra ghiacciata. Ne porse un sorso all’amico.&lt;br /&gt;“Finita” annunciò mestamente. “Con William. Mi ha cacciato di casa. Mi ha spedito i vestiti, qualche stupido disco e via. Finito tutto.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace. Non oso pensare a quanto sarai stato male... ”&lt;br /&gt;“Male sto male, ma lui sta peggio credo. Mi ha chiamato la sua agente. Era disperata. Non capiva cosa stesse succedendo. Ha disdetto praticamente qualsiasi concerto, qualsiasi impegno mondano da qui a due mesi.”&lt;br /&gt;“Gesù... ”&lt;br /&gt;“Per fortuna c’è Stacy che lo ha controllato durante le prime ore. Capisci?  Era così a terra che... ”&lt;br /&gt;“Immagino! Ora come sta?”&lt;br /&gt;“Non ne ho idea.” Si aggiustò i capelli biondi che gli coprivano la vista. Jake notò che erano più lunghi del solito.&lt;br /&gt;“Anch’io ho molte cose da dirti... ”&lt;br /&gt;“A sì?”&lt;br /&gt;“Liam lo sa..."&lt;br /&gt;“COSA?”&lt;br /&gt;“Sa tutto.” Jake sorrise come un pazzo.&lt;br /&gt;“E tu ne ridi? Come se niente fosse? Quando glielo hai detto?”&lt;br /&gt;“Ha scoperto tutto da solo, credo che qualcuno ci abbia notato. Non chiedermi dove e perché. In ogni caso non l’ha presa come Will, niente del genere.”&lt;br /&gt;“Sapeva tutto prima di partire...  ed è partito lo stesso?” Heath era veramente incredulo.&lt;br /&gt;“Un po’ è suonato strano anche a me all’inizio. Ma conosco Liam e tutto sommato è tipico di lui. Ha preso questa vacanza come una specie di celebrazione. In effetti abbiamo fatto sesso oltre ogni aspettativa e ricavandone un piacere impensabile.”&lt;br /&gt;“Assurdo.”&lt;br /&gt;“Tutto sommato no. Stiamo insieme da una vita, certe cose le capisci anche se le nascondi bene. Credo che avesse intuito la presenza di un altro uomo. E ci è rimasto male, eccome se ci è rimasto male, ma abbiamo vissuto questo periodo come del resto tutta la nostra relazione. Con amore, complicità, gioia.” Finirono i discorsi. Entrambi guardarono il pavimento in una lunga riflessione. &lt;br /&gt;“Ma state ancora insieme?” Heath aveva davvero paura a formulare quelle parole. Temeva soprattutto la risposta.&lt;br /&gt;“Sono sincero: se dipendesse da me andrei avanti così... Liam probabilmente mi terrebbe con sé  pur tradendolo. Ma amore, tu no. Tu non lo meriti. Hai rinunciato per me alla persona che amavi più di te stesso e basta guardarti per capire quanto ne soffri ancora. Ma, come ti promisi, ora non torno indietro.”&lt;br /&gt;si accoccolò ai piedi della sua poltrona. Appoggiò il viso tra le ginocchia simile ad un gatto che fa le fusa. &lt;br /&gt;“Sei mio e io sono tuo. Soltanto tuo” garantì sbattendo le ciglia.  Heath deglutì. L’eccitazione arrivò alle stelle, non succedeva da troppo tempo. Il sangue galoppò tutto verso le parti basse.  Si sentì come una bottiglia di champagne pronta ad esplodere.  &lt;br /&gt;Lo prese per le spalle e lo avvicinò a sé. Si baciarono , a lungo e senza risparmiarsi. I vestiti  volarono confusamente attorno a letto divenuto ben presto fulcro della loro attenzione. Jake si sdraiò bocconi. Divaricò bene le gambe in una richiesta muta. L’altro lo fissò per pochi attimi stordito. &lt;br /&gt;Tutto il male che teneva dentro si sciolse liberando felicità pura. &lt;br /&gt;Jake era suo, d’ora in poi. &lt;br /&gt;Non c’era altro a cui pensare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erika Baldi, l’agente di William, era seriamente preoccupata. Per lei non era solo un assistito. Will era anche un caro amico. Bussò quattro volte alla sua porta per palesare la sua presenza. Al quinto rintocco il direttore d’orchestra si decise. Aveva un aspetto osceno. I capelli arruffati, il colorito tetro di chi è rifuggito dal sole troppo a lungo. Le occhiaie dovute alle poche ore di sonno risaltarono sotto la luce bluastra del corridoio. Bazzicare i retrobottega dei locali gay anziché dormire lasciava il segno.&lt;br /&gt;“Non mi fai entrare Will?&lt;br /&gt;“Erika, cara...  quello che ci dovevamo dire ce lo siamo detti al telefono, cosa vuoi ora?” Lei si fece strada da sé. Per una negra cresciuta nel Bronx quel genere di problemi erano bazzecole. &lt;br /&gt;“Il lavoro è lavoro l’amicizia è un’altra cosa. Che sta succedendo?”&lt;br /&gt;“Strano che non si sappia ancora in giro. Pensavo che radio serva avesse ragguagliato il mondo intero. Ebbene sì, Heath Burton è di nuovo su piazza. Gioite gente!” parlava come uno stolto e aveva l’aspetto di uno stolto. Erika lo guardò con pena.&lt;br /&gt;“Diavolo è una notizia tremenda. Non posso proprio immaginare perché tu e lui abbiate rotto, eravate semplicemente perfetti insieme.”&lt;br /&gt;“Io lo so” affermò prima di attaccarsi ad una bottiglia di scotch. “talmente perfetti che è bastato che gli occhi azzurri di una puttana di ginecologo si puntassero su di lui e puff, il sogno è svanito.”&lt;br /&gt;“Apri le finestre. C’è puzza di chiuso qui.” &lt;i&gt;Anche di alcol e sperma. &lt;/i&gt; Pensò ma non lo disse. Notò però dei fazzoletti accartocciati sul divano accanto il p.c. portatile e a un oggetto dalla forma fallica. Una conversazione in cam era stata interrotta. Il tipo con i pantaloni arrotolati alle caviglie se lo stava ancora smanettando.&lt;br /&gt;“Ripassi gli spartiti vedo.”&lt;br /&gt;“Sei venuta qui per farmi la morale?”&lt;br /&gt;“Quante seghe di fai al giorno?”&lt;br /&gt;“Che c’è, ora ti occupi di statistiche? Interessante sapere quanto può annientarsi una persona dopo una rottura?” fissò la donna abbandonando l’atteggiamento cinico per qualche attimo: “Baby, lo so a che stai pensando. Guarda questo frocio patetico. Prima o poi mi passerà, lo so, non serve che tu me lo dica. Ho già un’amica che me lo ripete di continuo. Ma per adesso ci voglio sguazzare nel dolore. Sto soffrendo tantissimo. Ho paura di non farcela ma lotto per restare a galla. Prima o poi ne uscirò, lo so. Tornerò ai miei trionfi, tornerà William McCarthy il grande. Il magnifico. Ora no. Non ho voglia di lavorare.”&lt;br /&gt;“Mettiti nei miei panni, ci sono delle scadenze.”&lt;br /&gt;“Sostituiscimi, lascia credere che mi sono preso la gonorrea o l’HIV.”&lt;br /&gt;“Ora esageri.”&lt;br /&gt;“Edmund è bravo quanto me. Se la caverà.”&lt;br /&gt;“Ed è magnifico, avrà una carriera esaltante. Ma non è te! I tuoi fan ti pretendono. Sai bene che ci sono un mucchio di persone che seguono i concerti solo per vedere te.” William si sentì lusingato da quelle parole. Sorrise. Il suo stomaco brontolò. Aveva dimenticato di pranzare. Gli succedeva spesso ultimamente. &lt;br /&gt;“Lasciami preparare qualcosa. Ho il surgelatore pieno, ok?”&lt;br /&gt;“Il concerto di primavera. Almeno quello. Me lo devi.” &lt;br /&gt;William fece un segno affermativo con il capo. Un segnale sonoro irruppe imprevisto. Proveniva dal computer. Victim for love si era collegato. Aveva chattato con lui tre sere prima. Un tipo simpatico. Un po’ malinconico ma simpatico. E poi era senza cam. Quando William gli aveva proposto di masturbarsi insieme aveva gentilmente declinato l’invito. “Il contatto è insostituibile” aveva scritto.&lt;br /&gt;“Romantico, io sono tutt’altro che romantico ultimamente” fu la sua risposta. Era curioso di tornare ad interagire con lui.&lt;br /&gt;“Va bene, satanaccia, hai vinto. Vada per il concerto di primavera.” La donna fece hurrah con gli occhi e si accomiatò non prima di aver elargito un sonoro bacio sulla guancia. &lt;br /&gt;“Ciao Victim, come va?”&lt;br /&gt;“Ciao. Bene.”&lt;br /&gt;“Che mi racconti di bello?”&lt;br /&gt;“Che mi sento solo... ”&lt;br /&gt;“Anch’io mi sento solo. Tu perché ti senti solo?”&lt;br /&gt;“Dovevo scaricare la mia posta invece tutte le volte che accendo il p.c. di casa questo coso si collega.”&lt;br /&gt;“E ti dispiace? Non vuoi chattare con me?”&lt;br /&gt;Liam provò una sensazione tutt’altro che spiacevole. Poteva essere chiunque. Un grassone laido. Una donna annoiata. Un portatore di handicap. Eppure in quel momento ebbe la netta sensazione che al di là di tutti quegli improbabili fili ci fosse un tipo tutt’altro che insignificante. Ebbe un’erezione, immediata. Solida. &lt;br /&gt;“Ho voglia di vederti...  se sei attraente come hai detto l’ultima volta, Hot!”&lt;br /&gt;“Però non è giusto. Tu mi vedi e io non vedo te.”&lt;br /&gt;“Comprerò questa diavolo di telecamera, prima o poi se avrò tempo.”&lt;br /&gt;“Hai detto che sei di New York e ti chiami Richard. Che hai quarant’uno anni e sei atletico e in forma. Ma se non ti fai vedere penserò che mi stai dicendo un mucchio di balle. Che invece sei un cesso.” Sostituì la bottiglia d’acqua all’alcolico. Continuava ad avere fame ma la voglia di restare con l’amico virtuale era troppa. Si accorse di essere di nuovo eccitato. Dio mio, questo prurito sessuale si sta facendo preoccupante. Pensò sistemandosi il pene nei jeans. Ma c’era qualcosa di diverso rispetto alle seghe con i compagni di masturbazione.  Quel tizio lo faceva sentire bene sul serio. Capì dove aveva provato l’ultima volta quella sensazione di benessere e si sentì travolgere da quel piacere. &lt;i&gt;L’angelo! Victim for love è l’angelo!&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-1434895477228089520?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/1434895477228089520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=1434895477228089520' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1434895477228089520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1434895477228089520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/borderline-capitolo-12.html' title='Borderline, capitolo 12'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkIV6wyY4QI/AAAAAAAAAdg/ldzR7vNFQKY/s72-c/nuvolarossa15fo4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-5808875448019135665</id><published>2009-06-23T06:27:00.000-07:00</published><updated>2009-06-23T06:34:56.241-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 6</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkDZ9o8UJMI/AAAAAAAAAdI/v6k9Yfd4CeU/s1600-h/bones3kk0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 391px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkDZ9o8UJMI/AAAAAAAAAdI/v6k9Yfd4CeU/s400/bones3kk0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350516010301793474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo sudato e affannato, senza giacca e con l’aria di essere un pazzo scappato dal manicomio correva a perdifiato tra lo spartitraffico delle due arterie principali di Washington. Molto presto sarebbe stato affiancato da un’auto della polizia e, di certo, il conducente si sarebbe stupito di vedere il distintivo dell’FBI sventolare sotto il suo naso.&lt;br /&gt;Ormai mancava poco. Un svolta a destra e avrebbe raggiunto la clinica. Doveva solo sperare di non svenire.&lt;br /&gt;Arrivò di fronte alla receptionist. Una donna con un’acconciatura assurda lo guardò con tanto d’occhi.&lt;br /&gt;“Mi scusi?”&lt;br /&gt;“Temperance Brennan.” Malgrado non fosse sicura se fosse il caso o meno di dare corda a quell’individuo dall’aspetto disordinato, la curiosità le impose di dare un’occhiata all’elenco dei pazienti. Senza la minima professionalità, né tanto meno tatto, lesse ad alta voce.&lt;br /&gt;“Eccola qui, Brennan, aborto volontario. Ore undici e trenta.”&lt;br /&gt;“Aborto?” da rosso accesso per lo sforzo compiuto il colorito dell’agente divenne pallido.&lt;br /&gt;“Dove si trova?”&lt;br /&gt;“Non so posso darle questa informazione... ”.&lt;br /&gt;Un’assistente venne in suo soccorso. “Claire, hai detto fin troppo a questo signore. Ora ti resta solo di indicargli dove si svolgerà l’intervento.” La donna di colore la redarguì con severità.&lt;br /&gt;A Claire non rimase che ingoiare il boccone amaro. “Tredicesimo piano, sulla destra. Sempre dritti fino in fondo al corridoio.”&lt;br /&gt;Booth volò letteralmente verso gli ascensori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non capisco perché non abbiamo ancora iniziato!”&lt;br /&gt;“Cerca di stare calma, hanno detto che la sala operatoria è stata occupata per un’emergenza improvvisa.”&lt;br /&gt;Brennan stava per perdere la pazienza.&lt;br /&gt;Il dottor Holden venne incontro ai dubbi delle due donne.&lt;br /&gt;“Abbiamo ricoverato questa donna per via dell’incidente sulla settima di Constitution Avenue. Era incinta di ventisei settimane e siamo stati costretti a far nascere il bambino.”&lt;br /&gt;“Se la caverà?”, chiese ansiosa la Montenegro.&lt;br /&gt;“Ora è in terapia intensiva neonatale, ma siamo ottimisti. Ottocentosettanta grammi per un bimbo di così poche settimane è già molto.”&lt;br /&gt;“Possibile che ci sia una sola sala operatoria in questo posto?”. L’impazienza di Temperance aumentava di minuto in minuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il battito cardiaco di Seeley Booth era accelerato all’inverosimile.&lt;br /&gt;Se avesse avuto un minimo dubbio che quello fosse stato un incubo avrebbe cominciato ad urlare ai passanti e, magari, si sarebbe buttato giù dalla finestra per provare a volare.&lt;br /&gt;Ma sapeva fin troppo bene che non si trattava di un sogno.&lt;br /&gt;Bones stava per andare sotto i ferri, sì, ma non c’era nessun tumore da asportare.&lt;br /&gt;Stava per interrompere la gravidanza. Una gravidanza del quale lui &lt;i&gt;non era a conoscenza&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Cam e Angela, Hodgins persino, forse, lui no.&lt;br /&gt;A lui non era stato detto niente.&lt;br /&gt;Si sentì in colpa perché avrebbe dovuto capirlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se non fossi stato troppo occupato a farmi fottere da un presunto killer forse...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Intuì subito che quell’atteggiamento era sbagliato.&lt;br /&gt;Sweets avrebbe avuto da dire la sua in proposito. Ma quello non era il momento di pensare alla terapia. Né all’ex compagno in cella. Né alle illazioni sulla sua presunta innocenza paventate dal dottor Reid.&lt;br /&gt;Ora doveva solo occuparsi di Bones e al bambino che stava gettando nel cassonetto dei rifiuti organici.&lt;br /&gt;Arrivò davanti alla sala operatoria.&lt;br /&gt;Non c’era nessuno.&lt;br /&gt;Troppo tardi, si disse.&lt;br /&gt;Un medico in giacca e cravatta stava per prendere servizio. Vedendolo così affannato gli venne incontro.&lt;br /&gt;“Chi cerca?”&lt;br /&gt;“Brennan, Temperance Brennan.”&lt;br /&gt;“Si tratta di una giovane donna con un’amica mezza asiatica?”&lt;br /&gt;“Sì, sono loro. Angela e Bones! Dove le posso trovare?”&lt;br /&gt;“Immagino sia una questione della massima urgenza. Si rilassi e prenda fiato.”&lt;br /&gt;“Mi dica dove sono, la prego.”&lt;br /&gt;“Le ho viste dirette pochi attimi fa verso il terrazzo.”&lt;br /&gt;“Quale terrazzo?!”&lt;br /&gt;“Alla fine di questo corridoio.”&lt;br /&gt;Il grande terrazzo posto al tredicesimo piano della clinica era stato pensato come luogo di relax per i degenti. Chiuso da un vetro che proteggeva da tutti i possibili sbalzi termici, era addobbato da piante fiorite e da piccoli alberelli da frutta.&lt;br /&gt;A quell’ora brulicava d’infermieri e personale medico vario che si fermava per chiacchierare o per uno spuntino veloce.&lt;br /&gt;Angela e Temperance avevano scelto un angolo appartato, tra un cedro e una panchina occupata da due donne anziane.&lt;br /&gt;Temperance lo vide arrivare e fu subito invasa dall’emozione.&lt;br /&gt;Avrebbe voluto sparire, nascondersi, esiliare. Scappare via verso l’ignoto, magari ficcarsi nella terra. Vedendolo così distrutto capì quanto piccola e meschina fosse stata.&lt;br /&gt;Aveva sbagliato. Aveva sbagliato a non avvisarlo. La luce scura che lesse nei suoi occhi la fece sentire letteralmente uno schifo.&lt;br /&gt;“Booth”, esalò in un gemito.&lt;br /&gt;“Non lo fare” il suo tono di voce era alto. L’attenzione di molti fu per loro.&lt;br /&gt;“Perché sei qui?” Angela si scansò come se volesse togliersi di scena. Ma, in quella scena, nel dramma, c’erano tutti.&lt;br /&gt;“Non lo fare, non lo farai, non ucciderai questo bambino.”&lt;br /&gt;“Ti prego, Booth, tu non puoi...” non le fece finire la frase che se lo ritrovò inginocchiato ai suoi piedi.&lt;br /&gt;Le abbrancò le gambe. Le strinse a sé. Tutta l’emozione per aver scoperto di essere ad un passo dal tornare ad essere padre e al non esserlo più la scaricò in quell’abbraccio.&lt;br /&gt;“Non puoi, non devi, non voglio.” Bones, incapace di essere razionale, lo abbracciò a sua volta. Si chinò su di lui fino a che non furono faccia a faccia. Le fronti slittarono in una carezza quasi violenta, decisa. E poi un sussurro, una voce che mai aveva sentito, rivelò come in una litania: “Ogni singolo respiro, da qui alla fine di tutti i miei respiri. Io ti proteggerò da ogni male. Per sempre se lo vorrai.”&lt;br /&gt;Quella frase la colpì immensamente. Scacciò un singulto con tutta la forza che aveva.&lt;br /&gt;“Non lo so forse è troppo tardi per i progetti a lunga scadenza?”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Dov’eri Booth?” chiese indietreggiando come se temesse che la prossimità fisica potesse scalfire la sua convinzione, “Dove sei stato tutto questo tempo?” lo stava accusando. Ma con una dolcezza nella voce da sembrare una dichiarazione d’amore.&lt;br /&gt;“So dove sono ora. So che ti voglio aiutare... ”&lt;br /&gt;“No, non puoi! Non puoi essermi d’aiuto finché non starai bene. Non ricordi l’altra sera? Mi hai rifiutato. E hai fatto bene. Sì, ci ho pensato; avevi ragione tu. Non sei pronto per una relazione, ora.”&lt;br /&gt;“Ma non importa se lo sarò o non lo sarò mai. Io voglio questo bambino. Il tuo bambino è anche mio figlio.”&lt;br /&gt;“E quello che voglio io non è importante?” l’attenzione degli inerti spettatori era totale. Attorno alla coppia si era creato un silenzio quasi magico. Qualcuno si chiese se non si trattasse di una messa inscena. Magari si stava girando un film all’insaputa di tutti, al fine di ottenere maggiore spontaneità da parte dei figuranti. A rompere l’incanto venne l’equipe medica; reclamavano Temperance.&lt;br /&gt;“La sala operatoria è pronta” fece sapere una giovane infermiera con solerzia.&lt;br /&gt;“Non occorre più” rispose Booth alzandosi. La diretta interessata fece altrettanto aggrappandosi alle sue braccia.&lt;br /&gt;“Sono pronta” fece sapere.&lt;br /&gt;Comprendendo quanto la situazione fosse delicata il ginecologo affiancò la sottoposta.&lt;br /&gt;“Si può ancora rimandare, signorina... ”&lt;br /&gt;“No” si affrettò prontamente la donna.&lt;br /&gt;“No, si può rimandare. Dobbiamo parlare.”&lt;br /&gt;“No che non dobbiamo!” l’accesa discussione era solo all’inizio.&lt;br /&gt;L’accesa discussione era solo all’inizio.&lt;br /&gt;Temperance guardò Booth con occhi fiammeggianti: “Tutto questo è patetico e sbagliato!”&lt;br /&gt;“Ma perché vuoi farmi questo? Vuoi uccidere qualcosa di mio.”&lt;br /&gt;“Se è questo il problema dormi sonni tranquilli. Non è tuo.” Lo disse quasi con leggerezza. La sua voce era ferma. Non si accorse del nuovo gelo che cadde su quel terrazzo.&lt;br /&gt;Booth considerò quella frase come una menzogna. &lt;i&gt;Certo che è mio, di chi altri altrimenti?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Bones... ”&lt;br /&gt;“Hai capito? Ora non insistere.”&lt;br /&gt;“Non mi importerebbe.”&lt;br /&gt;“A sì? Saresti pronto ad occupartene come se fosse tuo. Molto generoso. Il problema è che non lo voglio io. Non me ne voglio occupare io.” Sospirò.&lt;br /&gt;A quel punto Booth si sentì impotente.&lt;br /&gt;Si arrese alla decisione della sua Bones anche se faceva un male cane.&lt;br /&gt;Non ci credeva.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dormi sonni tranquilli. Non è tuo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L’aveva detto con troppa enfasi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La mia Bones non sa proprio mentire&lt;/i&gt;, considerò sorridendo amaro.&lt;br /&gt;E ora gli restava solo guardarla andare via, senza poter muovere un dito.&lt;br /&gt;“Sarei pronto a dare la vita per entrambi.”, gridò quando lei fu ad un passo dall’entrare dentro la sala operatoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anestesista, un giovane uomo rasato piuttosto corpulento era stato tra quelli che avevano assistito alla diatriba in terrazza.&lt;br /&gt;Era anche colui che avrebbe dato il via all’operazione.&lt;br /&gt;Guardò la sua paziente con pena ma anche con stima.&lt;br /&gt;Quella donna solo apparentemente minuta e pallida doveva essere, in realtà, una persona molto forte e coraggiosa.&lt;br /&gt;“Lo sa. A volte la vita ci riserva trame strane.”, annunciò prima di infilare l’ago nella flebo e dare il via all’anestesia.&lt;br /&gt;Temperance non rispose.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi sperando di abbandonarsi quanto prima al sonno artificiale.&lt;br /&gt;“Dico questo dopo aver assistito alla vostra diatriba. Parlo di lei e del suo ragazzo.”&lt;br /&gt;“Non è il mio ragazzo. È un collega.”&lt;br /&gt;“Beh, chiunque lui sia è qualcuno che darebbe la vita per lei e suo figlio. Magari accettandolo anche se non è biologicamente il suo. Ma le ripeto: il destino a volte fa scherzi incomprensibili. Qualcuno lo chiama destino, altri Dio... beh le racconterò un fatto: l’incidente sulla Constitution Avenue. Lo sa da cosa è stato causato? L’autista si è distratto a guardare l’incidente che ieri ha fatto sì che fossero rinvenuti i resti a cui lei stava lavorando”&lt;br /&gt;“Come fa a saperlo...?”. La sua voce stava diventando flebile.&lt;br /&gt;“E quel bambino venuto fuori a soli ventisei settimane? Beh, se il conducente del tir non si fosse distratto andando a tamponare sulla donna incinta, il bambino non sarebbe sopravvissuto. La vita riserva trame strane, ripeto.”&lt;br /&gt;“Non capisco... ”&lt;br /&gt;“Era in sofferenza fetale. La placenta ha smesso all’improvviso di funzionare e sarebbe morto entro poche ore. Ma l’incidente ha dato modo che nascesse anzitempo. Ora ce la farà.”&lt;br /&gt;“Perché mi sta dicendo tutto questo?”. Bones non sapeva se essere infuriata con quell’uomo o se essergli grata. Le sue parole stavano scalfendo la sua determinazione. E questo non era un bene, a suo parere.&lt;br /&gt;“Quello che intendo dire è che il suo ragazzo, o quello che è, ha fatto in tempo a dirle che vuole il bambino perché c’è stato l’incidente, altrimenti a quest’ora lei avrebbe fatto il raschiamento da un pezzo e molto probabilmente ora sarebbe in mensa a mangiare un boccone.”&lt;br /&gt;“Non voglio sentire questi sermoni.”&lt;br /&gt;“Se crede nel destino, qualcosa significa. Dia retta a quell’uomo. Magari non sarà biologicamente il padre ma ha una voglia smisurata di farlo. Di crescere questo piccolino. E, qualsiasi svolta prenderà la vostra relazione, leggerà per sempre nei suoi occhi il risentimento per avergli tolto questa possibilità.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-5808875448019135665?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/5808875448019135665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=5808875448019135665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/5808875448019135665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/5808875448019135665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/ogni-singolo-respiro-capitolo-6.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 6'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SkDZ9o8UJMI/AAAAAAAAAdI/v6k9Yfd4CeU/s72-c/bones3kk0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-1692685030170885830</id><published>2009-06-22T12:04:00.000-07:00</published><updated>2009-06-22T12:11:14.637-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rps'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='jakeaustin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Hup, la zanzara che non si accontenta</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj_XBbgAbJI/AAAAAAAAAc4/-M4BSVRzTV8/s1600-h/jake-gyllenhaal-4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 383px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj_XBbgAbJI/AAAAAAAAAc4/-M4BSVRzTV8/s400/jake-gyllenhaal-4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350231301901282450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Hup, la zanzara che non si accontenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Autrice:&lt;/strong&gt; Giusi-poo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer:&lt;/strong&gt; Hup sono io, vorrei essere io, vi prego, fatemela fare a me!!!! ^^ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Genere:&lt;/strong&gt; RPS ma anche real zanzara slash ghghghhghggh&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note: molto importante leggere &lt;a href="http://www.tmz.com/2007/04/10/jakes-new-bff/"&gt;QUI&lt;/a&gt; se non sapete nulla di,&lt;br /&gt;&lt;a href="http://community.livejournal.com/austinmedia/9340.html#cutid1"&gt;Jake Gyllenhaal Austin Nichols&lt;/a&gt; , di John from Cincinnati, del roulottesexygate, vi consiglio di informarvi se no dubito che capirete un bip bip di quello che la mia mente malata ha elaborato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao, mi chiamo Hup, e sono una zanzara del pacifico. Mi piace ronzare qui giù per Santa Monica perché c’è un bel clima e si sta bene, soprattutto d’inverno. Qui è sempre caldo. Ma è la primavera la stagione che preferisco. Sì, in primavera si sta bene e vengo qua giù perché c’è una spiaggia stupenda dove mi posso fare gli affari miei tranquillamente. E soprattutto posso fare i dispetti a dei tipi e delle tipette molto carine. Ci sono pure una discreta ciurma di zanzaracce dispettose ma le sopporto stoicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’anno, nel luogo dove villeggio solitamente io, sono arrivati dei container. Gente assurda ha invaso parte della spiaggia dove io e le mie colleghe ci divertivamo a punzecchiare la gente. &lt;br /&gt;Non sono rimasto deluso perché, tra i container, ho conosciuto lui: Facciadasballo! È praticamente il ragazzo più bello dell’universo e credetemi, io, di chiappe, braccia, facce, e via discorrendo, ne ho punzecchiate tante ma come mi piace succhiare il sangue a lui… oddio mai nessun’altro al mondo! Il mio problema è che, a differenza delle altre mie colleghe succhiatrici, io adoro pungere quelli belli. Non ci posso far niente. Hanno tutto un altro sapore. &lt;br /&gt;Facciadasballo questa mattina non ha messo la testa fuori della roulotte, chissà come mai. Sono un po’ preoccupato, se non schiaccia quella cazzo di maniglia come faccio a succhiare il suo adorabile nettare? Ho pure una gran fame perché, stanotte, per dar retta a quelle quattro zoccolette di Ran, Vik, Sek, e Cirice, mi sono ritrovato rinchiuso in un altro container tutto buio che mi mancava l’ossigeno. E poi mi sono ritrovato a succhiare un cameraman brutto e pure puzzolente. &lt;br /&gt;Facciadasballo, oltre ad essere bellissimo, ha pure un odore fantastico! E io lo riconosco lontano un miglio e anche di più. Anche se si lava spesso perché passa una cifra, un tempo assurdo, in mare con quella buffa tuta aderente che gli fascia i muscoli. Ha un suo profumo che per me assolutamente unico. Un attimo…. Ma cos’è sto odore? Uhmmm buono… viene da là…..zzzzzzzz svolazzo sopra gli altri container. Cosa vedono i miei occhi: ma chi è quel gran pezzo di essere umano che si sta avvicinando alla roulotte di Facciadasballo? Discesa in picchiataaaaaaaa&lt;br /&gt;Capperi, visto da vicino è ancora più carino!! Che corpo, che andatura, che spalle da infarto! Sarà un altro attore? Per forza! E che odore meraviglioso. Sono morto e sono nel paradiso delle zanzare, forse? Sicuro, non c’è altra spiegazione! E ora che fa? Bussano alla porta di Facciadasballo quegli energumeni vicino a… come chiamarlo? Fisicodaurlo? Angelocadutoinvolo? Odoreincantevole? Va bé lo chiamerò semplicemente Facciadasballo2 perché alla fin fine si assomigliano, almeno nei modi e anche l’odorino che emanano è simile. Ecco ci siamo, Facciadasballo sta abbassando il maniglione della porta, la apre! Datemi qualche secondo per riprendermi dalla visione: strizza gli occhi infastidito dal riverbero del sole, indossa una maglietta bianca e un paio di jeans sgualciti un po’ a vita bassa. Sorride!!!! Mamma mia quel sorriso!!! Potrei disegnarlo con la mente se solo avessi la possibilità di disegnarlo con le mani. Ma non c’è tempo di emozionarmi, devo correre dentro se no questi mi lasciano fuori e sono out! &lt;br /&gt;Facciadasballo2 viene introdotto nella roulotte mentre io mi faccio la mia ronzata di ricognizione. Perché si abbracciano ora? No! Non lo fate!! Che rischiate di mischiare i vostri odori e poi non ci capisco più niente. Ma perché fa così? Facciadasballo non lo ha fatto mai con nessuno! Si tengono le braccia appoggiate alle spalle e le guance attaccate, per la miseria! Se stanno così vicini, come riuscirò a succhiarli entrambi? Bene, si sono staccati. Ora Facciadasballo gli sta facendo vedere la roulotte, e che ci sarà d’interessante? Figuriamoci! Questi venti mq io già li conosco a memoria! Hahahaha, ora Facciadasballo sta indicando a Facciadasballo2 i pizzichi che gli ho procurato sulle braccia! Che divertente. Si sta togliendo la maglietta, evidentemente vuole fargli vedere pure quelli sul torace. Inutile, Facciadasballo2 sei carino, profumi che è un incanto ma non sei tanto intelligente, non è che appoggiandoci la bocca le bollicine irriteranno meno! Lascia perdere. &lt;br /&gt;Un momento! Perché gli sta togliendo i pantaloni? Sono dieci giorni almeno che non bazzico sulle sue belle gambe, ho fatto una specie di fioretto. Da quando sono sopravvissuto, non so come, a Baygon Genius, ho giurato che non avrei morso il mio boy preferito sotto la cintola. A dire il vero è anche perché, ultimamente, si copre le gambe con le lenzuola e mi è difficoltoso arrivare laggiù. Ma, forse sarà stata qualcun'altro a pizzicarlo… Ci sono! È stato quel demente di Vik! Dovevo capirlo prima che si era invaghito del mio uomo! Maledetto! Hahahaha questo è divertente. Ora Facciadasballo2 gli sta togliendo le mutande. Che cosa pensa Facciadasballo2 che Vig sia talmente scaltro da riuscire ad arrivare fin certi luoghi? No, lui si sarebbe fermato all’ombelico, garantito! &lt;br /&gt;È un vigliacco, lui.&lt;/lj-cut&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-1692685030170885830?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/1692685030170885830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=1692685030170885830' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1692685030170885830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/1692685030170885830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/hup-la-zanzara-che-non-si-accontenta.html' title='Hup, la zanzara che non si accontenta'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj_XBbgAbJI/AAAAAAAAAc4/-M4BSVRzTV8/s72-c/jake-gyllenhaal-4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6823550646717068771</id><published>2009-06-22T06:15:00.000-07:00</published><updated>2009-06-22T06:45:01.139-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><title type='text'>Borderline, capitolo 11</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj-K1YCJqqI/AAAAAAAAAcw/QKblY6cmBZ0/s1600-h/sensuale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 293px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj-K1YCJqqI/AAAAAAAAAcw/QKblY6cmBZ0/s400/sensuale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350147531928611490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Capitolo 11&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William ordinò un pranzo stupendo. Vanilla e Stacy arrivarono in perfetto orario. Ma Heath non c’era.&lt;br /&gt;“Ha un’audizione.”&lt;br /&gt;“Lui è sempre indaffarato. Mentre per me solo queste cazzo di proposte oscene!”&lt;br /&gt;“Quali proposte oscene?”&lt;br /&gt;“Lo sai...l’allattamento. Un tizio mi ha proposto di girare un porno soft con il latte.”&lt;br /&gt;“Mio Dio devo vomitare” teatralmente s’infilò un dito giù per la gola. “E poi dicono che noi gay siamo i perversi.”&lt;br /&gt;“Già, pare che un sacco di bastardi si eccitano con una bella tetta che schizza. Non me la sto passando bene, economicamente parlando e ti dico la verità. Un pensiero ce l’ho fatta. Se tengono i loro schifosi uccelli lontano dalla mia passera e dalle mie tette, beh si può fare.”&lt;br /&gt;“No, la mamma della mia figlioccia non fa porno. È escluso.” Si alzò risoluto. Aprì un cassetto posto nel mobile adiacente la porta d’ingresso. Tirò fuori il libretto degli assegni. Ne staccò uno consistente per la sua amica del cuore.&lt;br /&gt;“Will... io”&lt;br /&gt;“Sai che non devi ringraziarmi. Io e Heath siamo un po’ i genitori di questa bambina meravigliosa. E abbiamo abbastanza denaro da buttarlo in sciocchezze. Mentre lei ha bisogno di crescere.”&lt;br /&gt;“Ma sono diecimila dollari! Cazzo, Will, dovresti sentire prima Heath.”&lt;br /&gt;“Non ti preoccupare, lui sarà d’accordo.”&lt;br /&gt;“Cosa ci faccio con tutto questo denaro?”&lt;br /&gt;“Lo metti a parte. Ci fai il guardaroba nuovo. Ci paghi un escort. Ma lontano dai porno e dai maniaci sessuali.”&lt;br /&gt;La donna sorrise grata per poi asciugarsi le lacrime commossa. “Perché ho due amici fantastici come voi? Che ho fatto per meritarmeli?”&lt;br /&gt;“Perché sei tu fantastica. Perché ci permetti di spupazzare quest’angioletto delizioso e poterla crescere come nessun altro ci avrebbe consentito. Perché ti amiamo.” Proprio in quel momento la bambina fece un grido di gioia. Tutti e due si abbracciarono e, nel farlo, strinsero lei che si ribellò con un vagito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il JFK pullulava di turisti e viaggiatori vari. Liam e Jake attendevano di essere imbarcati. Nei loro volti non c’era l’eccitazione della partenza, né la rilassatezza per i futuri svaghi. Liam continuava a torturare il pennino del suo BlackBerry e Jake si mordicchiava le unghie. Aveva provato e riprovato a chiamare Heath quella mattina ma non c’era stato niente da fare, irraggiungibile! Aveva bisogno di lui, aveva soprattutto bisogno di fargli sapere gli ultimi sviluppi della sua storia con Liam. Partire senza avergli raccontato nulla sarebbe stato un protrarre il dolore, quel sordido malessere, per un tempo assolutamente non necessario. E sapeva che provare a contattarlo dall’estero sarebbe risultato estremamente complicato. No, tanto valeva fare come si erano promessi la sera prima: attendere che l’esilio finisse per poi scaraventarsi l’uno tra le braccia dell’altro e cominciare... cominciare qualcosa insieme, di diverso, di vero.&lt;br /&gt;Jake sapeva solo guardandolo cosa stava pensando Liam. Probabilmente a tutte le volte che gli ho detto che aveva un cesareo ogni notte, troppe pazienti. Tra una considerazione e l’altra si sbucciò una banana. Un tipo con un cappelletto dei Lakers gli fece gli occhi dolci. Sospirò sconsolato.&lt;br /&gt;“Non è colpa tua, quando si è così sexy mangiare una banana in pubblico è sconveniente.” Suggerì Liam andandogli a sedere vicino.&lt;br /&gt;“Baciami, così la smette di guardarmi.”&lt;br /&gt;“Non mi sembra il caso...” Spancer si guardò intorno indicando tutte le persone che avrebbero potuto trovare da ridire.&lt;br /&gt;“E poi tra qualche ora saremo su di una splendida isola caraibica. Avremmo tempo di darci tutti i baci che vogliamo.”&lt;br /&gt;“E prima? Uno piccolino, magari in aereo.”&lt;br /&gt;“Assolutamente sì, piccolo.” Gli accarezzò la guancia paternamente.&lt;br /&gt;Il volo fu interessante. Jake e Liam chiacchierarono quasi ininterrottamente. Del tempo, di Obama, di football, della donna che aveva partorito due gemelli senza cesareo né epidurale.&lt;br /&gt;Una volta arrivati in terra straniera si sentirono finalmente in vacanza. E dunque consci di potersi dare alla pazza gioia. Prima di cena fecero un lungo riposino che li vede addormentarsi castamente abbracciati e con tutti i vestiti in dosso. Liam si svegliò per primo. Si fece una lunga doccia, la barba. Poi scese per comprare dei dolcetti da far trovare a Jake appena sveglio. Quest’ultimo si stiracchiò discostandosi dalle lenzuola.&lt;br /&gt;“Che meraviglia! Cappuccino freddo e dolcetti al cioccolato. Questo sì che è un risveglio grandioso!” Liam si andò a sedere accanto.&lt;br /&gt;“Ti sei dimenticato una cosa, mio caro Liam...” aggiunse.&lt;br /&gt;“Una rosa sul vassoio?”&lt;br /&gt;“No, piuttosto un bacio con la lingua...”&lt;br /&gt;“Già, hai ragione.” Si piegò su di lui. Catturò il labbro inferiore tra i denti. Lo succhiò. Entrambi si eccitarono parecchio. Il vassoio fu gentilmente posato al comodino accanto. Il bacio si fece infuocato. Le bocche dardeggiarono come i denti e le lingue e la saliva dell’uno passò nella bocca dell’altro mischiandosi come l’acqua col sapone. In un impeto di passione Liam sbottonò strattonandolo il jeans per poi farlo passare oltre i polpacci assieme ai boxer. Una volta nudo, Jake divaricò le cosce ansimando.&lt;br /&gt;Liam lo prese senza l’ausilio del gel lubrificante. La danza ebbe inizio rendendo il clima arroventato. I gemiti soffiarono nella bocca dell’altro. L’impeto dell’attivo si fece più pressante, e l’altro non riuscì a più a trattenere le urla estatiche.&lt;br /&gt;“Ti amo” gridò nel suo orecchio. L’altro rispose con un sorriso amaro.&lt;br /&gt;“Lo so che mi ami... lo so. Allora perché mi hai tradito?” Jake lo sapeva. Sapeva che il digiuno riguardo l’argomento ‘corna’ si sarebbe rotto durante il primo assalto sessuale. Confuso dal piacere pressante non disse niente. Fu a quel punto che sentì venire meno la profanazione. Liam si tolse del tutto lasciandolo basito. Al ginecologo sembrò che fosse terminato l’ossigeno.&lt;br /&gt;“Tesoro, perché ti sei fermato? Lo sai che non mi piace quando fai così.”&lt;br /&gt;“Devi rispondere: perché mi hai tradito se mi ami?”&lt;br /&gt;“E se non lo faccio? Cercherai di soffocarmi con il tuo uccello come hai fatto con quel tizio nei cessi dell’Hotel?” lo sfidò.&lt;br /&gt;“Potrei fare di peggio, potrei mettere a nanna il mio uccello e lasciarti così, ansimante e supplicante. Sono certo che ti farebbe meno male se tentassi di infilarti tutto il cazzo in gola.”&lt;br /&gt;Jake deglutì. “Te lo dico, ok. Ma ricomincia a farmi l’amore” negoziò con dolcezza. Liam accettò e tornò a sdraiarsi su di lui. Lo fissò negli occhi intensamente cercando di non lasciarsi sopraffare da quelle pozze incredibilmente blu. Ne era a dir poco soggiogato. Scivolando dentro ricominciò a muoversi.&lt;br /&gt;“Ti ho tradito perché...perché... lo amo. Sì, Liam amo anche lui. Amo Heath, ma in maniera diversa da come amo te.”&lt;br /&gt;“Quale maniera?” Jake non voleva rispondere. I colpi ben ponderati stavano stimolando la sua ghiandola prostatica in maniera costante e risoluta.&lt;br /&gt;“Così non ce la faccio... non è dialogo... ”&lt;br /&gt;“Lo ami in maniera differente, che intendi?”&lt;br /&gt;“Lui non è te, non lo sarà mai. Ma non posso fare a meno di te, come non posso fare a meno di lui!” affermò tutto d’un fiato. I colpi di bacino si fecero più ravvicinati. Liam stava volutamente colpendo il rigonfiamento all’interno del corpo. Lo sentì vibrare da dentro e lo vide chiudere gli occhi e perdersi nell’orgasmo imminente.&lt;br /&gt;“O mio dio... o mio dio... ” esalò prima di essere invaso dalle contrazioni. L’apice era sempre così: meraviglioso e doloroso. Inquietante. Lo provava da oltre dodici anni, ora anche da due uomini diversi, e ancora non se ne capacitava. Liam attese che i fremiti si placassero. Uscì quasi in silenzio. Si sdraiò accanto a lui.&lt;br /&gt;Jake attese che il proprio respiro tornasse al ritmo normale. Poi si alzò per andare a sdraiarsi sopra di lui.&lt;br /&gt;“Presto o tardi mi ucciderai di piacere” sussurrò cercando con la mano il grosso pene eretto. Lo accarezzò qualche secondo prima di tornare ad usufruirne appieno.&lt;br /&gt;“Tu mi uccidi e basta, piccolo” esalò quando iniziò a muoversi con decisione. Raggiungere l’apice fu solo una questione di poche spinte. Il ragazzo dagli occhi chiari si lasciò andare su di lui. Assaporò la pelle calda e sudata. Il suo odore era piccante ma non fastidioso. Persino le ascelle sapevano di buono; sempre. Difatti, adorava baciarlo e leccarlo anche in quel punto. Peccato che mentre lui gli sussurrava parole piene d’amore si ritrovò a pensare all’amante. Come mi manchi, come mi mancano i tuoi baci. Si sentiva un traditore, è vero. Ma fino ad un certo punto, prima o poi, sempre se avesse scelto di stare solo con Heath, anche Liam gli sarebbe mancato, eccome se gli sarebbe mancato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’audizione si rivelò un mezzo fiasco. Gli chiesero di cantare una strofa di sound of silence dei Simon and Garfunkel. Non era esattamente il suo genere. All’una precisa si ritrovò al diciassettesimo piano del suo appartamento. Stacy e William avevano già iniziato a mangiare. Addentavano delle patatine al forno strisciandole prima nel ketchup come se spegnessero un mozzicone di sigaretta.&lt;br /&gt;William si alzò in piedi per accoglierlo. Si diedero un bacio sulle labbra confidenziale ma privo di sensualità. Heath si sentiva lo sguardo severo della donna. Succedeva ogni volta.&lt;br /&gt;“Dove è la mia piccolina?”&lt;br /&gt;“Ha mangiato una quantità industriale di pappa e poi è svenuta.”&lt;br /&gt;“L’abbiamo messa nel tuo letto tra due cuscini. È un amore” rivelò Will facendo gli occhi dolci. Prima di iniziare a mangiare il cantante andò nella sua stanza per rubare un bacino alla sua figlioccia. Si sentì emozionato. La stava perdendo... &lt;em&gt;Non c’è nemmeno da pensarci: se rompo con William non ci vedremo più piccolina mia. Non potrò cantarti più niente.&lt;/em&gt; Si sentiva commosso ma non pianse. Ormai era deciso: quando Stacy se ne sarebbe andata avrebbe parlato al suo uomo di Jake. Avrebbe rivelato ogni cosa, compresa l’intensione di rompere. &lt;em&gt;Sempre se non me la faccio sotto prima.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Allora, raccontaci come è andata!” chiesero quasi contemporaneamente una volta che si unì alla combriccola per mangiare.&lt;br /&gt;“Cosa dire... mi faranno sapere, come al solito.”&lt;br /&gt;“Bastardi” commentò gutturale la sua collega. Gli diede un buffetto sulla guancia. Il primo gesto affettuoso dopo mesi. Non ne avevano più parlato. L’argomento ginecologo sexy era finito in cantina tra le scartoffie da dimenticare. Una volta che Vanilla fu sveglia Stacy fece sapere che aveva da fare. Un misterioso appuntamento... “Lasciala, come fai a vedere un uomo con una poppante al seguito?” fece sapere l’aitante direttore d’orchestra sorridendo.&lt;br /&gt;“Non è quel genere di appuntamento. Forse il tipo mi da lavoro.”&lt;br /&gt;“Davvero? Cosa aspettavi a dirlo?” Heath era genuinamente sorpreso.&lt;br /&gt;“Non statemi addosso. Si tratta di un lavoro da babysitter, niente di ché.”&lt;br /&gt;“Proprio tu!”&lt;br /&gt;“Sì, Will, proprio io! Devo occuparmi dei suoi due mocciosi. Gemelli di cinque anni, allo stesso tempo potrò badare a Vanilla. È ricco. Ha una bella casa, e potrebbe persino piacermi.”&lt;br /&gt;Il cantante fece spallucce fissandola con genuina incredulità.&lt;br /&gt;“Heath non guardarmi così, non sto rinunciando a cantare. Ma è troppo importante lavorare con questa crisi e tu lo sai.”&lt;br /&gt;“Fai bene, e ti piacerà. Vedrai che saranno due magnifiche pesti quei due ragazzini.”&lt;br /&gt;“Grazie per l’incoraggiamento William, non so cosa farei senza di te!” sorridendo si accommiatò dalla coppia. Una volta soli i discorsi caddero inevitabilmente su quella scelta coraggiosa e prudente, forse troppo prudente?&lt;br /&gt;“Pensi che anche io prima o poi finirò per fare il dog sitter o qualcosa del genere?”&lt;br /&gt;“Che scemenza. Con il tuo talento tesoro? E poi non serva che ti ricordi che tu, a differenza di Stacy hai un marito che porta a casa un sacco di quattrini.”&lt;br /&gt;Heath si mangiò un unghia prima di dire tutto d’un fiato: “E se non fossimo più insieme?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto l’amore Liam e Jake trascorsero il resto del pomeriggio in spiaggia tra Martini e musica caraibica. Cenarono a bordo piscina in un atmosfera assolutamente perfetta. Nessuno avrebbe potuto immaginare lontanamente che la loro storia fosse in dirittura d’arrivo. Civettavano come se fossero alla prima vacanza. Luna di miele in tutto e per tutto specialmente tra le lenzuola. Il tradimento confidato da Jake sembrava aver messo ancora più carburante sul fuoco alla loro già scoppiettante intesa sessuale. Liam lo prese più volte quella notte, persino mentre dormiva. Poi però era stato Jake a svegliarlo con un’appassionata fellatio. In tarda mattinata si decisero a scendere per un’abbondante colazione. Dopo una manciata di ore tra spiaggia e piscina tornarono in camera per fare di nuovo sesso e dormire e ancora sesso, sesso, sesso! “Per colpa tua una volta a New York dovrò consultare un chirurgo plastico. Per rifarmi il sedere! Ne hai abbondantemente abusato.” Liam fu tentato fortemente di fare una battutina acida in riferimento al suo amante che lo attendeva al ritorno. Te lo rifai per lui? Fu colpito da un dubbio subitaneo. E se fosse stato voluto? Lo stava facendo di proposito ad abusare dell’adorabile di dietro al punto da renderlo quasi ‘inservibile’ per chi sarebbe sopraggiunto dopo? Era una scemenza. Jake aveva perso la verginità a quindici anni. Da quel momento il sesso anale per lui era stata una consuetudine come lavarsi i denti dopo i pasti. E Liam, nonostante i famigerati ventiquattro centimetri, non si era trattenuto mai. Non amavano trattenersi. Nessuno dei due.&lt;br /&gt;La settimana alle Barbados giunse al termine. Era stata proprio una bellissima vacanza. Entrambi più belli con l’abbronzatura. Nel caso di Jake esaltava gli occhi chiari.&lt;br /&gt;Una volta nell’attico i due uomini scelsero poltrone distanti dove sedersi. Questa volta non potevano rimandare l’argomento. Tema trattato solo durante il coito. Dovevano per forza di cose affrontare la questione. Fu Liam ad aprirsi per primo.&lt;br /&gt;“Te ne vai?”&lt;br /&gt;“Dove vuoi che vada? È una settimana che Heath ed io non ci sentiamo. Non so nemmeno se poi l’ha fatto.”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Mollare il suo boyfriend.”&lt;br /&gt;“Non mi avevi detto che stavi rovinando un’altra famiglia.” Jake sorrise deliziato. Doveva chiamare Heath, alla svelta. Chiaramente non davanti a Liam.&lt;br /&gt;“Fatti una doccia.”&lt;br /&gt;“Ne ho bisogno, vero?” si annusò la maglietta costando che in effetti sapeva ancora troppo di Barbados.&lt;br /&gt;Jake lo vide sparire in direzione del bagno.&lt;br /&gt;Prese in maniera concitata il telefonino appena carico.&lt;br /&gt;Uno, due, tre, quattro squilli. La voce poco brillante di Heath gli scaldò il cuore.&lt;br /&gt;“Sei tornato. Perché non ti sei fatto più sentire?”&lt;br /&gt;“Non sono riuscito a chiamarti, problemi di linea e, ti confesso, ho voluto che questa settimana fosse veramente tutta per me e Liam, puoi capirmi?”&lt;br /&gt;“Non lo so... cioè posso solo dirti che per me è stata la settimana più brutta della mia vita!”&lt;br /&gt;“Amore, che è successo?”&lt;br /&gt;“Se riesci a venire qui ne parliamo dal vivo. Sono all’Embassy, sulla settima.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6823550646717068771?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6823550646717068771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6823550646717068771' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6823550646717068771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6823550646717068771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/borderline-capitolo-11.html' title='Borderline, capitolo 11'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sj-K1YCJqqI/AAAAAAAAAcw/QKblY6cmBZ0/s72-c/sensuale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8572968342467731337</id><published>2009-06-16T05:50:00.000-07:00</published><updated>2009-06-16T06:00:10.359-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 5</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjeXUraAWAI/AAAAAAAAAcQ/LaU6cA-Oz3k/s1600-h/booth2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 268px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjeXUraAWAI/AAAAAAAAAcQ/LaU6cA-Oz3k/s400/booth2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347909464030730242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Sono in mezzo a due grandi consolari. Nudo. Le macchine sfrecciano via accanto a me. Potrebbero investirmi ma non succede. Io stesso vorrei finire sotto. Cerco di superare il cavalcavia ma niente. Continuo a trovarmi in questo spartitraffico incapace di avanzare o di retrocedere” il ricordo del sogno che stava raccontando lo gettò nel panico. Si toccò la fronte sudata. Proseguì: “E sto male. Malissimo. Che cavolo significa? Cosa mi sta succedendo, Sweets?” Booth voleva una risposta. Serviva a lui, serviva a Bones, serviva a risollevarlo dalla polvere.&lt;br /&gt;Il giovane psicoterapeuta che aveva ascoltato il resoconto con attenzione, esaminò con i suoi occhi vispi l’amico-paziente.&lt;br /&gt;“Mi creda quando le dico che questi sogni angosciosi non sono affatto una minaccia ma la risposta a quello che cerchiamo.”&lt;br /&gt;“L’idea che mi sono fatto io è semplice. Sono nudo come un verme in mezzo al caos malgrado questo tento di ritrovare la strada. Un percorso che mi faccia tornare ad essere l’uomo che ero. Con tutti i vestiti addosso.”&lt;br /&gt;“Mi parli dell’uomo che ha smarrito. Del Booth vestito” si appoggiò allo schienale.&lt;br /&gt;Prima di ribattere, sospirò: “Il Booth vestito era un uomo che credeva ciecamente nel suo lavoro. Nella giustizia. Nell’amore per una donna.”&lt;br /&gt;“E ora?”&lt;br /&gt;“E adesso non lo so più. Mi sento esattamente come nel sogno. Sono in mezzo a due grandi strade che non si possono intersecare tra loro.”&lt;br /&gt;“Pensa che scegliendo una strada o l’altra possa ritrovare i suoi vestiti?”&lt;br /&gt;“Ho capito che i vestiti sono una metafora della mia identità sessuale. È questo che dovrei fare? Scegliere quale vestito indossare? Non ci riesco ora. Sono confuso. E non solo perché nel mio cuore sento di non sbagliare credendo nell’innocenza di Ian. Ma so anche che Bones ha bisogno del vecchio Booth. E, credimi quando dico che ne ho bisogno anch’io.”&lt;br /&gt;“Purtroppo temo che il vecchio Booth, quello con i vestiti non ci sia più mi dispiace. E l’unico modo che hai per trovare quella strada di cui parli è accettando i tuoi nuovi vestiti.”&lt;br /&gt;“Lo farai se sapessi dove sono!”&lt;br /&gt;“In realtà lo sa. Lo sa, Booth. Solo che non lo vuole sapere.”&lt;br /&gt;“Se questa psicoterapia deve aiutarmi ad accettare l’angoscia che mi porto dentro e imparare a conviverci è ora che cominci a fare effetto.” I Booth dai modi spicci era tornato. Il dialogo con il dottor Reid aveva lasciato degli strascichi pesanti e ora era sempre più difficile tornare indietro. Tornare ad essere come prima. Poteva cambiare pelle come gli consigliava Sweets? Poteva un uomo tutto d’un pezzo come lui arrivare a quel punto di rottura che gli avrebbe consentito di rimettersi in gioco?&lt;br /&gt;“La psicoterapia la sta già aiutando. La sua paura nello scegliere la strada è fondata. Perché sarebbe un errore.”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Scegliere una strada.”&lt;br /&gt;“Mi stai dicendo che devo continuare a stare in mezzo?”&lt;br /&gt;“Le certezze che la nutrivano in passato, tutta la corazza che la proteggeva, si sono frantumate dal momento che ha permesso a qualcuno del suo stesso sesso di amarla. In quel momento si è sentito se stesso.”&lt;br /&gt;“Ora non vorrai venirmi a dire che sono sempre stato omosessuale o qualcosa del genere?”&lt;br /&gt;“No. Certo è vero che il salto è stato grosso. Lo sarebbe stato in ogni caso, anche se si fosse trattato di una ragazza. La sua devozione totale a Brennan nonostante tutto non è mai stata messa in discussione.”&lt;br /&gt;“E dunque?”&lt;br /&gt;“Può scegliere di essere un uomo migliore per lei. Può riuscire a destabilizzare tutto se accetta di &lt;i&gt;non scegliere la strada&lt;/i&gt;. Se smette di sentirti minacciato dal fatto di stare in mezzo.” Lo guardò fisso negli occhi, e, lasciando per un attimo le vesti di psicoterapeuta si rivolse a lui in tono confidenziale: “Booth, l’accettazione di se stessi è il passo più arduo da compiere. Se non arrivi a patti con questo non troverai più i tuoi vestiti.”&lt;br /&gt;Il cercapersone vibrò facendolo saltare. “Devo andare.”&lt;br /&gt;“A domani.”&lt;br /&gt;“A domani” rispose fuggendo dalla stanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Jeffersonian pullulava di piccoli macabri resti umani. Una macchina a gran velocità scontrandosi con un muro di cemento, aveva dato modo che fossero rinvenute tutta una serie di parti scheletriche. Nonostante l’appuntamento fosse appena un ora dopo, Temperance stava lavorando a quelle ossa. Occhiali con lenti d’ingrandimento, sguardo severo, concentrazione al massimo.&lt;br /&gt;“Cam, dille qualcosa.”&lt;br /&gt;“Perché? Pensi davvero che se gli chiedessi di non abortire lei mi darebbe retta?” rispose l’altra sconsolata. Hodgins entrò a manetta. “Di chi state spettegolando? Chi è il povero Cristo sotto le vostre grinfie?” sembrava sorridente. Probabilmente il suo buon umore era dovuto a dei calliforidi che gli avevano fornito chissà quale illuminazione.&lt;br /&gt;“Si tratta di un questione privata. Torna alle tue larve.” Il riccioluto le guardò di sbieco.&lt;br /&gt;“Sono davvero un parassita.”&lt;br /&gt;“Jack!”&lt;br /&gt;“Va bene, recepito il messaggio. Vado dai miei simili.” Girò i tacchi voltandosi diretto verso il suo laboratorio personale.&lt;br /&gt;Sospirando la dottoressa Sorayan si avvicinò a Brennan.&lt;br /&gt;“Lascia stare. Per oggi posso continuare io.”&lt;br /&gt;“Sono ossa, non c’è carne. Finisco e poi vado.”&lt;br /&gt;“Brennan non devi... ”&lt;br /&gt;“Cam, ora ti ci metti anche tu.” Sconsolata si tolse li occhiali. “Non avrei dovuto renderti partecipe. Pensate entrambe di saperne più di me?”&lt;br /&gt;“Vogliamo solo che tu non ti penta del tuo gesto.”&lt;br /&gt;“Perché dovrei pentirmi? È questo dialogo che è inopportuno. Anzi, sai cosa vi dico? Vado un po’ prima. Magari per l’ora di pranzo questa storia è già finita.” Angela la seguì verso lo spogliatoio. “Non vuoi più nemmeno me?” Temperance si voltò di scatto e la guardò con occhi tristi.&lt;br /&gt;“Ma certo che ti voglio. Ma come amica che mi capisce e sta dalla mia parte.” La Montenegro comprese e decise di essere totalmente dalla sua parte. Se aveva scelto di andare incontro alla tempesta quanto meno le avrebbe concesso una scialuppa di salvataggio.&lt;br /&gt;Una decina di minuti dopo l’FBI entrò a chiedere ragguagli sulle ossa del muro di cemento. Booth era reduce dalla terapia con Sweets. I suoi superiori, non del tutto convinti che fosse all’altezza di garantire il massimo della professionalità, gli avevano affiancato l’agente Perrotta, una donna in gamba di cui aveva stima. Quest’ultima sembrava sentirsi più a disagio di tutti gli altri di fronte ai disordini professionali ed emozionali del collega.&lt;br /&gt;“Ciao Cam, dov’è Bones?” chiese l’uomo con tono pacato.&lt;br /&gt;“Ecco io... ” il tono traballante della sua voce le rivelò che gli stava tenendo nascosto qualcosa.&lt;br /&gt;“Che succede?” Perrotta guardò prima la donna poi il suo compagno con aria interrogativa.&lt;br /&gt;“Ricordi quel tumore? Oggi la operano.”&lt;br /&gt;“Tumore, operazione?!”&lt;br /&gt;“Sì, gli è stato diagnosticato ieri l’altro. Pensavo te ne avesse parlato.”&lt;br /&gt;“Bones è sotto i ferri ora?”&lt;br /&gt;Cam ingoiò la saliva. Era certa che chiunque avesse potuto leggerle nel pensiero. Soprattutto lui.&lt;br /&gt;“Seeley...”&lt;br /&gt;“Perrotta, continua senza di me. Io devo andare” come se fosse stato morso da un animale velenoso e dovesse nel minor tempo possibile assumere l’antidoto, Booth scappò dal laboratorio lasciando dietro sé i volti esterrefatti dei restanti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La mia Bones ha bisogno di me.&lt;br /&gt;La mia Bones ha bisogno di me.&lt;br /&gt;La mia Bones ha bisogno di me.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Solo a quello riusciva a pesare durante il tragitto verso la clinica. Doveva raggiungerla, esserle vicino quando si sarebbe ripresa! Le avrebbe assicurato che tutto sarebbe filato liscio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Basta cazzate! Ora Bones ha bisogno di Booth... di Booth con tutti i suoi fottuti vestiti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I ricordi del suo incubo ricorrente tornarono non a caso. La strada che conduceva verso l’ospedale era bloccata da un incidente piuttosto serio. A quel punto si ritrovò a pochi isolati dal luogo d’arrivo con due alternative: andare avanti in auto rischiando di non poterla salutare prima dell’intervento o parcheggiare il suv da una parte e proseguire a piedi? Parcheggiarla avrebbe significato abbandonarla ad un ciglio della strada e camminare in mezzo allo spartitraffico. Proprio come il Booth nudo dei suoi incubi. Ma lui aveva i suoi vestiti. Aveva la forza di volontà per andare incontro a quella strada, per stare sullo spartitraffico come gli aveva consigliato Sweets. E più i minuti si rincorrevano, più una voce interiore gli imponeva di sbrigarsi. Quella voce gli ricordava che Bones aveva bisogno di lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor Holden si avvicinò a Temperance porgendole cuffietta e divisa ospedaliera.&lt;br /&gt;“Come si sente?”&lt;br /&gt;“Come vuole che mi senta?” era un momento penoso. Angela teneva a freno le lacrime. Era una lotta impari. Anche Brennan stava per cedere agli ormoni. La guardò con intensità.&lt;br /&gt;“Sai che se inizi a piangere poi io ti vengo dietro, vero?”&lt;br /&gt;“Piccola, non lo fare. Non prima di averlo detto a Booth” singhiozzò.&lt;br /&gt;“Ma non capisci? Questo lo spezzerebbe. E lo amo troppo per fargli altro male.”&lt;br /&gt;“Glielo stai facendo uccidendo suo figlio.”&lt;br /&gt;“Non è così. Non lo sto facendo” tirò su con il naso.&lt;br /&gt;“L’anestesista è pronto, mi segua.” Holden s’inserì nel fitto dialogo. Non trascurò le lacrime che rigavano il viso della sua paziente. Prese dal taschino del camicie un fazzoletto di carta.&lt;br /&gt;“Non serve che le dica che se ha cambiato idea... ”&lt;br /&gt;“Assolutamente no.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8572968342467731337?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8572968342467731337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8572968342467731337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8572968342467731337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8572968342467731337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/ogni-singolo-respiro-capitolo-5.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 5'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjeXUraAWAI/AAAAAAAAAcQ/LaU6cA-Oz3k/s72-c/booth2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6046597892304815548</id><published>2009-06-12T05:55:00.000-07:00</published><updated>2009-06-12T06:13:53.377-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 4</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjJUZ1b2RuI/AAAAAAAAAbo/0ArWvySyljE/s1600-h/Nick_Youngquest_10.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 339px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjJUZ1b2RuI/AAAAAAAAAbo/0ArWvySyljE/s400/Nick_Youngquest_10.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346428510459545314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;WARNING!&lt;/b&gt; NC 17 per il linguaggio, la crudezza dei termini e accenni a violenza sui minori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ian Emmerich se ne stava in disparte tutte le volte che doveva condividere il tempo con gli altri carcerati.&lt;br /&gt;Temeva quella massa di delinquenti senza cervello, zotici e violenti di natura. Avrebbero potuto farlo a pezzi solo per il gusto di farlo se non fosse stato per alcune telecamere di sorveglianza posizionate sopra le loro teste e per i secondini, disseminati per tutto il perimetro del carcere federale.&lt;br /&gt;La divisa arancione gli andava stretta nonostante fosse dimagrito, di botto, cinque chili.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto digiunare per settimane, non sarebbe stato un grande sacrificio. Il pasto dei reclusi era quanto di più disgustoso avesse mai messo sotto i denti. Escludendo il vomito che la sua tutrice gli costringeva a mangiare per punirlo se non si fosse comportato bene.&lt;br /&gt;Più ore passava in quel luogo più i ricordi della sua infanzia tormentata giungevano alla sua mente.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;-Edward, hai di nuovo giocato con la carta igienica? Quante volte ti ho detto di non farlo?&lt;br /&gt;-Mandy, non sono stato io, te lo giuro.&lt;br /&gt;-Quando hai finito di dire bugie, potrai tornare a giocare con i tuoi fratellini, ora lava questo schifo da terra.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Se guardava verso il basso, Ian ritornava a vedere il pavimento sudicio di ogni maleodorante schifezza. Feci vecchie da giorni, resti di cibo, scarafaggi, veleno per topi.&lt;br /&gt;Mandy, la donna che si sarebbe dovuta occupare di quelle sei sfortunate creature, li avrebbe legati sotto il tavolino delle punizioni se non avessero ubbidito ai suoi dettami.&lt;br /&gt;Tornò improvvisamente alla realtà.&lt;br /&gt;Era nel suo letto, nella sua singola con vista sulle sbarre. Un nodo alla gola gli occludeva il respiro. &lt;i&gt;Booth, amore mio, che aspetti a tirarmi fuori di qui?&lt;/i&gt; ancora di salvezza alla quale aggrapparsi era il pensiero dell’amico, fuori di lì.&lt;br /&gt;Il ricordo dei momenti trascorsi con lui e suo figlio gli scaldava il cuore.&lt;br /&gt;Durante l’ultima mattina di libertà si era svegliato presto, a dispetto delle poche ore trascorse a dormire.&lt;br /&gt;Aveva osservato a lungo l’amante abbandonato in un sonno profondo, nonostante il chiarore del giorno invadesse la stanza creando uno scintillio di ombre e luci.&lt;br /&gt;Lo aveva vegliato per un po’, senza osare disturbare quella quiete.&lt;br /&gt;Un rumore improvviso lo aveva risvegliato dal torpore amoroso. Proveniva dalla mansarda. Evidentemente Parker era sceso dal suo letto.&lt;br /&gt;In fretta recuperò i suoi abiti per rendersi presentabile agli occhi del bambino. Poi uscì dalla camera e lo trovò intento a cercare cartoni animati alla tv.&lt;br /&gt;“Zio Ian, perché non ci sono i canali per bambini in questo Hotel?”&lt;br /&gt;“Non credo che qui abbiano la televisione via cavo, campione”, lo informò prendendo posto sul divanetto.&lt;br /&gt;“Che ne dici se invece di guardare la tv andiamo a fare una bella colazione?”&lt;br /&gt;“Solo se dopo mi porti a vedere il pesce gatto.”&lt;br /&gt;“Credo che per quello dovremmo aspettare tuo padre.”&lt;br /&gt;“Ti prego!", lo implorò il bambino facendo il broncio.&lt;br /&gt;Il profiler -il numero uno quando si trattava di manipolare le persone- di fronte alle insistenze del ragazzino si sentì impotente. Sorrise, accondiscendente.&lt;br /&gt;“Va bene, hai vinto. Ora muoviti, prima che ci ripensi.”&lt;br /&gt;Avrebbero dovuto tornare da Booth dopo la colazione ma Parker era eccitatissimo all’idea di salire sulla barca per pescare non lo avrebbe fermato nemmeno una bufera!&lt;br /&gt;E poi, tra le onde che increspavano appena il lago, tutto il suo mondo era scomparso.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi cercando di combattere l’inevitabile affluire dei ricordi spiacevoli.&lt;br /&gt;Non voleva torturarsi.&lt;br /&gt;Bastavano le torture dei suoi secondini.&lt;br /&gt;Una smorfia gli contrasse il viso che, nonostante le vessazioni, rimaneva affascinante.&lt;br /&gt;Si toccò la fronte come se i ricordi spiacevoli si potessero scacciare come le mosche. La mano raggiunse i capelli, o quello che ne restava. I suoi carcerieri, dopo la libertà, avevano preteso di togliergli anche quelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angela continuava ad osservare con aria sognante la foto che ritraeva il feto di dodici settimane.&lt;br /&gt;“Guarda tesoro, già si intravedono le manine! E il profilo? Ha un nasino all’insù che è un amore.”&lt;br /&gt;Temperance non ne voleva sapere di condividere quell’immagine con l’amica.&lt;br /&gt;Continuava a guardare davanti a sé, cercando la forza per respirare.&lt;br /&gt;Si sentiva come se qualcuno gli stesse tenendo un cuscino in faccia, come se fosse di nuovo in mano al becchino ma, questa volta, il suo persecutore, un volto, un piccolo volto, lo aveva.&lt;br /&gt;Rifletté: da ogni errore si trae un insegnamento. Cosa aveva tratto da quella gravidanza imprevista? &lt;i&gt;Oltre al fatto che i profilattici si rompono proprio sul più bello? &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Piccola, ora dovrai per forza di cose dirlo a... ”.&lt;br /&gt;“NO!”, rispose Brennan con tono fermo e deciso.&lt;br /&gt;“Ma... ”&lt;br /&gt;“Angela, ti prego. Booth ne deve restare fuori, assolutamente”. All’improvviso, come colta da un dubbio subitaneo, virò verso l’ufficio informazioni.&lt;br /&gt;“Che vuoi fare?”&lt;br /&gt;“Secondo te?”&lt;br /&gt;Nel giro di pochi minuti, Brennan ricevette le delucidazioni che cercava.&lt;br /&gt;“Temperance tu non puoi... ”&lt;br /&gt;“Certo che posso.”&lt;br /&gt;“Ma Booth... ”&lt;br /&gt;“Questo è un problema mio, non di Booth”&lt;br /&gt;“Non è giusto che tu interrompa la gravidanza a sua insaputa!”&lt;br /&gt;“Perché? Perché, una volta tanto, sono io a proteggere lui?”.&lt;br /&gt;“Perché ha diritto di sapere.”&lt;br /&gt;“Fino a prova contraria, io sono una donna single e posso decidere il mio destino senza che altri interferiscano. E trattandosi di un evento assolutamente indesiderato, agirò di conseguenza.”.&lt;br /&gt;“Per altri intendi anche la tua migliore amica, Bren?”.&lt;br /&gt;L’antropologa assunse un’espressione più umana.&lt;br /&gt;“Lo sai quanto bisogno io abbia della mia più cara amica.”.&lt;br /&gt;“Fidati: tenere questo segreto non farà bene a nessuno. Di certo non farà bene al tuo rapporto con Booth.”.&lt;br /&gt;“Mi sembra che l’abbia già compromesso abbastanza lui andando a letto con Emmerich.”&lt;br /&gt;“Potete mettervi quella storia dietro le spalle ora. E questo bambino vi aiuterà a farlo.”&lt;br /&gt;“Per niente. Quello che tu chiami bambino sarà solo l’inizio di un’altra spirale di problemi. Booth si metterà in testa di essere il padre dell’anno. Non rinunciando però, complice il suo senso di giustizia, a parteggiare per l’amico in prigione.”.&lt;br /&gt;“È probabile. Ma è proprio di questo che ti sei innamorata. La sua infinita caparbietà, il suo senso del dovere. La sua lealtà.”&lt;br /&gt;“So quel che faccio”. Niente e nessuno sembrava poter scalfire le sue certezze.&lt;br /&gt;L’appuntamento era fissato. Tra due giorni e mezzo avrebbe smesso di essere una scienziata con un feto di dodici settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina in cui Temperance Brennan scopriva di essere madre, il sostituto procuratore indiceva una riunione speciale.&lt;br /&gt;All’ordine del giorno c’era la cattura del profiler reo di essersi associato da tempo a un serial killer e di essere entrato nelle maglie del FBI per tenere alla larga la polizia dai loro sudici piani. O forse semplicemente per infangarla.&lt;br /&gt;Booth ascoltò la dissertazione cercando di capire se prima o poi si sarebbe rassegnato all’idea di aver avuto per partner un omicida.&lt;br /&gt;“Ora siamo a conoscenza che sia Kelly sia Emmerich hanno avuto un’infanzia tormentata. Durante il loro soggiorno in casa di Madison Navaar, la donna che avrebbe dovuto occuparsi di loro, hanno subito abusi di vario tipo, violenza inaudita”.&lt;br /&gt;Booth ripensò ai lividi che costellavano il suo corpo. Sentì crescere l’angoscia nel suo petto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché non mi hai detto tutta la verità? Quanto ti facevano soffrire quei segreti? Fino al punto di non fidarti di me, ovvio,&lt;/i&gt; considerò amaramente.&lt;br /&gt;La voce squillante del procuratore proseguì con l’esposizione dei fatti: “Tutto questo cianciare di ragazzini legati sotto i tavoli tra i liquami non deve influire sulla nostra determinazione a rendere giustizia a quelle povere sette donne. Sette madri che hanno smesso di vivere, per mano loro. Senza dimenticare il povero capitano Osbron”.&lt;br /&gt;Un giovane dai capelli biondi, lisci e lunghi fin sulle spalle prese parola.&lt;br /&gt;Era stato in disparte tutto il tempo. Chiuso in un mondo tutto suo, sembrava tutt’altro che interessato alla questione Emmerich.&lt;br /&gt;“Mi scusi, Dottor Wright, quando lei afferma che i fatti angosciosi subiti da Kelly ed Emmerich non devono fuorviare la nostra attenzione dagli omicidi, dimentica, se mi permette, un dato molto importante: dietro ad ogni assassino c’è un’analisi comportamentale e dietro quest’analisi comportamentale troppo spesso c’è un bambino che ha subito un abuso.”&lt;br /&gt;“Arrivi al dunque, Dottor Reid”.&lt;br /&gt;L’attenzione si catapultò tutta su di lui. Si formò un fitto chiacchiericcio. Come osava un ragazzo che sembrava appena uscito dal college prendere posizione contro le alte sfere del FBI? Era un’insolenza bella e buona!&lt;br /&gt;“Quello che intendo dire è che gran parte della bravura di Emmerich come profiler si fonda sulla comprensione e sulla totale abnegazione con le quali si è sempre dedicato al suo lavoro investigativo. Nell’analisi psico-sociologica del S.I.*”&lt;br /&gt;“Reid, capisco o, meglio, tento di capire questo suo simpatizzare con un collega in difficoltà. Ma le doti investigative di Emmerich non lo rendono migliore agli occhi del mondo. Si è sporcato del sangue dell’ultima vittima. Il fatto stesso che aiutasse Kelly a commettere quei delitti inscenando situazioni molto simili alle barbarie subite da ragazzi... ”.&lt;br /&gt;“Mi scusi se la interrompo, ma questi fatti non sono stati ancora provati.”&lt;br /&gt;Booth fu molto colpito da quell’alterco. Il giovane Reid sembrava non temere lo scontro con i superiori e questo lo accomunava a Ian.&lt;br /&gt;Era forse una caratteristica tipica dei profiler essere teste calde?&lt;br /&gt;Si rese conto che avrebbe voluto saperne di più.&lt;br /&gt;Wright tentò di chiudere la faccenda con il profiler usando frasi di circostanza. Concluse dicendo: “Non dobbiamo provare un sentimento di pena per loro. Non dobbiamo sforzarci di capirli. Se tutti quelli che hanno avuto un’infanzia disturbata divenissero degli assassini seriali il mondo ne sarebbe invaso”. Promise che l’accusa si sarebbe battuta per assicurare l’iniezione letale a entrambi, anche se era probabile che sarebbe stato Kelly ad avere la pena più dura.&lt;br /&gt;Di fatti, pensò Booth, senza un’ammissione di colpevolezza e con un avvocato con gli attributi, si poteva sempre tentare di dimostrare che Emmerich era stato plagiato o qualcosa del genere. Nonostante tutto, sperava che se la cavasse.&lt;br /&gt;Forse sto diventando pazzo.&lt;br /&gt;Tentò di scacciare quelle considerazioni fuori luogo. Doveva restare con i piedi ben saldati al suolo. Emmerich era un bastardo, un assassino senza scrupoli. Se la realtà dei fatti era quella, niente poteva cambiarla.&lt;br /&gt;In fondo al corridoio che conduceva alla sala riunioni s’imbatté in Reid. Si squadrarono per un lungo istante come se entrambi conoscessero chi fosse l’altro.&lt;br /&gt;Fu il più giovane a presentarsi&lt;br /&gt;“Sono il Dottor Reid”, disse mentre porgeva la mano. “Lei deve essere Seeley Booth, il compagno di Emmerich.”&lt;br /&gt;“Sì, lo sono.”&lt;br /&gt;“Sono costernato. Immagino debba essere tremendo.”&lt;br /&gt;Booth si domandò perché chiunque lo incontrasse sentisse l’esigenza di trattarlo come la vedova di Emmerich. Cercò di ricomporsi e iniziò a parlare: “Mi piacerebbe conoscere la sua opinione sulla cattura di Kelly ed Emmerich.”&lt;br /&gt;“Non mi dispiacerebbe approfondire la cosa con lei”, rispose l’altro. “Purtroppo devo essere a Portland entro le sedici di oggi”. Mentre spiegava i suoi programmi, il profiler aveva ripreso a camminare velocemente.&lt;br /&gt;Per niente soddisfatto, Booth lo seguì fino all’ascensore. “Lei non pensa che Ian sia colpevole”. Lo disse tutto d’un fiato.&lt;br /&gt;“Immagino lo abbia dedotto dal mio intervento. In effetti ho un’idea diversa dalla vostra”.&lt;br /&gt;“Dalla nostra?”. Booth non aveva capito quale fosse, la sua idea! Probabilmente non quella che avevano i suoi superiori.&lt;br /&gt;“L’impianto accusatorio è basato su prove indiziarie ma non è per questo che sono così scettico al riguardo”, affermò Reid.&lt;br /&gt;“Allora mi illumini. Dottor Reid, perché pensa che Emmerich non sia complice di Kelly?”.&lt;br /&gt;Il volto minuto dello scienziato si avvicinò di pochissimo a quello del suo interlocutore. Non sembrava un uomo che amava avvicinarsi troppo agli altri.&lt;br /&gt;“Ho lavorato con lui a stretto contatto per mesi. E posso affermare con il massimo della sicurezza che non è un assassino. Non lo dico come profiler... ”. S’interruppe per accarezzarsi la nuca. “Ian Emmerich è una brava persona. Totalmente incapace di nuocere. Di certo non per il gusto di farlo! Di certo non a una donna. Lui si occupava delle donne che avevano subito abusi o che rischiavano di subirne. Per lui era una missione.”&lt;br /&gt;“Lo so”, commentò sconsolato Booth. Ricordava i tatuaggi con su scritti i nomi delle vittime.&lt;br /&gt;“Mi creda, signor Booth, con questo non voglio dire che non avesse un gemello cattivo, la sua infanzia sofferta ne farebbe un S.I. con i fiocchi! Mi vengono i brividi se ripenso a quella casa degli orrori. Ma aveva imparato a tenere il suo lato oscuro a bada. La sua doppiezza era la sua forza”. Intanto, le porte dell’ascensore si erano aperte. Non c’era più tempo per le chiacchiere.&lt;br /&gt;Ma le parole di Reid avevano turbato non poco Booth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*soggetto ignoto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6046597892304815548?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6046597892304815548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6046597892304815548' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6046597892304815548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6046597892304815548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/ogni-singolo-respiro-capitolo-4.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 4'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SjJUZ1b2RuI/AAAAAAAAAbo/0ArWvySyljE/s72-c/Nick_Youngquest_10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8644847980727831067</id><published>2009-06-10T02:28:00.000-07:00</published><updated>2009-06-10T08:02:34.827-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><title type='text'>Borderline, capitolo 10</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Si993uT_UrI/AAAAAAAAAbY/Fxyfx0_ZECU/s1600-h/james_marsters_tie.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 292px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Si993uT_UrI/AAAAAAAAAbY/Fxyfx0_ZECU/s400/james_marsters_tie.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345629678990217906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti va di fare l’amore? No, non rispondere, ho già capito. Non ti va, si vede che hai l’aria stanca, preoccupata. Che ti succede, dolcezza?” Heath se ne stava seduto sulla poltrona della sua camera da letto. William l’aveva raggiunto vestito solo di un asciugamano legato alla vita.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se lo guardo gli salto addosso, però non voglio, io... io non voglio tradire Jake! &lt;/i&gt; Era grave, davvero grave. Quello era il punto di non ritorno, quello era l’inizio della fine. Eppure era stata una festa talmente perfetta, almeno fino all’arrivo di Jake. Dopo era andata bene anche il resto della serata. Fintantoché la felicità post orgasmica non si era esaurita del tutto. Ora si sentiva spompato, come se gli mancasse l’ossigeno. Voleva il suo ginecologo, voleva anche non far male a William. Sapeva che quella possibilità non esisteva. La realtà era che qualcuno avrebbe sofferto, qualcuno o anche di più qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se io lascio Will, Jake farà lo stesso con Liam... &lt;/i&gt; quella era la verità. Ora doveva solo decidere. Aveva abbastanza palle per mollare il suo meraviglioso direttore d’orchestra? Probabilmente no.&lt;br /&gt;“Ti dispiace?”&lt;br /&gt;“Vuoi dormire subito? Ok me ne vado.”&lt;br /&gt;“Sicuro che non te la prendi?”&lt;br /&gt;“No, nel senso di sì, cioè mi dispiace. Ma non voglio forzarti.”&lt;br /&gt;“Non è mai stato uno sforzo e lo sai bene.” William gli camminò dietro. Prima di lasciare la sua stanza non poté fare a meno di accarezzare i lunghi capelli biondi.&lt;br /&gt;“Ti amo così tanto Heath. Sono un drogato d’amore. Passerei ogni singolo istante tra le tue braccia. Sono messo male, eh?”&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Oddio...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Un’altra parola e mi fai cambiare idea... ma sai quelle serate che proprio ‘lui’ non vuole collaborare?” guardò la parte alta dei propri pantaloni.&lt;br /&gt;“Si è rinchiuso nel suo guscio? Sai che sono molto bravo con le contrattazioni. Se vuoi ci metto un secondo a farlo uscire fuori a braccia alzate!.” Quella di Heath era una palese bugia. Solo l’averlo visto quasi nudo l’aveva eccitato. Ma era un’eccitazione d’abitudine. William non gli sarebbe stato indifferente nemmeno durante un attacco terroristico! Sarebbe riuscito lo stesso a scoparselo. Da oltre tre anni non pensava ad altro, che cosa era cambiato? &lt;i&gt;Jake...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Ammetto che è una proposta interessante.”&lt;br /&gt;“No, basta giocare. Notte tesoro, e se cambi idea sai dove sono.”&lt;br /&gt;“Sicuro.” Dopo che William ebbe chiuso la porta Heath si portò le mani dietro la nuca. Tornò a guardare in direzione del suo pacco. L’erezione premeva dolorosa.&lt;br /&gt;“Sei proprio un cazzo senza sentimenti. Hai fatto i tuo comodi con Jake e ora, ingordo come sei vorresti divertirti con Will, ma ce l’hai una cazzo di scienza?” sbuffò. Stava accusando il suo’ fratellino minore’ per non prendersela con se stesso?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;So di essere un gran traditore. Devo farmi coraggio. Ok, ho deciso, sarà doloroso ma domani. Si, domani gli parlo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liam prese trenta gocce di valium per essere sicuro di dormire. Quando di fatti si svegliò il sole allegramente invadeva la stanza di letto sua e di Jake. Il suo ‘maritino’ fedifrago non era tornato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sarai con lui? &lt;/i&gt; Controllò l’ora, non erano ancora le otto. Il suo turno finiva alle sette circa, il tempo di fare la doccia e prendere la metro. Si toccò i capelli. Stranamente, nonostante il disastro in corso, si sentiva felice. Una felicità da pazzi, come se fosse uscito di senno. Ma il motivo di quella strana sensazione non erano le corna. No, non stava sperimentando una forma di masochismo. Era il pensiero di William a scaldarlo... era successo tutto in una sera: aveva scovato William, aveva molto probabilmente perso Jake.&lt;br /&gt;Con la razionalità del caso poteva ancora fingere quasi che non fosse successo nulla. Di fatti ancora non era convinto che fosse tutto vero. &lt;i&gt;Lesley può essersi sbagliata&lt;/i&gt;, continuava a ripetersi, &lt;i&gt;aver capito male. Negazione. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Le valige per le Barbados erano tutte ammonticchiate nella stanza degli armadi. Jake e Liam possedevano una camera di oltre trenta metri quadri dove riporre il loro guardaroba. Ognuno il proprio reparto ma spesso, malgrado Liam fosse un po’ più grosso di spalle e leggermente più alto, i vestiti si confondevano. I pantaloni del più vecchio erano indossati dal ginecologo, soprattutto se si trattava di comodi sotto tuta di flanella. Si alzò si scatto dal suo giaciglio. Si chiese se quelle valige avessero ancora un senso. Camminando nella cabina armadio si soffermò sulle camicie dell’amato. Erano disposte in maniera ordinata, quasi simmetrica. Le accarezzò. Avrebbe dovuto odiarlo, sentirsi respinto da tutto ciò che lo riguardava, invece no. Si sentiva commosso. &lt;i&gt;Se c’è un colpevole di tutto questo sono io.&lt;/i&gt; Continuava a ripetersi. &lt;i&gt;Sono io che l’ho trascurato. Sono io che non ho fatto altro che saltare da un aereo all’altro, da un consiglio d’amministrazione all’altro. &lt;/i&gt; In ciascuno di quegli abiti era racchiuso un ricordo. Dalla prima volta che erano stati a casa dei suoi genitori in California, quella per la festa della sua laurea. La sua preferita, di Gucci. Così elegante e sobria. Così di Jake. Proprio in quel momento il protagonista dei suoi pensieri rincasò.&lt;br /&gt;“Nottataccia. Ho dovuto fare pure un po’ di pronto soccorso. E la tua festa, come è andata?” si avvicinò per baciargli una guancia. “I bagagli sono pronti, che ci fai nella stanza degli armadi?”&lt;br /&gt;“Ti racconterò della festa, hai già fatto colazione?”&lt;br /&gt;“Un plum-cake al volo. Sono affamato, mangerei un bisonte farcito.”&lt;br /&gt;Liam si diresse in cucina. Anche per allontanarsi dall’odore dell’amante. Sebbene la doccia sapeva ancora di ospedale e crema allo zinco per poppanti.&lt;br /&gt;“Ci sono delle ciambelle e posso preparare il caffè. Magari per bisonte intendevi una vera colazione con bacon e uova, giusto?”&lt;br /&gt;“Le ciambelle andranno benissimo” ammiccò. Liam tirò fuori dalla dispensa l’occorrente. Alle ciambelle aggiunse delle cialde e la cioccolata spalmabile che aveva comprato l’ultima volta che era stato a Parigi. Il suo ragazzo ne era a dir poco goloso. Si mise a sedere su di uno sgabello. Jake prontamente si appoggiò sulle ginocchia. Poggiò morbidamente le labbra sulle sue.&lt;br /&gt;“Ma non avevi fame?” chiese Liam.&lt;br /&gt;“Il sapore di nutella è più saporito se c’è il tuo DNA.”&lt;br /&gt;“Il mio DNA?”&lt;br /&gt;“Ti amo, Liam.”&lt;br /&gt;“Lo so” lo fissò per alcuni, memorabili, secondo. “Lo so” ripeté. “Allora perché mi stai mettendo le corna?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella notte William fece un sogno strano. Come protagonista c’era di certo lui. Siccome non lo conosceva, non ne sapeva il nome e non aveva nemmeno la sicurezza che ‘lui’ esistesse, si era inventato un soprannome. &lt;i&gt;Angel&lt;/i&gt;. Lui era il suo angelo. Un angelo alto e con grosse spalle, che gli aveva fatto percepire la sua essenza e il suo sguardo per tutta la sera. Quella mattina si sentiva ancora eccitato. Sapeva che la ragione di quel prurito sessuale non era Heath ma un altro. E non se ne sentiva affatto in colpa. &lt;i&gt;Dopo tutto è un angelo. E gli angeli non hanno sesso... &lt;/i&gt; pensò malizioso. La mattina non poté fare a meno di masturbarsi. Come un tredicenne che ha bisogno di una sega per riuscire ad infilarsi i pantaloni prima di andare a scuola, William si toccò. Lo fece pensando intensamente a Angel. Sentiva il corpo possente premere sul suo. Pesante e allo stesso tempo leggero, inconsistente. Allungava le braccia per tenerselo vicino, per non lasciarlo andare. Quando fu sul punto di raggiungere l’apice si rese conto che stava facendo troppo baccano. Stava urlando. Si mise a pancia in sotto. Premette la testa contro il cucino per essere sicuro che Heath non si sarebbe accorto dei gemiti. La sua mano si soffermò tra le natiche. &lt;i&gt;Non mi bastano le carezze Angel, ti voglio dentro di me.&lt;/i&gt; Sussurrò con il pensiero come se ‘lui’ potesse udirlo. Dal cassetto prese un tubetto di crema gelatinosa. Se la spalmò sulle dita. In pochi secondi trovò la prostata. A quel punto il piacere divenne una tempesta, un vulcano che esplodeva, una forza della natura! Morse le cuscino prima di venire. E non riuscì a fare a meno di gridare a pieni polmoni.&lt;br /&gt;“Ti senti bene?” Heath era entrato senza bussare. William se ne stava quasi svenuto riverso con il volto ancora sul cuscino. Quell’orgasmo l’aveva praticamente steso.&lt;br /&gt;“Sì. Tutto bene.”&lt;br /&gt;“Ti ricordi che oggi abbiamo a pranzo Vanilla e Stacy?”&lt;br /&gt;“Comprerò una bella cena etnica nel drug-stone qui sotto.”&lt;br /&gt;“Lo posso fare io.”&lt;br /&gt;“Ma non hai un’audizione alle dieci?”&lt;br /&gt;“Sì, hai ragione. Meglio che te ne occupi tu.” Heath lo guardò con malizia. “Sembrava molto eccitante... a cosa stavi pensando?”&lt;br /&gt;Da sotto il lenzuolo che teneva fin sopra il mento, William arrossì.&lt;br /&gt;“Non lo so a cosa pensavo, è stata una cosa rapida. E la colpa è la tua... ieri sera mi hai trascurato.”&lt;br /&gt;“Lo sapevo che lo avresti detto!” si piegò su di lui e gli accarezzò le labbra con un bacio.&lt;br /&gt;“Mi sei mancato comunque .”&lt;br /&gt;“Davvero, bel bambino?”&lt;br /&gt;“Si, Will, davvero.” Come avrebbe fatto senza di lui? Come poteva fare a meno del suo quasi quarantenne adorato così bello e così immaturo da masturbarsi come un’adolescente arrapato? Sarebbe stato lungo e doloroso, sarebbe stato tremendo. &lt;i&gt;Basta! Abbiamo ancora un giorno intero... ci penserò e forse ci riuscirò. &lt;/i&gt; Si disse. Ma non ne era certo. E poi c’era il pensiero di Jake che partiva per il mare con il suo uomo. Si sentiva geloso di lui. E pensare che la sera prima avrebbe potuto incontralo, Liam Spancer. Cosa si sarebbero detti? Che avevano un magnifico ragazzo da condividere? Dopo tutto Jake era talmente pieno d’amore da dare che non c’era da stupirsi di quella situazione. Sospirò. E decise che sarebbe stato meglio farla finita con tutte quelle considerazioni ed iniziare a vivere quella giornata a partire dall’audizione imminente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Liam... ” Jake si tolse dalle sue ginocchia come se avessero improvvisamente cominciato a scottare. Si sentì nudo come un verme di fronte alla platea formata da un milione di persone. Tutti ridevano e lo indicavano,l’intera giuria lo dichiarava colpevole.&lt;br /&gt;Il suo sguardo confermò tutto quello che Lesley aveva detto.&lt;br /&gt;“Ma allora è tutto vero! Perché?! Cazzo Jake, perché?”&lt;br /&gt;Spancer iniziò a girare attorno alla penisola. Era fuori di sé ma non ancora al punto di tirare tazze e barattoli di nutella per aria.&lt;br /&gt;“Non chiedermi perché. Chiedimi cosa provo, piuttosto.”&lt;br /&gt;“Sei innamorato... chiaro, si vede a un miglio. Ora che lo so. Sì, si vede anche da lontano. Come ho fatto a non capirlo prima?”&lt;br /&gt;“Chi te l’ha detto?”&lt;br /&gt;“Questo non ha importanza, dimmi piuttosto. È vero che sei innamorato?” Jake non pensò nemmeno per un attimo di negare. Lo fissò fieramente negli occhi.&lt;br /&gt;“Sono innamorato, sì, da impazzire. Lo amo. Va avanti da tre mesi. Sono innamorato di un altro Li, mi dispiace.”&lt;br /&gt;“Non devi scusarti, se è capitato è... è pure colpa mia.”&lt;br /&gt;“Ma questo non è vero! È solo stato il destino... ”&lt;br /&gt;“Ma quale destino! Tu avevi bisogno di me. Di tutto me stesso. Avrei dovuto prendere un amministratore delegato e lavarmene le mani. Sapevo che non poteva durare in eterno.”&lt;br /&gt;“Non metterla su questo punto. Non sei tu il colpevole, magari se c’è un colpevole è la puttana che è in me.”&lt;br /&gt;“Ma la puttana che è in te voleva solo amore. E dove stavo io mentre tu quest’amore lo cercavi da un altro? In giro per il paese! O a quelle maledette fiere. O a pranzo con qualche schifo di capitano d’industria. Al County club.” Si morse le labbra. “Sarei dovuto stare con te ogni giorno, ogni minuto se occorreva. Dovevo scoparti dalla mattina alla sera. Di notte, in continuazione.”&lt;br /&gt;“Non è che tenendomi il buco occupato avrei... ti sarei stato fedele. Ho conosciuto questo ragazzo meraviglioso e me ne sono innamorato. Riesci a capirmi?”&lt;br /&gt;“Eccome se ci riesco... a me è successo tredici anni fa” si commosse un po’. In realtà qualcosa del genere gli stava succedendo... proprio in quel momento... Willliam. Tornò a pensare a quel direttore d’orchestra biondo e spavaldo. &lt;i&gt;Che scherzi che fa la vita... ora sono qui a rompere con il mio ragazzo di sempre e a chi vado a pensare? A uno che ho appena incontrato ad una party. &lt;/i&gt; Dondolò la testa sconfortato.&lt;br /&gt;“A questo punto... non lo so. Vuoi che io resti?”&lt;br /&gt;“E tu vuoi restare?”&lt;br /&gt;“Sì, cioè se tu mi vuoi ancora.”&lt;br /&gt;“E come potrei non volerti ancora?” si avvicinò a lui. Gli catturò il volto tra le mani. Fissò i suoi grandi, immensi, occhi blu. Impossibile perdonarlo, impossibile lasciarlo.&lt;br /&gt;“Lo sai che per colpa tua ho rischiato di ammazzare un uomo ieri sera?”&lt;br /&gt;“Non dici sul serio.”&lt;br /&gt;“Io non scherzo su queste cose... ” Jake abbassò lo sguardo.&lt;br /&gt;“Immagino che le Barbados... salti tutto.”&lt;br /&gt;“Per farti correre dal tuo nuovo boyfriend? Te lo scordi” si scansò da lui. Allargò le braccia indicando il set di valige. “. È tutto pronto. E abbiamo entrambi bisogno di ricaricare le batterie e... ”&lt;br /&gt;“E sarebbe pietoso.”&lt;br /&gt;“Perché? Perché dottore? Perché ti mancherebbe troppo?”&lt;br /&gt;“Non tirarlo dentro. Questa cosa riguarda noi due.”&lt;br /&gt;“Su questo ti do ragione. Ripeto: non te ne faccio una colpa. Ma partiamo. Alle tre, come previsto. E per questa settimana tu sei mio. Ancora mio. Me la concederai un’altra settimana, Jake?”&lt;br /&gt;“E dopo?”&lt;br /&gt;“Come faccio io ad impedirti di... di andartene.”&lt;br /&gt;“Vuoi dire che se smettessi di vederlo tu mi vorresti ancora? Come se niente fosse stato?”&lt;br /&gt;“Non prendiamoci in giro Jake. Non sei stato un santarellino in questi ultimi anni. Cosa credi, so dei ragazzi del college. So tutto. Ho avuto anch’io le mie trasgressioni. Ieri sera in Limousine c’è mancato poco che non me lo facessi succhiare da Lesley! Cioè lei stava scherzando ma io l’avevo presa sul serio. E se me lo avesse preso in bocca probabilmente l’avrei lasciata fare!”&lt;br /&gt;“Per me non avrebbe significato niente.”&lt;br /&gt;“Come non hanno significato nulla tutti gli uomini con cui l’hai fatto. Eri un ragazzino attizzato, volevi sperimentare e io ti ho lascito fare. Come avrebbe potuto durare tanto se ti avessi tenuto stretto il cappio al collo? Quelle esperienze erano zero rispetto a quello che eravamo noi... eravamo. Ora ti sei innamorato. È diverso.”&lt;br /&gt;“È vero Li, è vero. Ma questo non significa... non vuol dire che non ti amo ancora. Io ti amo Liam. E ti amerò per sempre.” Si fissarono a lungo. Per poi sciogliersi in un caloroso abbraccio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8644847980727831067?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8644847980727831067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8644847980727831067' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8644847980727831067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8644847980727831067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/borderline-capitolo-10.html' title='Borderline, capitolo 10'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Si993uT_UrI/AAAAAAAAAbY/Fxyfx0_ZECU/s72-c/james_marsters_tie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-3825945385631277249</id><published>2009-06-08T01:43:00.000-07:00</published><updated>2009-06-08T01:44:55.567-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro, capitolo 3</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SizPcTanr-I/AAAAAAAAAbA/llK1AzAg2Pc/s1600-h/bones-angela.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 299px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SizPcTanr-I/AAAAAAAAAbA/llK1AzAg2Pc/s400/bones-angela.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344874942937149410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verde delle foglie rampicanti si estendeva fino alla balaustra. &lt;br /&gt;Il sole alto della mattina creava tra le foglie un luccichio che le rendeva ancora più desiderose di crescere. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fotosintesi clorofilliana&lt;/i&gt;, pensò Brenann. &lt;br /&gt;Istintivamente si toccò il ventre. &lt;br /&gt;Anche l’esserino che stava lì dentro aveva voglia di crescere. &lt;br /&gt;Semiseduta sul parapetto del balcone, si era fatta catturare da quel gioco di luci e colori. Temperance attendeva che l’amica fosse pronta. Sentendola uscire dal bagno, tornò in casa. &lt;br /&gt;L’appartamento di Angela Montenegro era disordinato all’inverosimile, disseminato da tele bianche e quadri. Una fitta polvere, probabilmente prodotta dalle tinte varie, aleggiava tutt’intorno.&lt;br /&gt;“Scusa per l’attesa, mi farò perdonare pagando il pranzo.”&lt;br /&gt;“Non dire sciocchezze”, rispose con affetto l’antropologa.&lt;br /&gt;“Spaventata?”, domandò l’altra, afferrando la borsetta finita chissà come sotto il lavandino.&lt;br /&gt;“No... anzi, sono ansiosa di conoscere il verdetto.” &lt;br /&gt;Al sospiro che l’amica le diede in risposta, chiese: “Angela, che c’è?”.&lt;br /&gt;“Piccola, siamo donne. Hai nausee, giramenti di testa, umore altalenante e acidità di stomaco. Non ci vuole un premio Nobel per capire... ”.&lt;br /&gt;“È fuori discussione. Magari ho un cancro!”. Lo disse come se stesse parlando di un’allergia al polline. &lt;br /&gt;La Montenegro sgranò i grandi occhi scuri: “Non dirlo nemmeno per scherzo!”.&lt;br /&gt;Erano già per strada. Una folata di vento colpì le gambe di Brennan.  &lt;br /&gt;“Prendiamo un taxi?”, chiese Angela.&lt;br /&gt;“Ho la macchina”, rispose Brennan.&lt;br /&gt;“Ma te la senti?”.&lt;br /&gt;“Mai stata meglio”, mentì cliccando il pulsante del telecomando.&lt;br /&gt;Una volta in clinica, entrambe cominciarono a dare segni di nervosismo. &lt;br /&gt;“Dovresti dirlo a Booth.” &lt;br /&gt;“Perché? Non ha già abbastanza problemi?”&lt;br /&gt;“Ma se sei incinta... ”&lt;br /&gt;“No, non lo sono”, si affrettò a negare con veemenza.&lt;br /&gt;“Hai fatto il test?”.&lt;br /&gt;“Non ce n’è bisogno”.&lt;br /&gt; Un’infermiera di colore le raggiunse. Aveva il camice macchiato di tintura di iodio e si portava dietro lo sgradevole odore del pronto soccorso. &lt;br /&gt;“La signorina Brennan?”.&lt;br /&gt;“Sì, sono io”.&lt;br /&gt;“Il Dottor Wolker la sta aspettando. Box undici, sempre dritto sulla destra.”&lt;br /&gt;La stanza del medico era asettica. &lt;br /&gt;A parte alcuni quadri che rappresentavano iconografie di organi non c’era molto di interessante.&lt;br /&gt;“Le analisi non sono ancora pronte”, informò, invitando le due donne a sedersi. &lt;br /&gt;In quel momento bussarono alla porta. &lt;br /&gt;Un’altra infermiera, rossiccia e leggermente più anziana dell’altra, porse delle cartelle al medico. &lt;br /&gt;Il dottor Wolker aveva ormai abbondantemente superato i sessant’anni. Aveva pochi capelli che teneva rasati. I baffi e la barba curata lo facevano assomigliare ad un babbo natale moderno. &lt;br /&gt;“Vogliamo scommettere che qui ci sono pure le sue Beta-Hcg?”&lt;br /&gt;“Perché proprio le Beta-Hcg, non capisco!”, farfugliò la scienziata in difficoltà. &lt;br /&gt;Angela, non avendo idea di cosa fosse quella sigla, si limitò a scrutare con aria interrogativa prima l’amica, poi il medico.&lt;br /&gt;“Data l’età e il genere di malesseri che accusa è ovvio escludere una gravidanza in atto.”&lt;br /&gt;“Non...  va bene”, si arrese. Accartocciò nervosamente il fazzoletto che teneva in mano. &lt;br /&gt;Ma perché rassegnarsi a quell’evenienza, per forza di cose? Magari era cancro. &lt;br /&gt;Il dottor Wolker scrutò accigliandosi i nomi e i numeri diligentemente messi in riga. Sorrise bonariamente.&lt;br /&gt;“Niente di cui non ci occupiamo in questa struttura” concluse. &lt;br /&gt;Con un dito indicò il valore più eclatante della lista.&lt;br /&gt;“È quello che penso?”, chiese Angela, piena di trepidazione. &lt;br /&gt;Intanto la lingua di Temperance era paralizzata, incollata al palato.&lt;br /&gt;Osservò l’uomo oltre la scrivania.&lt;br /&gt;“Ragazze io sono solo un internista, il medico che fa per voi è il dottor Holden, è lui il ginecologo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta fuori dallo studio del dottor Wolker, Angela spronò l’amica a parlare.&lt;br /&gt;“Ti prego Temperance, dimmi qualcosa.”&lt;br /&gt;“Io... io... non ci posso credere.”&lt;br /&gt;“Ma non è un dramma! Aspetti un bambino! Potrebbe essere qualcosa di meraviglioso nella tua vita. Un segno del destino! Ora che Booth è…”&lt;br /&gt;“Non dire sciocchezze! Booth deve stare fuori da tutto questo!”&lt;br /&gt;“Stai scherzando?!”.&lt;br /&gt;“Non lo deve sapere. Ne farebbe una questione colossale.”&lt;br /&gt;“Ma è il vostro bambino!”.&lt;br /&gt;“Non c’è nessun bambino.”&lt;br /&gt;“Tesoro... ”.&lt;br /&gt;“Andiamo da questo ginecologo”. Così dicendo, iniziò a correre in direzione del reparto di ginecologia e ostetricia.&lt;br /&gt;“Ok... ma calmati ora”. Angela cercò di farla tornare in sé. &lt;br /&gt;Da quando gli ormoni impazzavano nel corpo dell’amica, non la riconosceva più. &lt;br /&gt;Non c’erano più dubbi. Logico che fosse incinta. &lt;br /&gt;Temperance non si lasciava abbattere tanto facilmente. Non aveva la lacrima facile. Non si faceva prendere dalle emozioni. &lt;br /&gt;Qualcosa la stava cambiando nel profondo e quel 'qualcosa' cresceva dentro lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor Holden accettò di visitare Temperance nonostante non avesse preso un appuntamento. Decisamente più giovane e attraente del dottor Wolker, sorrise gentilmente alle due donne, ancora scosse dalla notizia appena appresa e le invitò a sedersi. &lt;br /&gt;Brennan porse le analisi sperando, nonostante fosse una speranza assurda, che ci fosse una ragione diversa per la quale le sue Beta-Hcg fossero così alte! &lt;br /&gt;“C’è una gravidanza in atto.”&lt;br /&gt;“Ne è sicuro?”, si affrettò a chiedere lei.&lt;br /&gt;“Lo confermerà la visita. Emozionate?”&lt;br /&gt;“Da morire!”, rispose Angela sorridendo.&lt;br /&gt;“Sarà da molto che aspettate questo bambino”.&lt;br /&gt;Le due donne si guardarono incredule.&lt;br /&gt;“So come vanno queste cose: trafile burocratiche, bombe ormonali, inseminazione.”&lt;br /&gt;“Aspetti...  io e Angela non siamo una coppia.” &lt;br /&gt;“Già. Io sono bisessuale e anche il padre di questo bambino lo è, ma noi due non stiamo insieme”, spiegò Angela, gesticolando come se parlasse ad un sordo.&lt;br /&gt;“Smettila Angela. A lui non servono tutti questi dettagli.”, disse brusca Brennan.&lt;br /&gt;L’espressione del dottore era a metà tra il sorpreso e l’interessato.&lt;br /&gt;“Niente affatto...  io adoro i dettagli. Questo è uno dei casi più interessanti che mi siano capitati da quanto esercito.” &lt;br /&gt;“Non si faccia un’idea affrettata della situazione. Non siamo una specie di comunità hippy dedita all’omosessualità e alle orge”, precisò Angela.&lt;br /&gt;“Infatti”, ribadì Temperance. “Questo non vuol dire che io non sia legata a lei”. Si voltò, sorridendo all’amica con affetto. &lt;br /&gt;“Dolcezza...”, rispose Angela, grata. &lt;br /&gt;Si guardarono con amore stringendosi la mano. &lt;br /&gt;Il momento di grande sorellanza si interruppe appena si resero conto di come il medico che le stesse osservando deliziato. &lt;br /&gt;“Ma insomma, lei è un ginecologo o una specie di guardone?”, sbottò Temperance.&lt;br /&gt;“Bren!”, la redarguì l’amica.&lt;br /&gt;“Non si preoccupi”, la tranquillizzò il medico. “Sono abituato all’ormone altalenante delle gravide. Se mi dovessi offendere tutte le volte che mi fanno un appunto dovrei litigare tutti i giorni.”&lt;br /&gt;“Pensa che mi visiterà, prima o poi?”, incalzò Brennan.&lt;br /&gt;“Certo!”, sorrise il ginecologo, e la fece sdraiare nell’apposito lettino.&lt;br /&gt;“Io esco, non mi sembra giusto... ”, disse Angela, titubante.&lt;br /&gt;“Aspetta...” la paziente la richiamò la sua accompagnatrice. “Non mi lascerai sola con questa specie di maniaco!”, sussurrò.&lt;br /&gt;“Ma è un medico....! E tutti gli uomini perdono la testa di fronte a due donne gay sexy. Vedrai, ora che si è calmato farà il suo dovere”.&lt;br /&gt;“Stammi vicina, ti prego.”&lt;br /&gt;“Resti pure”, la invitò l'uomo, scuotendo divertito la testa. “Non la visiterò. Per avere conferma della gravidanza mi basta fare un ecografia”.&lt;br /&gt;Un macchinario collegato a un piccolo schermo era posto accanto al lettino da visita. &lt;br /&gt;Holden chiese a Brennan di scoprire la pancia. &lt;br /&gt;Prima di appoggiare la sonda sul ventre, vi spalmò un po’ di gel, facendo rabbrividire un po’ Temperance.&lt;br /&gt;“Lo so, è un po’ freddino”, si scusò il medico. “Ma è necessario: gli ultrasuoni utilizzati dalla macchina, pur non attraversando l'aria, superano bene i liquidi, evitando che si interponga aria fra il trasduttore e la parte del corpo che si vuole analizzare”.&lt;br /&gt;“Non serve che me lo dica, sono una scienziata”, rispose piccata lei.&lt;br /&gt;Sorridendo, l’uomo guardò lo schermo. “Già. Una scienziata con un bel feto di dodici settimane”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-3825945385631277249?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/3825945385631277249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=3825945385631277249' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3825945385631277249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/3825945385631277249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/ogni-singolo-respiro-capitolo-3.html' title='Ogni singolo respiro, capitolo 3'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SizPcTanr-I/AAAAAAAAAbA/llK1AzAg2Pc/s72-c/bones-angela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-8176808767921534087</id><published>2009-06-07T07:16:00.000-07:00</published><updated>2009-06-07T08:29:35.981-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><title type='text'>Borderline, capitolo 9</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SivcvZeDoTI/AAAAAAAAAa4/rXR9nWBJBWs/s1600-h/triste.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SivcvZeDoTI/AAAAAAAAAa4/rXR9nWBJBWs/s400/triste.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344608089654141234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;WARRING:&lt;/b&gt; abuso sessuale. Linguaggio violento e scurrile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dove eri finito?” William accolse l’amato a braccia aperte.&lt;br /&gt;“Discorso favoloso.”&lt;br /&gt;“Hai sentito?”&lt;br /&gt;“Ne parlano tutti.” Era imbarazzato. Tra i presenti era l’unico, forse, a non aver udito nulla dell’accorata richiesta, apparsa così genuina e spontanea. &lt;br /&gt;“Ora torniamo a casa però, mi sento stanco...”&lt;br /&gt;“Stanco? Ma non abbiamo neanche cenato! Il buffet è solo l’aperitivo. Tra poco ci indicheranno il nostro posto a sedere e i camerieri ci delizieranno con dei manicaretti degni di un sovrano.”&lt;br /&gt;“In effetti sono affamato. Mangerei un due polli interi. Solo che avrei preferito a casa nostra, magari sul tappeto davanti alla tv.”&lt;br /&gt;“Sei proprio un inguaribile romantico... beh oggi ti tocca la mondanità. Problema tuo se hai scelto di amare una star…”&lt;br /&gt;Heath sorrise grato. Durante la cena William, sebbene felice della compagnia e delle attenzioni del suo ragazzo, continuava a percepire gli occhi addosso. E non erano occhi qualsiasi, di un fan, di un ex amante, erano proprio di lui... si guardò indietro, prima a destra poi a sinistra.&lt;br /&gt;“Sei inquieto Will?” Heath diede un buffetto su di uno zigomo, era rosso, probabilmente il caldo o forse quell’emozione indefinita che continuava ad infuriargli in petto.&lt;br /&gt;“Niente tesoro,comincio a sentirmi stanco anch’io, appena finita questa splendida cena ce la svigniamo.”&lt;br /&gt;“Perfetto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liam Spancer non aveva perso di vista William un solo attimo. La distanza tra il suo tavolo e quello del direttore d’orchestra non era proibitiva. Non poté far a meno di notare le confidenze con il suo vicino di banco. &lt;em&gt;Stanno insieme, si vede lontano un miglio&lt;/em&gt;. Se avessero pomiciato davanti a tutti non sarebbe stato più evidente.  Si sentiva geloso, inquieto e geloso... possibile che fosse veramente infatuato? Era una cotta, una discreta cotta che avrebbe potuto gestire, ma aveva deciso a starne fuori e, se da una parte friggeva dal desiderio di farsi avanti, dall’altra la sua fedeltà a Jake la faceva da padrona. &lt;br /&gt;Tenersi alla larga dal biondino che aveva stuzzicato la sua fantasia non era solo un dovere alla coppia, lo faceva per non impazzire. Aveva già capito che un uomo del genere lo avrebbe potuto far uscire di testa, senza sé e senza ma. E non solo perché bello, colto e pieno di fascino. Aveva il fuoco dentro. Bruciava l’aria che respirava. Un piccolo, angelico demonio capace di infiammare il suo letto! Tra di loro la combustione sarebbe stata spontanea. All’improvviso ebbe un’illuminazione. Qualcosa di pazzesco, di irrazionale. Lo vide guardarsi intorno nervoso. INQUIETO. &lt;em&gt;Cazzo ha capito! Mi sta cercando! Ma stava uscendo di senno? &lt;/em&gt;William non l’aveva nemmeno visto! Non era riuscito a farsi vedere. Come poteva cercare qualcuno di cui non conosceva l’esistenza? &lt;em&gt;Eppure sono certo, sono sicuro che... mi desidera, forse non quanto lo desiderio io ma...  &lt;/em&gt; erano vibrazioni quelle che sentiva? Oppure era solo uno sciocco quarantenne in crisi di mezza età che vedeva quello che voleva vedere? A rompere la processione delle fantasie, che tra l’altra cominciavano a farsi davvero oscene, ci pensò Lesley.&lt;br /&gt;“Liam potresti venire un attimo di là, per piacere.” Il tono della donna era triste, malinconico e preoccupato.&lt;br /&gt;“Tutto bene, bellezza?”&lt;br /&gt;“Ti devo parlare.”&lt;br /&gt;“Nemmeno il tempo di finire questi tortellini squisiti?”&lt;br /&gt;“Preferisco di no.”&lt;br /&gt;“Vorrà dire che chiederò il bis dopo. Dov’è finito quel manichino che ti sei rimorchiata?”&lt;br /&gt;“L’ho mandato a cagare.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace, immagino già l’argomento di conversazione...”&lt;br /&gt;“Non penso proprio.”&lt;br /&gt;“Lesley che c’è? Sei strana. Più strana del solito.”&lt;br /&gt;“Vieni con me.” Liam la seguì senza controbattere. &lt;br /&gt;Camminarono per pochi metri lungo un elegante corridoio. Alla destra di una grande specchiera adornata dai faretti, trovarono la porta.&lt;br /&gt;Entrarono.&lt;br /&gt;C’era poca luce e una nuvola di polvere aleggiava ancora.&lt;br /&gt;“Senti l’odore di sesso?” domandò la donna con voce tremante. I suoi occhi celesti si fecero lucidi.&lt;br /&gt;“Si tratta di un modo per darmi prova che hai scopato con l’appendiabiti?”&lt;br /&gt;“Liam... mi dispiace...”&lt;br /&gt;“Che cosa,  che cosa stai cercando di dirmi?” ora l’espressione di Liam tradiva inquietudine. Anche se la sua mente era ancora anni luce dalla rivelazione che avrebbe udito pochi secondi dopo.&lt;br /&gt;“Ti voglio troppo bene per nascondertelo. Anche se so che farò male... molto male, ma è giusto che tu lo sappia.”&lt;br /&gt;“Spara, farà crollare l’Hotel questa notizia?”&lt;br /&gt;“Sì, mi auguro di sì. Ma perché devo essere proprio io cazzo!” si toccò i capelli nervosa.&lt;br /&gt;“Parla.”&lt;br /&gt;“Ugo ed io siamo venuti qui per una sveltina.”&lt;br /&gt;“Me l’ero immaginato.”&lt;br /&gt;“Quando abbiamo sentito aprire la porta... e... e ci siamo nascosti dietro quel divanetto.”&lt;br /&gt;“Sì?”&lt;br /&gt;“Si trattava di una coppia che ha avuto la nostra stessa idea.”&lt;br /&gt;“Però, magari loro hanno concluso, da qui l’odore di sesso.”&lt;br /&gt;“Liam, ascoltami senza parlare. Erano due...due maschi. Uno vestito da cameriere, l’altro un biondino niente male. All’inizio pensavo ad una tresca tra uno della servitù e un invitato. Mi era sembrata anche interessante come situazione ma poi...”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;Abbassò la testa prima di rivelare la condanna: “Quello non era un cameriere vero...era... si trattava di Jake... Jake vestito da cameriere.”&lt;br /&gt;“Piccola, rilassati. Ti sei sbagliata. Jake stanotte lavora non può essere assolutamente lui ti assicuro.”&lt;br /&gt;“Purtroppo no. Era lui. L’ho visto. Hanno parlato anche delle Barbados, che l’altro, il biondino intendo, gli sarebbe mancato. Liam questa tresca va avanti da parecchio se ho capito bene...mi dispiace.” Lesley era distrutta. Liam si sentì come se improvvisamente la terra lo stesse risucchiando verso il nucleo. &lt;br /&gt;Jake era stato in quella stanza?&lt;br /&gt;Aveva fatto sesso con un altro? &lt;br /&gt;Un uomo biondo? Uno degli invitati sicuramente&lt;br /&gt;“Non ci credo voglio dire... non lo so,  non c’è margine d’errore dici?”&lt;br /&gt;“Purtroppo no.”&lt;br /&gt;“Hanno fatto sesso.”&lt;br /&gt;“Sì.”&lt;br /&gt;“E tu hai visto e sentito tutto.”&lt;br /&gt;“Mi dispiace Li... mi sento... Così...”&lt;br /&gt;“Una scopata... Jake si è fatto una bella scopata con questo tizio... mentre io ero di là...”&lt;br /&gt;“C’è dell’altro.”&lt;br /&gt;“E cosa? Erano in tre? Hanno fatto sesso di gruppo? Sadomaso? C’erano pure degli animali?” l’ironia di Spancer tradiva tutto il disgusto e la delusione che provava. &lt;em&gt;Se essere cinici aiutasse&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“No intendo dire che... sembravano molto innamorati. Jake sembrava così...  così coinvolto, emotivamente non solo fisicamente. E poi non è giusto che tu sappia i dettagli!”&lt;br /&gt;“Invece li voglio sapere.”&lt;br /&gt;“Liam ti conosco, ora so già quello che stai per fare. Vuoi addossarti la colpa. Ora dirai che Jake ti tradiva perché tu lo trascuravi, perché non gli davi abbastanza amore.”&lt;br /&gt;“Cosa ti fa pensare questo di me?”&lt;br /&gt;“Lo hai sempre fatto. Sempre. Lo hai difeso, protetto, messo su di un piedistallo. Idolatrato come fosse una musa. Una madonna dipinta. Ed era affascinante tutto questo. Ma ora non ti permetterò di ritenerti responsabile. Hai capito?” &lt;br /&gt;“A questo punto dimmi chi è il ragazzo biondo.”&lt;br /&gt;“Non lo conosco, non ho idea di chi sia.”&lt;br /&gt;“Ma sapresti riconoscerlo. Se ora ci facciamo tutti i tavoli uno ad uno sapresti dire... è lui, giusto?”&lt;br /&gt;“Penso di sì. “&lt;br /&gt;“Allora andiamo.”&lt;br /&gt;“Che vuoi fare? Non vorrai commettere qualche sciocchezza?!”&lt;br /&gt;“Non lo so, deciderò al momento. Magari troviamo anche Jake. Evidentemente oggi al reparto non c’era molto lavoro, e magari lo troviamo accucciato sotto il tavolo che glielo sta ciucciando. Oppure lo sta prendendo in bocca da tutti gli uomini del tavolino.”&lt;br /&gt;“Ora stai esagerando. Stiamo parlando di Jake non di una squallida puttana!”&lt;br /&gt;“Tu non conosci Jake. Darebbe via un rene per un orgasmo prostatico, neanche a dire che non gliene procuri abbastanza! Ora si spiega perché ultimamente lavorava sempre di notte, tutte quelle assenze prolungate!”&lt;br /&gt;“Ok, ha una relazione, capita!”&lt;br /&gt;“Basta chiacchiere Lesley, portami da lui.”&lt;br /&gt;“No, se non ti calmi.”&lt;br /&gt;“Mi vedi forse nervoso?”&lt;br /&gt;“Esatto. Incazzato come sei potresti commettere qualche danno irreparabile. Li, pensa alla tua posizione, a quanto hai lottato per arrivare dove sei... ”&lt;br /&gt;“Da professore di chimica a magnate dell’industria. Non ti preoccupare, saprò reprimere i miei peggiori istinti .”&lt;br /&gt;“Me lo auguro proprio.” &lt;br /&gt;Spancer seguì la donna fin dentro la sala. Camminarono attorno ai tavoli imbanditi ancora occupati dai commensali. Quasi tutti occupati. &lt;br /&gt;“Potrebbero essersene andati, oppure sono qui ma chissà dove.” Come colto da un’emicrania improvvisa Liam si toccò la testa. Ben presto si rese conto che doveva rimettere. Fece appena in tempo ad entrare nel bagno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dove sarai Jake? Magari dietro ad una di queste sei porte. Magari te lo stai facendo farcire da qualcun altro...  no, sei ancora con lui. Ma certo! Lesley dice che quell’uomo è importante per te. &lt;/em&gt;Come era possibile? Aveva lasciato che Jake lo tradisse e chissà da quanto tempo andava avanti... non se lo poteva proprio perdonare. &lt;br /&gt;Il conato di vomito passò ma in ogni caso restò nel bagno. &lt;br /&gt;Un uomo sulla quarantina entrò e lo squadrò per qualche secondo. Riconoscendolo gli sorrise.&lt;br /&gt;“Liam Spancer!”&lt;br /&gt;“Brian Osvold”. Si fissarono per una dozzina di interminabili secondi. Quando la tensione si fece troppa, l’altro osò una proposta degna del luogo che li ospitava.&lt;br /&gt;“Senti... Spaner, perché non entriamo? Sarebbe stupendo se mi lasciassi... ”&lt;br /&gt;“Vuoi succhiarmi l’uccello?” ringhiò.&lt;br /&gt;“Ehm...  mi piacciono quelli che non parlano per giri di parole.”  &lt;br /&gt;Liam lo squadrò disgustato. Piccolo, pelato, effeminato. L’antitesi di Jake. &lt;br /&gt;“Scommetto che non vedi l’ora lurido frocietto.”&lt;br /&gt;“Perché tu insulti me? È risaputo che sei gay!”&lt;br /&gt;“Perché io a differenza tua non devo elemosinare sperma nei cessi. Io ho un ragazzo d’oro che mi aspetta a casa.” &lt;em&gt;Già quando non è occupato a prenderlo in culo da un certo biondino…&lt;/em&gt;“Senti, se devi fare tutte queste cerimonie per una scopata tornatene dal tuo fidanzato.”&lt;br /&gt;“No! Ora mi hai fatto arrapare, e ora mi fai il lavoretto!” berciò.&lt;br /&gt;“Ok, ok non scaldarti tanto.” S’infilarono nel secondo bagno. Quasi si strappò i pantaloni per aprirseli. &lt;br /&gt;“Quanta foga... non scappa mica la mia bocca.”&lt;br /&gt;“Lurido frocio, sta zitto, prendilo e finiscila di parlare a vanvera!” Liam era fuori di sé. Nonostante la bruttura della situazione la sua erezione era degna delle migliori occasioni. &lt;br /&gt;Brian lo guardò estasiato.&lt;br /&gt;“Madre natura ti ha graziato... sei stupendo quaggiù come lassù.”&lt;br /&gt;“Finiscila di parlare, è l’ultima volte che ti avviso prima di spaccarti l’osso del collo!”&lt;br /&gt;“Va bene...come sei bruto” replicò in falsetto. Di fatti, di lì a poco non fu proferito nessun suono verbale. Solo il sottofondo del risucchio e dei lamenti rochi di Liam. I gemiti si trasformarono in una nenia che diceva: “Jake...Jake... amore... mio... perché...perché...” era come se il lurido, meschino piacere che il suo corpo stava provando lo stesse sgretolando dentro.&lt;br /&gt;L’accovacciato smise di fare quello che stava facendo con tanto ardore.&lt;br /&gt;“Hai detto qualcosa? Va tutto bene Liam?”&lt;br /&gt;“Basta! Mi hai davvero stufato! Tu e la tua schifo di voce. Tu e il tuo parlare” con un calcio lo spinse addosso al muro. Bloccò il suo respiro stringendo un cappio attorno alla sua gola.&lt;br /&gt;“Checca schifosa, ora ti tappo la bocca per bene. Così non parli più di certo” e lo fece. Lo seppellì con i suoi ventiquattro centimetri finché il poveraccio non iniziò a emettere rantoli di dolore. Il pene era spinto fino alla base, sino ai peli pubici. Brian non riusciva più a trattenere i conati di vomito. Ma Liam, senza pietà continuava a premere la punta verso le tonsille. L’orgasmo partì da sotto i testicoli per poi propagarsi lungo la spina dorsale. Stava venendo ma non sentiva nulla di esaltante. &lt;em&gt;È come farsi una sega, altrettanto squallido.&lt;/em&gt; Pensò. Quando ebbe terminato si scansò. &lt;br /&gt;Brian Osvalt restò per alcuni minuti rantolante e boccheggiante. I suoi occhi erano pieni di lacrime e il colorito del suo volto si era fatto verdastro. Aveva rischiato seriamente di morire soffocato.&lt;br /&gt;“Ti è piaciuto il trattamento, troia? Era buona la mia sbobba?”&lt;br /&gt;“Tu... tu...&lt;br /&gt;“Non provare a minacciarmi adesso. E comunque sai che non puoi dirlo a nessuno. Cosa ne penserebbe tua moglie e il tuo ricco suocero se scoprissero che ti piace succhiare i cazzi nei cessi?” mentre pronunciava con tono sprezzante quelle parole tornò in sé. &lt;em&gt;Ma che ho fatto? Che cazzo ho fatto?!&lt;/em&gt;Era stato proprio lui a ridurre quel poveretto in quello stato? Quasi ad ucciderlo? Disgusto da tutto e soprattutto da se stesso, si allontanò dai bagni. Scappò letteralmente dall’hotel sperando di buttarsi tutto alle spalle e alla svelta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-8176808767921534087?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/8176808767921534087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=8176808767921534087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8176808767921534087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/8176808767921534087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/borderline-capitolo-9.html' title='Borderline, capitolo 9'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SivcvZeDoTI/AAAAAAAAAa4/rXR9nWBJBWs/s72-c/triste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-6972291270379574492</id><published>2009-06-01T04:47:00.000-07:00</published><updated>2009-06-01T04:54:02.390-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><title type='text'>Ogni singolo respiro capitolo 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SiPBI0aVyyI/AAAAAAAAAao/vx23p6pqP60/s1600-h/sweetsbooth.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SiPBI0aVyyI/AAAAAAAAAao/vx23p6pqP60/s400/sweetsbooth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342325940243778338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo 2&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Booth era senza parole. Senza voce e senza respiro. La voglia di abbracciare la sua piccola Bones era quasi dolorosa. Ma una voce nel suo cuore gli impedì qualsiasi movimento.&lt;br /&gt;“Allora?”&lt;br /&gt;“No, io... non me la sento.”&lt;br /&gt;“Non sono abbastanza bella per te?” ribatté lei, improvvisamente agitata.&lt;br /&gt;“Certo che sei bella! Sei bellissima, ma io...”&lt;br /&gt;“Sì, bellissima. Ma non vuoi toccarmi. Ecco quanto ti piaccio!”. Gli occhi chiari divennero lucidi. Lui le andò vicino. Con la mano destra le alzò il mento in modo che lo guardasse.&lt;br /&gt;“Sei infinitamente la cosa più bella che io abbia mai visto, Bones. E mi fa stare male il desiderio che ho di farti l’amore. Ma non sarebbe giusto.”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Perché in questo momento non sono io. Non sono il Booth che ti ha fatto innamorare. Sono un uomo a pezzi. E se ti prendessi tra le mie braccia, di certo non ti lascerei più andare.”&lt;br /&gt;“Ma è quello che voglio!” lo interruppe.&lt;br /&gt;“Non sarebbe giusto, ripeto. Ti costringerei a doverti occupare di me. A curare queste ferite che mi sono fatto da solo e che voglio guarire da solo.”&lt;br /&gt;“Tu hai sempre voluto proteggermi. Sarei felice di ricambiare.”&lt;br /&gt;“Lo so. E lo farai. Ma fare l’amore stanotte sarebbe un errore.” E un pensiero grave che non tradusse in verbo berciò nella tua testa: tu non meriti di mischiare il tuo meraviglioso corpo con uno che l’ha mischiato con un assassino. Sarebbe mai giunto a patti con quella realtà? Booth non lo sapeva. Ma c’era la terapia che, spesso, si rivelava efficace. Tanto valeva provare, nella speranza di poter tornare un uomo degno di Temperance Brennan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Salve Booth, come si sente?”. La voce del Dottor Sweets gli giunse suadente. Nella sua mente e nel suo corpo non vi era alcuna cellula che esprimesse la stessa calma.&lt;br /&gt;Quanto avrebbe voluto la tranquillità del suo psicoterapeuta! Fece spallucce.&lt;br /&gt;“Mi sento in forma, tutto sommato” rispose adagiandosi sulla poltrona.&lt;br /&gt;“Sono certo che fisicamente lo è... ”.&lt;br /&gt;“Che vuoi dire, Sweets? Niente giri di parole, arriviamo al dunque.”&lt;br /&gt;“La terapia alla quale la sottoporrò non servirà soltanto a curare la depressione nella quale è inevitabilmente caduto dopo l’arresto del suo collega.”&lt;br /&gt;“Non sono affatto depresso!” lo interruppe stizzito.&lt;br /&gt;“Allora se la parola depressione la infastidisce, diciamo che è turbato. Turbamento le va bene?”&lt;br /&gt;“Sono turbato. Sono un sacco turbato, già. Sono un agente dell’FBI. Difendo la società dalla feccia. Sì, Sweets, sono decisamente turbato... ” s’interruppe, guardando per pochi secondi il soffitto.&lt;br /&gt;“Dall’aver scoperto di essermi fatto abbindolare da un... dal complice di un assassino!”. Prese dal porta penne una matita. La spaccò in due come se stesse lì per essere fatta a pezzi dai pazienti.&lt;br /&gt;Il giovane psicologo tossì nervoso. Sarebbe stata una bella impresa la sua. Rimettere ordine nell’animo dell’amico che però, in quel momento, aveva bisogno di lui in veste di terapista.&lt;br /&gt;“Booth, ascolti. Non serve che si metta sulla difensiva. Si abbandoni al dolore.”&lt;br /&gt;“Pensi che non lo stia facendo?”&lt;br /&gt;“Da cosa si sente minacciato?”&lt;br /&gt;“Tu che dici?”&lt;br /&gt;“Ok, poniamola così: come sta andando con la dottoressa Brennan?”&lt;br /&gt;“E adesso che c’entra Bones! Hai deciso di farmi arrabbiare davvero?” Il suo sguardo divenne fiammeggiante. Sweets, per niente intimorito dai modi bruschi, accennò un vago sorriso.&lt;br /&gt;“Come le è sembrata di fronte a tutto questo?”&lt;br /&gt;“Che attinenza ha con il mio... problema?”&lt;br /&gt;“Ci arriveremo poi, lei risponda.” Booth ci pensò. Rifletté fissando la parete dinnanzi. Osservò con improvviso interesse le cornici che confermavano la carriera brillante del suo terapista.&lt;br /&gt;Tra di esse c’era anche dell’altro: il fantasma delle sue colpe che lo fissava accusandolo.&lt;i&gt; Bones, piccola mia, ti ho tirato dentro tutto questo schifo mio malgrado&lt;/i&gt;, pensò, divenendo all’improvviso malinconico. Il suo interlocutore lesse nella sua mente e si sentì leggermente in colpa.&lt;br /&gt;“Se non se la sente di rispondere... ”&lt;br /&gt;“Sì, me la sento. Bones sta male, vomita di continuo, ha giramenti di testa. E tutto questo è iniziato dopo che... ho scelto di frequentare Emmerich con costanza.”&lt;br /&gt;“Dunque si accusa del suo malessere.”&lt;br /&gt;“Se due più due fa ancora quattro.”&lt;br /&gt;“Non sono un po’ troppi questi fardelli?”&lt;br /&gt;“Decisamente troppi. Ma da una vita ho capito che scaricare le proprie colpe sugli altri non porta da nessuna parte.”&lt;br /&gt;“Molto nobile da parte sua, anche perché magari un altro al suo posto avrebbe dato la colpa a... ”&lt;br /&gt;“Non tiriamolo in ballo!”, gridò, mettendo subito a tacere l’argomento più spinoso di tutti. Non lo faceva per un senso di protezione nei riguardi dell’ex collega carcerato. Ma non si sentiva in grado di trattare la questione, fosse anche con qualcuno fidato come Sweets. Un giorno, forse, si sarebbe sentito a suo agio a parlare di quell’argomento, in quel momento preferiva il silenzio e la riflessione.&lt;br /&gt;“Ma prendersi la responsabilità di tutto... di Brennan, della questione mostro della centrifuga... finirà per schiacciarla. Se già non lo sta facendo.”&lt;br /&gt;“Lo so.”&lt;br /&gt;“Crede di meritarselo?”&lt;br /&gt;“Che ne dici? Me lo merito?”. Booth fece un’espressione a metà strada tra il sarcastico e l’abbattuto. Giacché era il responsabile numero uno di tutto quel disastro, tanto valeva affrontarlo... oppure il terapeuta voleva far intendere che se ne sarebbe dovuto lavare le mani?&lt;br /&gt;“Sweets, l’unico motivo per cui ho accettato la terapia è perché non voglio farmi cacciare dall’FBI ma, soprattutto, perché voglio aiutare Bones.”&lt;br /&gt;“Allora se vuole aiutarla, deve fidarsi di me.”&lt;br /&gt;“Mi fido di te.”&lt;br /&gt;“Non è questo l’atteggiamento giusto.”&lt;br /&gt;“E quale sarebbe quello giusto?”&lt;br /&gt;“Non impedire al tuo inconscio di recepire il mio di aiuto.” Aggiunse con un tono meno formale:&lt;br /&gt;“Non impedire al tuo cuore di ritrovare il sentiero della verità.”&lt;br /&gt;“Cosa ti fa pensare che lo stia impedendo? Voglio anch’io la verità. O davvero pensi che mi sia rassegnato all’idea di aver... di essermi affezionato ad un assassino?”&lt;br /&gt;Sweets sorrise fiero di sé.&lt;br /&gt;“Sono arrivato almeno a farle ammettere questo. Smetta di pensare a lui come all’assassino, ma come alla persona che l’ha fatta innamorare.”&lt;br /&gt;“Sembra molto facile detto così.”&lt;br /&gt;“Non ho detto che sia facile, ma se non accetta questo non arriveremo mai a parlare del vero disagio che si annida in lei.”&lt;br /&gt;“Sarebbe?”&lt;br /&gt;“È palese. Il suo problema principale non è l’essersi fatto abbindolare da un probabile criminale. Ma è l’identità del criminale stesso.”&lt;br /&gt;“Non capisco... ”&lt;br /&gt;“Non è mai riuscito a perdonarsi il fatto di essersi innamorato di un uomo” sentenziò.&lt;br /&gt;Il silenzio che ne seguì rumoreggiò più forte di una folla inferocita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta fuori dallo studio, Booth ne convenne. Era successo tutto così velocemente! La vacanza a Culpeper gli era sembrata una buona idea. Ian era reduce da un periodo di stress senza precedenti. Era stato rapito e in seguito violentato da colleghi e giornalisti. Si sarebbe preso cura dell’amico per qualche giorno. Che c’era di strano? Era innato, in lui, il desiderio di proteggere le persone a cui teneva. Da Jared a Rebecca, da Parker a, ovviamente, Bones. Che c’era di male se estendeva il suo affetto al caro amico-collega? Per quanto fosse stato a lungo riluttante ad ammettere l’attrazione per lui era oramai palese ciò che provava. Era tangibile.&lt;br /&gt;E proprio nel momento in cui si era lasciato andare, con grande fiducia, permettendogli di dividere lo stesso tetto con lui e suo figlio, ecco la stangata! Aveva familiarizzato con l’omosessualità da una manciata di minuti e subito l’angelo della giustizia era arrivato a punirlo! A riscuotere il prezzo delle sue colpe. Per mano della passione, era riuscito a mettere da parte tutti i retaggi culturali che lo tenevano lontano da simili azioni. Ma nel momento in cui l’oggetto della passione stessa era venuto meno, scortato dalla squadra d’assalto verso la volante della polizia, tutta la colpa per essere sceso a compromessi con il demonio tornava ad assalirlo.&lt;br /&gt;Sweets aveva ragione. Solo venendo a capo del suo amore sbagliato, magari accettandolo per quello che era, avrebbe affrontato il vero problema: la colpevolezza di Emmerich.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-6972291270379574492?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/6972291270379574492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=6972291270379574492' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6972291270379574492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/6972291270379574492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/06/capitolo-2-booth-era-senza-parole.html' title='Ogni singolo respiro capitolo 2'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/SiPBI0aVyyI/AAAAAAAAAao/vx23p6pqP60/s72-c/sweetsbooth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-2034521390217659286</id><published>2009-05-29T03:42:00.000-07:00</published><updated>2009-05-29T04:42:39.933-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia originale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Bordeline, capitolo 7</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sh-9HWY4_nI/AAAAAAAAAaI/P3ic3W4tVUk/s1600-h/DavidBoreanazPicture.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 291px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sh-9HWY4_nI/AAAAAAAAAaI/P3ic3W4tVUk/s400/DavidBoreanazPicture.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341195617051410034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo 7&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William sgusciò fuori da un intricato intreccio di lenzuola. Heath era rimasto nel suo letto, dormiva dandogli le spalle. Si stirò osservando sorridente il suo ragazzo. Quella notte avevano fatto l’amore e ora si sentiva rilassato, pronto per intraprendere una nuova giornata.&lt;br /&gt;Una volta completamente sveglio si diresse in bagno dove soggiornò per oltre mezz’ora. Decise di non mangiare nulla. Alle dieci aveva lezione di &lt;i&gt;tai chi.&lt;/i&gt; Preferiva godersi un bel manicaretto dopo lo sport. Alle nove e mezzo si svegliò anche Heath. Sorprese il suo boyfriend sorseggiare un caffè lungo con aria assonnata.&lt;br /&gt;“Dormito bene, amore?” domandò baciando la fronte con tenerezza.&lt;br /&gt;“Ogni tanto scalci ma non mi posso lamentare” rispose il cantante sorridendo.&lt;br /&gt;“Ecco uno dei motivi per il quale sono costretto a dormire da solo. Russo a volte, colpa del setto nasale deviato. E ho la pessima abitudine di muovermi di continuo.”&lt;br /&gt;“Già.”&lt;br /&gt;“È pur vero che i miei spostamenti notturni favoriscono il buon proseguimento della vita sessuale dei miei partner.”&lt;br /&gt;“Uhm... questo non vuol dire nulla! Saresti eccitante anche se dormissi immobile come una statua” lo cinse per la vita e lo fece accomodare sulle sue ginocchia. Si staccarono dopo un lunghissimo bacio.&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Granbaciatore... &lt;/i&gt; gran baciatore e gran scopatore.”&lt;br /&gt;“Non vivrei senza di te” sussurrò Heath cambiando di netto il tono della conversazione.&lt;br /&gt;Improvvisamente si sentì un gran bugiardo. Non che mentisse, era vero quello che provava! Una vita senza William non era degna di essere vissuta. Uno schifo, il fallimento completo. Ma era un traditore. I capelli che Will baciava erano stati baciati da Jake... la pelle tutta sulla quale posava le labbra era stata come consumata dall’altro. Ogni particella del suo essere era stata contaminata. Se ora non riusciva più a godersi appieno le pomiciate mattutine con il suo fantastico uomo vestito di tutto punto e pronto per uscire non era forse arrivato il momento di dare un taglio a tutta quella storia?&lt;br /&gt;Un brivido lo percorse.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perdere Jake... perdere Jake... non posso perdere Jake! &lt;/i&gt; Perché una perla rara non si butta. Un forziere con dentro un tesoro non lo si getta in balia delle onde. No! Avrebbe dovuto continuare la doppia vita, almeno per un po’.&lt;br /&gt;Prima di uscire, William lesse un messaggio dal suo Blackberry. “Siamo invitati ad un grande festa danzante venerdì sera.”&lt;br /&gt;“Che palle... ”&lt;br /&gt;“Scherzi? È un galà di beneficenza. Ci sarà pure il sindaco. Dovrò comprarti un vestito adeguato Heath, l’ultima volta che sei uscito sembravi un figlio dei fiori.”&lt;br /&gt;“In un certo senso è quello che sono.”&lt;br /&gt;“Un bell’abito di Calvin Kline ti serve. Te lo comprerò io. Non baderò a spese.”&lt;br /&gt;“Vuoi sfoggiarmi?”&lt;br /&gt;“Forse” di rimando l’altro sorrise mentre lo vedeva sparire fuori dalla porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo due parti cesarei e un raschiamento Jake uscì dalla sala operatoria. Era stanco e aveva bisogno di mandare giù un boccone. Accettò l’invito a pranzo di un collega. Ridacchiò con lui sparlando di diretto superiore. Il giovane uomo si complimentò per il suo aspetto.&lt;br /&gt;“Ultimamente sembri rinvigorito. Cosa c’è di nuovo?”&lt;br /&gt;Il bel ginecologo rispose sogghignando sensuale. Pensò a Heath. Intensamente. E tutto si tingeva di rosa quando pensava a lui.&lt;br /&gt;“Sono innamorato perso... ”&lt;br /&gt;“Caspita, tu e Liam siete ancora così... così attaccati! Coppie eterosessuali con figli non sono unite come voi due.”&lt;br /&gt;“Magari è proprio colpa dei figli” ironizzò l’altra facendo l’occhiolino. Questo gli fece tornare alla mente il desiderio di paternità del suo compagno. A Jake piacevano i bambini ma non ne voleva. Nemmeno se fosse stato etero fino al midollo sarebbe diventato padre. Per lui allevare marmocchi era un impegno gravoso e basta. Le soddisfazioni, sicuramente ce n’erano, ma non supplivano la perdita di tempo. Proprio non ci si vedeva a cambiare pannolini e scaldare biberon. Era vero che ultimamente Liam aveva parlato di addottare un ragazzino in età scolare. C’era un’associazione che si occupava dell’affidamento di bambini sieropositivi infettati dalle madri. Sospirò. Quel pensiero gli aveva guastato l’umore. Era su di giri all’idea dell’appuntamento pomeridiano con Heath. Una scopatina al solito motel. Era diventato tutto così prosaico. Da una parte l’immagine di lui genuflesso sull’amante, dall’altra il suo ragazzo e le sue azioni umanitarie. Il dottor Humphrey si avvide del cambiamento.&lt;br /&gt;“Ti ho intristito, occhi blu?”&lt;br /&gt;“Amico, niente di imperdonabile” gli diede una pacca sulla coscia sotto il tavolino. Dan Humphrey era abituato agli slanci d’affetto e non ne era per niente turbato. Era un rapporto cameratesco il loro sebbene i gusti sessuali differenti. E poi non era il tipo d’uomo che attirava Jake. Troppo basso, troppo magrolino, e le mani così piccole... femminili. Se c’era una cosa che proprio non tollerava erano i polsi magri e le dita da pianista. Trovava eccitanti le mani grosse, le braccia ampie. Adorava Liam anche per questo. Quando lo stringevano, quelle braccia, lo facevano sentire in paradiso.&lt;br /&gt;E le dita di Heath? Un dettaglio che in pochi avrebbero notato erano fonte per lui di grande coinvolgimento fisico. Il telefonino squillò in fondo al taschino del suo camice. A cercarlo era il proprietario delle sue dita preferite.&lt;br /&gt;“Scusa un attimo... ”&lt;br /&gt;“Fai pure.” Jake si allontanò per proferire senza essere udito.&lt;br /&gt;“Amore... ”&lt;br /&gt;“C’è un problema per oggi... ”&lt;br /&gt;“Cazzo!”&lt;br /&gt;“Brucia pure a me ma non mi è venuta la scusa pronta. Ora che sono di nuovo senza lavoro... ”&lt;br /&gt;“Che devi fare?”&lt;br /&gt;“William si è messo in testa di comprarmi un vestito nuovo per questa cavolo di festa all’Hermitage venerdì sera.”&lt;br /&gt;“La festa danzante di beneficenza?”&lt;br /&gt;“Ne eri al corrente?”&lt;br /&gt;“Ci sarà pure Liam, io no. Questo venerdì faccio la notte.”&lt;br /&gt;“Pensa te, comunque per oggi niente. Mi dispiace…”&lt;br /&gt;“Oddio... e ora come faccio senza le tue dita?”&lt;br /&gt;“Le mie dita?”&lt;br /&gt;“Non farci caso. Fantasie...”&lt;br /&gt;“Domani?”&lt;br /&gt;“Domani non posso, ho già un cesareo programmato e devo assistere a una villo centesi. E poi i tirocinanti.”&lt;br /&gt;“Venerdì c’è la festa e poi sabato te ne vai una settimana alle Barbados... ”&lt;br /&gt;“Già. Liam vuole fare snorkeling. Dice che ultimamente l’ho un po’ trascurato. E tu ne sai il motivo, vero tesoro?”&lt;br /&gt;“Ti prego... non me lo ricordare. Scommetto che nemmeno vi bagnerete l’alluce. Starete tutta la settimana chiusi in camera a fare l’amore. Almeno è quello che farei io...”&lt;br /&gt;“Non ne avevo dubbi, maschione. Però chi mi dice che tu non farai lo stesso con Will?”&lt;br /&gt;“Ma con la differenza che tu non ne sei geloso. Anzi lo trovi stimolante.” Jake sorrise deliziato. Heath stava imparando a conoscerlo così bene! Tra la magia della loro storia, la loro incredibile intesa sessuale, ora anche l’amicizia. Sarebbero riusciti a stare divisi per ben nove giorni?&lt;br /&gt;“Mi dispiace davvero tanto” accarezzò il suo camice immaginando ti toccare le mani amate. Il suo sguardo assunse un aria sensuale.&lt;br /&gt;Si salutarono con calore.&lt;br /&gt;Humphrey lo guardò perplesso, era quasi sicuro che non stesse parlando con Liam.&lt;br /&gt;“Non era il tuo ragazzo?”&lt;br /&gt;“Certo che era il mio ragazzo” rispose sorridendo pieno di malizia. L’altro intuì quello che c’era da intuire e dondolò la testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di lasciarsi andare al sole delle magnifiche Barbados, Liam Spancer doveva partecipare a quella cavolo di festa. Non ne aveva voglia, aveva già troppi impegni mondani ai quali doveva presiedere per obblighi riguardanti la sua società. Quel genere di associazioni umanitarie gli faceva accapponare la pelle. Un orgia tra i più ricchi della città che facevano a gara per mostrarsi altruisti quando in realtà il loro unico interesse era tirarsi la faccia e impalmare nuovi amanti. Scelse un abito scuro che faceva pan dam con il suo sguardo ottenebrante. Tutto sommato, giacché era prevista un’altra sera a casa senza Jake tanto vale uscire. Pensò mentre si infilava un le scarpe firmate &lt;i&gt;Prada&lt;/i&gt;. La sua amica Leasly sarebbe venuta a prenderlo il limousine a momenti.&lt;br /&gt;Lei adorava questo tipo di party. Era la classica gossip-girl. Fascion victim armata di tacchi vertiginosi e borse dal prezzo stratosferico. Con in mano l’immancabile &lt;i&gt;Kelly&lt;/i&gt; l’attendeva dentro l’auto di lusso.&lt;br /&gt;“Mio dio Liam, stasera sei da togliere il fiato” affermò mentre prendeva posto al suo fianco.&lt;br /&gt;“Non esagerare. Dici così perché è da un po’ troppo tempo che non ti sbatte nessuno.”&lt;br /&gt;“Subito chiaro e coinciso. Il mio finocchio preferito non si smentisce mai.” Si salutarono con un leggero bacio sulle labbra. Il rossetto di lei si trasferì sulle labbra maschili.&lt;br /&gt;“Aspetta, ti do una pulita. Con quelle labbra fosforescenti penseranno tutti che ti vuoi drag queenizzare! E non sarebbe giusto, sei il gay più maschile che conosco! Anche Jake lo è...”&lt;br /&gt;“Mi mancherà stasera...”&lt;br /&gt;“Mancherà anche a me. È così divertente quando prende in giro le persone. Oppure quando indica le donne che ha visitato dicendo: ‘quella ha la passera rifatta’ ” si piegarono entrambi dal risate.&lt;br /&gt;“Sì, il mio ragazzo è proprio uno spasso. Oggi lavora purtroppo.”&lt;br /&gt;“Ci divertiremo lo stesso. E io ho venti minuti di tempo per farti diventare eterosessuale” giocosamente appoggiò la sua mano femminile sui genitali.&lt;br /&gt;“Non penso ci sia speranza. Sono maschile è vero ma le beltà femminili preferisco farle godere agli altri.”&lt;br /&gt;“Prova a toccarmi le tette. Magari qualcosa si smuove” prese la grossa mano e se la portò su un seno. Subito il capezzolo si inturgidì. Anche la fisionomia maschile di colpo cambiò.&lt;br /&gt;“Ci avrei giurato, ti è diventato duro! Senti che roba... Jake non mi ha mai detto che sei superdotato!”&lt;br /&gt;“Finiscila è solo un riflesso. Tu continui a tastarmi e non sono mica di legno!”&lt;br /&gt;“Sei di marmo” proferì con tono sensuale. “Lo sai che mi hai fatto bagnare?”&lt;br /&gt;“Piccola, ti credo sulla parola... e ora smettila per piacere” così dicendo tolse la mano dai suoi gioielli.&lt;br /&gt;“Ti faccio un pompino.”&lt;br /&gt;“E il rossetto?”&lt;br /&gt;“Me lo rimetto, che problema c’è” si guardarono fissi negli occhi per poi scoppiare di nuovo in una fragorosa risata.&lt;br /&gt;“Meno male che scherzavi. Già mi figuravo l’imbarazzo delle scena: io che ti prendo per i capelli e ti butto fuori dalla limousine!”&lt;br /&gt;“Dio che ridere. Cazzo mi sto rovinando il trucco sul serio.” Lesley si asciugò le lacrime che gli incorniciavano gli occhi.&lt;br /&gt;“Sappi che però un bel pompino te lo farei volentieri. Questo puoi dirlo anche a Jake.”&lt;br /&gt;“E scommetto che ti sei bagnata sul serio.”&lt;br /&gt;“Scommetto che ti sei bagnato pure tu” replicò leccandosi il labbro superiore. “Dio se sei sexy Liam, toccandolo me lo sono proprio immaginata bene il tuo grosso uccello. Devi essere una roba pazzesca! Ma perché ho sempre amanti mini dotati?” sospirò sconfortata.&lt;br /&gt;“Prova ad andare in quei siti...”&lt;br /&gt;“Internet? Per carità, ci ho rinunciato. Dicono tutti di avercelo ventitré centimetri e poi... un bluff.” Nel frattempo erano giunti di fronte all’hotel.&lt;br /&gt;“Arrivati.”&lt;br /&gt;“La tua virtù è salva! Ora chiamo Jake e gli faccio i complimenti per il tuo bisteccone.”&lt;br /&gt;“Inutile, quando opera ha il telefono staccato.” Sospirò. Attese che il portiere aprisse la portiera della sua dama e la prese sotto braccio.&lt;br /&gt;“Le donne mi odieranno vedendomi accanto a te.”&lt;br /&gt;“Sono gay dichiarato. Non credo che ci cascherà nessuna.”&lt;br /&gt;“Peccato. Quando sei piccola di statura, bionda finta e Ebrea il tuo più grande sogno è quello di far crepare d’invidia le altre camminando accanto ad un uomo come te.”&lt;br /&gt;Entrarono. Camminarono lungo il corridoio che conduceva all’ampia sala da pranzo. Grandissima e illuminata da lampadari arzigogolati che sembravano cadere sulle teste della gente. I numerosi invitati si muovevano a scatti come formiche in un formicaio. Liam perse quasi subito la sua compagna di viaggio che si fece rapire da alcune signore sulla trentina. Di sicuro anche loro alla ricerca di qualche preda. Sembrava che le donne di New York avessero di quei tempi difficoltà oggettive a trovare un partner. Problema che assillava Lesley da sempre, almeno da quando la conosceva lui.&lt;br /&gt;Dopo un’oretta circa fu lei ad andarlo a cercare.”&lt;br /&gt;“Hai rimorchiato?”&lt;br /&gt;“Che mi prendi per i fondelli? Tutti dannatamente gay o occupati!”&lt;br /&gt;“Cerca di essere ottimista. Magari qualcuno a cui piace brucare c’è.”&lt;br /&gt;“Intendi una lesbica? Ho provato anche quello... e mi è andata di schifo.”&lt;br /&gt;“Intendo un maschio etero. Guarda quel biondino, sembra proprio bello.”&lt;br /&gt;“Frocio. Si vede lontano un miglio.” Il bell’uomo a cui alludeva Liam era in piedi accanto alle libagioni. La pista da ballo era ancora vuota ma attorno ai tavoli del buffet si era formata una discreta folla.&lt;br /&gt;Liam non riusciva a smettere di osservarlo. Il modo in cui attirava il bicchiere alle labbra, come sorrideva al suo compagno di bevuta. E le mani, dita lunghe e fine. Mani che dovevano essere nobili, così curate e belle. Per non parlare del sorriso. E quell’angolo tra la bocca e la guancia. Sembrava crearsi una piccola infossatura. Il suo corpo era magro ma del genere che nasconde morbidezze inaspettate. Le sue natiche... dovevano essere da sogno. Liam si rese conto di avere l’acquolina in bocca oltre a sentirsi i pantaloni improvvisamente stretti. Quello sconosciuto gli faceva sentire ancor di più la mancanza di Jake. Provò a pensare alle Barbados... il sole, il mare. La spiaggia. Tanto tanto tanto sesso... quasi fino a farsi del male.&lt;br /&gt;“Ma lo stai fissando di brutto! Lo vedi? È gay... e ha pure un compagno... quello, sì quel biondino con i capelli lunghi accanto a lui. Che spreco... sono entrambi bellissimi.”&lt;br /&gt;“Vado a prenderti da bere?”&lt;br /&gt;“Cosa vuoi fare ora, andarlo a rimorchiare con il suo bello accanto?” Liam non la sentiva più. Doveva conoscere l’uomo del mistero. O, quanto meno, sentire la sua voce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-2034521390217659286?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/2034521390217659286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=2034521390217659286' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2034521390217659286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/2034521390217659286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/05/bordeline-capitolo-7.html' title='Bordeline, capitolo 7'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Sh-9HWY4_nI/AAAAAAAAAaI/P3ic3W4tVUk/s72-c/DavidBoreanazPicture.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-9023369378479919014</id><published>2009-05-26T06:33:00.000-07:00</published><updated>2009-05-26T06:51:46.644-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='io con un uomo mai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ogni singolo respiro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bones'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Ogni singolo respiro. Prologo e capitolo 1</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Shvz3jZ5ctI/AAAAAAAAAaA/sLzSWDjps5k/s1600-h/Bones_david_boreanaz_emily_deschanel.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Shvz3jZ5ctI/AAAAAAAAAaA/sLzSWDjps5k/s400/Bones_david_boreanaz_emily_deschanel.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340129918900073170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;AUTORE:&lt;/b&gt; giusy&lt;br /&gt;&lt;b&gt;GENERE:&lt;/b&gt; Noir, B&amp;B, comedy, slash, romance, NC17&lt;br /&gt;&lt;b&gt;TIMELINE:&lt;/b&gt; conseguente a "Io con un uomo, mai" cioè dopo l'arresto di Emmerich&lt;br /&gt;&lt;b&gt;WARNING:&lt;/b&gt; PG/13 sempre e alcune volte NC 17 ma sarà specificato. Slash quando occorre.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;SPOLIER:&lt;/b&gt; Nessuno&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PAIRING:&lt;/b&gt; B&amp;B e I&amp;B e non solo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;DISCLAIMER:&lt;/b&gt; Questo è un sequel de "Io con un uomo, mai". Alcuni personaggi sono di Bones altri di mia invenzione.&lt;br /&gt;Il Crossover con "Criminal Minds" s'intende la partecipazione di uno dei personaggi principali della serie senza approfondimenti particolari alla serie stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prologo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ogni&lt;br /&gt; singolo&lt;br /&gt; respiro&lt;br /&gt;da qui alla fine di tutti i miei respiri.&lt;br /&gt;Io ti proteggerò da ogni male.&lt;br /&gt;Per sempre se lo vorrai... &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così le aveva confessato Booth pochi prima che l’infermiera la andasse a chiamare per condurla in sala operatoria. Era stato tutto piuttosto eclatante e malinconico. Gli si era lanciato addosso, in ginocchio. Le persone presenti nella struttura si erano girate verso di loro per capire cosa stesse succedendo. Qualcuno si domandò se si trattasse di una candid camera o qualcosa del genere.&lt;br /&gt;Temperance aveva inciso quella parole nella sua mente e nel suo cuore.&lt;br /&gt;Era passato un mese oramai dalla cattura del killer e del suo complice. L’assassino della centrifuga e Ian Emmerich erano reclusi in un carcere federale di massima sicurezza. Questo avrebbe dovuto contribuire a far stare tutti meglio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché allora continuo a sentirmi uno schifo?&lt;/i&gt; Rifletté, girando nervosamente il cucchiaio nella minestra.&lt;br /&gt;Aveva anche la febbre. Il seno le faceva un male cane. E da tre giorni non aveva notizie di Booth.&lt;br /&gt;Ufficialmente era partito. &lt;i&gt;Non si sa di preciso dove,&lt;/i&gt; avevano fatto sapere quelli dell’FBI. A lei aveva lasciato un malinconico biglietto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cercami solo se strettamente necessario.&lt;br /&gt;Vi amo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Amore, certo. Amava anche lui o lei, o quello che era o, meglio, che sarebbe stato. Quella creatura indesiderata. Il mostro, il cancro, come l’aveva definito più volte tra i fastidi, le nausee, e tutto il resto.&lt;br /&gt;Sbuffò. La minestra finì dentro il cestino della spazzatura.&lt;br /&gt;Considerò se fosse il caso di provare a scrivere, o finire, come sempre, tra le lenzuola a schiacciare un pisolino.&lt;br /&gt;Da quando era incinta Temperance Brennan non faceva altro che dormire.&lt;br /&gt;E sognare.&lt;br /&gt;A volte incubi. Altre, sogni indicibilmente belli. Ma quando si svegliava, spesso in un cuscino bagnato di sudore, il ricordo di quello che stava passando il suo amico, amante, collega, giungeva a schiacciarla.&lt;br /&gt;Se almeno avesse creduto nella terapia psicologica forse... ma non si illudeva. Booth era spacciato. Come lei, come il figlio che portava in grembo. Come Ian Emmerich.&lt;br /&gt;Si sdraiò nel suo letto. Abbassò le tapparelle con il pulsante posto accanto al comodino.&lt;br /&gt;Ben presto arrivò il sonno e, con esso, gli incubi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo uno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Poco meno di un mese prima.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Come ti senti, chèrie...?”&lt;br /&gt;“Come vuoi che mi senta!”.&lt;br /&gt;Il procuratore Caroline Julian era realmente preoccupata per lui. Una delle poche persone che avrebbe voluto con tutto il cuore aiutarlo. Ma l’umore dell’agente Seeley Booth non era dei migliori, come sempre, da qualche tempo a quella parte. E questo non gli consentiva di ricevere l’appoggio di qualcuno.&lt;br /&gt;Appena tornato a Washington aveva provato a tenere duro. Ian Emmerich, l’uomo con il quale aveva trascorso una notte d’amore, era accusato di complicità con il killer della centrifuga. L’assassino di cui si occupavano entrambi da mesi.&lt;br /&gt;Aveva cercato riparo tra le braccia di suo figlio. Ascoltando le parole di autentica ingenuità che provavano a difendere l’indifendibile.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non può essere lui quello che fa male alle mamme, lui è buono papà. Ora vai dai poliziotti e digli di lascarlo andare,&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;aveva detto con la dolcezza disarmante dei suoi sette anni.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ci sono prove che dicono il contrario. Ian non è buono, è cattivo. Almeno finché qualcuno non dimostra il contrario,&lt;/i&gt; rispose.&lt;br /&gt;Lui stesso non ne era convinto affatto. Anche se in cuor suo sperava, contro ogni ragionevole speranza, che tutto l’impianto accusatorio nei confronti del profiler si sarebbe sgonfiato come un palloncino pieno d’aria.&lt;br /&gt;Il ritorno alla normalità fu la tragedia peggiore. Booth non voleva dare spiegazioni. A Rebecca, ai colleghi, ai giornalisti! Da questi ultimi, soprattutto, era disgustato. Si sarebbero buttati su quella storia come gabbiani su sardine. Con la stessa rapacità. &lt;i&gt;E non conoscono la parte più scabrosa... &lt;/i&gt; considerò cercando di buttare giù un plum-cake. Doveva farcela a risalire la china, o provarci almeno. Per suo figlio, per la sua carriera, per Bones.&lt;br /&gt;La prima volta che la vide dopo la cattura di Emmerich fu molto toccante. Per loro due ma anche per tutti gli altri. Il Jeffersonian era immerso in un mutismo che rimbombava più di una deflagrazione.&lt;br /&gt;Booth camminò con passo malfermo fino a raggiungerla. Gli occhi grandi di Brennan lo scrutarono senza giudicarlo, senza maltrattarlo, senza denigrarlo, come invece avevano fatto molti altri. Ma accogliendolo come solo due braccia spalancate sanno fare.&lt;br /&gt;“Booth, mi dispiace tanto... ” pronunciò con la voce spezzata dall’emozione.&lt;br /&gt;“Bones” si limitò a pronunciare lui mentre si arrendeva all’abbraccio.&lt;br /&gt;Angela, poco distante dalla scena, si asciugò gli occhi. Intorno alla coppia ritrovata si formò un cordone umano fatto di indulgenza, sgomento, rabbia, pena.&lt;br /&gt;Sarebbe passato in qualche maniera... Tutto quel dolore prima o poi sarebbe scomparso.&lt;br /&gt;Per Brenann il problema non era solo vedere il suo amore soffrire come un cucciolo dietro le sbarre di un canile. Se fosse stata bene avrebbe, forte del suo temperamento, fatto di tutto affinché quel momento terribile passasse senza lasciar troppe tracce dietro di sé. Ma come faceva ad aiutarlo se non si teneva in piedi?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Devo prendere provvedimenti,&lt;/i&gt; decise. La sua salute non poteva continuare a vacillare. Mentre accarezzava i capelli scuri dell’agente a lei più caro giurò a se stessa che si sarebbe, finalmente, fatta vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Booth, per quanto doloroso, scelse di essere presente durante l’interrogatorio di Ian Emmerich.&lt;br /&gt;Il tempo sembrava essersi rimesso ma verso est alcuni fulmini in lontananza minacciavano di tornare a guastare il cielo sereno.&lt;br /&gt;Una volta dentro gli uffici dell’FBI, il cuore cominciò a galoppare tumultuosamente. L’acquazzone era giunto prima del previsto. Una finestra rimasta aperta per sbagliò lasciò entrare un turbine che spazzò via alcuni fascicoli.&lt;br /&gt;Sentì le gambe molli mentre si avviava verso il vetro. Giunto davanti, restò immobile a guardare un suo collega mentre torchiava l’accusato. Era giusto così, si disse. Il pluriomicida Elliot Kelly lo aveva accusato di complicità. Il DNA di una donna ridotta in poltiglia era stata rinvenuta nella sua divisa ospedaliera. E, quello che era più mostruoso, ad agevolare gli omicidi era stato un agente speciale dell’FBI, qualcuno che avrebbe dovuto proteggere la società dalla feccia.&lt;br /&gt;Emmerich non ammise le sue colpe, sembrava confuso e tanto, tanto stanco. I suoi carcerieri dovevano esserci andati giù pesanti, considerò Booth, sentendosi sempre più smarrito. Il volto era costellato da ecchimosi recenti. Serrò le mani a pugni cercando di non pensare alla gioia che l’uomo oltre lo specchio gli aveva procurato solo una manciata di ore prima. Faceva male, troppo male.&lt;br /&gt;“Se non ce la fai perché ti torturi così?”. La voce di Bones giunse direttamente al suo cuore, malinconica e intrisa da un dolore dal quale difficilmente entrambi si sarebbero liberati.&lt;br /&gt;“Pensavo fossi a casa”.&lt;br /&gt;“Anch’io se è per questo”. Si guardarono a lungo. E quando le parole non furono più sufficienti per esprimere ciò che provavano, si strinsero l’uno all’altra.&lt;br /&gt;“Bones, vai via da qui. Cerca di allontanarti da tutto questo schifo”.&lt;br /&gt;“Sei tu che dovresti distanziartene”.&lt;br /&gt;“Non ci riesco”, ammise, sentendosi dannatamente in colpa. Era di nuovo tra due fuochi. Da una parte l’amica, l’amante e collega. La sua donna ideale. La persona con la quale da tempo aveva deciso di invecchiare. Dall’altra... si girò verso il vetro che lo divideva da Ian Emmerich.&lt;br /&gt;Dall’altra c’era colui che gli aveva fatto toccare il cielo e poi l’inferno. E le fiamme degli inferi ardevano ancora nel suo petto.&lt;br /&gt;“Bones, io non sto bene” ammise senza osare guardarla.&lt;br /&gt;“Me ne rendo conto.” Gli accarezzò il volto a pieno palmo: “Per quanto sia riluttante all’idea che la psicanalisi aiuti davvero le persone, ti consiglio di andare da un terapista.”&lt;br /&gt;“Sì, penso che tu abbia ragione.”&lt;br /&gt;“E ho deciso di vedere un dottore anch’io, proprio stamani mi sono recata a fare delle analisi.”&lt;br /&gt;“Buon Dio, ti sei decisa finalmente”. Tornò ad abbracciarla. Sussurrò ad un soffio dall’orecchio parole di conforto:“Ne possiamo uscire, Bones, entrambi. Se siamo uniti possiamo farcela.”&lt;br /&gt;“Vieni via con me, ora”. Accettò.&lt;br /&gt;Booth l’accompagnò a casa. Una volta dentro si sentirono entrambi più protetti. Potevano fingere che esistesse solo quel luogo? Un microcosmo dove lasciare fuori tutti i drammi della loro esistenza. Un’isola felice. Per qualche attimo, Booth s’illuse che fosse davvero così. Che al mondo non ci fossero che loro.&lt;br /&gt;Temperance uscì dal bagno con indosso una vestaglia color ciliegia con dei fiori stampati stile giapponese, vagamente retrò. Il pallore del suo volto confermava quanto lo stato della sua salute fosse instabile.&lt;br /&gt;“Non hai mangiato niente”. Le ricordò, premuroso, accarezzandole un braccio con affetto.&lt;br /&gt;“Se è per questo, nemmeno tu”. Nessuno di due si era ricordato che esisteva un rito chiamato cena. Fortunatamente, la domestica di Brennan aveva fatto scorta di preparati per pasta e insalate variopinte.&lt;br /&gt;“Rilassati, ci penso io!”, le propose Booth, rendendosi subito operoso.&lt;br /&gt;“Non devi cucinare per me”.&lt;br /&gt;“Certo che devo”. E così fu. Una volta concluso il pasto si sentirono entrambi un pochino meglio, fosse altro per il &lt;i&gt;Chianti&lt;/i&gt; rosso d’annata che circolava in corpo.&lt;br /&gt;“Non devi per forza restare qui”, le disse la donna, toccandosi la gola come soleva fare ogni volta che accusava un nuovo attacco di acidità.&lt;br /&gt;“Mi stai cacciando via?”.&lt;br /&gt;“No di certo”. Non voleva affatto che lui se ne andasse... &lt;i&gt;anzi.&lt;/i&gt; Più lo guardava e più aveva voglia di farlo restare. &lt;i&gt;Magari nel mio letto. E di certo non per dormire! &lt;/i&gt; Capì che quegli istinti non erano razionali. Il desiderio stesso era sbagliato. Proveniva da una Temperance che non conosceva. O, meglio, che aveva conosciuto di recente. Ma sarebbe stato un errore, un grave errore, si ricordò.&lt;br /&gt;Booth aveva passato l'inferno. Soffriva visibilmente per quanto successo a Ian. &lt;i&gt;Di certo non morirà dalla voglia di fare sesso con una malaticcia e mezza brilla!,&lt;/i&gt; considerò, sentendosi all’improvviso insicura. E poi sorsero i dubbi di quell’altro genere. Quelli che la vedevano di nuovo rivale di un uomo. E se non l’avesse più voluta? Se il fatto di aver oltrepassato la barricata avesse per sempre diviso le loro strade? C’era un solo modo per saperlo... ma non era certa di volerlo sapere...&lt;br /&gt;Sorseggiò un goccetto di vino per poi sbottare senza preavviso e chiedere: “Vuoi fare l’amore?”.&lt;br /&gt;Booth per poco non cadde dalla sedia. La salivazione si azzerò completamente. E, malgrado tutto, l’eccitazione lo travolse.&lt;br /&gt;“Certo... ma... ”.&lt;br /&gt;“Ma?”.&lt;br /&gt;“Sei sicura?”.&lt;br /&gt;“Dovrei farla io questa domanda, Booth!”.&lt;br /&gt;“Perché?”.&lt;br /&gt;“Perché magari ora sei gay, solo gay”.&lt;br /&gt;“No, Bones, in questo momento sono mille, anzi un milione di cose. Ma non gay. E se ci fossero dubbi in proposito sappi che ti trovo dannatamente attraente” sospirò, “Dio lo sa se ho voglia di fare l’amore con te”.&lt;br /&gt;“Ma non te la senti di tradire Ian, giusto?”.&lt;br /&gt;“Tradire Ian?”. Booth divenne paonazzo. “Secondo l’accusa se ne andava ad adescare povere madri di famiglia alle mie spalle e io tradisco lui?”.&lt;br /&gt;“Ok, allora si può fare.” Senza preavviso si alzò dalla sedia piuttosto barcollante e lasciò scivolare la vestaglia che svelò il bel corpo nudo. Booth restò a bocca aperta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4570921226358129793-9023369378479919014?l=idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/feeds/9023369378479919014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4570921226358129793&amp;postID=9023369378479919014' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/9023369378479919014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4570921226358129793/posts/default/9023369378479919014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://idemoniegliangelidigiusiracconti.blogspot.com/2009/05/ogni-singolo-respiro-prologo-e-capitolo.html' title='Ogni singolo respiro. Prologo e capitolo 1'/><author><name>giusi-poo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16304758227704970448</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_tCCLoAH46w4/SBYEz_fr80I/AAAAAAAAACM/o9Srx3vFN68/S220/danzandodemoni.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/Shvz3jZ5ctI/AAAAAAAAAaA/sLzSWDjps5k/s72-c/Bones_david_boreanaz_emily_deschanel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4570921226358129793.post-448385750029306012</id><published>2009-05-19T03:22:00.000-07:00</published><updated>2009-05-19T03:29:39.610-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bordeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='erotismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fanfic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='slash'/><title type='text'>Bordeline, capitolo 6</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/ShKJC_9gAII/AAAAAAAAAZo/p4I2TKpp26Y/s1600-h/jake+is.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 265px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tCCLoAH46w4/ShKJC_9gAII/AAAAAAAAAZo/p4I2TKpp26Y/s400/jake+is.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337479193009586306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capitolo 6&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Perché proprio la stanza di Will, non possiamo andare nella mia?” Heath si stava leggermente irritando, quella situazione lo metteva a disagio.&lt;br /&gt;“Mi piace di più, mi piace immaginare quando vai da lui, di notte, magari lo sorprendi nel sonno, e te lo scopi di santa ragione.”&lt;br /&gt;“No, ti sbagli, di solito succede il contrario, lui viene da me.”&lt;br /&gt;“Non fingere di non essere un ragazzo caldo, lo so che va pure a te” lo prese per mano e lo trascinò nella stanza proibita.&lt;br /&gt;“Sì ci provi gusto, ci provi un gran gusto a mettermi in difficoltà” mentre parlava l’altro si era già comodamente posizionato tra i cuscini&lt;br /&gt;“Ora mi dirai che dobbiamo stare attenti a non sporcare questo fantastico copriletto.”&lt;br /&gt;“Jake, non fare il ragazzino capriccioso, non posso farlo qui” il suo tono era perentorio.&lt;br /&gt;“Ho armi di seduzione per convincerti” si passò la lingua tra le labbra, e, per quanto Heath facesse di tutto per mantenersi distaccato, l’eccitazione cominciava a prendere il sopravvento.&lt;br /&gt;“Mettiamoci sotto però, almeno le lenzuola le posso lavare comodamente in lavatrice.”&lt;br /&gt;“Non avete una domestica?”&lt;br /&gt;“Sì ma non viene tutti i giorni” Heath prese posto accanto a lui. Le labbra si trovarono e ben presto volarono scintille.&lt;br /&gt;“E così questo è il letto in cui lo fate più spesso.”&lt;br /&gt;“Ma chi te l’ha detto?”&lt;br /&gt;“Non negarlo, sono certo che è così.”&lt;br /&gt;“Che importanza ha, davvero Jake non ti capisco” nel frattempo le mani del ginecologo liberarono l’erezione&lt;br /&gt;“Lo ammetto, ragazzo, sono un po’ perverso, ma queste cose mi intrippano troppo. Sei talmente devoto al tuo Will, e portare nel suo letto il tuo amante” appena terminata l’ultima sillaba imprigionò il sesso tra le mani, scostò la punta dal prepuzio e iniziò con baci leggere che via via divennero più appassionati.&lt;br /&gt;“Per l’amore di Dio, Jake , succhialo” la sua non era una richiesta, niente affatto: era una supplica. Il moretto alzò la testa guardandolo con sfida:&lt;br /&gt;“Pensi che io non muoia dalla voglia di succhiartelo? Ti sbattermi la punta fino alle tonsille?”&lt;br /&gt;“E quindi?”&lt;br /&gt;“Sono un po’ sadico e anche un tantino masochista.”&lt;br /&gt;“Perverso, sadico, masochista... ma non sarai un po’ troppe cose? Vorrà dire che prima di possederti lascerò passare qualche minuto di troppo.”&lt;br /&gt;“Bastardo” senza attendere altrimenti Jake finalmente iniziò. Nel giro di pochi secondi si ritrovò nudo. Heath lo sormontò e lo fece suo.&lt;br /&gt;Durò molto. Durò quanto l’ospitato non si sarebbe immaginato. Durò abbastanza da fargli raggiungere il culmine due volte.&lt;br /&gt;Estenuati dal piacere si divisero finendo ai lati opposti del letto.&lt;br /&gt;“Certo che... sicuro che non ti fai di viagra?”&lt;br /&gt;“Credo di secernere qualcosa di simile.”&lt;br /&gt;“Pure il tuo ragazzo lo fai impazzire così? No, non è una domanda, lo immagino. Sarà innamorato perso.”&lt;br /&gt;Heath si ripulì dalle tracce di sperma con un fazzoletto raccattato sul comodino.&lt;br /&gt;“Ultimamente parli sempre di Will, di me e Will, non lo capisco.”&lt;br /&gt;“Ma ti da fastidio?”&lt;br /&gt;“Abbastanza sì, non puoi farne a meno?”&lt;br /&gt;Jake si voltò dalla sua parte sdraiandosi di fianco. Gli occhi cerulei scintillarono.&lt;br /&gt;“A me non darebbe affatto fastidio se mi chiedessi di Liam. Se facessi domande su noi due, su quello che combiniamo a letto.”&lt;br /&gt;“Non è che ne fai mistero, perché dovrei chiedertelo quando ogni due minuti fai paragoni... ”&lt;br /&gt;“No, scusa, io faccio paragoni?” nolente o dolente, stavano iniziando il loro primo battibecco.&lt;br /&gt;Da quel momento erano ufficialmente una coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jake rincasò alle tre. Dopo la discussione su quanto fossero inopportuni i continui riferimenti al suo rapporto con Will, Heath aveva proposto uno spuntino a base di vino d’annata e salmone. Manco a dirlo Jake aveva chiesto se l’altro padrone di casa avrebbe fatto caso alla bottiglia mancante. Heath aveva sorriso esasperato con l’aria di chi sta pensando ‘mi arrendo’.&lt;br /&gt;Liam era perfettamente sveglio. L’espressione di Jake tradiva colpa.&lt;br /&gt;“Tesoro, mi dispiace... ”&lt;br /&gt;“In amore non si dice mai mi dispiace, questa frase è famosa. In un vecchio film mi pare si chiamasse... ”&lt;br /&gt;“Love story.”&lt;br /&gt;“Già. Ho detto una banalità.”&lt;br /&gt;“Proverò a lavorare meno ore, te l’assicuro, dipendesse da me!” si tolse gli abiti. Liam fu sicuro di percepire odore di sesso ma non vi badò.&lt;br /&gt;Dopo che ebbe concluso la lunga toletta lo accolse a braccia spalancate.&lt;br /&gt;A Jake fece enorme piacere lasciarsi andare sul possente torace. Era più robusto di Heath ma non era per niente grasso. Depositò baci asessuati attorno al capezzolo.&lt;br /&gt;“Il problema è che mi manchi. Un tempo venivi a farmi delle meravigliose improvvisate in ufficio. Perché non più?”&lt;br /&gt;“Tutto è cambiato da quando ho fatto nascere quella bambina in metro, è il prezzo che si deve pagare alla popolarità.”&lt;br /&gt;“So quanta passione metti nel tuo lavoro, ma non serve che ti ricordi che la nostra situazione economica... ”&lt;br /&gt;“Lo so benissimo che sei pieno di grana e potrei fare il mantenuto. Beh, non è quella l’idea. Mi hai fatto studiare perché diventassi un dottore. È quello che sono. No, Liam, chiedimi tutto ma non di mettere in discussione la mia carriera.”&lt;br /&gt;“Cristo santo, non lo farei mai. Ma la tua professione non deve andare ad intaccare il nostro rapporto.”&lt;br /&gt;“Non lo farà più, vedrai” diede un ultimo bacio sulla bocca per poi dare la definitiva buona notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non erano proprio sensi di colpa quelli che provava Jake nei confronti del suo uomo. In realtà la gelosia e l’idea di mettergli le corna erano un carburante eccezionale che lo coinvolgevano sempre più verso Heath.&lt;br /&gt;Quella notte però gli era davvero dispiaciuto vederlo così inquieto.&lt;br /&gt;Se avesse sbraitato, se avesse lanciato accuse, si sarebbe rinchiuso a riccio chiudendo là il discorso.&lt;br /&gt;Ma era proprio quella tranquillità a disarmarlo maggiormente. Stavano insieme da talmente tanto oramai che Liam si fidava ciecamente di lui. Non aveva proprio sospetti. Così smise di fare tardi tutte le sere e tornò a fare l’amore con il suo ragazzo con regolarità. Almeno fino al ritorno di William.&lt;br /&gt;Evento che metteva la neo coppia in agitazione.&lt;br /&gt;Heath andò a prendere il direttore d’orchestra per riportarlo all’ovile. L’aeroporto brulicava di gente di ogni razza e dall’aspetto variegato.&lt;br /&gt;Guardò il tabellone con scritto l’orario d’arrivo sperando in un ritardo anche minimo. Rivedere William lo preoccupava tanto, aveva il timore sentito che quella confusione gliela avrebbe letta negli occhi e di conseguenza avrebbe dovuto concedere spiegazioni.&lt;br /&gt;Il volo da Los Angeles giunse in perfetto orario.&lt;br /&gt;Heath lo vide arrivare da lontano. Indossava un cappello con la visiera, una camicia a fiori celata sotto un giubbetto di jeans, e un paio di pantaloni corti fino alle ginocchia. Era abbronzato. Gli si azzerò la salivazione. &lt;i&gt;Dio quanto è bello, &lt;/i&gt; pensò sentendosi un verme. Si abbracciarono incuranti degli sguardi estranei.&lt;br /&gt;“WOW, che accoglienza.”&lt;br /&gt;“Ti amo Will.”&lt;br /&gt;“Ti amo anch’io dolcezza, deduco che ti sono mancato.”&lt;br /&gt;“Da impazzire.”&lt;br /&gt;“Il sesso via internet è divertente ma il contatto fisico è meglio” Heath prese il trolley e volle per forza afferrare anche la sacca che pendeva dal suo collo. Nonostante i suoi trentanove anni Will sembrava uno studente tornato al college dopo le vacanze.&lt;br /&gt;“Sei in macchina?”&lt;br /&gt;“Sì, non è lontana” improvvisamente non avevano più molto da dirsi. Un giovane dai capelli scuri e lo sguardo affascinante colpì la fantasia di Heath. Assomigliava al suo dannato ginecologo, ma, naturalmente, non era bello come lui.&lt;br /&gt;“Hai già mangiato?”&lt;br /&gt;“Se lo chiami mangiare, sì. Ora anche la prima classe non è più il massimo, quello sformato con patate era davvero qualcosa di inguardabile.”&lt;br /&gt;“Forse per questo si chiama sformato.”&lt;br /&gt;“Già” William sorrise facendo di nuovo piombare il morale di Heath ai minimi storici.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché è così bello? Perché è dannatamente così bello e sexy? &lt;/i&gt; Si chiese di nuovo. Aveva la fortuna di essere fidanzato con uno degli uomini più affascinanti d’America, e, in più, aveva come amante un essere umano talmente avvenente che di ‘umano’ non aveva nemmeno tanto. Ok, la natura era stata benevola nei suoi confronti elargendogli un bel fisico, e un ottimo carattere. Dunque piaceva a parecchie persone. Ma riservargli due gioielli di rara bellezza come William e Jake, non era troppo? E avere troppo non era come non avere nulla? Come avrebbe dovuto gestire la situazione? Da lì a poco tenere il piede in due scarpe si sarebbe rivelato un compito troppo arduo per lui e, per forza di cose, sarebbe stato costretto a mollare. Già, mollare. &lt;i&gt;Ma a chi rinuncio? &lt;/i&gt; Si chiese sentendosi un inetto totale. William era la sua vita, la sua felicità, tutto! Ma Jake... &lt;i&gt;Dio Jake è un sogno&lt;/i&gt;! In quei centottoantatre centimetri per ottanta chilogrammi la natura aveva concentrato tanta di quella bellezza e sensualità. Per non parlare della passione.&lt;br /&gt;Jake metteva passione in tutto ciò che faceva, che salvasse una tuba dalla sterilità o mentre si tendeva per accoglierlo. Ogni gesto, da quello più imbarazzante al più elegante, era contraddistinto da passione e abnegazione. Si poteva rinunciare ad uno così? Evidentemente, no.&lt;br /&gt;William si fece una lunga doccia prima di andare a cena. Heath aveva cucinato della pasta per lui.&lt;br /&gt;“Spaghetti al tartufo, i tuoi preferiti.”&lt;br /&gt;“Sei proprio un amore” esalò pieno di gratitudine. Fece spallucce nel suo accappatoio. Mangiarono in silenzio. Gli spaghetti erano squisiti ma la voglia di far l’amore travolse entrambi prima che avessero vuotato la scodella.&lt;br /&gt;Scosso dal fiatone dopo l’orgasmo selvaggio, William soffiò parole d’amore nell’orecchio dell’amante&lt;br /&gt;“Ti ringrazio” Heath non sapeva cosa dire.&lt;br /&gt;“Tu mi ringrazi? Dio Will, sei stato semplicemente stupendo.”&lt;br /&gt;“Per l’appunto. Pensavo che in mia assenza avessi trovato qualche diversivo” rivelò con malizia&lt;br /&gt;“Magari l’ho fatto” rispose imprudente l’altro.&lt;br /&gt;William sorrise disarmandolo. I volti erano a meno di un centimetro.&lt;br /&gt;“Allora perché mi scopi con tanta passione? No, se ci fosse un ragazzetto a distrarti non saresti così voglioso.”&lt;br /&gt;“Magari non è un ragazzetto. È un vecchio. Sì, me la faccio con il costumista di Hairspray, Luc Smith, sessantacinque anni e gran succhiatore” William lo prese scherzosamente a cazzotti sulla schiena.&lt;br /&gt;“Sarà sicuramente una gran checca!”&lt;br /&gt;“Anche il mio ragazzo è una checca. Io adoro le checche!”&lt;br /&gt;“Fanculo, bastardo” scherzarono finché un senso di paciosa noia mista a gioia non li avvinse. William guardò il soffitto con interesse mentre accarezzava il suo amato.&lt;br /&gt;“Sai, ti accorgi quanto la vita sarebbe invivibile senza una persona solo nel momento stesso che non ce l’hai accanto.”&lt;br /&gt;“Già” Heath s’incupì e, con la coda di paglia che gli strozzava il collo provò a dirigere gli argomenti a qualcosa di buffo e leggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jake era preoccupato della visita che avrebbe dovuto effettuare a momenti. Quando l’aveva trovata nel suo taccuino ci aveva badato poco. Poi aveva ricollegato il nome Stacy Whitman e aveva deglutito. Il suo amante gli aveva raccontato con dovizia di particolari quanto la donna trovasse sconveniente la loro relazione. Sbuffò.&lt;br /&gt;Non voleva filippiche.&lt;br /&gt;Non voleva sardoniche raccomandazioni.&lt;br /&gt;Non voleva semplicemente leggere nell’espressione dell’amica di Heath tutto il suo risentimento. Il medico voleva solo godersi la sua relazione extraconiugale senza che grilli parlanti inopportuni venissero a ricordargli quanto fosse sconveniente il suo comportamento. Tradiva Liam, particolare non da poco ma anche irrilevante o quasi per Stacy. Induceva al tradimento Heath, e qui la cosa per lei cominciava a farsi interessante. E, dulci sin fundo, faceva cornuto William, il fantastico William McCarthy, il direttore d’orchestra blasonato che tutti amavano, che soprattutto amava lei. A rompere quella catena di considerazioni arrivò la segretaria.&lt;br /&gt;“La signorina Whitman è arrivata.”&lt;br /&gt;“La faccia accomodare” certo non poteva dire: ‘di a lei e al suo flaccido culone di andarsene’ .&lt;br /&gt;“Salve” esalò lei entrando. Un saluto che racchiudeva in sé tutto il suo risentimento.&lt;br
